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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Enzo Bianco. Ne ha facoltà.
ENZO BIANCO. Presidente, intervengo brevemente per motivare il voto favorevole del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo, alla ratifica in esame. La convenzione in oggetto amplia, sia pure in modo meno intenso rispetto a quello che noi avremmo voluto, le competenze e la responsabilità di Europol. Per quanto concerne le materie del terzo pilastro - giustizia, sicurezza ed affari interni - più volte è stato dichiarato nel corso degli ultimi anni che in quel settore occorreva insistere per allargare le competenze de
gli organismi comunitari. In realtà, rispetto a questi annunci, poche cose sono state effettivamente realizzate e le resistenze degli Stati nazionali in materia di giustizia e di sicurezza sono francamente molto spinte e rendono molto difficile il percorso della crescita dell'integrazione in questa materia.
Uno dei pochi campi in cui si è realizzato un sia pur moderato rafforzamento delle competenze comunitarie è in materia di Europol. Siamo tutti sempre più convinti dalle analisi più attente di criminologia che, ormai, una parte rilevante dei reati commessi in ciascuno Stato nazionale sono segmenti di azioni criminali di carattere sovranazionale. Anche i reati più modesti e più banali, quelli che spesso danno più fastidio alla cittadinanza - ad esempio, il furto in appartamento e di automobili -, in realtà, sono azioni di organizzazioni criminali sovranazionali. Un mobile rubato in un appartamento viene, probabilmente, venduto non solo in un'altra città ma, spesso, in un altro paese; così come un'automobile dolosamente rubata viene poi smontata e venduta in un altro paese. La convenzione in oggetto estende, in particolare, la competenza di Europol - di questo organismo che fra qualche anno dovrà diventare un organismo di vera e propria polizia europea - ad alcuni reati importanti: quelli in materia di stupefacenti e, in particolare, quello molto significativo relativo alla tratta degli esseri umani e alle organizzazioni criminali che gestiscono l'immigrazione clandestina e lucrano sulle difficoltà e sui drammi di queste persone.
Il Governo italiano, nel 2000, si è molto battuto in tal senso. Trovo che questa Convenzione costituisca un parziale riconoscimento dell'esigenza di incrementare e rafforzare Europol. Si tratta di una via molto corretta, e per questa ragione il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo voterà a favore della ratifica di tale Convenzione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rivolta. Ne ha facoltà.
DARIO RIVOLTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutti siamo consci dell'importanza, ribadita peraltro dall'intervento svolto dall'onorevole Enzo Bianco, che riveste una vera e propria collaborazione tra le forze di polizia europee in ordine a reati che, sempre più spesso, assumono dimensioni sovranazionali. Noi guardiamo con un'ottica positiva ad Europol, al suo lavoro ed alla collaborazione tra le polizie europee. Giudichiamo favorevolmente, in tutta franchezza, anche il provvedimento in esame, il quale, in particolare, estende al riciclaggio di denaro l'attività di Europol.
Eppure, c'è qualcosa che tutti dovremmo conoscere ma che, purtroppo, non tutti, per carenza di informazioni, sanno. Infatti all'interno di Europol, un'organizzazione di polizia alla quale - lo ribadisco - guardiamo con favore, esiste un grave vulnus al diritto, qualcosa che va contro la tradizione (ormai secolare in Europa) del rispetto della persona e della tutela della libertà individuale.
Vorrei ricordare che, pochi mesi fa, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale un provvedimento che concedeva alle cinque più alte cariche dello Stato l'immunità nel periodo di esercizio delle proprie funzioni. Tale provvedimento, votato dal Parlamento italiano, aveva stabilito che, esclusivamente nel periodo di esercizio del proprio mandato, tali persone erano non al di fuori, ma al di sopra della legge. Con argomenti che immagino giuridicamente più che corretti, tuttavia, la Consulta ha stabilito che, anche se si trattava di un breve periodo di tempo, ciò non poteva essere legittimo. Ebbene, onorevoli colleghi, ciò che non tutti sanno è che, in base ad un Protocollo cosiddetto sulle immunità e sui privilegi, allegato al Trattato istitutivo di Europol, i funzionari di tale organizzazione godono, in tutta Europa, di una immunità totale ed a vita, per sempre, vale a dire che prosegue anche alla fine del loro mandato.
Europol, infatti - e tutti ci auguriamo che tale possibilità non venga mai utilizzata -, attraverso i propri funzionari, ha di fatto, oggettivamente, la licenza di uccidere. Nessun servizio segreto, né in Italia né in altri paesi europei, gode della stessa possibilità, perché comunque esiste sempre il diritto di un organo superiore di intervenire e il dovere di rispondere dal punto di vista politico. I funzionari dell'Europol, invece, sono al di sopra e al di fuori delle leggi a vita, per sempre!
Nel citato Protocollo sulle immunità e sui privilegi, come ricorderanno i colleghi presenti anche nella scorsa legislatura, l'articolo 8 stabilisce che, anche in caso incidente stradale, ed eventualmente di fronte ad un omicidio colposo o, qualora fosse possibile provarlo, preterintenzionale o intenzionale, il funzionario di Europol risponderà solo dal punto di vista civile e non penalmente. Ciò significa, ad esempio, che se qualcuno di noi, o qualsiasi cittadino, venisse investito da un funzionario di Europol nello svolgimento delle proprie funzioni, il suddetto funzionario, anche se tale investimento dovesse causare la morte dell'investito, non sarebbe tenuto, per tutta la sua vita, a rispondere penalmente di quanto ha commesso.
Se vogliamo essere più realistici e più vicini a noi, vorrei ricordare che in Italia, per mettere sotto controllo il telefono di un cittadino, occorre l'autorizzazione della magistratura. Nessun poliziotto italiano, infatti, può essere autorizzato a porre sotto controllo il telefono di un cittadino senza l'autorizzazione della magistratura; per un parlamentare addirittura occorre ancora di più! Un funzionario di Europol, la polizia incaricata di raccogliere dati ed informazioni, può invece mettere sotto controllo il telefono di ciascuno di noi e di qualunque cittadino, anche infischiadosene dell'autorizzazione di qualsiasi magistratura, e non sarà mai possibile, a vita, chiedergliene ragione.
Le immunità di cui un funzionario di Europol gode possono essere superate solamente a due condizioni: la prima è che il direttore generale della stessa Europol dichiari che quanto è avvenuto non era stato compiuto nell'esercizio delle proprie funzioni; la seconda è che tutti gli Stati aderenti ad Europol, all'unanimità, decidano che si debba considerare che tale azione non era stata compiuta nell'esercizio del proprio mandato.
Credo, onorevoli colleghi, che tale aspetto - forse meno presente all'attenzione di ciascuno di noi - sia eccezionalmente grave. Non esistono né precedenti né altri casi, in tutto l'ordinamento europeo, in cui un poliziotto appartenente a qualunque forza possa godere, nell'esercizio delle proprie funzioni, di una totale impunità (si tratta, infatti, di impunità, ancor più che di immunità).
È per tali motivi che, personalmente, non me la sento di votare contro un provvedimento che estende i compiti di Europol anche al riciclaggio e ad altri aspetti criminali; non me la sento di votare contro Europol, ma, nello stesso tempo - poiché denuncio, con veemenza, questo vulnus al diritto -, non me la sento di votare a favore del provvedimento in esame. Pertanto, mi asterrò. Credo, infatti, che sia indispensabile l'istituzione di una polizia europea e che la stessa possa esercitare il proprio mandato nel migliore dei modi, ma ritengo altresì inaccettabile che - pur con la migliore delle intenzioni - qualche funzionario di polizia europeo sia al di sopra di ogni legge, al di sopra di ogni colpa, al di sopra di ogni immunità (Applausi di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi teniamo molto alle iniziative dell'Unione europea nel campo della libera circolazione dei cittadini ed alla possibilità di offrire nuove libertà agli stessi; sappiamo che, per poter difendere tali libertà, sono necessarie quelle collaborazioni sul piano della polizia e giudiziario che, alcune volte, sembra suscitino un atteggiamento molto ostico da parte del Parlamento.
L'onorevole Enzo Bianco ha spiegato tutti i risvolti positivi dell'ampliamento di competenze di Europol a settori veramente importanti e delicati dell'attività di contrasto al crimine in Europa. Se l'onorevole Rivolta è davvero convinto che, per altri versi e per altri aspetti, l'istituzione di Europol costituisca un vulnus molto grave nei confronti del nostro ordinamento, credo che, come parlamentare della maggioranza, egli abbia le stesse nostre possibilità - forse qualcuna di più - di sviluppare su tale argomento un confronto con il Governo.
Trovo, tuttavia, ultroneo e controproducente che, in sede di approvazione di un provvedimento di segno positivo, si colga l'occasione per dare - ancora una volta, come spesso si fa - l'impressione ai nostri cittadini che la collaborazione europea nei settori di polizia, di lotta al crimine e giudiziario sia un aspetto circondato da un'aurea di negatività.
Dirò di più: in sede di Convenzione europea per la redazione del testo della nuova Costituzione, abbiamo operato per l'abbattimento della divisione tra pilastri e, quindi, per dare anche alla collaborazione giudiziaria e di polizia una cittadinanza a tutto tondo, nell'ambito della vita dell'Unione europea.
Con tali sentimenti, il gruppo dei Democratici di sinistra voterà a favore del provvedimento in esame.
PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, Relatore. In qualità di relatrice, vorrei anch'io esprimere il mio parere, che è favorevole, considerando - è un aspetto su cui vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi che stanno per esprimere il proprio voto - che si parla di un ampliamento delle competenze di Europol a reati già previsti, come quello di riciclaggio di denaro. Si tratta di un protocollo aggiuntivo che riguarda solo questo aspetto.
Tale ampliamento di competenze è possibile in base all'articolo 43 della Convenzione istitutiva di Europol, approvata da tutti gli Stati europei. Voglio anche sottolineare che il legislatore, estendendo il protocollo, si fa carico dell'autonomia dei singoli Stati, perché - perfino con un eccesso di autonomia degli stessi - prevede di inserire le attività illecite di riciclaggio di denaro, tuttavia non comprendendo i reati presupposti delle stesse attività illecite di riciclaggio di denaro che non rientrino già nella competenza di Europol.
Quindi, fermo restando quanto affermato dall'onorevole Rivolta in termini più generali, nel caso di specie credo si possa tranquillamente votare a favore del provvedimento in esame, perché da parte del legislatore vi è anche un'attenzione particolare all'autonomia dei singoli Stati ed a limitare il potere di Europol. Pertanto, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole, sulla base del mandato che mi è stato conferito dalla III Commissione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.
GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, mi ricollego alle argomentazioni dell'onorevole Rivolta, che condivido profondamente. Si confonde troppo spesso la doverosa cooperazione giudiziaria contro un crimine sempre più transnazionale con i principi base di uno Stato di diritto, soprattutto quelli costituzionali. Anche noi siamo d'accordo sull'opportunità di un più forte coordinamento tra le forze di polizia e tra gli investigatori, nonché di maggiori strumenti per intervenire contro il crimine, a livello sia nazionale sia internazionale, ma tutto questo non può prescindere da ciò che vi è al di sotto di questa norma.
Si prevede, infatti, onorevole Rivolta, che non solo i componenti dell'Europol ma anche i loro familiari siano del tutto avulsi da qualsiasi responsabilità di carattere
penale, per qualsiasi fattispecie criminale che possano aver commesso. Non è solo un problema di principi generali, ma di costituzionalità. L'obbligatorietà dell'azione penale è un principio base del nostro ordinamento costituzionale, come ha ribadito recentemente la Corte costituzionale con riferimento ad una norma dichiarata incostituzionale, già richiamata dall'onorevole Rivolta. Credo che la questione riguardi proprio il principio base dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Con il provvedimento in esame, purtroppo, non tanto e non solo si estendono alcune norme già approvate dal Parlamento, ma, allargando le potestà dei soggetti che godono di questa impunità, si crea una situazione di estremo pericolo per il nostro paese. Si dà, infatti, la possibilità di uccidere e di commettere crimini a soggetti esteri, rispetto ai quali da parte non solo del nostro ordinamento, ma anche delle istituzioni europee non vi è alcuna possibilità di controllo. Si crea, quindi, non un'immunità bensì - molto peggio - un'impunità, che non è ammissibile sulla base del nostro ordinamento costituzionale. Rispetto, quindi, l'onorevole Rivolta, che si astiene su questo provvedimento, ma noi esprimeremo un voto contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gironda Veraldi. Ne ha facoltà.
AURELIO GIRONDA VERALDI. Signor Presidente, anch'io preannuncio un voto contrario sul provvedimento in esame. Ho ascoltato con attenzione e con un po' di sorpresa ciò che ha detto poc'anzi l'onorevole Rivolta. Quanto più egli si accingeva ad enunciare i privilegi conferiti a coloro che operano in un certo settore, tanto più rimanevo incredulo. Sono dell'opinione che non è possibile che in un Protocollo sia stato inserito tutto ciò che ha enunciato l'onorevole Rivolta. Se fosse vero, sarebbe un motivo in più per esprimere un voto contrario ed invitare tutti a fare altrettanto (Applausi di deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sterpa. Ne ha facoltà.
EGIDIO STERPA. Signor Presidente, confesso che ignoravo la norma contenuta in questo Protocollo riguardante l'Europol. Mi hanno colpito molto le parole ed i concetti espressi dall'onorevole Rivolta e ciò che ha detto l'amico Pisapia, e non voglio aggiungere altro. Tuttavia, con molta fermezza, sostengo che è assurdo approvare una normativa del genere. Quindi, con spirito liberale e in nome dello Stato di diritto, preannuncio che esprimerò un voto contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.
PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, intervengo brevemente per annunciare che anche i deputati Verdi esprimeranno un voto contrario sulla ratifica di questo Protocollo che determina un ampliamento delle funzioni di Europol.
D'altra parte, già nella scorsa legislatura, i Verdi segnalarono con forza, attraverso il sottosegretario alla giustizia dell'epoca, onorevole Corleone, i rischi insiti nella creazione di questa superpolizia sottratta a qualsiasi controllo di legittimità e di legalità. Non c'è dubbio, ed i Verdi non sono soltanto consapevoli ma anche favorevoli sul punto, che vi sia la necessità di rafforzare gli strumenti di coordinamento delle polizie su base europea con l'obiettivo di rendere più efficace la lotta alla criminalità, così come la lotta al terrorismo. Ciò non può significare tuttavia la soppressione di alcune regole e garanzie poste a tutela di diritti fondamentali.
Questa ratifica imbocca, in realtà, una strada negativa, fatta di violazioni delle sovranità nazionali e delle Costituzioni nazionali; quello che più preoccupa è che essa istituisce un organo di superpolizia assolutamente autonomo ed indipendente rispetto alle leggi nazionali ed europee. Credo sia bene che il Parlamento rifletta profondamente prima di approvare questo testo;
la componente politica Verdi-l'Ulivo del gruppo Misto esprimerà pertanto un voto contrario sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Messa. Ne ha facoltà.
VITTORIO MESSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver ascoltato i colleghi Rivolta, Pisapia, Gironda Veraldi e gli altri intervenuti, non posso che dichiararmi convintamente contrario nel momento in cui mi accingo ad esprimere il voto sul provvedimento in esame.
Un voto contrario motivato anche da una seria preoccupazione: mi chiedo infatti come possa essere conforme a Costituzione una norma che, di fatto, consente a funzionari «oscuri» di polizia di uccidere un cittadino italiano, con la garanzia dell'immunità e della impunità.
Credo che sotto questo profilo il Parlamento italiano dovrebbe ragionare a fondo per avere ben presente quale futuro si stia assicurando, non soltanto per noi, ma anche per i nostri figli.
Il mio voto contrario, unitamente a quello dei colleghi che vorranno esprimersi in tal senso, non servirà probabilmente ad impedire l'approvazione del provvedimento, ma deve rappresentare un segnale forte della presenza in Parlamento di chi non intende svendere l'autonomia della propria comunità in nome di principi che sono, peraltro, assolutamente poco chiari.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buemi. Ne ha facoltà.
ENRICO BUEMI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per esprimere il voto contrario dei Socialisti democratici italiani sul provvedimento al nostro esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Arrighi. Ne ha facoltà.
ALBERTO ARRIGHI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confesso, come altri colleghi, di essere stupito e credo di dover intervenire perché siamo di fronte ad una delle grandi questioni della politica del nostro tempo: si tratta della necessità di trovare una via di mediazione tra quelle che sono le aspirazioni alla libertà dei singoli e dei popoli e le esigenze di sicurezza.
Non credo che alcuno di noi possa a cuor leggero svendere quelle che sono le proprie aspirazioni alla libertà in nome della sicurezza: ad ogni quota di sicurezza acquisita, non può essere ceduta alcuna quota di sovranità!
Per questa ragione, mi accingo ad esprimere un voto contrario sul provvedimento, intendendo dare così un segnale politico molto chiaro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sinisi. Ne ha facoltà.
GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su questa materia stia maturando una certa confusione.
I nostri operatori di polizia che lavorano a L'Aja, qualora non ricevessero quelle immunità di cui stiamo discutendo, sarebbero soggetti alla legislazione olandese. Quelle immunità non sono funzionali alla «licenza di uccidere» di cui si sta parlando in questa sede, con un ragionamento assolutamente privo di senso; sono funzionali invece alla non sottoposizione alla legislazione di uno Stato per poliziotti che provengano invece da tutti gli Stati dell'Unione europea e che rimangono in qualche misura soggetti alla legislazione nazionale, fermo restando che la loro operatività all'estero è tutelata e disciplinata dalle immunità.
Per quanto riguarda, invece, le immunità, queste vengono concesse con riferimento alle attività di mero coordinamento informativo. È chiarissimo in Europa che qualora venisse riconosciuta una funzione investigativa e, quindi, una funzione operativa diretta di polizia, tali immunità
sarebbero eliminate. Ciò è chiarissimo ed è evidente per tutti. Parlare di «licenza di uccidere» è una colossale sciocchezza.
DARIO RIVOLTA. Articolo 8 del protocollo!
GIANNICOLA SINISI. Stiamo parlando, invece, di un'immunità funzionale che fa riferimento a compiti già consolidati di cui oggi stiamo approvando meramente l'estensione.
Quindi, non soltanto per una questione di ragionevolezza, ma anche di buonsenso logico-giuridico, invito l'Assemblea ad approfondire il tema ed a votare a favore del provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
ROBERTO ANTONIONE, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO ANTONIONE, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, credo sia giusto fare chiarezza perché, rispetto alle affermazioni che ho avuto modo di sentire, devo precisare che il provvedimento in esame nulla ha a che vedere con privilegi, immunità e quant'altro. Stiamo esaminando un accordo che sostanzialmente estende le competenze al riciclaggio: capite perfettamente cosa ciò significhi dopo l'11 settembre.
Le altre questioni sollevate sono in parte collegate ma, eventualmente, possono essere discusse in altra sede ed approfondite in altra occasione e, quindi, non hanno niente a che vedere con quanto stiamo esaminando ora. Se non dovessimo approvare questo provvedimento, non solo creeremmo una situazione di grave difficoltà per le nostre forze, ma verremmo meno anche ad un impegno assunto dal Governo.
Dunque, sulla base di tali considerazioni, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole sul provvedimento in esame (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).
ENZO BIANCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENZO BIANCO. Signor Presidente, vorrei esprimere il mio apprezzamento al sottosegretario. Si è ingenerato un equivoco: la convenzione che stiamo esaminando non c'entra niente con il problema giusto e sacrosanto denunciato dal collega Rivolta. È vero che vi è un eccesso di immunità nei confronti dei funzionari di Europol, ma la convenzione che stiamo ratificando si limita ad estendere la competenza di Europol ad alcuni reati gravissimi, come il riciclaggio e la tratta di esseri umani. Non vorrei che, sollecitati da una giusta protesta del collega Rivolta, si votasse contro una convenzione che, a detta dello stesso collega, è positiva. Non vorrei che la Camera cadesse in un equivoco.
ANTONIO LEONE. C'è un qui pro quo!
DARIO RIVOLTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DARIO RIVOLTA. Signor Presidente, auspico, per i motivi detti prima, che il provvedimento in esame venga approvato, ma continuo a ribadire che il mio voto personale sarà di astensione. Ritengo sia giusto, infatti, attirare l'attenzione del Governo e dei media europei sul fatto che è in vigore una norma che costituisce un vulnus per il rispetto delle singole persone, concedendo un abuso di potere da parte delle polizie.
Ha detto bene l'onorevole Enzo Bianco: tale specifico provvedimento - come ha dichiarato anche il Governo - non tocca l'argomento delle immunità. Ritengo che il disegno di legge debba essere approvato perché tutti vogliamo che il reato contemplato sia maggiormente monitorato anche da Europol. Tuttavia, credo che contemporaneamente sia giusto, con numerosi voti
di astensione, segnalare che si tratta di un problema aperto. Purtroppo, non è facile rimetterlo in discussione. Tutti sappiamo che quel protocollo - mi riferisco al protocollo delle immunità e dei privilegi che, all'articolo 8, prevede esplicitamente un'immunità anche per incidenti stradali con vittime se il conducente è un funzionario di Europol - fu ratificato nella scorsa legislatura dopo un lungo dibattito parlamentare, con l'impegno del Governo italiano a rinegoziare a livello europeo proprio tali aspetti.
Il Governo italiano di allora lo fece, ma dato che per la rinegoziazione è necessaria l'unanimità di tutti gli Stati aderenti - anche per spostare una virgola! -, l'unica cosa che riuscì a rinegoziare fu una migliore precisazione delle competenze, alle quali i funzionari di Europol potevano appellarsi per ottenere quell'immunità. Pur meglio precisando tali competenze, non si sono però eliminati quei vulnus, che ancora persistono (il famoso articolo 8, il fatto che può essere messo sotto controllo qualunque telefono, il fatto che possono compiersi abusi, sempre all'interno dell'esercizio di quelle funzioni, seppur meglio precisate, senza che vi sia alcuna conseguenza).
Credo che la maggioranza di quest'Assemblea, anche se approverà il provvedimento in esame, pretenda comunque che il Governo si impegni a rinegoziare ulteriormente il Protocollo in esame, a livello europeo, in sede multinazionale - l'unica nella quale è possibile arrivare ad eventuali modifiche -, affinché si elimini questo abuso giuridico, che consente ad alcune persone di essere totalmente al di fuori e al di sopra di ogni legge. Ciò riguarda - lo ripeto, perché sia chiaro - non soltanto i nostri funzionari in Italia, ma qualunque funzionario di Europol, di qualunque paese europeo, che si trovi in qualunque altro paese europeo. Infatti, noi potremmo trovarci di fronte al caso di un poliziotto danese che commette delle illiceità nel nostro paese, senza poter disporre di alcuno strumento per punirlo.
Pertanto, pur ritenendo che l'Assemblea debba approvare questo provvedimento - perché, come è stato già detto, non è questo il caso in cui si può parlare di protocolli di immunità -, credo tuttavia che, di fronte a qualche significativo voto di astensione e al dibattito che stiamo svolgendo, il Governo possa capire che deve assolutamente porre la questione della rinegoziazione di questi aspetti nell'unica sede competente, cioè il consesso dei paesi aderenti ad Europol (Applausi del deputato Zacchera).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Selva. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Intervengo non come presidente della Commissione affari esteri, ma per dire che di questo provvedimento si è parlato molto in sede di Commissione, dove, con la sola eccezione degli onorevoli Mantovani e Rivolta, abbiamo tutti concordato sul fatto che la vigilanza da parte del Governo, nell'applicazione effettiva di quest'immunità, dovrà essere la più attenta possibile, perché si tratta di diritti fondamentali dei cittadini, anche in condizioni eccezionali, come la lotta al terrorismo e al riciclaggio di denaro sporco. Non credo, quindi, che vi sia il problema di dare avvertimenti attraverso qualche voto di astensione.
Ovviamente, ciascuno di noi è libero di votare senza vincolo di mandato; tuttavia, mi pare che in questo caso siamo tutti d'accordo nel riferire che il provvedimento in esame non inciderà minimamente sull'abuso di poteri. Dunque, possiamo con tranquillità e serenità procedere alla sua approvazione. Anche se sarà necessario operare qualche rinegoziazione - credo che il Governo senta questa responsabilità e non si sottrarrà a tale obbligo -, ritengo che approvare il disegno di legge in esame sia per noi un dovere, oltre che un importante sostegno alla lotta di tutto ciò che rappresenta un'offesa alla libertà dei cittadini e ai principi fondamentali, nei quali vogliamo tutti continuare a credere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca Poggiolini. Ne ha facoltà.
CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Anche i deputati di Alleanza Popolare-UDEUR guardano con molto interesse al contenuto di questo provvedimento, che estende l'operatività dell'Europol, dandogli tra l'altro una maggiore consistenza a livello europeo, con sedi adeguate. Non possiamo però sottacere qualche perplessità, che scaturisce dal dibattito appena svoltosi, oltre che da quello avvenuto in Commissione.
Siamo, pertanto, favorevoli all'approvazione del provvedimento in esame, ma ci asterremo dal voto convinti che la maggioranza, che in questo momento ha la responsabilità di Governo, sarà in grado di portare avanti la questione del rafforzamento del corpo di polizia a livello europeo. Comunque, con riferimento alle garanzie che il nostro paese, per la sua forte civiltà giuridica, deve assicurare a tutti i cittadini, il nostro voto sarà di astensione.
GIULIANO PISAPIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, credo che questo dibattito sia stato importante per chiarire ed approfondire il tema molto delicato della violazione, così com'è emerso nel corso di alcuni interventi, di alcuni diritti fondamentali dei cittadini, del vulnus democratico presente all'interno della Convenzione Europol. Pertanto, l'allargamento delle competenze dell'Europol comporterà una serie dei rischi. È vero che il disegno di legge in esame si limita ad allargare le competenze dell'Europol ovvero l'operatività dei soggetti appartenenti alla polizia sovranazionale, ma si amplieranno anche i casi di impunità, di possibili violazioni delle leggi dello Stato (in contrasto con la Costituzione), nonché di mancata tutela dei diritti dei cittadini.
Per tale motivo, il nostro voto sarà contrario, anche se ritengo sia stato molto utile, qualunque decisione assumerà il Parlamento, approfondire tale tema.
Credo che da questo dibattito emerga l'impegno di tutto il Parlamento, e spero anche del Governo, ad attivarsi affinché su certe norme vi sia una riflessione non solo all'interno del Parlamento, ma anche a livello europeo.
VALDO SPINI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sa come funzionano le cose a livello di convenzioni europee. Se dovessimo seguire l'invito, formulato da alcuni colleghi, ad astenerci o ad esprimere un voto contrario su tale provvedimento, si bloccherebbe l'esecuzione della Convenzione Europol a livello europeo. È come se, da parte dell'Italia, venisse l'indicazione di uscire dall'Europol. Non ci si rende conto della gravità di ciò che qualcuno sta proponendo.
Sono il primo ad avvertire la necessità di un confronto con il ministro dell'interno sulle modalità di impiego dei poliziotti nell'Europol (in verità, credo che ciò che ha affermato l'onorevole Sinisi abbia una certa valenza e possa senz'altro costituire un'interpretazione diversa). È, altresì, importante discutere sull'immunità della polizia dell'Europol, ma l'Italia non può bloccare l'esecuzione di questo accordo (lo bloccherebbe per tutti i paesi europei), soprattutto a fronte di alcuni reati infamanti (come il riciclaggio e la tratta degli esseri umani), per i quali è necessaria una collaborazione internazionale, perché, altrimenti, non sarebbe all'altezza delle tradizioni proprie del Parlamento italiano.
Presidente Mastella, onorevole Antonione, dovremmo senz'altro assumerci l'impegno di dedicare al tema dell'immunità tutta l'attenzione necessaria, ma non diamo l'esempio di un Parlamento riluttante a battersi a livello europeo contro reati infamanti, che hanno bisogno di una difesa adeguata per la tutela delle libertà e dei diritti dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, ciò che ha affermato il collega Spini è condivisibile; mi sento, tuttavia, a disagio perché, come affermato numerose volte in Commissione affari esteri, insieme al collega Rivolta, gli anni, le legislature sono trascorse, ma il problema non è stato risolto.
Sul provvedimento in esame mi asterrò (ciò non significa che sono contrario al medesimo), perché non si è riusciti a normare in maniera corretta il potere di questi funzionari. Credo, infatti, che proprio nel momento del voto debba essere espresso il disagio da parte di quei deputati secondo i quali, nell'interesse dei cittadini, devono essere assolutamente perseguiti i reati e deve, a tale riguardo, essere attribuito mandato ad Europol. Vi devono essere, però, dei limiti nell'applicazione di queste norme da parte di alcune persone.
Ritengo, invece, che sia questo il momento in cui ci si può esprimere.
La mia astensione è convinta e non si dica che in Commissione esteri questi problemi non sono stati sottolineati, in quanto tantissimi colleghi lo hanno fatto, in primis il collega Rivolta e anche il sottoscritto.
EGIDIO STERPA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EGIDIO STERPA. Signor Presidente, prendo nuovamente la parola per evidenziare un aspetto molto semplice e chiaro: il mio voto contrario non è irrazionale - come sembrerebbe da quanto affermato dagli amici Bianco, Spini e Sinisi -, è razionalissimo.
Si tratta di una contrarietà non a questo provvedimento, ma ad un'immunità che ritengo richieda da parte del Governo l'impegno a impugnare questo caso a livello internazionale oltre che a livello parlamentare. Comunque, confermo il mio voto contrario.
PIER PAOLO CENTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, ovviamente confermo la dichiarazione di voto resa in precedenza. Tuttavia, nel corso del dibattito, ho colto la necessità - al di là di come i singoli deputati e i gruppi decideranno di votare rispetto a questo allargamento - di un impegno a svolgere una discussione, anche di verifica, rispetto al funzionamento di Europol in relazione alle immunità e al tema più generale che sottende quello oggi in discussione.
Infatti, è giunto il momento che sia il ministro dell'interno sia quello della giustizia, cogliendo il senso della discussione di oggi, sentano la necessità di venire in Parlamento a riferire sul funzionamento di Europol, nonché sulle possibili modifiche strutturali che a questo organismo devono essere apportate per tenere conto delle giuste e legittime preoccupazioni esistenti in ordine alle garanzie che vengono calpestate da questo strumento nella sua attuale definizione, così come ratificata dal Parlamento nella scorsa legislatura.
PIER PAOLO CENTO. Chiedo dunque al Governo di dichiarare la propria disponibilità ad una discussione di merito sul funzionamento di Europol. Ciò in quanto ritengo che quanto emerso oggi, anche in maniera impropria, evidenzi un disagio che il Parlamento e il Governo non possono certo sottovalutare.
PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, Relatore. Vorrei dire all'onorevole Cento e a tutta l'Assemblea che ciò di cui stiamo discutendo oggi in aula è già stato ampiamente discusso in Commissione e che tutti questi argomenti sono stati già sollevati.
Dunque, se oggi, in qualità di relatrice, propongo all'Assemblea di esprimere un voto favorevole, non è certo per aver trascurato questi aspetti che, al contrario, sono stati valutati; in particolare, in Commissione il Governo ha assunto un formale impegno a ridiscutere la questione relativa alle immunità e alle impunità, mentre questa è tutt'altra cosa. Infatti, si tratta di un provvedimento che si autolimita: in un comma estende la competenza e in quello successivo afferma che i reati-presupposto non fanno parte di questo protocollo.
Dunque, invito il Governo a rinnovare anche in aula l'impegno già assunto in Commissione, volto a discutere in generale la questione delle immunità e, in particolare, a cercare di rinegoziare l'articolo 8 del protocollo cui si è fatto cenno.
Quindi, se oggi chiediamo l'approvazione del presente provvedimento, non lo facciamo per superficialità e per non aver preso in considerazione tali aspetti; lo facciamo invece dopo aver dibattuto ed ottenuto un formale impegno da parte del Governo.
ENRICO BUEMI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENRICO BUEMI. Signor Presidente, purtroppo la discussione odierna non sarà l'ultima ed è stata anticipata anche dalla discussione di altri argomenti di pari importanza, quale quello del mandato di arresto europeo.
Credo che troppo spesso si sottovalutino le questioni di principio, che sono tali al momento di approvare un provvedimento, ma che diventano concrete e particolarmente problematiche al momento dell'applicazione delle disposizioni da parte delle autorità preposte a tale compito.
Mi rendo conto che aggiungiamo, per così dire, un pezzo ad un trattato già esistente e che, quindi, un voto contrario potrebbe sembrare troppo strumentale. Ci sono responsabilità che ognuno di noi deve assumersi personalmente e, nel momento in cui ne prende coscienza, è giusto che lo faccia in maniera adeguata.
Sono convinto che non faccia bene al nostro paese, né ai nostri principi, né alla nostra civiltà giuridica lasciar passare provvedimenti che recano simili vulnus. (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo).
AURELIO GIRONDA VERALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha due minuti di tempo a disposizione.
AURELIO GIRONDA VERALDI. Signor Presidente, mi sento in colpa per una ragione molto semplice, ovvero per aver approfondito in precedenza il tema in oggetto, la cui importanza e rilevanza sono emerse in questo momento.
Il tema è importante, ma il problema è che oggi, con il pretesto o con la premessa di trasferire nel trattato un'appendice, non facciamo altro che approvare quel Protocollo, perché noi oggi condividiamo, trasferendo tale appendice, il Protocollo stesso. Mi rendo conto però dell'importanza del voto contrario e questo mi induce a rivedere l'intransigenza che avevo manifestato, nel rispetto di alcuni princìpi che comunque devono presiedere a tutto e nei confronti di tutto. Per tale ragione, annuncio il mio voto di astensione.
ROBERTO ANTONIONE, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO ANTONIONE, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Onorevoli deputati, mi rendo conto che il Governo con il suo intervento riapre il dibattito, però credo che la situazione sia delicata e quindi non vorrei che, per ragioni di tempo o di spazio, qualche convincimento non sia così puntuale rispetto a quanto stiamo votando. Sarebbe gravissimo se questo provvedimento venisse respinto dal Parlamento, anche alla luce del voto già
espresso in precedenza dallo stesso e perché si bloccherebbe completamente l'operatività di Europol per tutti gli altri paesi.
A fronte degli interventi e delle preoccupazioni sulla questione dei privilegi, ribadisco che il provvedimento in esame non ha nulla a che vedere con i privilegi e che esiste un impegno formale del Governo, assunto in Commissione e che ribadisco adesso in Assemblea, a discutere in una delle due sedi in merito a tale questione affinché non ci siano fraintendimenti di sorta.
Vi invito ad evitare che un voto contrario a questo provvedimento metta in gravissima difficoltà il nostro paese nei confronti delle altre nazioni che hanno aderito alla Convenzione.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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