Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 486 del 7/7/2004
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4810)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, il Memorandum di intesa firmato a Jakarta il 18 febbraio 1997 dai ministri della difesa italiano e indonesiano si basava sulla convinzione che la cooperazione tra i due paesi, nel settore dei materiali per la difesa, potesse favorire il consolidamento delle capacità difensive dei due Stati ed il loro sviluppo industriale nello specifico settore della difesa.
Il Memorandum d'intesa italo-indonesiano sulla cooperazione nel settore della difesa si inserisce pertanto nel quadro degli accordi di cooperazione in campo militare che il Ministero della difesa italiano ha sempre più frequentemente concluso su base sia bilaterale che multilaterale, anche al fine di dare impulso allo sviluppo dell'industria della difesa...

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, per cortesia!

GIUSEPPE MOLINARI. ...una industria - vale la pena dire - che per capacità di innovazione può dare un vero e proprio impulso a tutto il sistema produttivo italiano, soprattutto a quella grande impresa che, purtroppo, fa segnare da alcuni anni un costante ridimensionamento in termini occupazionali.
La procedura di ratifica del Memorandum, firmato a Jakarta il 18 febbraio 1997, è stata negli anni scorsi bloccata, come affermato nella relazione introduttiva al provvedimento, a causa della instabilità della situazione interna dell'Indonesia, legata anche al processo di indipendenza che Timor Est aveva avviato a seguito del referendum dell'agosto 1999: processo conclusosi con la proclamazione, il 20 maggio 2002, della Repubblica democratica di Timor Est. Il nostro paese ne sa qualcosa, considerato che ha inviato un suo contingente militare, sotto l'egida internazionale, per garantire la stabilità in quell'area.
Si è perciò atteso che si compisse il processo di stabilizzazione e di democratizzazione dell'Indonesia prima di riavviare la procedura di ratifica del Memorandum, oggetto del disegno di legge di ratifica.
La collaborazione nei campi tecnico-logistici e dell'industria per la difesa di cui all'articolo 1 si riferisce, in maniera particolare, alla cooperazione nei settori degli impianti, della logistica e dell'industria per la difesa. Si tratta di settori importanti in grado di dare buoni risultati tra i due paesi.
Per questi motivi, il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo esprimerà un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovani. Ne ha facoltà.


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RAMON MANTOVANI. Signor Presidente, purtroppo, non sono d'accordo con il collega della Margherita: questo disegno di legge propone la ratifica di un accordo che costituisce una delle pagine più vergognose approdate in questo Parlamento negli ultimi decenni!
Quando il trattato venne firmato, in Indonesia erano in corso i massacri contro la popolazione di Timor Est; in Indonesia c'era una dittatura che perseguitava qualunque dissenso politico e sindacale; in Indonesia era al potere un regime che si vantava di essere alleato delle potenze occidentali, ma che non esitava a reprimere nel sangue ogni forma di dissenso della popolazione!
Quel regime cadde a distanza di poche settimane dalla visita del ministro della difesa del Governo italiano del tempo, recatosi a Jakarta per firmare l'accordo accompagnato da uno stuolo di trafficanti d'armi.
Naturalmente, nella relazione si dimentica di dire, in modo alquanto ipocrita, che, se il trattato è stato, per così dire, sospeso, bloccato (come spiega la relazione del Governo), ciò lo si è dovuto fare perché quel regime è sprofondato nell'impopolarità e, come sempre capita a regimi di tal fatta, è stato travolto da un movimento popolare che l'ha fatto cadere. E l'Italia, che si era recata fornire armi ad uno dei regimi più sanguinari di tutto l'Oriente, ha dovuto bloccare la ratifica e l'esecuzione del trattato.
Che senso ha, chiedo al relatore ed al Governo, dare esecuzione al trattato? Certo, in Indonesia sono stati compiuti passi verso la democrazia: proprio pochi giorni fa si sono svolte le elezioni; ma che senso ha dare esecuzione al trattato quando, ad esempio, non ne esiste uno analogo con la Repubblica democratica di Timor Est? Considerato che l'Indonesia comprendeva, a quel tempo, Timor Est ed era dilaniata da un conflitto per l'indipendenza di quest'ultimo paese, perché, prima di dare esecuzione a quello in esame, non si provvede a stipulare un analogo trattato con Timor Est, non foss'altro che per garantire la stabilità dell'area? Non lo si fa perché, dietro, vi sono gli affari di importanti imprese italiane, che devono trafficare, che devono vendere armi! Ecco perché, oggi, il trattato viene ripreso e si insiste per la ratifica l'esecuzione.
Timor Est non ha bisogno di armi! Casomai, avrebbe bisogno di maggiore osservazione, di maggiore cautela nelle relazione diplomatiche, di pressioni democratiche. Non si dimentichi che uno dei tre candidati alla Presidenza, anche se le elezioni non gli sono andate bene, è tra i massimi responsabili dei massacri compiuti contro le popolazioni di Timor Est: dovrebbe essere inseguito da un mandato di cattura internazionale per crimini contro l'umanità!
Per questi motivi, noi troviamo sinceramente vergognoso - ripeto: semplicemente vergognoso - che si proceda all'approvazione del disegno di legge di ratifica ed esecuzione al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, non intendo ripetere le motivazioni per le quali esprimeremo un voto contrario sul disegno di legge di ratifica e di esecuzione di questo Accordo, perché sono già state espresse in maniera molto chiara, anche se con voce un po' rauca, dal collega intervenuto prima di me.
Il principio che ci differenzia da tanti gruppi parlamentari è la ricerca della pace in ogni contesto e la risoluzione dei conflitti non attraverso l'uso delle armi.
Qualunque disegno di legge di ratifica di accordi che preveda esportazioni delle nostre armi, che inevitabilmente tendono a rinfocolare situazioni di crisi, ci vede assolutamente contrari.
Credevamo che il Memorandum d'intesa, fatto a Jakarta il 18 febbraio 1997, fosse stato opportunamente sepolto dopo i cambiamenti politici che per fortuna si sono verificati in Indonesia. Tra l'altro, il fatto che fosse stato sottoscritto nel 1997


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la dice lunga sulla politica non chiara di tutti i Governi che si sono susseguiti in Italia rispetto alle esportazioni delle armi e agli accordi che vanno in questo senso.
Non si tratta di criminalizzare l'attuale Governo, ma non è chiaro per quale motivo in questo momento il Governo decida di ratificare un Memorandum che sembrava sepolto. Non è stato spiegato dal relatore né si evince dalla relazione del Governo.
Quindi, anche io chiedo chiarimenti e preannuncio il voto contrario dei deputati Verdi.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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