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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Squeglia. Ne ha facoltà.
PIETRO SQUEGLIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo esprimerà un voto favorevole su questo disegno di legge di ratifica che prevede l'autorizzazione alla ratifica e all'esecuzione del Protocollo aggiuntivo all'accordo di Mosca del 20 gennaio 2000 tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della federazione russa per l'assistenza italiana nella distruzione degli stock di armi chimiche nella Federazione russa.
Ricordiamo che il primo accordo italo-russo per l'assistenza italiana nella distruzione delle armi chimiche nella Federazione russa si inseriva nel quadro della Convenzione di Parigi del 1993 riguardante il divieto dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio e utilizzo delle armi chimiche, prevedendo la loro distruzione.
Secondo tale Convenzione, la Federazione russa è tenuta ad effettuare la distruzione di tutti gli arsenali di armi chimiche entro il 2007. Noi riteniamo che l'Italia, con lo stanziamento di 5 miliardi di lire per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 abbia offerto un contributo sostanziale in questa direzione ed abbia espresso, per questa via, la volontà di consolidare il processo di disarmo ed il controllo degli armamenti, accelerando in particolare il delicato processo di distruzione degli stock di armi chimiche. Il finanziamento di 5 milioni di euro previsto dal Protocollo aggiuntivo consente il completamento di quelle infrastrutture necessarie per completare l'opera di distruzione degli armamenti chimici.
Il disegno di legge che ci accingiamo ad approvare deve essere inteso a nostro avviso come espressione di una volontà tesa a sostenere lo sviluppo del più ampio quadro prospettato dal partenariato globale contro la diffusione delle armi e del materiale di distruzione di massa proclamato in occasione del vertice del G8 del giugno 2002.
Con la nostra convinta adesione, noi confermiamo la nostra ferma volontà di consolidare il processo di disarmo e di accelerare la realizzazione del concetto di partenariato globale concordato nel G8, che prima ho ricordato.
In base a tali osservazioni, ribadisco e confermo nuovamente il voto favorevole della Margherita, DL-L'Ulivo sul provvedimento al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo esprimerà voto favorevole sul disegno di legge di ratifica del Protocollo aggiuntivo sottoscritto dall'attuale Governo nell'aprile 2003 con il Governo della Federazione russa, che integra l'accordo di Mosca sulla stessa materia, cioè la distruzione di armi chimiche, stipulato nel gennaio 2000 e che è inoltre attuativo dell'accordo multilaterale sottoscritto con la Convenzione di Parigi nel gennaio 1993.
Esprimeremo voto favorevole perché siamo anche convinti che sia stato utile aggiungere questa parte, che riguarda un programma di lavoro ed un finanziamento aggiuntivo, all'accordo per la distruzione di armi chimiche, dopo i drammatici eventi dell'11 settembre del 2001.
Questo accordo ha in qualche modo tale origine: cercare di ribadire il lavoro per la lotta alla proliferazione delle armi e dei materiali di distruzione di massa con la riduzione del rischio per materiali ed armi che potrebbero essere utilizzati a scopi terroristici. Abbiamo apprezzato, quindi, tale finanziamento aggiuntivo ed anche tale obiettivo specifico al quale si è rivolta l'integrazione all'accordo del 2000.
Tuttavia, vorremmo far notare che nell'odierna seduta della Camera sono all'ordine del giorno dieci disegni di legge di ratifica, sei dei quali ratificano accordi stipulati dall'attuale Governo e quattro dai Governi della passata legislatura. Vorremmo cioè riproporre, a tre anni dall'inizio della legislatura, il tema - sollevato
ieri in aula dall'onorevole Ruzzante e ripreso dalla collega Paoletti Tangheroni, dal presidente Selva e dal sottosegretario Ventucci - relativo alle sessioni di ratifica di accordi internazionali ed alla necessità di semplificare e razionalizzare tale momento di vita parlamentare anche nel senso di consentire una vera discussione su indirizzi di politica estera.
È ben strano che sia stato il sottosegretario per i rapporti con il Parlamento a dichiarare una piena disponibilità a ragionare sulla proposta da noi avanzata nel corso legislatura e, invece, il Ministero degli esteri continui a non proporre al Parlamento l'atto, annunciato ormai oltre un anno fa, con il quale si era impegnato a rivedere le procedure che conducono alla ratifica degli accordi internazionali.
Vorrei ricordare all'Assemblea ed al rappresentante del Ministero degli esteri che, allo stato attuale, passano normalmente oltre cinque anni tra la firma e l'entrata in vigore di un accordo. A fronte di un tempo medio di discussione parlamentare inferiore all'anno, la principale responsabilità per tale lungo tempo è del Governo, non dell'attuale Governo, anche dei Governi precedenti. Mi riferisco ad una procedura macchinosa che conduce dalla negoziazione di un accordo bilaterale o multilaterale alla ratifica sulla base dei principi sanciti dall'articolo 80 della Costituzione.
Il gruppo dei Democratici di sinistra ha avanzato una proposta che ha iniziato il suo iter in Commissione esteri e poi ha ricevuto un parere da parte del Ministero degli esteri non negativo sugli obiettivi, ma sullo strumento normativo. Il Ministero, nell'esprimere tale parere in Commissione, ha presentato un documento impegnandosi a realizzare comunque alcune pratiche di semplificazione, razionalizzazione e coinvolgimento del Parlamento nelle ratifiche che non ha ancora portato all'attenzione delle Camere né del Consiglio dei ministri.
Ad esempio, nell'odierna seduta abbiamo esaminato due provvedimenti praticamente identici, riguardanti accordi di mutua assistenza amministrativa con la Croazia e con l'Ucraina. Tali accordi esistono con molti altri paesi: sarebbe utile conoscere quanti e sapere perché proprio quei paesi e non l'insieme dei paesi, ad esempio, dell'ex est europeo. Perché si è fatto prima un accordo con un determinato paese piuttosto che con un altro paese? Oppure, sempre in questa seduta, esamineremo due accordi praticamente identici (le Convenzioni consolari con la Georgia e con la Repubblica di Moldova), che meriterebbero ugualmente una discussione su questo tipo di trattati, che spesso fra l'altro viene sollecitata anche dai relatori dei provvedimenti o dai parlamentari che intervengono. In questa stessa seduta, esaminiamo inoltre due provvedimenti concernenti la ratifica di accordi relativi alle politiche della difesa, uno con l'Indonesia, l'altro con la Georgia. Pur essendo accordi parzialmente diversi, tuttavia anche in questo caso entriamo in un campo, il settore della difesa, nel quale esistono accordi bilaterali con oltre cinquanta Stati. È quindi ovvio che, quando se ne aggiungono altri, sarebbe utile una discussione, ad esempio sulle politiche in materia di difesa e di sicurezza del nostro paese. Ed ancora, in questa stessa seduta abbiamo esaminato, approvandoli, due disegni di legge di ratifica relativi alla politica euromediterranea, uno con la Croazia, l'altro con il Libano; segnalo, peraltro, che in un caso si trattava di un provvedimento già approvato dal Senato. Infatti, dei dieci provvedimenti di ratifica che stiamo esaminando, sette sono già stati approvati dal Senato.
Evidenzio queste informazioni sia per avere un quadro unitario delle dieci ratifiche, sia per ribadire una sollecitazione forte, da parte del nostro gruppo, a riprendere in Commissione l'esame di quella proposta di legge. Il problema è che, a fronte della richiesta di un parere alla Commissione affari costituzionali avanzata dieci mesi fa, da parte della Commissione affari esteri, tale parere non è ancora arrivato. È ovvio che la mancanza del parere della Commissione affari costituzionali sta pregiudicando e rallentando la discussione della proposta, sulla quale invece
ancora ieri in aula la relatrice, il rappresentante del Governo ed altri esponenti della maggioranza - non solo i gruppi dell'opposizione - hanno ribadito una vasta convergenza, almeno negli obiettivi.
Concludo, quindi, preannunciando il nostro voto favorevole alla ratifica del Protocollo aggiuntivo all'Accordo per l'assistenza italiana nella distruzione degli stock di armi chimiche nella Federazione russa. Al tempo stesso, sollecitiamo la Presidenza della Camera e la Commissione affari esteri a riprendere rapidamente l'esame del testo della proposta normativa succitata, che consentirebbe di esaminare in un'unica discussione, due volte l'anno, l'insieme delle ratifiche che il Governo ritiene utile portare all'attenzione della Camera. Ciò, senza nessun obbligo per il Ministero degli affari esteri o per il Governo di portare all'attenzione della Camera provvedimenti per i quali non si ritiene pronto. In questo senso, mi auguro - ripeto - che anche da parte della Presidenza della Camera, oltre che da parte della Commissione, vi sia una ripresa dell'iniziativa per la discussione di quella proposta di legge (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento
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