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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo brevemente per preannunziare che il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo voterà a favore della ratifica dell'Accordo stipulato tra il nostro Governo e quello dell'Ucraina. Tale scelta si inserisce nell'ambito di una logica di collaborazione tra i diversi paesi che deve essere rafforzata, in particolare in alcune materie cardine per il futuro della nostra politica estera, soprattutto la lotta alla criminalità, in tutte le sue forme.
In questo Accordo riconosciamo la bontà di una collaborazione forte nella repressione dei reati di contraffazione e di commercio illegale, che colpiscono gravemente la nostra economia. Abbiamo sempre sottolineato l'importanza di un'attività integrata tra la nostra amministrazione doganale e quelle degli altri paesi. In una logica di allargamento dell'Unione europea - in particolare dopo l'allargamento avvenuto il 1o maggio con l'ingresso delle repubbliche baltiche, della Polonia e degli altri paesi del nord-est dell'Europa - l'Accordo con l'Ucraina riveste ancora maggiore importanza.
Credo vada sottolineata, in particolare, la possibilità che questo Accordo offre di avviare indagini comuni tra le due amministrazioni doganali a seguito di semplice richiesta da parte dell'una o dell'altra parte e la possibilità per i funzionari dei due paesi di collaborare nelle indagini comuni.
Credo che questa sia la strada che dobbiamo seguire per tutelare il nostro patrimonio economico e industriale, che richiede, in particolare, una lotta contro la contraffazione. Gli strumenti degli accordi doganali sono quelli corretti per riuscire a difendere i prodotti del nostro paese. Le comuni battaglie condotte sui marchi e sulla difesa della parte migliore della nostra economia - quella che non può essere spostata o decentrata e che richiede, proprio per ciò, una difesa forte - si muovono in tale ottica, ossia verso la costruzione di una partnership forte.
Concludo affermando che la politica estera deve essere oggetto di una capacità di dialogo tra le forze politiche, in particolare su tali temi, sui quali abbiamo sempre offerto il nostro contributo. Ciò è successo sia in sede di Commissione sia nella fase di ratifica dei trattati internazionali in Assemblea. Un'ulteriore riflessione andrebbe condotta sull'iter che tali trattati internazionali oggi debbono seguire, in cui siamo costretti a procedure molto lunghe per offrire risposte che, invece, dovrebbero essere fornite in tempi rapidi.
Oggi stiamo autorizzando la ratifica di un trattato firmato il 13 marzo 2003 (abbastanza recentemente, quindi, visto che in questa giornata abbiamo approvato anche la ratifica di trattati internazionali stipulati nel 2001!). Credo, quindi, che sulla capacità di offrire risposte più rapide alle esigenze di collaborazione con gli altri Stati una riflessione sarebbe necessaria. Di ciò la Commissione affari esteri si è occupata. Vi è una riflessione importante in merito, che vede la partecipazione di tutti i gruppi. Speriamo che si arrivi presto ad una semplificazione dell'iter di approvazione dei trattati internazionali, con il mantenimento del ruolo centrale del Parlamento, ma anche con la capacità di rispondere in maniera più adeguata alle esigenze di tempistica.
Il nostro voto sarà pertanto favorevole, per le motivazioni che sottendono alla sottoscrizione di questo trattato e che vedono un rafforzamento della collaborazione tra il nostro Governo e molti paesi che si trovavano oltre l'ex cortina di ferro su temi che richiedono, in maniera forte, una mutua assistenza amministrativa, per la prevenzione di una serie di reati, ed anche una collaborazione politica per lo sviluppo del nostro continente (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Onorevoli colleghi, dobbiamo prestare particolare attenzione a quella fascia di paesi situati tra l'Unione europea e la Russia, rispetto ai quali non è in atto un procedimento di allargamento della stessa Unione europea, ma che ci interessano molto dal punto di vista della stabilizzazione economica, della sicurezza ed anche del rapporto che deve intercorrere dopo lo scioglimento dell'ex Unione sovietica.
Salutiamo pertanto con favore questo accordo con la Repubblica dell'Ucraina, che riguarda un atto di buonsenso: la mutua assistenza amministrativa per la prevenzione, l'accertamento e la repressione delle infrazioni doganali.
Però, al di là della materia specificamente trattata, tale atto sta a significare che l'Italia, oltre ad occuparsi dei temi dell'allargamento dell'Unione europea, mantiene ed anzi intensifica il rapporto con altri paesi europei che in questo momento non sono coinvolti da un processo del genere. Quindi vi è anche una spinta, un incitamento al Governo a proseguire su questa strada, che del resto è confortata anche dai rapporti parlamentari fra i due paesi, che sono molto intensi.
Effettivamente, bisogna anche salutare positivamente quanto già diceva il collega Rosato. Una volta tanto, si tratta di un Accordo fatto il 13 marzo 2003, che il Senato ha già approvato e che oggi possiamo rendere definitivo. Ciò significa che, talvolta, se vi è la volontà, certi accordi possono essere ratificati in maniera più sollecita di quanto finora non sia stato fatto.
Con questi intendimenti, invitiamo l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole anche nel campo dello sviluppo dei rapporti fra l'Italia e la Repubblica Ucraina, che assume grande rilievo per il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIOVANNI DEODATO, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI DEODATO, Relatore. Signor Presidente, come ho già ricordato nella mia relazione introduttiva, ribadisco brevemente che questo Accordo mira a consentire una più corretta applicazione delle rispettive legislazioni dei due paesi (parlo, naturalmente, di legislazioni doganali) ed a rafforzare i mezzi di lotta contro il traffico illecito di stupefacenti, la frode e la contraffazione delle merci e dei marchi. Semplificando
anche le procedure doganali, questo Accordo faciliterà il compito degli operatori e renderà più trasparente l'interscambio commerciale tra i due paesi.
Credo che si debba sottolineare anche l'importanza di questo Accordo fra l'Italia e l'Ucraina che costituisce oggi, dopo la Russia, il più grande dei paesi ad est dell'Unione europea. Proprio per i suoi stretti legami politici, economici e storici con la Polonia e con la Russia e per il suo progressivo inserimento nello scacchiere economico e strategico occidentale, l'Ucraina può costituire, in un futuro a medio e lungo termine, il nuovo avamposto di un'Unione europea che si estende progressivamente verso oriente, coinvolgendo sempre più i paesi dell'ex Unione sovietica.
Quale paese cerniera - ossia, a metà tra l'Europa e l'Asia - l'Ucraina costituisce un importante frontiera economica che merita di essere seguita con attenzione per le importanti opportunità che offre ai nostri operatori, i quali già da alcuni anni stanno provvedendo a rilanciare il ruolo dell'industria italiana nell'ambito dello sviluppo e della crescita economica di questo paese.
In questo senso, il mondo dell'imprenditoria italiana guarda con molto interesse all'opportunità che potrà offrire in futuro il cosiddetto Corridoio 5, che collegherà Lione, Torino, Milano, Venezia, Trieste e Lubiana proprio ai terminali orientali, da Budapest a Kiev.
Signor Presidente, alla luce di queste considerazioni esprimo un vivo compiacimento per questo Accordo e, naturalmente, preannunzio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia.
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