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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, sul quale in precedenza è mancato il numero legale.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 384
Astenuti 14
Maggioranza 193
Hanno votato sì 354
Hanno votato no 30).
Prendo atto che gli onorevoli Fanfani e Crisci non sono riusciti ad esprimere il proprio voto e che quest'ultimo avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, intervengo per sottolineare, anche a nome degli altri colleghi dell'opposizione che, a seguito delle notizie pervenuteci dal Senato, abbiamo preso atto dell'impegno del Governo di venire a riferire alle Camere la prossima settimana. Dunque, per tale ragione, abbiamo deciso di partecipare nuovamente ai lavori dell'Assemblea.
NINO STRANO. Grazie, le siamo grati! Tutta l'Italia le è grata, onorevole Castagnetti!
FRANCESCO GIORDANO. Ancora parlate!
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4222 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché, nelle dichiarazioni di voto relative all'articolo 1, i colleghi intervenuti hanno giustamente sollevato, nel momento in cui ci apprestiamo a ratificare un accordo delle Comunità europee con la Croazia, la questione degli esuli, dei loro discendenti e delle difficoltà ancora esistenti nel rapporto tra questa comunità e lo Stato della Croazia.
Tuttavia, visto che la questione era stata posta anche in Commissione, mi aspettavo che il Governo ci aiutasse ad esprimere alcune valutazioni su questo tema che suscita - è stato annunciato qualche voto contrario, anche se noi esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento - una preoccupazione diffusa, condivisa e attuale.
Dico ciò in quanto l'atto che stiamo per ratificare è un accordo firmato dall'attuale Governo e, inoltre, non si tratta di un accordo dell'Italia, ma delle Comunità europee (nel senso che non vi è soltanto l'Unione europea, ma anche la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Comunità europea dell'energia atomica).
Credo, quindi, che l'Italia debba favorire questo tipo di relazioni e di convergenze positive. L'accordo è voluminoso e importante e rappresenta una tappa rilevante, anzi fondamentale per l'ingresso della Croazia nell'Unione europea, ingresso
non ancora calendarizzato ma che è già nella prospettiva dei rapporti di una nuova Europa.
Tuttavia, il Governo avrebbe dovuto informare - anche perché è stato sollecitato in tal senso in sede di Commissione - su quanto intenda fare in merito ad un problema che non va sovrapposto a quello dell'accordo in questione, ma che pure esiste. Mi riferisco al problema degli esuli, dei loro discendenti, di alcuni accordi bilaterali tra Italia e Croazia, purtroppo non completamente onorati da parte croata, nei confronti di una popolazione in esilio da decenni, e perfino da sessant'anni.
Mi rivolgo, quindi, al Governo - come facciamo spesso in occasione dell'esame dei disegni di legge di ratifica - perché non si proceda ad una votazione esclusivamente burocratica dei vari articoli, ma si cerchi di comprendere lo stato delle relazioni internazionali con il paese interlocutore dell'accordo, anche rispetto ad alcune emergenze di politica estera. Infatti, la richiesta relativa alla questione degli esuli si aggiunge ad altre che fanno invece parte specifica dell'accordo.
L'XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), nell'esprimere parere favorevole, aveva tuttavia richiamato il Governo a dare conto in Assemblea sullo stato di reciprocità delle norme relative ai settori economici svantaggiati, disciplinati tra i paesi più forti e più deboli. Visto che era la stessa Commissione a chiederlo, forse il Governo avrebbe potuto informare l'Assemblea in proposito. Anche la XIII Commissione (Agricoltura), nell'esprimere parere favorevole, ha richiamato l'annosa e delicata questione della zona economica esclusiva del Mare Adriatico, oggetto anche di risoluzioni e dibattiti in sede di Commissione. Su tale tema sarebbe stato utile che il Governo, nel proporre la ratifica cui noi stessi aderiamo, informasse l'Assemblea, perché il problema assume un grande rilievo nei rapporti specifici tra Italia e Croazia.
Quindi noi, pur essendo ovviamente favorevoli alla ratifica di un accordo fra le Comunità europeee e la Croazia, chiediamo al Governo di seguire questi provvedimenti, consentendo al Parlamento di avere piena consapevolezza e coscienza dello stato delle relazioni e dei problemi che esistono, nonché del modo in cui il Governo sta cercando di risolverli. Né in sede di discussione sulle linee generali, né in Commissione, né oggi in questa fase abbiamo purtroppo ascoltato quelle assicurazioni e quegli indirizzi che invece ci sembra importante vengano garantiti, per una questione di trasparenza ed anche di coinvolgimento democratico del Parlamento, nel momento in cui quest'ultimo, rispettando i princìpi dell'articolo 80 della Costituzione, si accinge a ratificare un accordo firmato dal Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non condivido la timidezza del Parlamento italiano nel rappresentare, nel momento in cui si ratifica una convenzione internazionale, i diritti degli italiani in Croazia. Si rischia di votare il provvedimento in oggetto in maniera burocratica, come se fosse un atto dovuto, su cui non si può discutere né inserirvi elementi qualificanti per l'azione del Governo italiano, in difesa dei suoi cittadini, degli italiani, del lavoro italiano, dei diritti degli italiani, delle proprietà degli italiani, della cittadinanza italiana per coloro che da quei paesi provengono.
Esiste ancora la situazione assurda per cui, in una stessa famiglia di esuli italiani, alcuni di essi - genitori o figli - possono risultare di nazionalità italiana, mentre agli altri non spetta analogo diritto di cittadinanza. Ho presentato una proposta di legge al riguardo; tuttavia, ritengo che, se non si discutono tali problemi in occasione della ratifica di un trattato o comunque se il testo non è completo, il Governo debba riferire all'Assemblea su tutti i problemi in itinere per sciogliere i nodi che tuttora permangono nei rapporti con il paese in questione.
Pertanto voterò decisamente e in modo convinto «no». Ritengo assolutamente insoddisfacente
il modo in cui si procede alla ratifica dell'accordo in esame e credo che la timidezza alla quale ho fatto riferimento non onori questo Parlamento. Infatti, rispettare i rapporti di amicizia e i trattati non può portare a negare quella che dovrebbe essere una presa di posizione del Parlamento italiano in difesa di quella italianità, di quelle terre e di quei cittadini: chi è rimasto lì non ha, infatti, gli stessi diritti di chi non è di origine italiana. Sarebbe stata necessaria un'ulteriore riflessione, in assenza della quale non ritengo di dover esprimere voto favorevole sul provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 405
Astenuti 22
Maggioranza 203
Hanno votato sì 367
Hanno votato no 38).
Prendo atto che l'onorevole Cima non è riuscita a votare e che intendeva esprimere voto favorevole.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 e della proposta emendativa ad esso riferita (vedi l'allegato A - A.C. 4222 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
GIOVANNI DEODATO, Relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.1, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, in quanto lo scopo di tale emendamento è quello di aggiornare la copertura finanziaria, a decorrere dal 2004, per il periodo 2004-2007.
PRESIDENTE. Il Governo?
Posso richiamare l'attenzione del Governo (Commenti)? Il Governo deve esprimere il parere.
MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.1, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, un tempo i voti contrari alla Camera significavano qualcosa. Abbiamo assistito a numerosi voti contrari da parte del gruppo di Alleanza nazionale. Non comprendiamo il motivo per cui il Governo non tenti neppure di chiedere il voto favorevole da parte della propria maggioranza. Non so se avremo l'interim anche per il sottosegretario agli affari esteri, con delega per gli affari europei!
Ritengo che un atto di tale importanza debba essere approvato con un concorso corale. Peraltro, onorevoli colleghi della Casa delle libertà, è stato proprio il Presidente del Consiglio Berlusconi a sollecitare l'accelerazione dell'ingresso della Croazia, accanto alla Bulgaria e alla Romania, nell'Unione europea.
Chiediamo dunque che, qualora sussistano problemi, essi emergano, e crediamo che il Governo abbia il dovere di chiedere alla maggioranza di sostenere il provvedimento in esame. In tal senso, concordo con le osservazioni svolte dall'onorevole Calzolaio (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 415
Astenuti 19
Maggioranza 208
Hanno votato sì 386
Hanno votato no 29).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 414
Astenuti 20
Maggioranza 208
Hanno votato sì 378
Hanno votato no 36).
Passiamo all'esame dell'articolo 4, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4222 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 411
Astenuti 20
Maggioranza 206
Hanno votato sì 371
Hanno votato no 40).
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