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G) Interrogazione
da diversi giorni una dozzina di ex detenuti della città di Cosenza sta inscenando una serie di pacifiche manifestazioni per sollecitare l'interesse delle istituzioni nazionali e locali alla loro difficile situazione;
essi sono stati rimessi in libertà dopo l'approvazione da parte del Parlamento del cosiddetto «indultino» e del conseguente sconto sulla pena detentiva comminata loro;
la legittima soddisfazione per la riacquisizione dello stato di libertà ha presto lasciato il posto alla comprensibile preoccupazione per la mancanza di un'occupazione in grado di operare un effettivo reinserimento nel tessuto sociale cittadino;
al momento tale legittima aspirazione non ha trovato soddisfazione;
anche le istituzioni più sensibili ad intervenire per provvedere al disagio sociale, come il comune di Cosenza, non hanno la possibilità di incidere positivamente, a causa delle ristrettezze di bilancio provocate dai tagli del Governo;
se, infatti, il Parlamento bene ha fatto a seguire le sollecitazioni provenienti da un'opinione pubblica diffusa ed ispirata dalle giuste prese di posizione del Pontefice, che invocava maggiore attenzione nei confronti dei detenuti, è ineluttabile che venga consentita a coloro che escono dalle carceri di essere posti nelle condizioni di non tornare a delinquere per procurarsi i mezzi di sostentamento -:
se e quali iniziative intenda prendere per far fronte alla grave situazione patita dagli ex detenuti di Cosenza, che è la stessa riscontrabile in tanta altre parti del Paese;
se e quante risorse il Governo intenda trasferire agli enti locali per provvedere alla risoluzione di una situazione che rischia di diventare drammatica ed esclusiva.(3-02842)
(6 novembre 2003)