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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per il decentramento del Ministero della giustizia per la modifica
della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della Corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa nonché per l'emanazione di un testo unico (testo risultante dallo stralcio dell'articolo 12 del disegno di legge n. 4636, deliberato dall'Assemblea il 5 maggio 2004) e delle abbinate proposte di legge di iniziativa dei deputati Burani Procaccini; Cento, Bonito ed altri; Pisapia e Russo Spena; Pezzella e Nespoli; Trantino; Fragalà ed altri; Fragalà; Fragalà; Fragalà; Gazzara ed altri; Anedda ed altri; Buemi ed altri; Buemi ed altri; Buemi ed altri; Buemi ed altri; Anedda ed altri; Malgieri; Vitali; Vitali ed altri; Vitali e Arnoldi; Taormina ed altri; La Grua; Fanfani e Fistarol; Landolfi; Fragalà; Pisapia; Oricchio; Cola ed altri; Pisapia; Pisapia; Pisapia; Pisapia; Oricchio ed altri; Oricchio ed altri; Pittelli ed altri; Oricchio ed altri; Pisapia; Buemi ed altri.
Ricordo che nella seduta del 16 giugno 2004 è stato approvato l'articolo 1.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei chiederle la cortesia di informare l'Assemblea sulle valutazioni effettuate dalla Presidenza in relazione all'applicazione del comma 4 dell'articolo 116 del regolamento: mi interesserebbe sapere, infatti, se vi siano proposte emendative per le quali è stato ritenuto ammissibile lo scrutinio segreto.
Lei ovviamente comprenderà, attesa la delicatezza della materia, quanto teniamo al fatto che, su alcune delle proposte emendative presentate, soprattutto quelle inerenti ai principi di fondo o all'applicazione di sanzioni penali (in proposito, credo che ve ne sia una, in particolare, presentata dal collega Fanfani), possa essere chiesta la votazione a scrutinio segreto. Pertanto, a questo punto, prima di passare all'ulteriore svolgimento dei lavori dell'Assemblea, ritengo necessario, indispensabile e quantomeno opportuno che l'Assemblea stessa conosca le decisioni assunte dalla Presidenza al riguardo.
Signor Presidente, lei comprenderà quanto sia rilevante la materia che ci accingiamo a trattare. Vedo presente in aula il ministro Giovanardi: abbiamo letto le dichiarazioni da lui rilasciate alle agenzie di stampa ed abbiamo appreso che vi è l'intenzione da parte del Governo, fino a questo momento, di valutare se porre o meno la questione di fiducia. Dal momento che è in atto tale valutazione - ma vedo il ministro diligentemente pronto «a partire», e dunque ho l'impressione che la stessa sia stata già compiuta -, la decisione della Presidenza sull'ammissibilità del voto a scrutinio segreto diventa essenziale. Infatti, al di fuori da ogni infingimento, lei sa che il comma 4 dell'articolo 116 del regolamento prevede esplicitamente che, in presenza di provvedimenti per i quali è possibile chiedere la votazione a scrutinio segreto, il Governo non possa porre la questione di fiducia.
Pertanto, la decisione della Presidenza della Camera rispetto alla richiesta di voto segreto, che avanzo formalmente in questo momento per talune delle proposte emendative presentate, è importante. Chiedo lo scrutinio segreto anche per la votazione finale del provvedimento, poiché si tratta di una riforma istituzionale che incide sulla prima parte della Costituzione, vale a dire sui valori essenziali e sui principi di fondo che regolano la nostra comunità nazionale, e che riguarda anche i metodi e l'organizzazione che portano alla determinazione delle sanzioni penali, e quindi delle restrizioni della libertà dei cittadini. Pertanto, a mio avviso sussistono tutte le condizioni per procedere con lo scrutinio segreto in sede di votazione finale del provvedimento, oltre che su alcune proposte emendative.
Quindi, signor Presidente, le sarei molto grato se volesse formalmente esprimere la valutazione della Presidenza della Camera rispetto a questa formale richiesta e, quindi, rispetto alla possibilità che sugli emendamenti e sul provvedimento sia chiesto il voto segreto.
D'altro canto, signor Presidente, lei comprenderà - anche per il suo ruolo politico, che in questo momento conta poco, ma sicuramente le dà la sensibilità per comprendere le mie affermazioni - che nel momento in cui si annunzia la posizione della questione di fiducia, sostanzialmente per impedire a colleghi della maggioranza di poter concorrere a costruire un provvedimento migliore, impedire il voto segreto diventa doppiamente lesivo dell'autonomia dell'Assemblea e doppiamente grave per il valore della democrazia. Infatti, il voto segreto serve proprio a consentire a chi dissente di manifestare liberamente il suo voto. Nel momento in cui lo si dovesse impedire, vi sarebbe una serie di conseguenze a cascata: no al voto segreto, sì alla fiducia, la decadenza degli emendamenti, la chiusura della discussione; eventi che - poiché si ripetono frequentemente in questa legislatura - ci inducono a riflettere molto sul metodo di governo che si sta instaurando. Pertanto diamo un valore anche politico alle sue decisioni. La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, mi sembra che la questione da lei posta, sebbene corretta, sia un po' prematura. Devo far rilevare che il comma 4 dell'articolo 116 del regolamento si riferisce alle votazioni che si tengono obbligatoriamente a scrutinio segreto. Siamo, invece, in presenza di un testo legislativo in relazione al quale il ricorso allo scrutinio segreto è eventuale, a richiesta.
Il testo del provvedimento, nel suo complesso, non è sottoponibile a votazione segreta; il suo esame è stato contingentato sin dal primo calendario. Se, quindi, su singoli emendamenti sarà chiesto il voto segreto, esamineremo la relativa richiesta di volta in volta.
Per quanto riguarda la questione di fiducia, allo stato il Governo non l'ha ancora posta. Notizie di agenzia fanno dedurre che si possa andare in tale direzione ma, al momento, ripeto, la questione di fiducia non è stata ancora posta. Vedremo pertanto, nel prosieguo della seduta, quale sarà l'orientamento del Governo e quindi decideremo di conseguenza.
Ed ora procedamus in pace ...
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, le chiedo formalmente una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, le ho risposto di no. Non è sottoponibile a votazione segreta.
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