Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 478 del 16/6/2004
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4963)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mereu. Ne ha facoltà.

ANTONIO MEREU. Signor Presidente, nel preannunciare il voto favorevole del gruppo dell'UDC, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Motta. Ne ha facoltà.

CARMEN MOTTA. Signor Presidente, il decreto-legge in esame prevede finanziamenti per interventi straordinari da realizzare a Parma, città designata ad ospitare la sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, al fine di assicurarne la funzionalità.
Sappiamo che vi è l'intenzione, da parte del direttore esecutivo, di procedere al trasferimento a Parma dell'Agenzia entro il 2005. Tale Agenzia attualmente ha un organico di 50 addetti, che aumenteranno a 200-300 entro la fine del 2005, con un sensibile incremento della popolazione residente nella città di Parma e dell'indotto sul piano delle presenze, che si produrrà grazie allo sviluppo delle attività scientifiche dell'Agenzia.
In diverse occasioni abbiamo sottolineato che l'intero territorio, provinciale e regionale, se saprà cogliere tutti gli stimoli che deriveranno dall'insediamento di questa Agenzia, potrà attuare una vera svolta. Tuttavia, a nostro avviso, si è commesso un errore non accogliendo i nostri emendamenti, in quanto ciò penalizza per le altre istituzioni che hanno molto lavorato affinché questo risultato fosse ottenuto, nonché quelle parti del territorio che hanno concorso all'insediamento dell'Agenzia in questione. Ciò è sbagliato - lo dicevo prima - in quanto tutti hanno contribuito con le proprie specificità e con il loro ruolo al raggiungimento di tale obiettivo; il fare sistema è stata la carta vincente che ha reso credibile un intero territorio come sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.
Abbiamo proposto emendamenti per inserire non a caso la regione, perché in previsione esistono accordi e sono intercorse intese che rafforzerebbero e rafforzeranno sicuramente il lavoro delle varie istituzioni. Ricordo che c'è bisogno di cooperare e di includere, non certo di escludere; il coinvolgimento di più istituzioni non avverrebbe solo in virtù di buoni intenti, bensì in base a specifiche previsioni di legge. Le nostre norme prevedono che su molti di questi temi intervenga non solo la regione, ma anche la provincia.
Il subemendamento del Governo che stanzia ulteriori 20 milioni di euro per finanziare interventi nel comune di Parma per il trasporto pubblico e per i rifiuti urbani non ha potuto prescindere da una nostra precisa segnalazione, ovvero che su quei temi era assolutamente necessario prevedere l'accordo di programma con la regione. Quindi, a maggior ragione, segnaliamo che le nostre proposte non erano solo strumentali, bensì avanzate in base alle stesse leggi vigenti che, per determinate materie, prevedono la specificità delle competenze in capo alla regione e alla provincia.
Quindi, con questi nostri emendamenti, abbiamo inteso apportare un contributo. In sede di voto finale ribadiamo che il loro mancato accoglimento, con un'unica eccezione, peraltro parzialmente modificata dalla relatrice e relativa al coinvolgimento della regione Emilia Romagna, ci rende insoddisfatti. Le nostre proposte intendevano potenziare il quadro dell'istituzione dell'Autorità alimentare all'interno del comune di Parma, della sua area urbana e del suo territorio provinciale.
Tengo anche a precisare in sede di dichiarazione di voto, che l'elenco delle richieste avanzate al Governo dal tavolo interistituzionale per l'insediamento dell'Autorità alimentare era, all'inizio del


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2004, molto ampio. Comprendeva, infatti, interventi sulla viabilità, come il citato progetto della via Emilia-bis (lo definisco in tal modo per brevità) presente nei nostri emendamenti, i collegamenti viari di accesso alla città dalla Pedemontana, dalla Bassa, l'adeguamento del collegio Maria Luigia in quanto sede prescelta della scuola europea, su cui però abbiamo riscontrato insensibilità, come mi sento di poterla definire. Infatti, mentre è stato accolto un emendamento dei colleghi della Lega Nord Federazione Padana che permette maggiori possibilità di intervento da parte di altri territori - l'autorità è di Parma, ma si inserisce in un contesto regionale e nazionale -, i nostri emendamenti, che pure recuperavano gli interventi previsti ed avanzati come proposta al Governo dal tavolo interistituzionale, non hanno incontrato la sensibilità e l'attenzione da noi attesa.
Da ultimo, le nostre proposte avevano l'intento di dare maggiore forza ad un intero territorio e non erano assolutamente motivati da un atteggiamento di contrarietà né di freddezza. Anzi, i nostri emendamenti si ponevano l'obiettivo di ottimizzare la materia, in un contesto di corretto e leale rapporto e nell'ambito di un confronto istituzionale che ha visto e deve vedere - nonostante quanto affermano alcuni colleghi - le diverse istituzioni impegnate, ciascuna per le proprie competenze, a realizzare quelle opere che l'insediamento dell'Autorità alimentare europea richiede.
Tutto questo costituiva un'opportunità straordinaria, che però non è stata assolutamente sfruttata; ce ne rammarichiamo profondamente.
Il nostro voto finale sarà di astensione, in quanto intendiamo ribadire il consenso all'adozione di interventi volti a migliorare la città di Parma e il suo territorio. Riscontriamo tuttavia un limite molto forte, costituito dal fatto che la provincia di Parma, che è stata la promotrice della candidatura a sede dell'Agenzia e ha notevolmente contribuito nel tavolo istituzionale, non vede riconosciuto neppure un intervento migliorativo per fare fronte alle proprie esigenze di viabilità e infrastrutturali, e non sono accolte neanche le proposte relative al territorio del comune di Parma, quale la sede della scuola europea per i figli dei funzionari comunitari.
Tutto ciò, a nostro avviso, è incomprensibile. Siamo consapevoli del fatto che si tratta di un'occasione non ripetibile per dare un'opportunità a tutto il territorio provinciale. Ribadisco, sotto questo punto di vista, la nostra insoddisfazione e il voto di astensione del gruppo dei Democratici di sinistra (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Marcora e di cedere la Presidenza all'onorevole Mussi, avverto che è immediatamente convocata la Conferenza dei presidenti di gruppo, al fine di poter rendere, dopo la votazione finale, le comunicazioni sull'organizzazione dei lavori della prossima settimana.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 17,20)

LUCA MARCORA. Signor Presidente, il gruppo della Margherita si asterrà nella votazione finale sul provvedimento in esame, per i motivi che abbiamo avuto modo di esporre nel corso dell'illustrazione degli emendamenti. Lo stanziamento di 70 milioni di euro, incrementato di ulteriori 20 milioni di euro, è destinato esclusivamente ad interventi infrastrutturali e viabilistici nel comune di Parma, o meglio, nel centro storico.
Ciò contravviene alla semplice considerazione che la sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare è stata individuata a Parma per l'attinenza del suo territorio ai temi della produzione agroalimentare e della sicurezza alimentare. Il presidente della provincia, Borri, propose per primo la grande sfida di individuare Parma quale sede dell'Agenzia, creando un contesto, a livello verticale, tra diverse


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istituzioni locali (mi riferisco al comune di Parma, alla provincia, alla regione Emilia-Romagna, nonché al Governo) e, a livello orizzontale, fra le diverse associazioni di rappresentanza degli interessi, dando luogo a una rete e ad un vero e proprio sistema la cui coesione e la cui unitarietà hanno permesso di vincere la battaglia per l'individuazione della sede dell'Agenzia a Parma. Partendo proprio dai motivi per cui Parma è stata individuata a livello europeo quale sede dell'Agenzia, dobbiamo valutare le iniziative infrastrutturali da assumere per favorire l'insediamento dell'Agenzia stessa.
Non possiamo dunque dimenticare il territorio: Parma ha ottenuto la sede dell'Agenzia per la sicurezza alimentare grazie all'eccellenza del suo sistema agroalimentare, costituito da piccole e medie imprese, da multinazionali di dimensioni notevolmente elevate, da imprese dell'indotto agroalimentare, di impiantistica, di logistica e via dicendo. Si tratta di un sistema costituito altresì da prodotti tipici e da prodotti DOP (basti ricordare il consorzio del parmigiano reggiano e il consorzio del prosciutto di Parma). Se da ciò sono derivati la candidatura e il successo della candidatura stessa, tale aspetto fondamentale non può essere trascurato neppure negli interventi infrastrutturali: l'Agenzia servirà a Parma e al suo territorio se riuscirà ad avere relazioni e sinergie con tutte le istituzioni esistenti sul territorio stesso (la stazione sperimentale per le conserve, i laboratori dell'università, i consorzi dei prodotti tipici, le stesse industrie agroalimentari) che non si trovano nel centro storico di Parma.
Dall'altro lato, appare assolutamente inefficace risolvere i problemi relativi alla viabilità del centro storico se poi non ci si occupa di tutti i problemi relativi alla viabilità della provincia e all'accesso alla città di Parma, perché ovviamente, in questo modo, risolveremmo soltanto una piccola parte del problema.
Se l'idea di sicurezza alimentare che ha vinto a Parma è stata quella che tiene sì al controllo igienico-sanitario della grande trasformazione agroalimentare, ma anche alla tipicità, al legame con il territorio, alla disciplina delle produzioni DOP, allora gli interventi necessari erano quelli contenuti nei nostri emendamenti che, invece, vengono assolutamente dimenticati da questo decreto-legge, dove vi è una visione miope, «parmacentrica» e alla fine anche inefficace, perché, ripeto, se si risolvono i problemi relativi alla viabilità del centro storico, ma non quelli relativi all'accesso alla città di Parma, alle tangenziali e alle assi viarie della provincia, ovviamente non avremo preso le iniziative più efficaci.
D'altro canto, ricordiamoci che non esiste soltanto il problema della viabilità. Come abbiamo già detto durante l'illustrazione dei nostri emendamenti, esiste il problema della scuola, il problema della convegnistica, il problema dell'informazione.
Vi è anche il problema della formazione. La provincia di Parma ha presentato un progetto, per quanto riguarda la formazione dei dipendenti pubblici, delle banche e dei servizi privati alle persone che sicuramente potrebbero facilitare l'insediamento dei dipendenti dell'Authority. Tutto questo non farebbe altro che rispettare quanto stabilito nell'accordo quadro tra il Ministero delle infrastrutture e la regione Emilia Romagna, dove era previsto il coinvolgimento della regione nella definizione degli interventi necessari. Del resto, anche la legge obiettivo - da cui poi fra l'altro vengono tratte le risorse per finanziare le iniziative, almeno i 70 milioni di euro per i primi interventi - specificamente prevedeva un coinvolgimento e un'intesa con la regione.
Vorrei concludere dicendo all'onorevole Raisi che è inutile che si scaldi, noi non siamo stati assolutamente confusi, abbiamo posto un problema di metodo - cioè quello della concertazione tra i diversi livelli istituzionali, con un maggiore coinvolgimento della regione Emilia Romagna e della provincia di Parma -, abbiamo posto dei problemi seri di contenuto - cioè gli interventi specifici secondo noi necessari per rendere più funzionale l'insediamento dell'Authority a Parma - e abbiamo addirittura reperito delle coperture


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finanziarie: visto che il Governo, per i successivi venti milioni previsti nel subemendamento, non ha saputo far altro che prendere questi soldi dal fondo per la difesa del suolo, noi abbiamo cercato di trovare coperture alternative.
Non dimentichiamo poi che anche la regione Emilia Romagna ha fatto la sua parte. Come ricordava l'onorevole Motta, c'è un accordo sulla viabilità che prevede uno stanziamento di 7 milioni di euro. Anzi, sembra che fino ad oggi gli unici soldi certi siano quelli stanziati dalla regione; questo decreto-legge deve ancora andare al Senato, quindi lo sapremo alla fine, ma almeno per adesso ci sono soltanto i fondi della regione.
Se vogliamo rendere efficace l'insediamento dell'Authority europea a Parma, non dobbiamo dimenticare il problema dell'Authority nazionale sulla sicurezza alimentare. Il Libro bianco prevede espressamente la realizzazione di un focal point nazionale che coordini i rapporti con l'Autorità europea. Noi siamo l'unico paese in Europa che, pur essendo stato prescelto come sede dell'Authority europea, non ha ancora costituito il focal point nazionale! A tal proposito abbiamo presentato un ordine del giorno che insiste sulla necessità di creare questa Agenzia nazionale sulla sicurezza alimentare. All'esame della Commissione affari sociali vi sono diverse proposte di legge raccolte in un testo unificato di cui è relatore l'onorevole Battaglia; il Governo finora ha impedito che l'iter parlamentare procedesse. Sarebbe ora che finalmente l'Italia si decidesse ad istituire l'Agenzia nazionale, per rendere operativa dal punto vista della sicurezza alimentare l'efficacia dell'Autorità europea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ghiglia. Ne ha facoltà.

AGOSTINO GHIGLIA. Signor Presidente, vorrei soltanto ribadire il voto favorevole di Alleanza nazionale e sottolineare quanto ha già detto l'onorevole Raisi poc'anzi e cioè che, al di là degli importanti emendamenti di sostanza presentati dall'opposizione, il fatto reale è che questo Governo ha adottato un provvedimento sostanziale e sostanzioso, oltre che doveroso, per la città e la provincia di Parma e per l'insediamento dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del gruppo della Lega nord. Anche da parte nostra vi è la massima soddisfazione per l'approvazione di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garagnani. Ne ha facoltà.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, intervengo semplicemente per ribadire il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sul disegno di legge in esame, che riconosce la realtà costituita da Parma e dalla sua provincia, realtà che indubbiamente ha la vocazione per meritare un provvedimento di questo tipo.
Crediamo che il Governo abbia tenuto conto degli interessi della realtà cittadina ed anche di quelli degli operatori economici dell'Emilia Romagna, la quale vede in quella città il punto di riferimento di una serie di interessi, soprattutto nel settore alimentare, che produrranno benefici effetti, non solo per la regione Emilia Romagna stessa, ma per tutto il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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