Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 478 del 16/6/2004
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 4636-bis.

(Ripresa esame articolo 1 - A.C. 4636-bis)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.42, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 366
Votanti 364
Astenuti 2
Maggioranza 183
Hanno votato
136
Hanno votato
no 228).

Prendo atto che gli onorevoli Calzolaio, Lussana e De Brasi non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto altresì che l'onorevole Bova non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere voto favorevole.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, mi richiamo alla sua precedente comunicazione


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all'Assemblea. Già questa mattina sarei dovuto intervenire, e lo faccio adesso, per segnalare alla sua attenzione un fatto che si verifica abbastanza frequentemente, ossia che colleghi, soprattutto membri del Governo, sono collocati in missione. Poi accade abbastanza spesso che, nel corso della seduta, i colleghi siano presenti e che decidano in maniera opportunistica se essere considerati in aula e votare, oppure se essere considerati in missione e quindi non votare.
Signor Presidente, l'istituto della missione non è un optional per cui i colleghi o i membri del Governo possono collocarsi in missione a piacimento. Le chiederei di rivolgere particolare attenzione a questo aspetto perché, come lei sa, la questione delle missioni incide sul numero legale. Allora la Presidenza non può considerare o non considerare i deputati in missione, a seconda delle proprie convenienze di parte o anche di opportunità di seduta.
Vorrei pertanto chiederle di essere in seguito più rigoroso per evitare che si verifichino sceneggiate come quella di oggi, rilevata da lei, e cioè che ci siano ancora alcuni sottosegretari che risultano in missione, ma che, come lei ha osservato, e come risulterà dal resoconto, sono presenti. È questo un atteggiamento disdicevole che non può essere tollerato!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, è sempre accaduto che gli uffici ricevano una comunicazione scritta relativa ai membri del Governo in missione, in base alla quale compilano l'elenco dei deputati in missione. È chiaro comunque che la sua è una osservazione non priva di fondamento, sia in generale sia in riferimento alla seduta odierna.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.43, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
146
Hanno votato
no 235).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.83, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 372
Maggioranza 187
Hanno votato
361
Hanno votato
no 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 389
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato
152
Hanno votato
no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.45, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390


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Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
152
Hanno votato
no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 388
Astenuti 3
Maggioranza 195
Hanno votato
151
Hanno votato
no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Perlini 1.81, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 393
Astenuti 2
Maggioranza 197
Hanno votato
382
Hanno votato
no 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.47, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 393
Astenuti 5
Maggioranza 197
Hanno votato
157
Hanno votato
no 236).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.84, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
390
Hanno votato
no 6).

Avverto che, a seguito dell'esito della precedente votazione, l'emendamento Finocchiaro 1.50 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato
164
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Finocchiaro 1.56 e Crosetto 1.57, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 395


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Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato
157
Hanno votato
no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Finocchiaro 1.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 399
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato
160
Hanno votato
no 239).

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, approfitto di questa dichiarazione di voto sull'articolo 1 per riassumere, sia pure brevemente, la posizione politica del gruppo al quale appartengo.
Partendo dall'oggettiva constatazione delle disfunzioni che il sistema della giustizia presenta, teniamo a rimarcare che questo provvedimento presenta caratteri di disorganicità e di marginalità che ci lasciano sicuramente insoddisfatti e che, di conseguenza, non ci consentono di esprimere su di esso un giudizio positivo.
Nella sua oggettività, quella premessa avrebbe dovuto imporre una valutazione più approfondita delle cause dei mali che affliggono il sistema della giurisdizione ed avrebbe dovuto indirizzare verso soluzioni più organiche: non si può pensare di affrontare il problema posto dal dovere di rendere ai cittadini un servizio della giustizia migliore se non si ha di questo una visione organica, ovvero se, pur avendone una simile visione (del che non voglio dubitare), ci si limita ad approntare soluzioni settoriali che non sono in grado di affrontare compiutamente tutte le problematiche che le disfunzioni esistenti propongono.
L'ordinamento giudiziario è quella parte della struttura della giurisdizione che attiene all'organizzazione interna del servizio: in termini di uomini, ma non di strutture; in termini di organismi, ma non di disponibilità finanziarie. Affrontare questi problemi è certamente importante, ma non esaustivo: nel momento stesso in cui si decide di affrontare la questione della giurisdizione, bisogna cominciare a mettere i problemi in fila, partendo dall'organizzazione complessiva del servizio e verificando le risorse finanziarie di cui si dispone per affrontare le oggettive disfunzioni (è proprio di questi ultimi tempi la lamentela con la quale i magistrati pongono in risalto la mancanza dei mezzi minimali per far fronte ai problemi che il servizio pone). Inoltre, bisogna avere l'umiltà intellettuale di confrontarsi, con spirito positivo, con tutti coloro che sono direttamente impegnati nel compito di rendere il servizio in parola - avvocati, magistrati e tutto il personale addetto al funzionamento della macchina giudiziaria -, al fine di elaborare un progetto complessivo che, partendo dalle strutture, attraversi anche l'organizzazione dell'elemento personale e, in tal modo, offra al cittadino un quadro completo all'interno del quale ognuno possa sentirsi tutelato da una magistratura libera ed indipendente.
Proprio a quest'ultimo riguardo dev'essere prospettato un rilevantissimo problema. Noi riteniamo che i principi costituzionali di autonomia e di indipendenza della magistratura e di libertà dell'esercizio della funzione giurisdizionale siano abbondantemente compressi da questo provvedimento.
Chi vi parla non ha paura di affrontare il problema della separazione delle carriere così com'è stato prospettato, perché si rende perfettamente conto che non è questo il nodo centrale. Il nodo centrale è come garantire che i magistrati, ossia coloro che sono chiamati a rendere giustizia ai cittadini e a giudicare i loro


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comportamenti, ricevano la migliore formazione possibile ricavandone i motivi di indipendenza e di libertà che sono il fondamento di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Ma questo sistema di formazione dei magistrati non è certamente idoneo, perché tende a creare due strade differenziate; da un lato, vi è una magistratura giudicante che certamente conserva i criteri di autonomia e di indipendenza e, dall'altro, si crea, attraverso un concorso identico ma nel quale fin dall'inizio si scelgono le strade, definendole e decidendole definitivamente dopo un percorso quinquennale, una seconda categoria di soggetti in relazione ai quali i dubbi di chi vi parla permangono profondi e radicati.
Non è esente da pericoli il formare la coscienza di un giovane laureato che entra nei ranghi della magistratura, predisponendolo fin dall'inizio a svolgere una funzione requirente dalla quale non potrà tornare indietro. Non lo è soprattutto se si inserisce all'interno di un quadro disciplinare e gerarchico - quale quello prospettato nel disegno di legge - che ha la caratteristica di inserire la libertà nell'esercizio della funzione requirente all'interno di una struttura che ha per disegno normativo la compressione della libertà, soprattutto se si pensa che esiste una riserva di esercizio dell'azione penale da parte del procuratore e un diritto di avocazione con trasferimento dell'indagine alla procura generale, la quale ha una contiguità non recente con il potere politico, visto che per la nomina dei procuratori generali il parere del ministro è sempre obbligatorio.
Ritengo che su questi due aspetti fondanti del provvedimento in esame si debba riflettere. Non è irrilevante che sia la magistratura sia l'avvocatura, pur con motivazioni diverse, talvolta opposte, abbiano espresso riserve fondamentali sulla possibilità che questo disegno di legge possa giungere a quella definizione funzionale che tutti auspichiamo.
Non credo possa essere rimproverato ad alcuno il desiderio che il servizio giurisdizione sia più efficiente e più vicino ai cittadini, ma per renderlo tale bisogna creare un'altra struttura (su tale aspetto ho particolarmente insistito): il controllo territoriale sull'attività dei magistrati. Ciò mi sta particolarmente a cuore, perché, se la giustizia è esercitata nel nome del popolo, quest'ultimo ha il diritto di esprimere giudizi sulla qualità del servizio che gli viene reso, non perché esso abbia la possibilità di censurare il singolo magistrato, ma perché abbia la possibilità di esprimere il proprio parere sulla qualità di un servizio che, in ultima analisi, è certamente connotato da un altissimo valore etico e sociale, ma è pur sempre un servizio reso ai cittadini e che i cittadini organizzano nei loro interessi.
Per questi motivi, signor Presidente e onorevoli colleghi, ribadisco il giudizio, allo stato, negativo del mio gruppo di appartenenza, auspicando che l'analisi di questo provvedimento possa offrire soluzioni alternative che conducano ad una strada, se non di totale, almeno di parziale condivisione su alcuni aspetti fondamentali del tema in discussione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, i Democratici di sinistra-L'Ulivo voteranno per la bocciatura dell'articolo 1 del disegno di legge di delega che stiamo esaminando. È pur vero che l'articolo 1 si limita ad elencare le materie che gli articoli seguenti partitamente disciplinano; ciò nondimeno, noi voteremo nel senso che ho appena espresso, giacché la bocciatura dell'articolo 1 avrebbe l'effetto parlamentare e politico di frenare, fermare l'approvazione della proposta governativa di legge delega per la riforma dell'ordinamento giudiziario. Riteniamo infatti che i contenuti del disegno di legge di delega siano inaccettabili e profondamente sbagliati e delineino un modello di giudice e di giurisdizione molto lontano da quello che noi auspichiamo, dal modello che noi pensiamo essere aderente alle esigenze della società italiana e della collettività nazionale.


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Votiamo «no» perché già da questo inizio di confronto parlamentare su questa importantissima proposta governativa abbiamo dovuto registrare un atteggiamento di totale chiusura rispetto alle proposte emendative dell'opposizione. Non si ricorderà mai a sufficienza che noi stiamo trattando una materia di natura costituzionale, ancorché attraverso lo strumento della legge ordinaria. La natura costituzionale della materia al nostro esame imporrebbe un'attenzione maggiore del punto di vista delle posizioni culturali e teoriche dell'opposizione.
Voglio ricordare, a dimostrazione del mio assunto, che rispetto a un emendamento semplice, attraverso il quale l'opposizione chiedeva di ampliare il tempo di esercizio della delega, nella consapevolezza che l'allargamento di questo termine certamente non limitava la potestà del Governo di esercitare comunque la delega in tempi più ristretti e più brevi, vi è stata una chiusura netta della maggioranza.
In più, va registrato e ricordato che nel corso dell'esame di questo articolo 1, su cui adesso esprimeremo il voto, vi è stato un arretramento qualitativo del testo, rispetto a quello licenziato dalla Commissione. Come è noto, perché ne abbiamo appena discusso, a seguito del parere della Commissione bilancio, che ha riscontrato la totale mancanza di copertura finanziaria rispetto a quella disposizione del disegno di legge di delega tesa ad introdurre nel nostro ordinamento la figura dell'ausiliario del giudice, una parte significativa ed importante del programma di delega è stato espunto dal testo normativo. Questo fa abbassare notevolmente il livello qualitativo della proposta governativa e la rende dal nostro punto di vista ancora più inaccettabile.
Per tutte queste ragioni, molto sinteticamente espresse, ribadisco il voto contrario del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
236
Hanno votato
no 178).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Taormina 1.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 407
Astenuti 4
Maggioranza 204
Hanno votato
37
Hanno votato
no 370).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Fanfani 1.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato
170
Hanno votato
no 245).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Oricchio 1.03.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Oricchio. Ne ha facoltà.

ANTONIO ORICCHIO. Signor Presidente, il mio articolo aggiuntivo si riferisce


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ad una eventuale estensione ai magistrati amministrativi delle disposizioni riguardanti i limiti massimi di esercizio delle funzioni presso la stessa sede e lo stesso ufficio, di cui alla lettera r) dell'articolo 3 del disegno di legge in esame.
Dal momento che il mio articolo aggiuntivo 1.03, che reca una delega al Governo, è strettamente connesso anche all'andamento della discussione sul citato articolo 3 del provvedimento, se fosse possibile chiederei di accantonarne l'esame, riservandomi eventualmente di ritirarlo, in base all'esito dell'evoluzione del dibattito sulla suddetta lettera r) dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Oricchio 1.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 416
Astenuti 3
Maggioranza 209
Hanno votato
20
Hanno votato
no 396).

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Rapidamente, onorevole Boccia! Cerchiamo di dare dei tempi «europei» a questa Camera! Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire, ai fini di un migliore andamento dei nostri lavori, l'opportunità di procedere adesso alla trattazione del punto 2 dell'ordine del giorno, relativo alla decreto-legge sull'Agenzia per la sicurezza alimentare, rinviando alla prossima settimana il seguito del dibattito sulla riforma dell'ordinamento giudiziario.

ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, siamo sostanzialmente d'accordo sulla richiesta testè avanzata dal onorevole Boccia.

PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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