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PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi ha facoltà di
CESARE RIZZI. Signor ministro, la legge 23 marzo 1981, n. 91, ha sancito per le società sportive l'obbligo di assumere la forma di società per azioni o a responsabilità limitata: pertanto, esse sono soggette a tutti gli obblighi contabili e fiscali.
delle società calcistiche. A tutt'oggi, diverse società calcistiche di rilievo nazionale presentano bilanci in passivo, con gravi irregolarità contabili, anche dovute a spericolate operazioni finanziarie, e non sono in grado di assolvere agli obblighi tributari.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Dal punto di vista tecnico - trattandosi di argomenti su cui ritengo vi debba essere la massima precisione -, l'intervento posto in essere precedentemente per quanto riguarda la «spalmatura» dei pagamenti non ha la natura di agevolazione fiscale; infatti, a suo tempo, ne sostenemmo la legittimità anche nei confronti dell'Unione europea.
PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi ha facoltà di
CESARE RIZZI. Signor ministro, lei ha detto chiaro e tondo che non vi saranno aiuti fiscali. Tuttavia, fra qualche settimana, le società dovranno iscrivere le squadre in dissesto finanziario al campionato 2004-2005 e dalla stampa si evince che tali società non dispongono delle risorse finanziarie per adempiere a tale iscrizione.
PRESIDENTE. Intanto, facciamo gli auguri all'Italia, di cui purtroppo vedo male la nazionale...
Negli ultimi anni molte società calcistiche, anche quotate in borsa, sono state coinvolte in situazioni di grave dissesto finanziario, causato da una criticabile gestione negli acquisti degli atleti professionisti. Con la norma inserita in sede di conversione del cosiddetto decreto spalma-debiti, decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, il Governo è già intervenuto in aiuto
Chiediamo dunque al Governo se intenda mantenere la posizione contraria recentemente assunta in merito alla concessione di ulteriori agevolazioni fiscali.
Quindi, ad oggi, siamo contrari - il Consiglio dei ministri ne ha già discusso - a qualsiasi forma di misura agevolativa di natura fiscale in favore di società calcistiche che, oltretutto, determinerebbe anche sicure conseguenze sul piano della sua conformità all'ordinamento comunitario, alla luce delle regole sovranazionali che vigono in tema di aiuti di Stato.
Quindi, vi è non soltanto la volontà politica di non porre queste società, che hanno compiuto passi più lunghi della gamba, in una condizione che consenta loro di non rispondere di quanto hanno contribuito a determinare in termini di deficit, ma anche la preoccupazione di non violare regole comunitarie, attraverso agevolazioni fiscali o contributi che lo Stato non ha nessuna intenzione di versare direttamente o indirettamente a tali società.
Guarda caso, nelle ultime settimane, tutti noi abbiamo ricevuto messaggi di posta elettronica da parte di una squadra di calcio della capitale, la Lazio, per invitarci a dare una mano a questa squadra affinché possa iscriversi al campionato.
Caro ministro, è vero che ogni cittadino può fornire, anche attraverso messaggi, indirizzi ai deputati, ma i deputati della Lega sono abituati a fare gli interessi di tutti i cittadini e non soltanto di quelli romani per salvare la loro squadra di calcio.
Constato con piacere che lei ha affermato che il Governo non concederà assolutamente aiuti fiscali alle squadre di calcio. Spero che quanto da lei promesso si verifichi effettivamente perché, qualora arrivasse in aula un decreto su argomenti simili, con tutti i problemi che attraversa il nostro paese, stia pure tranquillo che la Lega Nord Federazione Padana si opporrà alla sua approvazione con tutte le forze a disposizione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).


