Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 478 del 16/6/2004
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Si riprende la discussione.

(Ripresa esame articolo 1 - A.C. 4636-bis)

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei chiedere al presidente Pecorella o al relatore, onorevole Palma, se possano fare il punto della situazione, visto che su questo provvedimento nella giornata di ieri sono stati avanzati dubbi e perplessità in merito all'esame del Comitato dei nove e della Commissione bilancio. Spero, quindi, che si possa lavorare in maniera ordinata nel corso della giornata e chiedo anche chiarimenti su quanto accaduto.
Chiedo inoltre di sapere come intenda muoversi il Comitato dei nove, quali eventuali intese siano state raggiunte all'interno della maggioranza sul provvedimento in esame oppure se persistano ancora problemi, relativamente alla copertura. In altri termini, vorrei sapere di preciso come si intenda procedere.

PRESIDENTE. La sua, onorevole Boccia, mi sembra piuttosto una richiesta di informazioni sull'ordine dei lavori della Commissione. Comunque, se il relatore o il presidente Pecorella ritenessero di intervenire sugli aspetti sollevati, potrebbero forse fornire chiarimenti utili a comprendere in che modo si articolerenno i nostri lavori.

NITTO FRANCESCO PALMA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NITTO FRANCESCO PALMA, Relatore. Signor Presidente, nella giornata di ieri si è riunito il Comitato dei nove, con riferimento al parere espresso dalla Commissione bilancio. Come è noto, nel parere espresso dalla Commissione sono state poste delle condizioni volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione, concretizzatesi in singoli emendamenti. Vi sono, inoltre, delle con


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dizioni più generali nonché un parere contrario, espresso su una serie di emendamenti, in ordine ai quali, peraltro, fatta eccezione per l'emendamento Vitali 10.20, la Commissione si era già espressa in senso non favorevole.
In ordine al parere espresso dalla Commissione bilancio, il Comitato dei nove ha innanzitutto rilevato una contraddizione interna allo stesso parere, nel senso che, da un lato, si è posta come condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, la soppressione all'articolo 2, comma 1, lettera m), nn. 5 ed 8, ed all'articolo 2, comma 1, lettera o), del cosiddetto «istituto del sovrannumero».
Invece, l'istituto del sovrannumero è stato oggetto di una condizione semplice con riferimento all'articolo 10, comma 1, lettera c), e all'articolo 10, comma 1, lettera h). Ciò costituisce oggettivamente una contraddizione interna al parere, perché, se vi è un impegno di spesa, vi è sia con riferimento all'articolo 2 sia con riferimento all'articolo 10.
Ci è parso di comprendere che probabilmente il parere espresso dalla Commissione bilancio nasca da un equivoco, vale a dire dal fatto di considerare il sovrannumero quale un istituto che va ad immutare la pianta organica, il che non è. Infatti, quando si parla di sovrannumero con riassorbimento del posto alle successive vacanze, si parla di un istituto che è volto semplicemente a garantire la legittima aspirazione del magistrato a rientrare nel posto che occupava prima dell'assunzione di ulteriori incarichi, anziché essere destinato ad una sede diversa.
In altri termini, il sovrannumero con riassorbimento dello stesso alle successive vacanze non comporta alcuna variazione della pianta organica né alcun impegno di spesa, in quanto il magistrato percepisce la stessa identica retribuzione, con la sola differenza che anziché percepirla, ad esempio, a Milano, la percepirebbe a Roma in sovrannumero.
Sulla base di tali considerazioni, si è dunque ritenuto di procedere alla formulazione dei pareri. Tenga presente, signor Presidente, che vi era la disponibilità, da parte della Commissione, a modificare le norme segnalate dalla Commissione bilancio. Era sufficiente prevedere che il magistrato, anziché rientrare nella sede di provenienza in sovrannumero, fosse destinato a una delle sedi vacanti. In tal modo, sarebbe stata scelta la strada più prudente, aderendo formalmente e sostanzialmente al parere della Commissione bilancio, che pure ritenevamo, per le ragioni che ho esposto, ancorato a un equivoco e, dunque, non supportato da ragioni di fondo. Tuttavia, in tal caso si sarebbe addivenuti a una norma sanzionatoria delle aspirazioni legittime dei magistrati.
In ragione di tutto ciò, il Comitato dei nove ha ritenuto di esprimere parere favorevole sugli emendamenti 1.82, 1.83 e 1.84, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento. Conseguentemente, è modificato il parere contrario precedentemente formulato ed è espresso parere favorevole sull'emendamento Crosetto 1.34, identico all'emendamento 1.82. Prendo atto che l'identico emendamento Finocchiaro 1.35 è stato ritirato.

PRESIDENTE. Il Governo?

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo dunque all'esame degli identici emendamenti 1.82, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, e Crosetto 1.34.

FRANCESCO BONITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, intervengo brevemente per osservare che attraverso gli emendamenti in esame viene eliminata una parte importante della proposta di legge, relativa all'istituzione della figura dell'ausiliario del giudice.
La Commissione bilancio ha rilevato l'assenza della necessaria copertura e per


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questa ragione ci impone l'emendamento soppressivo. Io credo e penso che il pronunciamento della Commissione bilancio ponga una questione politica e di qui la richiesta del mio gruppo - ma credo che una richiesta analoga giungerà anche dagli altri gruppi di opposizione - di accantonare l'esame degli identici emendamenti in questione, al fine di consentire al Governo di reperire le risorse necessarie per finanziare questa parte della proposta di legge.
È inutile dire che un ordinamento giudiziario che non contemplasse l'istituzione della figura dell'ausiliario del giudice sarebbe un provvedimento «monco» e privo di una parte assai significativa (tra l'altro, una delle poche che era largamente condivisa dall'Assemblea).

NITTO FRANCESCO PALMA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NITTO FRANCESCO PALMA, Relatore. Signor Presidente, vorrei che quanto sto per dire rimanesse agli atti. Ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole Bonito e, ovviamente, ho ascoltato anche la richiesta dallo stesso avanzata, richiesta in ordine alla quale si pronuncerà il Governo. Rimango però - devo dire la verità - estremamente perplesso nell'ascoltare questo entusiasmo nei confronti dell'istituto dell'ausiliario del giudice, un entusiasmo sicuramente nuovo, sicuramente successivo al parere della Commissione bilancio...

ANNA FINOCCHIARO. Era nel nostro programma elettorale del 1996!

NITTO FRANCESCO PALMA, Relatore. ...se è vero, com'è vero, che con l'emendamento Finocchiaro 1.35 - che, non a caso, è stato ritirato - l'onorevole Bonito, unitamente ad altri colleghi dell'opposizione, intendeva sopprimere l'istituto dell'ausiliario del giudice.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, vorrei sottolineare che il Governo, da quando il Senato ha licenziato il provvedimento rilevando già in quella sede dei problemi relativi alla copertura finanziaria di questo istituto, si è adoperato per reperire tale copertura. Posso garantire che all'interno del bilancio dello Stato attualmente non vi sono risorse sufficienti per una questione così rilevante.
Ritengo che, trattandosi di una questione molto importante, che può costituire un effettivo ausilio per il magistrato, occorrerebbe affrontarla attraverso un apposito disegno di legge, all'interno del quale però non vi sarebbe alcuna possibilità di trovare una copertura. Quindi, anche l'eventuale accantonamento sarebbe inutile.

GAETANO PECORELLA, Presidente della II Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAETANO PECORELLA, Presidente della II Commissione. Signor Presidente, vorrei soltanto rappresentare, come presidente della II Commissione, che vi è un orientamento contrario all'accantonamento dell'esame di questi emendamenti, perché non soltanto, come ha spiegato il Governo, in questo momento un accantonamento appare assolutamente inutile, ma anche perché ritengo che la posizione espressa dall'opposizione fosse contraria nel merito, tant'è che vi era un emendamento soppressivo. Mi pare dunque assolutamente inutile e poco proficuo accantonare gli emendamenti in questione riferiti a questa parte del provvedimento.

GIUSEPPE FANFANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, credo che debba essere reso onore al merito e che non possano utilizzarsi


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strumenti di tecnica parlamentare per negare l'evidenza: l'emendamento abrogativo è ribadito da chi vi parla ed è stato presentato per il semplice fatto che l'ufficio del giudice è stato prospettato in via meramente temporanea ed estremamente limitata. Questo tipo di organizzazione figurava nel programma elettorale dell'Ulivo e figurava anche - ma credo non si sia voluto perdere tempo a leggerlo - anche nel programma sulla giustizia che io ho personalmente stilato tre anni fa.
Quindi, non si può affermare che non si vuole questo tipo di organizzazione per il semplice fatto che è stato proposto un emendamento abrogativo. Riconfermo che strutturare l'ufficio del giudice, che è cosa necessaria, solamente in via temporanea e sperimentale, significa non avere fiducia neanche nelle proprie strutture.
Allora vi dico che una riforma di questo tipo andrebbe impostata in maniera organica e soprattutto che bisognerebbe crederci e, se così fosse, occorrebbe investirvi i soldi necessari.
Tuttavia, nel momento in cui si privilegiano alcune grandi opere inutili, anziché un servizio come questo, ritenendo di non dover investirvi neanche una lira, allora è giusto che l'ufficio del giudice sia negato, ma non lo neghiamo noi: lo negano coloro che non vogliono investirvi dei soldi!
Per chiarezza questo doveva essere detto. Credo che la posizione espressa dal collega Bonito sia sacrosanta ed io la condivido.

PRESIDENTE. Poiché il relatore ed il Governo si sono espressi in senso contrario alla proposta di accantonamento, dovremmo passare alla votazione degli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 9,55, è ripresa alle 10,10.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede di parlare, invito i colleghi a prendere posto, con calma, ma con la sollecitudine richiesta dall'importante ruolo che al parlamentare assegna la Costituzione, perché stiamo per procedere ad una votazione!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, si vota per uno!

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, guardi nel quarto settore!

ANTONIO BOCCIA. Nella terza fila, primo settore, hanno votato per quattro: hanno battuto tutti i record!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che la Camera non è in numero legale per deliberare per 51 deputati.
Pertanto, a norma dell'articolo 47, comma 2, del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.

La seduta, sospesa alle 10,15, è ripresa alle 11,15.

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere nuovamente alla votazione degli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, sui quali è precedentemente mancato il numero legale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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PIERO RUZZANTE. Presidente, ci sono doppi voti!

RENZO INNOCENTI. Presidente, guardi lassù!

GIUSEPPE FANFANI. Anche la seconda fila!

PRESIDENTE. Ognuno voti per sé, perché ci sono richiami al dovere dell'iniziativa personale!
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che la Camera non è in numero legale per deliberare per 22 deputati.
Pertanto, a norma dell'articolo 47, comma 2, del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.

La seduta, sospesa alle 11,20, è ripresa alle 12,25.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere nuovamente alla votazione degli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, sui quali è in precedenza mancato il numero legale. Ricordo che i pareri della Commissione e del Governo su tali emendamenti sono favorevoli.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Crosetto 1.34 e 1.82, da votare sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

ANTONIO BOCCIA. Presidente, tripli voti!

RENZO INNOCENTI. Tripli voti!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, io non chiudo la votazione, ma non mi fate dei gesti, che non mi aiutano: datemi indicazioni nominative.

MARCO BOATO. Quarta fila, ultimo di destra!

RENZO INNOCENTI. Quinto settore!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che la Camera non è in numero legale per deliberare per 12 deputati, tenuto conto che i cosiddetti figurativi risultano già computati. Infatti, sono presenti 211 deputati; considerato che debbono essere computati 10 «figurativi», il totale dei deputati presenti ai fini del computo del numero legale è di 221.
Onorevoli colleghi, onorevole Vito, dobbiamo decidere cosa fare.

GENNARO MALGIERI. Andiamo a casa!

PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto rinvierei la votazione ed il seguito dell'esame alle ore 16, al termine dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, già ieri avevo dato un suggerimento alla Presidenza....

ELIO VITO Non può parlare!

ANTONIO BOCCIA. Ma cosa significa! La seduta non è chiusa!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ho ancora sospeso la seduta. Onorevole Boccia, parli con me, lasci perdere. La prego di continuare, anche se ho capito che il suo suggerimento è quello di passare all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge iscritto al successivo punto dell'ordine del giorno.

ANTONIO BOCCIA. Ritengo che un'inversione dell'ordine del giorno possa essere


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considerata opportuna, in modo da consentire una proficua prosecuzione di nostri lavori ed evitare il ripetersi di questi episodi.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, come lei sa, per una questione di regolarità, poiché la Camera non è risultata in numero legale per deliberare, alle 16 si dovrà ripetere la votazione. Dopodiché, il suo invito alla meditazione potrà essere eventualmente raccolto con serenità.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei che a lei fosse noto, anche per una valutazione complessiva del comportamento dell'opposizione, che il collega Innocenti ha avuto contatti con i rappresentanti dei gruppi della Casa delle libertà e ha constatato che vi era una disponibilità della maggioranza a concludere l'esame dell'articolo 1. Quindi, sappiamo che si deve votare e siamo pronti anche a farlo, però in un quadro di intesa...

PRESIDENTE. Abbiamo capito tutti, onorevole Boccia.
Il seguito del dibattito è rinviato al prosieguo della seduta.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

La seduta, sospesa alle 12,30, è ripresa alle 15.

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