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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Giandomenico. Ne ha facoltà.
REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro a questo provvedimento, che, nonostante abbia in sé problemi di carattere finanziario e ordinamentale, risolve qualche problema (mentre la risoluzione di qualche altro è rinviata) e dà la possibilità di chiudere una questione annosa per il litorale molisano.
Per questi motivi noi votiamo a favore del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.
GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, dagli interventi precedenti appare del tutto evidente che noi non riteniamo che questo sia un intervento normativo di carattere organico che affronta il problema della funzionalità degli enti locali nelle sue diverse fattispecie. Però non vi è dubbio che ci sono due questioni molto rilevanti nell'interesse dei comuni, degli enti locali e delle province. Il primo è il
termine per la deliberazione del bilancio di previsione, che è prorogato al 31 maggio 2004; l'altro è l'emendamento Mariotti 7 - quinquies. 012, che è stato approvato. Per effetto di queste due questioni molto rilevanti, il nostro sarà un voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maran. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, colleghi, anch'io annuncio il nostro voto di astensione, perché nel decreto in esame c'è pochissimo di quel che ai comuni servirebbe davvero e c'è parecchio di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Basterebbe ritornare a quanto previsto, ad esempio, dall'articolo 7 del provvedimento, e dunque alla ragione per cui si è ritenuto urgente provvedere all'esclusione del reato di peculato d'uso dalle cause ostative del diritto di elettorato passivo. Si potrebbe tornare, inoltre, alla portata limitatissima degli articoli 4 e 6 del decreto-legge in esame circa la possibilità che le previsioni in essi contenute possano davvero contribuire a migliorare la funzionalità degli enti locali.
Tuttavia, vi è anche la previsione, necessitata dalla situazione di sofferenza in cui sono ormai ridotti gli enti territoriali, del differimento del termine per l'approvazione del bilancio preventivo; l'approvazione dell'emendamento di cui l'onorevole Mariotti era primo firmatario, inoltre, ci consente di guardare anche con un certo favore a quel poco di buono contenuto nel decreto-legge.
Per queste ragioni, ribadisco l'astensione dal voto del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, sarò telegrafico. Desidero richiamarmi agli interventi svolti dai colleghi Bressa e Maran, che mi hanno preceduto, poiché ne condivido le motivazioni, e pertanto annuncio l'astensione dal voto anche della componente politica Verdi-L'Ulivo del gruppo Misto sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, intervengo per confermare il voto contrario del gruppo di Rifondazione comunista, per le motivazioni che abbiamo già esposto in sede di illustrazione delle proposte emendative. Tali proposte intendevano mutare radicalmente lo spirito del decreto-legge in esame, ma non sono state approvate dall'Assemblea, ed anche se abbiamo apprezzato che è stato approvato un emendamento importante, tuttavia non riteniamo che ciò possa indurci ad esprimere un voto favorevole sul complesso del provvedimento.
Siamo di fronte, infatti, a norme assolutamente eterogenee, in buona parte prive del requisito dell'urgenza, e soprattutto ad una mancata riforma organica, che ritenevamo indispensabile. Pertanto, si continua a scaricare sulle regioni e sugli enti locali, peraltro attraverso un modello costituzionalmente centralistico, i problemi della finanza pubblica, obbligando gli stessi enti locali ad effettuare una drastica riduzione dei servizi offerti ai cittadini ed alle cittadine.
Il Governo, mentre da un lato promette di ridurre le tasse - e solamente ai contribuenti più ricchi -, dall'altro realizza un'operazione di finanza pubblica truffaldina e sofisticata, ponendo gli enti territoriali autonomi contro i cittadini e le cittadine, rendendoli così «controparte» e costringendoli, attraverso lo strangolamento economico delle manovre finanziarie e di norme come quella al nostro esame, a peggiorare la qualità dei servizi e ad aumentare le imposte a livello locale.
In tal modo, vengono penalizzati solamente gli investimenti locali, il patto di
stabilità interno viene reso una «gabbia» ancora più dura e pervasiva e viene peggiorata la condizione della finanza pubblica. Credo, pertanto, che di fronte ad un decreto-legge ingiusto ed inefficace, il voto del gruppo di Rifondazione comunista non possa che essere, in maniera determinata, contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, desidero intervenire rapidamente solo per preannunziare il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, preannunzio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia alla conversione in legge del decreto-legge in esame.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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