Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 467 del 13/5/2004
Back Index Forward

Pag. 31


...
Svolgimento di interpellanze urgenti (ore 16,06).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Dichiarazioni rilasciate a un quotidiano dal ministro Lunardi - n. 2-01193)

PRESIDENTE. L'onorevole Vianello ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01193 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, intervengo soprattutto per spiegare il motivo della presentazione della mia interpellanza urgente. L'intera vicenda della realizzazione del passante di Mestre, infatti, è una storia di procedure abbastanza complicate e contrastate, a partire dal giorno in cui il presidente della regione Veneto, Galan, anziché bandire una gara per individuare gli affidatari dell'opera, ha preferito scegliere l'affidamento diretto alle tre società autostradali che gestiscono le tre autostrade interessate. Ciò ha dato luogo, come è noto, ad una procedura di infrazione comunitaria, trascinando la vicenda per tre anni circa: è questo, infatti, il tempo che ci ha fatto perdere la scelta del presidente Galan di ricorrere all'affidamento diretto.
Altro tempo, inoltre, è stato perso a causa dei continui litigi tra il presidente Galan ed il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lunardi: come è noto, infatti, il ministro Lunardi aveva scelto di realizzare un tunnel, mentre il presidente della regione Veneto aveva in mente, invece, l'idea del passante. Fu solo un intervento di Silvio Berlusconi, come riportato dalla stampa, a sedare la lite tra i due contendenti.
Ci ha stupito, tuttavia, l'intervista rilasciata dal ministro Lunardi al quotidiano Libero, nella quale egli, in risposta alla domanda dell'intervistatore sul perché, alla fine, non venne scelta la soluzione progettuale del tunnel per la realizzazione del passante di Mestre, ha affermato: «La politica. Peraltro dietro questo termine si cela roba più meschina».
Siamo molto curiosi di sapere, allora, a cosa si riferisca e cosa intenda il ministro interpellato quando parla di «roba più meschina».

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, onorevole Viceconte, ha facoltà di rispondere.

GUIDO VICECONTE, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, con la frase «La politica. Peraltro dietro questo termine si cela roba più meschina», il ministro Lunardi intendeva solo ricordare che spesso, quando si vuole incrinare la naturale evoluzione di un programma o di una strategia, si dà la colpa alla politica e alle forze politiche; in altri termini, si identifica un'immagine virtuale di ciò che, in realtà, non è la politica.
«Infatti» - precisa il ministro Lunardi - «il lavoro svolto, in questi anni, con tutte le regioni per definire il programma e le scelte strategiche delle opere previste dalla legge obiettivo ha denunciato chiaramente che la politica, quando è vissuta correttamente, non conosce logiche di schieramento, ma ricerca essenzialmente l'interesse comune».
Il convincimento del ministro Lunardi, quindi, più volte ribadito in diverse riunioni formali ed in diversi convegni, è quello che la realizzazione delle opere e l'infrastrutturazione organica del paese non è politicamente né di destra, né di sinistra, ma possiede una forza ed una rilevanza insite nel concetto più sano di politica, quello di ricerca sistematica di tutte quelle azioni capaci di onorare davvero le esigenze dei fruitori del sistema paese, vale a dire la domanda di trasporto.


Pag. 32

Pertanto, quando si invocano forme di rivisitazione o di blocco di naturali scelte programmatiche ponendo come motivazione la politica, allora in quei casi, purtroppo, si usa questa sana e corretta categoria, che garantisce la crescita democratica dei consensi civili in modo meschino.
Entrando nel merito del passante di Mestre, il ministro non intendeva riferirsi ad un atteggiamento meschino della politica in quel caso. Infatti, nella risposta aveva chiaramente enunciato le motivazioni che lo avevano visto più convinto alla soluzione progettuale «tunnel», in quanto più immediata. Invece, aveva utilizzato l'aggettivo «meschino» per la politica solo in modo generale, così come precedentemente detto, e quindi solo quando la politica viene usata come gratuito pretesto per condizionare scelte squisitamente tecniche. Pertanto, la risposta è molto semplice: non vi è assolutamente nulla di celato dietro questo, ma si tratta solamente di aver rilasciato un'affermazione di quel tipo.

PRESIDENTE. L'onorevole Vianello ha facoltà di replicare.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, mi dichiarerò soddisfatto quando avrò analizzato, vocabolario alla mano, le prime cinque righe della risposta fornita, che francamente trovo un po' criptiche; quindi, probabilmente avremo bisogno di analizzarle ulteriormente.
Tengo tuttavia a precisare come, nel presentare la mia interpellanza, pensassimo non tanto a cose assolutamente segrete e sgradevoli, quanto alla «rissa» - mi consenta il termine, ma è stato così - tra il ministro Lunardi e il presidente della regione Veneto, Galan, cui noi veneti abbiamo assistito per più di un anno.
Come è noto, i tempi di realizzazione del tunnel si sono ampiamente esauriti nel corso dell'anno perso in tale rissa. Si è trattato di una rissa inutile: oggi abbiamo un ministro delle infrastrutture tecnico che si vanta di essere tale, ma la realizzazione dell'opera era stata decisa ormai da anni. Detta rissa ci ha fatto perdere tempo e non è stato gradevole.
Speriamo che le procedure usate finora ci consentano di andare avanti. Come è noto, vi è un ricorso pendente davanti al TAR, proposto dalla ditta Pizzarotti, che ha perso in prima istanza la gara. Tra qualche settimana ne conosceremo l'esito. Spero non ci troveremo ancora a dover attendere ed assistere a qualche altra rissa, a causa delle procedure usate, ancora una volta, dal presidente Galan.

Back Index Forward