Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 466 del 12/5/2004
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(Elementi a sostegno dell'asserita mancata informazione del Governo italiano in ordine alle torture nelle carceri irachene - n. 3-03376).

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana, alla quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione, ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03376 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

ELETTRA DEIANA. Signor ministro, come al solito, lei non risponde alle domande.


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Gliene abbiamo rivolte tantissime durante questo anno, sull'argomento della guerra. Noi le chiediamo conto dell'obbrobrio di guerra in cui lei e il suo Governo avete trascinato il nostro paese.
Delle due l'una, signor ministro: o il suo Governo è un'accolita di servi sciocchi, sudditi degli Stati Uniti D'America, che hanno detto sì alla guerra, senza alcuna consapevolezza oppure, come noi crediamo e i fatti stanno dimostrando, siete complici consapevoli e consenzienti non solo della guerra e degli atti di rappresaglia di guerra che gli anglo-americani stanno sviluppando, ma dell'orrore belluino che della guerra è parte costitutiva, come anche voi dovreste sapere (Commenti del deputato La Russa).

GIORGIO BORNACIN. Perché non parli delle migliaia di bambini torturati da Saddam?

ELETTRA DEIANA. Amnesty international, il 24 marzo del 2003...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Deiana. Il ministro della difesa, onorevole Martino, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Signor Presidente, mi auguro che, in questo caso, possa completare il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Martino, le chiedo scusa, ma si sono lamentati tutti: l'onorevole Fassino ed altri. Purtroppo, o faccio rispettare le regole o non so come fare. Capisco che il dibattito sia così importante che il ministro della difesa avrebbe il diritto a completare il suo intervento. Comunque, siamo in sede di question time.

MAURA COSSUTTA. Per questo il Governo deve venire in Aula, non al question time!

PRESIDENTE. Mi dispiace e me ne rammarico con tutti. Prego, onorevole Martino.

ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Come ho già spiegato, il Governo non ha ricevuto alcuna notizia in merito, né dalla Croce rossa internazionale, né da altre fonti. Ciò esclude, ovviamente, la possibilità di fornire prove di un fatto non noto (come, invece, richiesto dall'onorevole interrogante). Se qualcuno avesse, in qualche modo, informato o comunque portato a conoscenza il Governo degli episodi verificatisi, il Governo stesso avrebbe immediatamente intrapreso le iniziative opportune nei confronti degli alleati. Nel contempo, come stiamo facendo, avremmo chiesto il pronto e severo perseguimento dei responsabili.
Nella premessa, l'onorevole interrogante fa riferimento al fermo che fu operato cinque giorni dopo la strage del 12 novembre 2003 nei confronti di alcuni cittadini iracheni. Tale vicenda è stata più volte richiamata dai media ed è oggetto di alcune interrogazioni parlamentari alle quali il Governo avrebbe risposto non appena fossero state inserite nell'ordine di lavori parlamentari.
Ciò detto, desidero mettere in evidenza che l'attività svolta dal contingente italiano dopo la strage di Nassiriya è stata, in gran parte, finalizzata al controllo ed alla individuazione di elementi ostili. I comandi militari hanno riferito che i carabinieri, in data 19 e 20 novembre 2003, hanno fermato prima tre e successivamente altri due soggetti ostili di cittadinanza irachena, che sono stati consegnati, lo stesso giorno, al personale della coalizione di stanza a Tallil, a venti chilometri da Nassiriya, dove sono stati oggetto di accertamenti e di interrogatorio alla presenza di personale italiano, a seguito del quale, dopo circa 24 ore, sono stati rilasciati. Nel corso del temporaneo fermo nella base di Tallil, dette persone sono state tenute in una tenda ed alle stesse, come i nostri militari hanno riferito, non sono stati inflitti maltrattamenti di sorta ed è stato loro garantito il vitto e l'espletamento delle primarie necessità. Inoltre, le rispettive famiglie erano state informate del fermo.
Quanto alle regole di ingaggio, desidero comunicare che esse assicurano le condizioni


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per l'assolvimento dei compiti ed il conseguimento degli obiettivi, garantendo le misure più efficaci per la tutela e la sicurezza del personale. Più in particolare, desidero sottolineare che esse precisano che l'uso della forza deve essere esercitato in relazione alle circostanze, in misura proporzionale e che i soggetti ostili eventualmente catturati, ai quali deve sempre essere garantito il trattamento previsto dall'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra, siano consegnati al comando della coalizione che esercita il controllo operativo delle forze.
Infine, rammento che anche le regole di ingaggio, che sono consegne militari, non possono essere divulgate nel dettaglio, per non vanificarne l'efficacia, il che sarebbe fatale, perché, contro ogni intenzione, ne potrebbero venire indirettamente a conoscenza le stesse forze ostili.

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana, ha facoltà di replicare.

ELETTRA DEIANA. Delle regole di ingaggio, signor ministro, fanno evidentemente parte le torture, come il famoso manuale della NATO propone ai soldati. Lei, signor ministro, continua a non rispondere né alle nostre domande né alle dichiarazioni del colonnello Burgio che, così chiaramente, ha denunciato ciò che è successo in Iraq, in questi mesi.
Amnesty international ha fatto conoscere, stamattina, un riepilogo di tutti contatti che ha avuto con il Governo per informarlo degli accadimenti, delle sevizie e delle torture.
Voi sapete tutto! Lo ripeto: sapete tutto e siete consenzienti e conniventi (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e Misto-Verdi-L'Ulivo)!

SAVERIO LA GRUA. Sei ridicola!

GUGLIELMO ROSITANI. Cuba!

ELETTRA DEIANA. L'unica cosa che il suo Governo può fare oggi, per sottrarre il nostro paese a questo scandalo, alla vergogna e alla terribile memoria che rimarrà sulle pagine della storia e sugli archivi del Parlamento, è far ritornare subito indietro i militari italiani, farli rientrare con ordine immediato. E l'unica cosa cui lei, signor ministro, dovrebbe pensare e mettere in cantiere immediatamente è quella di dare le dimissioni (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e Alleanza nazionale). Infatti, la sua responsabilità in tutto questo è grandissima: non è possibile che lei in particolare, essendo il responsabile politico dell'impresa di guerra in cui il Governo ha trascinato il nostro paese, non sapesse, non venisse informato, non avesse contatti diretti con i servizi segreti, con i militari italiani e con gli ufficiali (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Lei è responsabile di ciò che è successo e dovrebbe seriamente pensare a dare le dimissioni. Ci aspettiamo questo, così come ci aspettiamo che, finalmente, il Governo e la maggioranza di questo Parlamento mettano fine (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo) ...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Deiana.

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