Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 466 del 12/5/2004
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(Iniziative per la ripresa ed il rilancio di Alitalia - n. 3-03373)

PRESIDENTE. L'onorevole Lezza ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03373 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).

GIUSEPPE LEZZA. Signor Presidente, signor ministro, ad avviso di questo interrogante, il positivo punto di svolta della crisi Alitalia, costituito dalla nomina di Gian Carlo Cimoli a presidente ed amministratore delegato della società, lascia intravedere una strategia credibile per il risanamento, il recupero di redditività ed il rilancio della nostra compagnia di bandiera.
Non v'è dubbio, altresì, che un grande paese come l'Italia, con una struttura economica fortemente aperta verso l'estero e con un importantissimo settore turistico, non può privarsi di uno strumento essenziale per il suo sviluppo qual è quello costituito da una grande ed efficiente compagnia aerea di riferimento.
Tutto ciò premesso, si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Governo, naturalmente, nel rispetto delle regole comunitarie, per facilitare la ripresa ed il rilancio di Alitalia.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Lezza.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, dopo tante interrogazioni nelle quali veniva chiesto cosa intendesse fare il Governo per risolvere la difficile situazione di Alitalia, oggi, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio, debbo dire, con soddisfazione, che la mediazione del Governo ha consentito di pervenire ad un accordo - tra l'azienda, le organizzazioni sindacali ed i lavoratori - finalizzato al rilancio dell'azienda medesima mediante un piano industriale.
Tale piano, che dovrà essere presentato dalla società Alitalia, una volta approvato dal consiglio di amministrazione, dovrà risultare in linea con i modelli tipici delle compagnie europee di riferimento. In particolare, esso dovrà prevedere un coerente riassetto organizzativo e societario, alla realizzazione del quale saranno chiamate anche le organizzazioni sindacali, che dovranno contribuire fattivamente, in termini propositivi e di concreta attuazione. Oltre a prevedere le indifferibili misure ed iniziative di risanamento e di ristrutturazione, il piano industriale dovrà anche indicare le più opportune azioni volte allo sviluppo ed al rilancio del gruppo, al fine di consentire alla società di dotarsi delle necessarie risorse per finanziare la crescita (nuovi investimenti relativi alla flotta) e di riequilibrare la sua struttura patrimoniale. L'accordo ha previsto, altresì, la possibilità di un intervento di ricapitalizzazione aperto al mercato.
Al fine di determinare le condizioni per consentire il rispetto della tempistica, piuttosto stringente, e per assicurare ad Alitalia le più elevate capacità manageriali, in grado di realizzare gli impegni presi dal Governo, il 6 maggio, com'è noto, il consiglio di amministrazione della compagnia, preso atto delle dimissioni rassegnate dal presidente e dall'amministratore delegato, ha cooptato due nuovi membri, nella persona dell'avvocato Ulissi e dell'ingegner Cimoli. Lo stesso consiglio ha nominato l'ingegner Cimoli presidente ed amministratore delegato di Alitalia, conferendogli tutti i poteri delegabili dal consiglio ai sensi di statuto e di legge.
Il supporto del Governo, anche dal punto di vista finanziario - credo che su questo aspetto si debba essere estremamente chiari -, sarà possibile soltanto qualora vengano soddisfatte due imprescindibili condizioni: le iniziative dell'azionista dovranno presentare carattere di economicità (in altre parole, dovranno prospettare concrete possibilità di ritorno economico degli investimenti) e dovranno risultare compatibili con la normativa europea in materia di aiuti di Stato.


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Com'è noto, diffidandoci preventivamente, l'Europa ha minacciato l'apertura di procedure di infrazione nei confronti dell'Italia se soltanto si fosse parlato di interventi monetari ed economici a favore di Alitalia. Non essendo ammessi tali interventi, occorre puntare, da un lato, su una ricapitalizzazione con l'intervento dei privati - senza che si possa contare su aiuti di Stato che lederebbero la concorrenza - e, dall'altro, su un piano industriale che garantisca, in prospettiva, non soltanto la salvaguardia e la salvezza della società, ma anche il suo rilancio produttivo e la possibilità, per essa, di stare positivamente sul mercato. Su tali obiettivi - lo ripeto con grande soddisfazione -, il Governo ha visto convergere sia la società sia i sindacati dei lavoratori.

PRESIDENTE. Grazie, ministro Giovanardi.
L'onorevole Muratori, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

LUIGI MURATORI. Signor Presidente, mi dichiaro assolutamente soddisfatto delle risposte date dal Governo; in particolare, ringrazio il Vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, per essersi speso in questa battaglia, nel tentativo di risanare una compagnia che resta il vanto del nostro paese.
D'altro canto, desidero ricordare a me stesso e, soprattutto, ai cittadini italiani che la situazione di crisi di Alitalia, che oggi ci troviamo ad affrontare, è il risultato di una gestione che ha prodotto più di dieci anni di bilanci in rosso. Si tratta di una delle tante situazioni di crisi che abbiamo ereditato dai precedenti governi: a titolo di esempio, si possono ricordare anche il crac della Parmalat e quello della Cirio.
Già nel 1996 tentammo di denunciare la svendita della Centrale del latte di Roma; il sindaco di allora, onorevole Rutelli, consentì la prima svendita del patrimonio del comune di Roma, in nome e per conto di Cragnotti. Credo che questa sia una delle tante situazioni che questo Governo responsabilmente sta affrontando (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

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