Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 466 del 12/5/2004
Back Index Forward

Pag. 50


...
(Linee guida dell'annunciata riforma del sistema previsto per gli incentivi alle imprese - n. 3-03372)

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni ha facoltà di illustrare, per un minuto, la sua interrogazione n. 3-03372 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, parto da un dato. Il diciassettesimo bando industria della legge n. 488 del 1992 ha avuto un riscontro significativo, testimoniato dalla presentazione di circa 9 mila domande da parte delle imprese, di cui l'86 per cento provenienti dal sud: questo dato dimostra che il Mezzogiorno d'Italia è attivo e vuole crescere.
Il sud non chiede politiche assistenziali, ma chiede di essere coadiuvato nelle proprie capacità imprenditoriali, non chiede il reddito di cittadinanza - l'ultima trovata della regione Campania - ma chiede credibilità.
Chiedo quindi al Governo se apprezzi questo spirito di iniziativa del Mezzogiorno, se in questa direzione ritenga di modificare, aggiungendo valore, gli strumenti incentivanti già utilizzati e se intenda prevedere politiche per le aree deboli e per il Mezzogiorno per tentare di riequilibrare finalmente il tessuto economico del nostro paese.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, le attuali condizioni del sistema economico e produttivo rendono indispensabile, anche sul fronte degli incentivi a sostegno delle imprese, una revisione dei principali strumenti agevolativi, fra cui in primo luogo quello previsto dalla legge n. 488 del 1992, cui si riferiva l'onorevole Mazzoni. A questo riguardo, il Ministero delle attività produttive è impegnato a definire le modifiche necessarie per un


Pag. 51

rilancio di tale strumento con l'obiettivo di renderlo più adeguato all'esigenza di promuovere la competitività del sistema.
Le linee direttrici su cui si muove la riforma sono essenzialmente due: l'assegnazione prioritaria delle risorse ad iniziative che assicurino un elevato grado di innovazione tecnologica e l'attuazione di meccanismi di selezione basati su una rigorosa valutazione della capacità economica e finanziaria delle imprese e sulla partecipazione finanziaria del sistema creditizio, in modo da garantire l'effettiva realizzazione degli investimenti e la tenuta delle stesse imprese sul mercato anche nel tempo.
La logica seguita, che pone su un piano strategico la promozione di iniziative finanziariamente sane e tecnologicamente avanzate, consente nel medio periodo di prevenire situazioni patologiche di crisi industriale e di sostenere l'innovazione e la competitività delle aree meno sviluppate, poiché chiama una forte responsabilizzazione delle imprese e del sistema bancario, promuovendo di fatto anche un cambiamento della cultura d'impresa. Inoltre, attraverso il ruolo delle regioni, che manterranno la loro importanza all'interno del sistema, sarà possibile tenere conto di realtà locali particolarmente sfavorite che hanno bisogno di maggiore attenzione.
Quanto alle risorse assegnate nel diciassettesimo bando, che risultano insufficienti rispetto all'elevato numero di domande presentate, va rilevato che la questione non può considerarsi connessa con la revisione della normativa, tenuto conto che i tempi tecnici per il concreto avvio del nuovo sistema non si conciliano con i tempi stretti della procedura di approvazione delle domande relative al diciassettesimo bando, la cui graduatoria dovrà essere definita entro il luglio di quest'anno.
Il problema della scarsità delle risorse è comunque all'attenzione del ministero, che potrà verificare se e in quale misura sarà possibile reperire fondi aggiuntivi per assicurare un livello più elevato di soddisfazione delle richieste.

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni, alla quale ricordo che ha due minuti di tempo, ha facoltà di replicare.

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, l'ultima considerazione del ministro lascia sicuramente aperta una speranza, o perlomeno me lo auguro! Non collegavo il rifinanziamento alla riforma annunciata, ma si trattava di un'istanza che ritenevo urgente, considerato il numero consistente di domande presentate. Vi è dunque una aspettativa forte da parte di un territorio che ha bisogno di avere risposte immediate, e forse uno sforzo maggiore da parte del Governo in questa direzione sarebbe veramente auspicabile. Spero, quindi, che quanto detto dal ministro si possa realizzare.
Apprezzo, comunque, l'idea della revisione del sistema degli incentivi, perché sicuramente ha mostrato carenze e falle. Soprattutto, apprezzo l'obiettivo sul quale punta questa revisione: dare maggiore importanza all'innovazione tecnologica e al credito, due momenti fondamentali che sostengono l'iniziativa imprenditoriale, in particolare nel Mezzogiorno, dove il sistema creditizio ha penalizzato non poco l'iniziativa degli imprenditori.
Certo, devo rilevare - perlomeno dalle parole del Governo - che non è rivolta una attenzione particolare nei confronti del Mezzogiorno, o quantomeno non vi è la previsione di una politica specifica e peculiare. Credo che questo sia un elemento su cui riflettere e credo che una variazione anche in corso d'opera si possa realizzare, perché non si può pensare di gestire allo stesso modo realtà territoriali con istanze e bisogni diversi.
Il Mezzogiorno non solo ha subito la crisi economica internazionale, che ha investito l'intero paese, ma ha visto chiaramente enfatizzate - per la situazione pregressa e preesistente - le conseguenze di questa congiuntura economica. Ci sono state gravissime crisi industriali alle quali non si è riusciti a porre rimedio (Applausi del deputato Valentino).

Back Index Forward