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PRESIDENTE. L'onorevole Tuccillo ha facoltà di
DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, rinuncio ad illustrarla.
PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture ed i trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, l'atto di sindacato ispettivo odierno mi porta, ancora una volta, ad un confronto con il Parlamento nel quale debbo ribadire quanto ormai, da numerosi mesi, vado ripetendo, e cioè che i problemi che affliggono la realtà aeroportuale trascendono l'ambito angusto delle regole per costituire, invece, aspetti ineludibili di riforma del sistema.
in quanto, nella parte opposta della medesima pista, si era posizionato, ad una distanza di circa 2650 metri, il velivolo Alitalia 1211, anch'esso in partenza per Torino. Il volo AirOne si fermava a circa 1500 metri dall'altro velivolo e, successivamente, liberava la pista.
abbastanza conosciute e rassicurare l'onorevole Tuccillo circa l'impegno assunto dal Governo a fare luce sulle responsabilità. Forse è facile, a caldo, avanzare alcune ipotesi di responsabilità, ma tra il fatto di avanzare delle ipotesi e quello di individuare delle certezze vi è un lungo percorso, che ci auguriamo sia molto breve. La tematica è più vasta, riguarda tutto il trasporto aereo e i problemi degli aeroporti italiani e, nel caso specifico, di quello di Capodichino.
PRESIDENTE. L'onorevole Tuccillo ha facoltà di replicare.
DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, ringrazio il viceministro Tassone per lo sforzo compiuto nel ricostruire gli eventi storici e per aver ricordato che, circa un anno fa, in quest'aula, abbiamo discusso sulla realtà aeroportuale in generale e sull'aeroporto di Capodichino in particolare.
l'ENAC e la direzione aeroportuale hanno continuato a non esprimersi su questo punto. Allora, vi è una situazione di conflitto permanente tra i soggetti che hanno il compito e la responsabilità di organizzare la vita dell'aeroporto di Capodichino, rispetto al quale ricordo una sua risposta, con la quale mi assicurò che il Governo avrebbe fatto tutto il possibile affinché vi fosse sempre un raccordo sempre più forte con gli enti strumentali del ministero. Infatti, questi ultimi non so quanto siano in sintonia con il Governo; ritengo, comunque, che queste situazioni molto confuse e contraddittorie debbano essere tempestivamente chiarite dal Governo.
Mi riferisco a quello stesso Parlamento che si è impegnato - e tuttora si impegna - in modifiche costituzionali dell'ordinamento che hanno marcato, incontestabilmente, l'esigenza di realizzare in un quadro di coerenza il corretto riparto di competenze tra lo Stato e gli enti territoriali.
Non potranno quindi essere le sole regole tecniche dell'ICAO, rese operative dall'ENAC, a poter risolvere i problemi ambientali e sanitari che affliggono le comunità di cittadini residenti nelle zone viciniori agli aeroporti. L'antropizzazione esasperata a ridosso dei sedimi aeroportuali non è un problema di regolazione tecnica, bensì di corretto ed armonizzato sviluppo e governo del territorio, che richiede coerenza di interventi e scelte coraggiose da parte della politica.
Non è più tempo di cavalcare tigri demagogiche inducendo la società civile a ritenere che la proliferazione incontrollata di aeroporti possa garantire pienezza di sviluppo ed occupazione; all'opposto, va recuperata in concreto la filosofia di derivazione comunitaria che impone agli Stati membri precise norme antirumore ed antinquinamento, nella consapevolezza degli insostenibili costi sociali che la Comunità sopporta laddove le politiche nazionali siano contraddittorie ed inconferenti.
Il problema di Capodichino, che è poi il problema di tutte le realtà aeroportuali regionali ad alta antropizzazione, costituisce l'ennesima testimonianza dell'ineludibilità di un intervento legislativo di sistema che dovrà, tra i tanti elementi, decidere della futura collocazione dei city airport all'interno di una più vasta strategia del trasporto aereo.
Sono decorsi ormai tre anni dalla tragedia dello scalo milanese di Linate e tutti, nessuno escluso, ritenevamo che la politica avrebbe saputo dare risposte rapide, coraggiose, efficaci: al contrario, la magistratura si è pronunciata in primo grado soltanto di recente, e presso la Commissione trasporti della Camera dei deputati è tuttora in corso l'esame del provvedimento di riforma del trasporto aereo.
Dico con chiarezza, sia all'interpellante che a tutti i colleghi, che è precisa responsabilità dell'Esecutivo e del Parlamento impegnarsi, da adesso, per avviare nelle prossime ore tutti gli strumenti idonei a coprire un vuoto normativo che non può più essere tollerato.
Per quanto attiene, poi, agli specifici fatti richiamati nell'interpellanza, riferirò ciò che diversi enti ed uffici hanno, a loro volta, dichiarato.
Il giorno 27 aprile, alle ore 9,10, il volo AirOne 49N, da Napoli a Torino, autorizzato al decollo sulla pista n. 24, interrompeva la corsa di decollo nella fase iniziale,
Il volo Alitalia è decollato regolarmente dopo pochi minuti, mentre il volo AirOne ha subito ritardo a seguito dell'opportunità di procedere all'effettuazione di un controllo del sistema frenante.
Questi i fatti verificatisi, anche se, negli ultimi due anni, oltre all'evento oggetto dell'interpellanza in esame, si sono verificati altri tre casi di runway incursion (invasioni di pista) nell'aeroporto di Capodichino: il 24 marzo 2002, tra gli aeromobili Alitalia AZA 1705 ed AZA 1297; il 26 marzo 2003, tra l'aeromobile MD 80, marche I-DAVF, e l'aeromobile F-100, I-ALPL; il 29 giugno 2003, tra gli aeromobili Alitalia AZA 1707 e AZA 1297.
Su quanto è avvenuto a Capodichino il 27 aprile, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha immediatamente aperto un'inchiesta tecnica ed ha richiesto l'acquisizione degli elementi necessari per ricostruire la dinamica dell'evento e per individuarne le cause, così come previsto dal decreto legislativo n. 66 del 1999. L'Agenzia ha fatto conoscere di aver dato la massima priorità all'inchiesta e di avere aperto un dossier sul fenomeno delle runway incursion.
Sull'episodio anche l'ENAV - Ente nazionale per l'assistenza al volo - ha istituito un'apposita commissione di indagine tecnica. In attesa delle analisi e delle conclusioni di tale indagine, il controllore del traffico aereo in servizio al momento del fatto è stato cautelativamente sospeso dall'attività operativa.
Anche la compagnia Alitalia, che sta collaborando con gli organismi competenti, ha comunicato di avere avviato un'inchiesta interna, con l'intento di raccogliere tutti gli elementi e le testimonianze utili per giungere ad una corretta definizione dello scenario operativo.
Per quanto attiene alla questione delle risorse a disposizione per la sicurezza del settore aereo nell'aeroporto di Napoli, ritengo che occorrerà ripensare l'eventuale destinazione dei finanziamenti comunitari in modo del tutto diverso, vale a dire attribuendo carattere di priorità agli interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza del sistema aeroportuale campano. Se è vero, infatti, che, per quanto di sua competenza, l'ENAC ha comunicato che - nell'ambito degli interventi relativi all'assegnazione di fondi destinati ad opere strutturali di attività aeroportuali nel triennio 2003-2006 per la regione Campania - sono previsti interventi complessivi per un totale di 76, 680 milioni di euro, è altrettanto vero, però, che qualunque intervento finanziario deve esprimere un rapporto coerente tra congruità delle misure adottate e reale capacità di sviluppo degli aeroporti.
Questo per quanto concerne il caso dell'aeroporto di Capodichino.
Analoghe considerazioni valgono, ovviamente, per le somme riscosse dagli enti gestori a titolo di diritti aeroportuali, ai sensi dell'articolo 17 della legge n. 135 del 1997: i relativi importi devono essere primariamente utilizzati per far fronte alle problematiche di safety e security dei singoli aeroporti.
Per quanto riguarda, infine, l'aeroporto di Grazzanise, non ho preclusioni pregiudiziali ad un suo recupero ed al potenziamento del traffico civile. Desidero ribadire, però, che tutto deve essere inserito in un quadro di generale sistemazione dell'intero comparto del trasporto aereo e nell'ottica di un generale riassetto del sistema aeroportuale della Campania (oltre all'aeroporto di Grazzanise, c'è quello di Pontecagnano, così come previsto dal piano generale dei trasporti della regione Campania, sottoscritto tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la regione Campania).
Signor Presidente, nel rispondere ai quesiti posti dagli onorevoli Villari e Tuccillo, ho voluto riportare le notizie già
Per questo motivo, ho citato alcuni precedenti, che l'onorevole Tuccillo ricorderà perché, in una analoga occasione, ci siamo confrontati su tale materia in questa sede.
Proprio perché il viceministro Tassone ha ricordato la discussione di allora, sento il dovere di muovere al Governo un rilievo sostanziale in merito alla scarsa attenzione per la delicatezza della materia e della problematica, che già era esplosa, come spesso accade quando accadono fatti incresciosi. Con riferimento all'episodio di Capodichino accaduto due giorni fa, sicuramente andranno accertate (come immagino si stia facendo) le responsabilità dei singoli operatori che, per disattenzione o per negligenza (ancora non conosciamo le ragioni), hanno causato quasi un incidente, per fortuna mancato altrimenti sarebbe stato ben peggiore di quello di Linate.
Proprio per questo, non posso non sottolineare che l'abbassamento dei livelli di sicurezza è dovuto non soltanto al fatto accaduto, ma anche, caro viceministro Tassone, al permanere, nonostante sia trascorso un anno (in quest'aula affrontammo l'argomento nel marzo 2003), di una condizione di confusione, di incertezza e di conflittualità palese e latente dei soggetti che hanno competenza nelle realtà aeroportuali in generale e nello specifico, ancora più significativamente, nella realtà di Capodichino.
Lei ricorderà bene che la questione fu sollevata nel marzo del 2003 perché da parte della direzione aeroportuale era stato adottato un provvedimento, non ben giustificato né ben chiarito, per volto ad una forte riduzione del numero dei voli su Capodichino e dell'uso delle piste.
Allora, due sono i casi: o questo provvedimento aveva una motivazione seria e fondata, che non poteva non avere, oppure, come di fatto avvenne di lì ad una settimana, esso fu revocato attraverso l'intervento del ministro stesso e in generale del Governo. Si tratta di capire se, a un certo punto, vi fossero condizioni che andavano gestite in modo diverso oppure vi fosse una situazione di permanente conflittualità - che continua - tra la società di gestione e la direzione dell'aeroporto, rispetto alla quale era doveroso che il Governo intervenisse per porre fine alla condizione di confusione, di incertezza e di abbassamento (anche per colpa di questa incertezza) dei livelli di sicurezza.
Dal punto di vista tecnico - e lei non avrà difficoltà ad accertarlo -, se vi fosse stata la funzionalità dell'aeroporto, così come definita prima del marzo dell'anno scorso (quando vi fu questo intervento, che solo parzialmente è stato revocato), non si sarebbe potuta presentare una situazione come quella dell'altro ieri, perché due aerei non avrebbero potuto decollare da parti opposte della pista, con il pericolo - in questo caso specifico l'errore si è concretizzato - di una collisione.
Vi è stata la revoca di quel provvedimento da parte della direzione aeroportuale, ma solo parziale, perché si commissionò uno studio alla GESAC, che doveva presentarlo alla direzione aeroportuale; la GESAC l'ha presentato, ma
Non è possibile mantenere in piedi una situazione tanto confusa ed incerta, con il rischio che si verifichino situazioni come quella di qualche giorno fa. Penso che, rispetto a questo, vi sia davvero la necessità improrogabile che il Governo intervenga efficacemente ed energicamente, all'interno del più ampio contesto delle politiche del trasporto aereo. Dobbiamo dire con molta amarezza che, se c'è un comparto trascurato, tra i tanti, da questo Governo, quello del trasporto aereo penso veramente che superi ogni altro. La stessa polemica, che l'ha vista protagonista per circa due anni, per l'assegnazione delle deleghe al trasporto aereo ha prodotto un ritardo oggettivo e il completo abbandono di questo settore per lo stesso lasso di tempo. Quello che sta accadendo nell'Alitalia in questi giorni ne è la dimostrazione più eclatante.
Non è stata impostata una politica aeroportuale a livello nazionale (la crisi di Malpensa e del sistema aeroportuale complessivo, a cui si lega anche la crisi dell'Alitalia, lo dimostra), e non è stata incardinata nel modo giusto una riforma volta a disciplinare i poteri e le responsabilità dei vari enti preposti all'operatività delle attività aeroportuali. Né il ministro può dire che tale riforma si è impantanata in Parlamento. Avete una maggioranza. Avete il dovere di dare un indirizzo. Avete gli strumenti legislativi e di indirizzo che vi consentono di farlo.
Si è voluta fare una scelta a nostro parere sbagliata, ossia inserire la riforma di regolazione degli enti nella riforma del codice. Ciò ha provocato un notevole ritardo, che, sommato a quelli provocati dal fatto che la Commissione, in questi mesi, si è occupata in modo quasi permanente della riforma Gasparri, ha prodotto un rallentamento che oggi scontiamo molto pesantemente.
Pertanto, sia per ciò che riguarda specificamente la situazione dell'aeroporto di Capodichino, sia, più in generale, per quel che riguarda la politica del trasporto aereo (e, in particolare, il sistema degli aeroporti nel nostro paese), ritengo che il Governo debba essere più attivo e, soprattutto, produrre atti consequenziali all'accertamento delle responsabilità.
Immagino che tali responsabilità saranno accertate molto tempestivamente, ma non si tratta solo delle responsabilità di un controllore che si è trovato ad operare in un dato momento, ma anche di quelle di chi gestisce l'aeroporto. Rispetto a queste ultime, qualora si manifestasse ancora in modo evidente una situazione di questo conflitto permanente, il Governo avrebbe il dovere di intervenire, risolvendola definitivamente.


