Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 459 del 29/4/2004
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Svolgimento di interpellanze urgenti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Iniziative per una corretta informazione sul digitale terrestre - n. 2-01162)

PRESIDENTE. L'onorevole Olivieri ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01162 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, abbiamo presentato questo atto di sindacato ispettivo urgente al ministro delle comunicazioni - e ringrazio il sottosegretario Innocenzi che risponderà - perché tutti noi abbiamo visto negli ultimi giorni i messaggi pubblicitari televisivi che possono indurre in errore su questa fattispecie. Vorremmo capire, a tal proposito, quali siano l'orientamento preciso del Governo e le considerazioni conseguenti.
Il digitale terrestre è un sistema innovativo di diffusione del segnale televisivo in formato digitale, grazie al quale si possono ricevere i programmi digitali attraverso la normale antenna televisiva. È noto che con la legge finanziaria per il 2004 dal 1o gennaio di quest'anno è previsto un contributo di 150 euro agli abbonati della televisione in regola con il pagamento del canone 2004 per potersi dotare di un decoder. Il decoder più economico sul mercato, in questo momento, costa 199 euro: dunque, con il contributo di 150 euro, ne bastano 49 per avere il ricevitore più economico.
Con lo stanziamento della legge finanziaria hanno tale possibilità 700 mila cittadini italiani, cioè i primi 700 mila acquirenti. Perciò, è scattata una forte corsa all'accaparramento. Nelle prime settimane sono stati venduti - probabilmente il sottosegretario avrà dati più aggiornati - già 35 mila decoder e molte sono state le prenotazioni. Eppure oggi soltanto un italiano su due potrebbe ricevere qualche canale in questo formato. Il contributo statale, dunque, non soddisferà tutte le richieste, mettendo a disposizione il suddetto strumento per un numero significativo di famiglie.
In realtà, abbiamo quattro operatori che trasmettono finora 20 canali: oltre ai sette nazionali vi sono due nuove reti (Raidoc, dedicato a cultura e spettacoli, e RAI utile) ed alcune di quelle che finora erano visibili solo via satellite, come BBC World e Coming soon. Tuttavia, bisogna fare attenzione perché solo a Genova, Roma e Palermo si prendono tutti e 20 i canali citati. Si contano sulle dita delle mani le città «illuminate» da tre dei quattro operatori prima richiamati: sono Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Venezia, Ancona e Catanzaro.


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Sappiamo che in commercio si trovano svariati decoder - questi strumenti per la ricezione della TV digitale terrestre -, ma purtroppo, per il normale cittadino che possiede una cultura normale, è impossibile comprendere le relative differenze tecniche; vi è quindi il grosso rischio di effettuare un incauto acquisto. La nuova TV promette più canali ed una migliore qualità, sia dell'audio sia del video, ma anche la possibilità di esplorare nuove frontiere per l'intrattenimento. Tutto questo però si ha solo se si raggiunge una soglia di ricezione ottimale, altrimenti non si vede assolutamente nulla, perché questo è un sistema per cui o si riceve perfettamente o non si riceve affatto.
È quindi fondamentale sapere che l'elemento che cattura il segnale è la classica, tradizionale, conosciuta antenna. Qui entra in gioco tutto il problema della funzionalità del mezzo televisivo. Per avere quindi una ricezione ottimale, bisogna che tutto il sistema funzioni ottimamente. Diversamente, succederà che i nostri concittadini potranno acquistare il decoder - i settecentomila che vorranno aderire a questa proposta - ma, poi, non avranno alcuna possibilità di sfruttarlo appieno, perché evidentemente la struttura televisiva a loro disposizione non è sufficiente, con la conseguenza che dovranno affrontare interventi di manutenzione sull'antenna televisiva; ma dato che la diffusione del segnale a livello nazionale è assolutamente a macchia di leopardo, fatta tutta questa spesa, alla fine si troveranno con un palmo di naso.
Sarebbe inoltre opportuno che i nostri concittadini sapessero che stanno per essere immessi in commercio altri tipi di ricevitori, dotati (dicono i tecnici) di modem a banda larga, in grado di ricevere e trasmettere ancor più velocemente. Sul mercato sono attesi anche i cosiddetti set-top-box, con un alloggiamento per la carta SIM, come quella dei cellulari che tutti noi conosciamo, che consentono di spostare l'apparecchiatura, ad esempio, nella seconda casa o sul camper o comunque dove si ha un televisore. Peraltro in futuro - un futuro abbastanza prossimo - il decoder sarà sicuramente incorporato direttamente nel televisore.
Fatta tutta questa premessa, che era necessaria per spiegare il contenuto e le motivazioni delle nostre domande, vogliamo sapere dal Governo se innanzitutto sia a conoscenza che i messaggi pubblicitari attualmente diffusi, sia in televisione sia sulla carta stampata, non informano dell'attuale fase sperimentale in corso - perché di questo si tratta: è una fase sperimentale fino al 2005 -, bensì fanno credere ai concittadini che la televisione digitale terrestre sia già una realtà operante in modo ottimale e che la decisione di utilizzarla al meglio dipenda solo dalla volontà del consumatore di dotarsi o meno del necessario ricevitore, cioè del cosiddetto decoder.
Si chiede, inoltre, al Governo come intenda intervenire per chiarire agli utenti quali sono i sistemi operativi idonei all'interattività ed all'utilizzo dei servizi sociali (facendo chiarezza, per esempio, sul più diffuso sistema denominato MHP, per evitare quanto accaduto con il digitale satellitare che ha introdotto tanti sistemi operativi proprietari incompatibili fra loro), nonché quali provvedimenti intenda assumere, alla luce dell'entrata in vigore delle modifiche al codice civile in merito alla garanzia ed alla conformità dei beni, per prevedere che la pubblicità e le informazioni fornite al consumatore siano parte integrante del contratto e fondamentali per valutare la conformità del prodotto.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di rispondere.

GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, in relazione all'atto ispettivo in esame, si significa che la legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria per il 2004), ha previsto, all'articolo 4, comma 1, uno stanziamento di 110 milioni di euro per finanziare l'acquisto o il noleggio di apparati per la ricezione della televisione digitale terrestre da parte di utenti del


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servizio di radiodiffusione in regola, per l'anno 2004, con il pagamento del relativo canone di abbonamento.
Per poter usufruire del contributo di 150 euro, gli apparati acquistati o noleggiati dall'utente devono consentire la ricezione in chiaro, e senza alcun costo per l'utente e per il fornitore di contenuti, dei segnali televisivi in tecnica digitale terrestre e la conseguente interattività.
Il decreto interministeriale 30 dicembre 2003 ha definito i criteri e le modalità di erogazione dei contributi di cui trattasi, precisando che tale beneficio sarebbe stato erogato entro i limiti dello stanziamento previsto. Per consentire ai cittadini di usufruire con facilità dei contributi governativi, è stata prescelta la modalità più semplice ed efficace: il contributo, infatti, viene erogato sotto forma di sconto sul prezzo finale di acquisto del quale gli utenti usufruiscono già all'atto della vendita presso il negoziante.
Il processo di erogazione del contributo in argomento avviene attraverso un flusso informativo-operativo che il ministero ha realizzato in collaborazione con Poste italiane Spa, con la quale è stata stipulata un'apposita convenzione. La scelta di avvalersi dell'esperienza di Poste italiane è stata determinata dalla considerazione che tale società opera attraverso una rete estesa a tutto il territorio nazionale ed è dotata della tecnologia e dei mezzi idonei per raggiungere al meglio gli scopi prefissati dalla legge.
All'atto della vendita dei decoder, i negozianti che aderiscono all'iniziativa governativa, preventivamente accreditati dal ministero, si collegano con un centro di contatto, gestito da Poste italiane, attraverso il quale, via Internet, si svolge la procedura di verifica necessaria per praticare lo sconto, pari a 150 euro.
Attraverso tale procedura informatica, il negoziante verifica che l'utente sia in regola con l'abbonamento alla radiodiffusione per l'anno 2004, che non abbia già usufruito del contributo (la legge, come noto, prevede la possibilità di accedere al beneficio una sola volta per ogni abbonato), che l'apparato acquistato sia compreso fra le tipologie rispondenti alle caratteristiche tecniche stabilite dal decreto, ovvero sia atto a consentire l'interattività in chiaro anche da remoto e la ricezione in chiaro dei programmi televisivi.
Per permettere tale controllo, la lista degli apparati in possesso delle predette caratteristiche tecniche immessi sul mercato dai produttori è stata comunicata al Ministero ed inserita in un apposito database consultabile dai rivenditori.
Per le vendite effettuate alle suddette condizioni, il rivenditore viene rimborsato mensilmente attraverso Poste italiane, previo controllo del rispetto della procedura di vendita suddetta.
Accanto alle procedure gestionali occorrenti per erogare i contributi, il Ministero ha organizzato anche un sistema informatizzato per mettere i cittadini nella condizione di disporre in modo trasparente delle informazioni utili per acquistare il decoder. È stato infatti approntato sul sito Internet del ministero uno spazio dedicato al decoder digitale terrestre (www.decoder@comunicazioni.it) in cui sono presenti tutte le informazioni per poter usufruire del contributo statale per l'acquisto dell'apparecchio, con spazi specificamente dedicati al consumatore, al rivenditore ed al produttore, nonché informazioni di carattere generale relative alla tecnologia digitale terrestre; dal sito Internet è anche possibile verificare in tempo reale lo stato di aggiornamento del residuo dello stanziamento.
Inoltre, sono stati attivati due appositi call center, di cui uno dedicato ai consumatori (n. 840.022000) che è attivo dal lunedì al sabato, esclusi i giorni festivi, dalle 8 alle 20, e uno dedicato ai rivenditori (n. 840.011000).
Attraverso il call center, gli utenti possono ricevere informazioni sui negozi dove è possibile effettuare l'acquisto dei decoder con il contributo governativo, sulla documentazione occorrente per poter usufruire dello sconto, sulla copertura del segnale digitale terrestre e sui programmi trasmessi dalle reti digitali attive.
Anzi, proprio per venire incontro alle esigenze di più completa informazione


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manifestate dagli onorevoli interpellanti, è stata inviata una richiesta alle emittenti televisive principali affinché negli spot che pubblicizzano l'acquisto dei decoder si informi l'utente della possibilità di ricevere ogni utile ragguaglio presso il call center appositamente istituito.
Quanto alla copertura, va segnalato che la legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo appena approvata obbliga la concessionaria pubblica a raggiungere entro la fine dell'anno il 70 per cento della copertura della popolazione e che le altre emittenti nazionali hanno comunque assicurato di essere pronte a conseguire nel medesimo termine gli stessi risultati.
Non è poi da trascurare che il 25 per cento dei proventi derivanti dalla privatizzazione della RAI verranno destinati ad ulteriori agevolazioni all'acquisto di nuovi decoder. Quindi, anche coloro che non abbiano beneficiato dell'attuale contributo, potranno in futuro avvalersi di una agevolazione.
Relativamente alle differenze tecniche esistenti tra i vari tipi di decoder in commercio, si fa presente che la legge finanziaria prevede esplicitamente che siano finanziati con il contributo governativo solo i decoder dotati di interattività, mentre il decreto interministeriale 30 dicembre 2003 ha chiarito che, ai fini dell'ammissibilità del contributo, l'apparecchio deve consentire una piena interattività in chiaro anche da remoto. Ciò significa che, pur nel rispetto del principio comunitario della neutralità tecnologica, il Governo italiano ha inteso promuovere l'uso dei soli decoder che forniscono all'utente le funzioni dell'interattività «in chiaro», quindi senza standard proprietari e senza costi di abbonamento aggiuntivi per il cittadino.
Esistono in commercio anche decoder che, pur consentendo la fruizione di programmi televisivi in tecnica digitale terrestre, sono sforniti della funzione di interattività, i cosiddetti «zapper».
Tuttavia, questi ultimi - dei quali non si può impedire la commercializzazione senza incorrere in violazione delle norme sulla libera circolazione delle merci e dei servizi - non sono oggetto di contributo governativo e tale precisazione viene fornita al cittadino, oltre che attraverso il call center del Ministero, anche direttamente dal rivenditore all'atto dell'acquisto.
Al fine di verificare l'assoluto rispetto di tale disposizione, il decreto con cui sono state dettate le modalità attuative dell'erogazione dei contributi prevede che le tipologie di apparecchi immessi sul mercato dai produttori, che possono beneficiare del contributo statale, essendo dotati di interattività in chiaro anche da remoto, devono essere comunicate al Ministero comprensive dei numeri seriali identificativi degli apparecchi medesimi, a cura dei produttori stessi, mentre il Ministero provvede a fornire un codice identificativo per ciascun tipo di apparato e rende nota ed aggiornata tale lista attraverso il sito Internet.
Al momento dell'acquisto, il rivenditore che si collega al «centro di contatto» per verificare la regolarità della vendita è tenuto, tra l'altro, ad indicare il numero seriale dell'apparato, che deve trovare corrispondenza nella lista dei decoder formata dal Ministero; all'atto della vendita del decoder il numero seriale dell'apparato venduto viene cancellato dalla lista e non è più riutilizzabile per un successivo acquisto.
Pertanto, l'aver individuato quale oggetto del contributo statale il decoder che fornisce interattività in chiaro anche da remoto, fa chiarezza sull'utilizzo del sistema MHP, compatibilmente con il rispetto delle normative comunitarie ed evita che si introducano sistemi proprietari incompatibili tra loro, come avvenuto
Tutto ciò premesso, si ritiene che le informazioni rese note ai cittadini attraverso il call center e il sito Internet siano idonee a fornire agli utenti una piena e trasparente conoscenza della funzionalità della televisione digitale terrestre, in termini sia di copertura del territorio sia di tipologia di apparecchi che usufruiscono del contributo governativo.
Anche nei confronti dei rivenditori sono state messe a disposizione tutte le informazioni possibili per assicurare una


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vendita trasparente dei decoder oggetto del contributo statale e, inoltre, agli stessi rivenditori viene imposta la condizione di dare completa informazione agli utenti sull'apparecchio acquistato, rispettando le norme del codice civile a tutela dei consumatori.
Inoltre, occorre chiarire che durante la fase di sperimentazione, diversamente da quanto gli onorevoli interpellanti lasciano intendere, la televisione digitale terrestre è una realtà operante in modo ottimale e i livelli di qualità non sono inferiori alle aspettative.
Per fase di sperimentazione, infatti, si intende semplicemente il periodo del cosiddetto switch over, in cui coesistono sia le trasmissioni in tecnica analogica che quelle in tecnica digitale, periodo che si concluderà, secondo le previsioni della legge n. 66 del 2001, entro il 31 dicembre 2006, con il definitivo «spegnimento» dell'analogico.

PRESIDENTE. L'onorevole Olivieri ha facoltà di replicare.

LUIGI OLIVIERI. Ringrazio il sottosegretario che ha risposto in modo puntuale e quasi completo, ma non soddisfacente, alle domande che abbiamo posto con l'interpellanza urgente; tuttavia, non possiamo dichiararci soddisfatti.
Voglio dare atto che su alcune questioni è stato fatto un passo avanti e costatiamo che, a seguito della nostra interpellanza urgente, si è cercato quantomeno, nei limiti del possibile per quanto riguarda l'attività del Governo, di completare l'informazione televisiva pubblicitaria su questi strumenti di ricezione televisiva, i cosiddetti decoder. Guarda caso, solo grazie alla nostra interpellanza il messaggio pubblicitario - come puntualmente ha confermato il sottosegretario - ora si è anche arricchito (passatemi questo termine) di un'ulteriore indicazione sulle maggiori informazioni a disposizione, grazie alla costituzione di un apposito call center, attivato da parte degli interessati.
L'interpellanza era dunque assolutamente indispensabile, perché la nostra preoccupazione - e non solo la nostra, ma anche quella di centinaia di migliaia di cittadini - sull'esistenza di una pubblicità parzialmente ingannevole, era sicuramente fondata e c'era bisogno, quindi, di un intervento in tal senso.
Detto questo e dato atto dell'intervento del Governo, svolto però solo a seguito della nostra sollecitazione, non possiamo ritenerci comunque soddisfatti per quanto attiene a tutte le altre questioni da noi evidenziate. Tra l'altro, su una di queste, ovvero sui provvedimenti che intende assumere il Governo alla luce dell'entrata in vigore delle modifiche del codice civile in merito alla cosiddetta garanzia e conformità dei beni, non vi è stato alcun cenno nella peraltro puntuale e articolata risposta svolta dal sottosegretario. In merito alle altre questioni, sarà il tempo a dire se effettivamente gli obiettivi, tra l'altro assolutamente indispensabili nell'ambito della riforma voluta dal Governo nel settore radiotelevisivo e diventata legge alcuni giorni or sono, saranno stati raggiunti.
Noi ovviamente staremo all'erta e verificheremo, anche a seguito delle sollecitazioni dei cittadini, se i comportamenti e gli interventi intrapresi saranno in grado di mantenere le promesse fatte agli italiani.
Saremo dunque vigili, al fine di verificare se tali impegni si concretizzeranno o se, al contrario, come purtroppo accade spesso, le promesse non saranno seguite dai fatti.

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