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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.
CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole del mio gruppo sulle tre mozioni presentate, che hanno come primi firmatari rispettivamente, gli onorevoli Marcora, de Ghislanzoni Cardoli e Onnis, condividendo comunque anche la parte che il sottosegretario chiedeva di ritirare, ossia quella legata alle movimentazioni. Ritornerò in seguito su tale parte.
I colleghi intervenuti prima di me hanno già rilevato che giungiamo a questa discussione - una discussione importante - fuori tempo massimo. Per rimanere nel campo della zootecnia, potremmo dire che ne discutiamo quando i buoi sono usciti dalla stalla. Infatti, oggi è il 27 aprile; l'ordinanza scade alla fine di questo mese, anche se le regioni potranno proseguire fino alla fine di maggio la vaccinazione nel loro territorio. Dobbiamo dire che anche l'ordinanza è giunta tardiva. Si tratta di una vaccinazione avviata il 2 dicembre, e l'ordinanza è stata emessa il 2 aprile.
Ad oggi, sul territorio nazionale è stato vaccinato circa il 20 per cento dei capi zootecnici. Allora, credo che - di fronte a questi dati ed a questi elementi inoppugnabili, che attestano il ritardo con cui si è giunti all'esame di queste mozioni - si possa utilizzare l'occasione per guardare al futuro, alla prossima campagna di vaccinazione che si avvierà con l'inizio del nuovo anno, affinché gli errori commessi non si ripetano.
Signor Presidente, signor sottosegretario, quest'anno, a dicembre, siamo giunti alla campagna di vaccinazione nel caos totale determinato da più questioni. La prima riguarda gli allevatori, preoccupati di ciò che era avvenuto negli anni scorsi, avendo constatato gli ingenti danni provocati dalla vaccinazione, quali aborti, perdita di fertilità e morti non riconosciute nei protocolli sottoscritti. Tali allevatori non hanno ricevuto il ristoro dei danni e si sono trovati di fronte ad un complesso di informazioni quanto meno discordanti.
CLAUDIO FRANCI. Da un parte, il Ministero della salute ed il commissario, di fatto, hanno minimizzato i danni (ciò è avvenuto anche nell'audizione in Commissione e i relativi dati sono stati richiamati durante la discussione sulle linee generali); dall'altra, il Ministero delle politiche agricole e forestali ha oscillato nel cavalcare le varie posizioni e la protesta degli allevatori.
Si è trattato di un complesso di atteggiamenti che, alla fine, ha spinto alcune
regioni a presentare proprie proposte di legge e ad approvarle per sospendere in quei territori la vaccinazione stessa, che aveva destato preoccupazione negli allevatori di quelle realtà. Il caos totale è stato questo e credo che per il futuro ciò non possa e non debba tornare a verificarsi.
L'ordinanza approvata ad aprile accoglie in parte le osservazioni che abbiamo formulato negli incontri presso il Ministero della salute e nelle discussioni che si sono svolte in Commissione. Essa accoglie ed amplia il riconoscimento dello spettro dei danni e, quindi, la possibilità di ristoro per gli agricoltori, modificando e rendendo più stringenti i protocolli di vaccinazione.
Auspichiamo, quindi, che, con riferimento alla prossima campagna di vaccinazione, ci si attenga alle questioni contenute nelle mozioni che oggi il Parlamento si appresta, in maniera largamente unitaria, ad approvare, che riguardano il vincolo determinato dai protocolli, la sperimentazione di nuovi vaccini e di vaccini spenti, il monitoraggio del coordinamento dei vari enti zooprofilattici ed il coinvolgimento dei veterinari di stalla, affinché non si effettuino più vaccinazioni su quegli animali che non sono in grado di sopportarle. Si tratta di riaprire un confronto con l'Europa e - credo che questo sia l'altro elemento di grande rilevanza - di accelerare il ristoro dei danni nei confronti degli allevatori.
Infatti, anche le risorse previste nella legge finanziaria del 2000 oggi risultano non spese. Ciò rende meno credibile tutta l'operazione di vaccinazione avviata nel paese, nonché la battaglia avviata nei confronti di un virus che difficilmente possiamo pensare di debellare nel giro di poco tempo e con il quale dovremo continuare a fare i conti nel prossimo anno.
Infine, credo che il problema della movimentazione che nasce oggi dalla blue tongue riapra un'altra questione, quella cioè del sostegno alla zootecnia del nostro paese. Mi riferisco alla zootecnia di qualità ed alla possibilità di chiudere - laddove è presente la zootecnia di qualità - la filiera agroalimentare.
Infatti, la grande contraddizione esistente è che la produzione è localizzata al Centro-sud, dove più forte è la malattia, mentre i macelli sono presenti nelle aree del Nord Italia. Ciò rende maggiormente complesso sia il problema della movimentazione sia quello del giusto prezzo degli animali che vengono commercializzati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimeremo un voto favorevole sulla mozione a prima firma dell'onorevole Marcora, che abbiamo sottoscritto, perché il punto centrale è rappresentato dalla richiesta, fatta propria da questa mozione, di sospendere la campagna di vaccinazione. Riteniamo infatti indispensabile accertare la qualità e la non pericolosità del vaccino nelle diverse formulazioni previste.
È altrettanto importante definire un programma finanziario serio, dotato di risorse sufficienti per conseguire gli obiettivi di indennizzo nelle aree colpite e di reale monitoraggio dell'intero territorio interessato dalle precedenti campagne vaccinali, al fine di accertare l'effettiva situazione delle aziende zootecniche.
È il momento di compiere una seria riflessione in ordine alle debolezze del nostro settore agricolo e zootecnico, che ha vissuto in questi anni momenti di crisi gravissimi, direi addirittura devastanti, conseguenti alla BSE, alla nota questione delle quote latte ed, ora, al morbo della «lingua blu». Occorre dunque riflettere sulle prospettive di un possibile, quanto vigoroso, rilancio di tale settore. È necessario, quindi, proporre una strategia complessiva - è questo il compito del Governo - volta alla modernizzazione dell'intero comparto agricolo, modernizzazione che deve puntare alla qualità e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, nonché ad introdurre maggiori garanzie sul piano della sicurezza alimentare attraverso la previsione di incentivi e di agevolazioni mirate.
Vorrei ricordare, per entrare nel merito del problema della «lingua blu», che il primo caso risale all'agosto del 2000. È l'inizio di una vera e propria epidemia, per far fronte alla quale la legge finanziaria per il 2001 ha stanziato 15 miliardi di vecchie lire per il 2001 e 20 miliardi di vecchie lire per i due anni successivi.
Fin dal principio, venne adottata la scelta, sciagurata dal nostro punto di vista, di una campagna vaccinale obbligatoria attraverso l'utilizzo di un vaccino vivo attenuato, proveniente dal Sudafrica.
Da allora, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, sono passati quattro anni. Fin dall'inizio del suo mandato, il ministro Sirchia ha affidato all'istituto zooprofilattico di Teramo tutti i relativi controlli e le indagini scientifiche. Lo stesso istituto - guarda caso! - ha vinto anche la gara per l'importazione dei vaccini e della tecnologia di produzione dei medesimi. Devo dire che è quantomeno anomalo che l'istituto in questione, al quale sono affidati tutti i controlli, abbia potuto partecipare e vincere una gara per importare e produrre il siero, ponendosi, come è ovvio, in una posizione di evidente conflitto di interessi fra le funzioni istituzionali di controllore e quelle di controllato, in quanto venditore unico nazionale di questi vaccini. L'istituto, dunque, importa il farmaco, lo elabora, lo verifica e ne studia gli effetti. Vengono fatti vaccinare i bovini portatori sani del morbo, che nessuno al mondo aveva mai trattato prima. Subito sorgono i primi dubbi, ma l'istituto afferma di aver effettuato i test necessari. Solo successivamente si saprà che le prove erano state fatte - udite, udite! - appena su ventuno bovini e sei pecore.
Nel 2002, parte la campagna a tappeto di vaccinazioni: chi rifiuta il vaccino resta con la stalla sotto sequestro, impossibilitato a vendere bestie vive fuori dalla provincia. A fine campagna si scopre, come diceva il collega Onnis, che qualcosa non va: se ne accorge la Sardegna, poi l'Abruzzo. Le pecore continuano a morire, ma la vera novità è che si ammalano anche i bovini e gli allevatori denunciano morie, aborti, diminuzione sensibile di produzione di latte, caduta di fertilità, dimagramenti e le più sofferenti risultano proprio le bestie vaccinate. Così, il virus si estende al nord, provoca sterilità, depressioni immunitarie, febbri, perdita della lana. I focolai di blue tongue diminuiscono, ma la circolazione virale resta altissima allargandosi a zone montane di solito immuni.
Da un recente studio scientifico dell'istituto zooprofilattico Toscana-Lazio, è emerso che la malattia si diffonde al 90 per cento proprio con il virus contenuto nel vaccino. Pertanto, tale profilassi non offre alcuna garanzia, anzi sembra essere la causa dell'allargamento della malattia. Il Ministero della sanità continua ad ordinare milioni di dosi di un terzo vaccino, ancora più potente.
Vale la pena ricordare che il TAR d'Abruzzo ha imposto all'istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, a seguito del ricorso degli allevatori, di rendere nota la composizione del vaccino. Ci troviamo di fronte ad un vaccino non registrato, alle relative prescrizioni d'uso ed alle risultanze sugli animali morti dopo la vaccinazione. Lo stesso Istituto superiore di sanità si esprime sulla campagna di vaccinazione contro la lingua blu bocciandola clamorosamente...
PRESIDENTE. Onorevole Zanella...
LUANA ZANELLA. Concludo, signor Presidente. Credo sia indispensabile rendersi conto che si deve partire dalla sospensione della campagna di vaccinazione, facendo salvi tutti gli altri impegni, che condividiamo e che speriamo il Governo accolga nella loro interezza.
Chiedo alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di considerazioni integrative del mio intervento.
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Grua. Ne ha facoltà.
SAVERIO LA GRUA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per esprimere la mia non condivisione delle conclusioni alle quali è pervenuto il sottosegretario Cursi in ordine all'innocuità ed all'efficacia del vaccino utilizzato in tale campagna. Lo sanno bene gli allevatori, in particolare quelli siciliani, che hanno subito considerevoli danni proprio in conseguenza di tale vaccinazione, che ha provocato sterilità, aborti, a volte la morte degli animali. Dunque, è necessario esaminare attentamente la bontà di tale vaccino ed, eventualmente, fare ricorso a vaccini diversi.
È chiaro che in questa sede non vale la pena di insistere ulteriormente per la sospensione della vaccinazione, atteso che soltanto fra sei giorni scadrà il termine entro cui la stessa si sarebbe dovuta effettuare. Tuttavia, se il termine fosse stato più lontano, avrei certamente insistito, a nome degli allevatori siciliani, per la sospensione di una vaccinazione che non si è rivelata efficace e la cui innocuità non è stata assolutamente provata, anzi si è provato il contrario.
Le battaglie degli allevatori hanno avuto un risultato nel momento in cui il ministro della salute ed il ministro Alemanno hanno ritenuto di dover firmare un'ordinanza nella quale si riconoscevano i risultati negativi della vaccinazione. Sono stati anche previsti indennizzi a carico degli allevatori e delle imprese zootecniche che hanno subito conseguenze negative a seguito della vaccinazione.
È importante che sia stato predisposto un piano di indennizzi, che possa in qualche modo riparare ai danni che, a seguito della vaccinazione, sono stati subiti dalle aziende agricole della Sicilia e, più in generale, dell'Italia meridionale. Solo per questo motivo continuo a condividere la mozione Onnis n. 1-00352, che ho sottoscritto. Se le condizioni fossero state diverse, se cioè ci fosse stato ancora tempo per la vaccinazione, mi sarei invece battuto per la sospensione della vaccinazione (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, la blue tongue è stato un ulteriore problema, che si è aggiunto alla sequela di problemi che hanno interessato la nostra zootecnia. Ha ragione il collega Franci, intervenuto poc'anzi, il quale ha chiesto al Governo un impegno per il rilancio della zootecnia italiana, provata da problemi che vengono non solo dall'esterno, ma forse hanno anche origini interne.
Venendo ai fatti, le campagne di vaccinazione hanno prodotto conseguenze che, probabilmente, all'inizio non sono state opportunamente valutate. Affermare che tali campagne sono state effettuate con pressappochismo mi sembra renda abbastanza bene l'idea di quello che è successo, in quanto registriamo le conseguenze di questo pressappochismo, che si è manifestato nelle due precedenti campagne di vaccinazione ed anche nell'ultima. È stato ricordato che la campagna di vaccinazione ha avuto inizio il 2 aprile e terminerà il 30 aprile; stiamo quindi discutendo di una situazione che, sostanzialmente, è già superata. Tuttavia, le conseguenze ricadono tutte sulle aziende zootecniche italiane.
È stato già detto, per esempio, che vi è una separazione tra i luoghi in cui i vitelli vengono allevati e quelli in cui si trovano i mattatoi. Vi è, quindi, la questione della movimentazione degli animali, che ha inciso profondamente, perché l'impossibilità di movimentazione ha svalutato le produzioni che gli allevatori erano riusciti ad ottenere con tanti sacrifici. Che vi siano state delle conseguenze lo riconosce adesso anche il senatore Cursi; ricordo invece che lo scorso dicembre, in Commissione agricoltura, egli ha detto che andava tutto bene e che i dati dimostravano che non vi era alcun problema da affrontare.
Noi Democratici di sinistra non siamo contro la strategia della vaccinazione contro la blue tongue; piuttosto, riteniamo che tale strategia, messa in atto dal Governo in maniera pressappochista, abbia prodotto
più danni che benefici. Questa è la verità! Noi siamo contro questa strategia e anche contro l'endemizzazione della malattia, perché pensiamo che quest'ultima danneggi il comparto zootecnico, che è già duramente provato.
Nella nostra mozione abbiamo indicato una strategia alternativa per la vaccinazione, chiedendo che i veterinari aziendali siano maggiormente coinvolti. Abbiamo chiesto, inoltre, il rinvio delle vaccinazioni per gli animali trovati, a seguito di una visita veterinaria, in stato di debilitazione nonché l'utilizzo di vaccini inattivati. Lei, senatore Cursi, ha detto che al momento non esistono vaccini inattivati, ma questo non è vero.
A noi risulta che la ditta francese Merial produca vaccini inattivati e che la Francia li abbia già utilizzati per il siero tipo 2. Perché, allora, in Italia non si comincia ad usare un vaccino inattivato, che potrebbe rispondere alle tante problematiche sollevate in tal senso? Si è, invece, preferito inscenare il teatrino della politica, come si usa dire. È stato inscenato anche dal nostro Ministero e, specificatamente, dal dottor Ambrosio, commissario straordinario per la blue tongue, il quale ha chiesto che, in sede di Unione europea, si fornisse una risposta circa un'eventuale interruzione della strategia di vaccinazione. In sede di Unione europea è stata espressa una posizione contraria.
Sarebbe stato, invece, necessario chiedere all'Unione europea di mettere in campo una comune strategia alternativa di controllo della malattia, ma ciò non è avvenuto. Il 2 aprile, avete emesso un'ordinanza nella quale, anche se si continua a procedere sulla vecchia strada, si colgono alcune novità: ad esempio, il riconoscimento dei danni indiretti e per il blocco della movimentazione. Anche in questo caso, sussiste il problema delle risorse, che noi riteniamo siano insufficienti...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Borrelli. Colleghi, consentite all'oratore di svolgere i suoi argomenti, senza questo brusio, che è anche indice di scarsa cortesia verso chi parla. Prego, onorevole Borrelli, prosegua pure.
LUIGI BORRELLI. A nostro avviso, le risorse sono insufficienti; devono, inoltre, essere stanziate con una certa celerità, perché le aziende ne hanno bisogno. Anche se è prevista la movimentazione per le bestie vaccinate da almeno un mese, sussistono ancora elementi di incertezza: gli animali vaccinati nelle precedenti campagne, ad esempio, possono essere movimentati? All'interno delle zone omogenee sotto il profilo dello stato di infezione, si possono spostare gli animali? Nell'ordinanza tali questioni non si comprendono bene.
La verità è la seguente. Come è stato affermato, la campagna di vaccinazione non ha raggiunto la soglia dell'efficacia che la federazione degli ordini dei veterinari aveva indicato (l'80 per cento) e, pertanto, ci potremmo trovare di fronte ad una situazione paradossale. Le nostre aziende potrebbero subire i danni derivanti dalla malattia nonché dalla vaccinazione, con la beffa di una probabile endemizzazione della malattia se non si raggiungerà la soglia di efficacia della vaccinazione.
Il nostro è un Governo strano: spesso si appropria delle competenze delle regioni, ma quando la Corte costituzionale - com'è stato ricordato -, con la sentenza n. 12 del 2004, ha stabilito che si tratta di competenze dello Stato, questo Governo ha permesso alle regioni di comportarsi secondo le proprie determinazioni. È una specie di 8 settembre, con una certa disorganizzazione, perché ognuno fa come vuole di fronte al problema. Ciò dimostra lo stato di confusione in cui ci troviamo. Speriamo che, quando si attiverà la prossima campagna di vaccinazione, il Governo terrà conto delle indicazioni contenute nelle mozioni presentate e ne faccia finalmente tesoro.
Non possiamo accettare la richiesta di soprassedere sulla sospensione della campagna di vaccinazione, benché i termini siano ormai scaduti. È chiaro che la sospensione presenta anche un valore simbolico,
per le motivazioni addotte dai colleghi Onnis e La Grua (che non ho alcuna difficoltà ad accettare e a fare mie).
Signor Presidente e signor sottosegretario, chiediamo la votazione per parti separate della nostra mozione, perché credo dovremmo insistere sulla parte del dispositivo che prevede la sospensione della campagna di vaccinazione. Se vi è convergenza sulle restanti parti, questo è un dato da sottolineare positivamente (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole de Ghislanzoni Cardoli, al quale chiedo anche se intenda accogliere la riformulazione della sua mozione proposta dal Governo.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Signor Presidente, intervengo innanzitutto per dichiarare che accetto l'invito formulato dal rappresentante del Governo di espungere dalla mozione di cui sono primo firmatario la parte del dispositivo che impegna l'esecutivo a sospendere la campagna di vaccinazione generalizzata.
Per quanto riguarda il contenuto di tale mozione, ritengo che il Governo ne abbia fatto tesoro attraverso l'ordinanza del 2 aprile scorso. Si tratta di un segnale di inversione di tendenza, a fronte della necessità di perseguire nuovi e fruttuosi tentativi per intensificare gli sforzi al fine di rendere disponibili al più presto nuovi vaccini inattivati.
Voglio anche richiamare la legge n. 119 del 2003, volta al ristoro dei danni per tutti gli allevatori che sono stati costretti a splafonare dalle quote latte loro assegnate per l'impossibilità di movimentare il bestiame. Mi auguro che il Governo attui questa parte della legge, in quanto ciò costituirebbe un segnale importante di attenzione verso gli allevatori che sono stati pesantemente colpiti dal morbo in questione.
In conclusione, dichiaro la mia disponibilità ad esprimere un voto favorevole anche sulle altre mozioni relativamente alle parti che non contengono il riferimento alla sospensione della vaccinazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Savo. Ne ha facoltà.
BENITO SAVO. Signor Presidente, è certo che il Portogallo e la Spagna sono stati i primi paesi ad essere investiti da questa epidemia e che la malattia è successivamente scomparsa senza alcun intervento e senza che ancora se ne conosca la ragione.
È certo, ancora, che un gregge di pecore investito da tale malattia registra, al massimo, una mortalità dell'8 per cento. Da ciò deriva un'altra certezza, vale a dire che la vaccinazione attuata con leggerezza scientifica, con vaccini vivi ha provocato morti, aborti, sterilità, caduta della produzione lattiero-casearia. Ancora più certo è il danno economico subito dagli allevatori.
Sono favorevole alla mozione de Ghislanzoni Cardoli ed altri n. 1-00330, nel testo riformulato, ad esclusione quindi della parte relativa alla sospensione della vaccinazione, solo perché resta solo qualche giorno e i buoi sono già usciti dalla stalla.
Ritengo, tuttavia, che il Governo debba interessarsi attivamente ai fini della quantificazione del danno e che, prima di intraprendere campagne di vaccinazione per la blue tongue, debba verificare la validità dei vaccini attenuati dopo ampia sperimentazione, onde evitare il danno che si è già prodotto, anche nella terra dalla quale provengo, la Ciociaria.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
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