Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 457 del 27/4/2004
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La seduta, sospesa alle 10,50, è ripresa alle 12.

Informativa urgente del Governo sui recenti avvenimenti occorsi presso lo stabilimento FIAT di Melfi.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sui recenti avvenimenti occorsi presso lo stabilimento FIAT di Melfi.
Dopo l'intervento del sottosegretario di Stato per l'interno, interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente, secondo la rispettiva consistenza numerica, per sette minuti ciascuno. È previsto un tempo aggiuntivo per il gruppo misto.

(Intervento del rappresentante del Governo)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Onorevoli deputati, dal 19 aprile è in atto un blocco dell'attività produttiva allo stabilimento FIAT-Sata di San Nicola di Melfi e in numerose aziende dell'indotto, a seguito di uno sciopero ad oltranza proclamato dalla FIOM-CGIL, cui hanno diritto UGL, Cobas ed alcuni sindacati autonomi. Dissentono dall'iniziativa la FILT-CISL e la UILM-UIL.
L'agitazione trae origine dallo sciopero dei carrellisti della Arvil - società del terziario che si occupa della logistica in fabbrica - e di altre aziende dell'indotto che, per rivendicazioni di natura salariale ed attinenti all'organizzazione dei turni di lavoro, provocano di fatto il blocco produttivo a seguito del mancato approvvigionamento della componentistica. I manifestanti hanno finora impedito il libero transito lungo la rete viaria dell'area industriale, dove sono attuati posti di blocco che hanno ostacolato l'accesso in azienda degli operai e degli impiegati non aderenti all'iniziativa.
La spaccatura tra le organizzazioni sindacali più rappresentative ha posto il problema di continuare a garantire la libertà del lavoro, in condizioni di sicurezza, degli aderenti a quelle sigle sindacali che, in seguito ad un accordo raggiunto dalla CISL-FIM e dalla UILM con i dirigenti della FIAT, intendevano riprendere a lavorare già a partire dal primo turno di ieri, lunedì 26 aprile.
In concomitanza con tale decisione, verso le 4,30 di ieri, circa 200 operai dello stabilimento FIAT-Sata hanno preso posto sulla sede stradale della statale Bradanica, all'altezza dello svincolo per la zona industriale di Melfi, ponendo in essere atti tesi ad impedire il transito degli autoveicoli diretti allo stabilimento e il transito


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dei pullman scortati da operatori della polizia di Stato, che conducevano operai e impiegati della FIAT allo stabilimento per svolgere l'ordinaria attività lavorativa. I tentativi di convincere i dimostranti a recedere dalla forma di protesta e ad evitare azioni di forza - tentativi che le unità di polizia pongono in essere sempre in queste circostanze - nel caso specifico sono risultati vani. Per questa ragione, i pullman sono stati fatti confluire verso un itinerario alternativo.
Nel frattempo, anche sul viale di accesso all'impianto industriale si erano concentrate centinaia di persone che impedivano il transito dei due autobus sui quali erano stati fatti salire tutti i dipendenti. Pure in tal caso, sono stati inutili i tentativi ripetuti posti in essere per far desistere i manifestanti dall'azione di protesta. Le forze dell'ordine sono dovute intervenire per garantire il diritto al lavoro di coloro che non intendevano aderire allo sciopero e per questo, cioè per tutelare il diritto sul quale si fonda la Repubblica fin dal primo articolo della Costituzione, hanno incontrato una dura resistenza dei dimostranti: costoro, dapprima sdraiati sulla sede stradale, poi con rapidi e continui spostamenti, hanno cercato di ostacolare il transito degli automezzi e hanno reso estremamente difficoltosa la liberazione della sede viaria.
Mentre erano in corso le operazioni di sgombero della strada, alcuni manifestanti hanno lanciato sassi contro le forze dell'ordine. Uno di questi ha colpito alla fronte la dottoressa Amalia Di Rocco, primo dirigente della polizia di Stato, responsabile del servizio di ordine pubblico. La funzionaria è stata accompagnata in ospedale, dove è stata sottoposta a due punti di sutura, con una prognosi di dieci giorni, salvo complicazioni. Trattenuta in osservazione, è stata dimessa nella mattinata odierna.
Solo a questo punto, per la violenta resistenza opposta da parte di dimostranti, si è reso necessario un intervento di alleggerimento da parte delle forze dell'ordine. Nella circostanza tre operatori di polizia e una decina di dimostranti sono rimasti contusi e sono stati visitati nel locale ospedale. Nonostante le grosse difficoltà incontrate per fronteggiare i manifestanti più accesi, le forze dell'ordine sono riuscite a far entrare i pullman nello stabilimento, con un apposito servizio di scorta.
Il ministro dell'interno ha seguito personalmente l'evolversi della situazione. Fin dal primo momento le forze di polizia sono state invitate a comportarsi con il consueto equilibrio e hanno garantito da un lato il diritto degli scioperanti a non svolgere attività lavorativa e a manifestare le loro opinioni, ma dall'altro il diritto dei lavoratori che non condividono lo sciopero a recarsi liberamente in fabbrica. Credo che sia superfluo, in questa sede istituzionale, ricordare i fondamenti costituzionali che sono alla base dell'uno e dell'altro diritto, e le sanzioni anche penali che l'ordinamento pone a carico di chi ne impedisce lo svolgimento.
Proprio per questo il ministro dell'interno si è opposto e continuerà ad opporsi alla pretesa di far accedere i lavoratori allo stabilimento passando attraverso due ali di scioperanti: una pretesa che è inammissibile per il suo contenuto oggettivamente intimidatorio nei confronti di coloro che scelgono di svolgere la loro attività lavorativa, e per il pericolo per l'ordine pubblico insito nella realizzazione di una ipotesi del genere.
Dopo lunghe e infruttuose trattative, la polizia ha deciso di rimuovere il posto di blocco, resistendo alle provocazioni ed evitando ulteriori e gravi complicazioni. Tale operazione sarà ripetuta ogni qual volta si renderà necessario.
Consapevole dei rischi incombenti, ma anche del dovere di garantire i diritti di tutti lavoratori, il ministro dell'interno ha rivolto un appello alle forze sociali e politiche interessate alla positiva conclusione della vertenza, affinché vengano neutralizzati i provocatori che puntano allo scontro e vengano invece garantite le indispensabili condizioni di sicurezza e di ordine pubblico. Sono significative in proposito, al di là del merito del confronto sindacale, le dichiarazioni del segretario


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generale della UIL Luigi Angeletti: «il compito del sindacato non è quello di imporre uno sciopero, ma convincere i lavoratori a scioperare. Se è giusto e da rivendicare il diritto a scioperare, è vero pure che bisogna in qualche modo tutelare anche quello di chi non vuole scioperare.» Parole cui fanno significativo riscontro quelle dell'amministratore delegato della FIAT Giuseppe Morchio: « Sappiamo per esperienza che il modo più responsabile per risolvere i problemi è quello del dialogo. Nessuno può fingere di ignorare che in questa partita si gioca il futuro dell'industria italiana dell'automobile, delle persone che vi lavorano, nonché una parte importante del rilancio economico del nostro paese.»
Mi sia consentito, in conclusione - lo dico in ultimo, ma è la cosa più importante -, ringraziare tutti gli operatori delle Forze di polizia impegnati e intervenuti nell'occasione per la professionalità, l'equilibrio e la dedizione dimostrate. Si tratta di donne e di uomini che ogni giorno sono esposti per la tutela dei diritti di tutti, in occasione delle migliaia di manifestazioni pubbliche di ogni tipo che vengono organizzate in Italia. A chi ieri, nell'adempimento del dovere, ha subìto lesioni personali, va la più sincera solidarietà del Governo, che rappresento, e mia personale (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega Nord Federazione Padana).

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