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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'esito negativo della conferenza di Cancun ha indotto a una profonda riflessione in sede comunitaria sulle migliori strategie da perseguire per un concreto rilancio dei negoziati commerciali multilaterali. L'Italia, quale presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, si è impegnata, nei mesi successivi al vertice di Cancun, affinché la pausa di riflessione fosse il più possibile breve, profonda, costruttiva ed utile a sviluppare una tattica europea per la «ripartenza», come auspicato dall'onorevole Crucianelli e dall'onorevole Landi di Chiavenna.
Le conclusioni del Consiglio affari generali dell'8 dicembre 2003 e le riunioni informali dei ministri del commercio del 2 dicembre 2003 e del 25 gennaio 2004 hanno costituito le basi per un'azione congiunta dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, finalizzata al rilancio del negoziato attraverso la riaffermazione dell'approccio multilaterale, quale obiettivo prioritario della politica commerciale dell'Uunione, a una maggiore flessibilità su alcuni temi negoziali e a un maggiore dialogo ed attenzione per alcune esigenze manifestate dai nuovi player negoziali.
Le conclusioni del Consiglio affari generali dell'8 dicembre 2003 hanno evidenziato
l'orientamento della Comunità europea a far rivivere e a rivalutare i negoziati di Doha e a prestare maggiore attenzione alle richieste formulate a Cancun dai paesi del G20 e del G90. Sulla base di tali conclusioni, l'Unione europea riafferma l'orientamento per cui i negoziati dell'agenda di Doha continuano ad offrire notevoli potenzialità per promuovere lo sviluppo economico di lunga durata e per stimolare il commercio e gli investimenti anche attraverso maggiore dialogo e attenzione nei confronti degli interessi espressi dai nuovi player negoziali.
Tuttavia, non è emersa un'indicazione contraria circa l'inclusione nell'agenda negoziale dei temi di Singapore, che rimangono di interesse degli Stati membri dell'Unione. Le conclusioni del Consiglio affari generali dell'8 dicembre 2003 riaffermano, infatti, la validità delle conclusioni del 1999. Il Consiglio, al fine di favorire la rapida ripresa dei negoziati, riconosce tuttavia l'opportunità di mostrare la necessaria flessibilità di un certo numero di aree, sulla base delle discussioni che si sono sviluppate nei mesi recenti. In merito ai temi di Singapore, tale flessibilità potrebbe concretizzarsi nella possibilità di trattarne almeno due - investimenti e concorrenza - al di fuori dell'agenda di Doha, prevedendo negoziati su base volontaria con la possibilità di clausole di opting out per i paesi che abbiano preso parte alla definizione di un eventuale accordo.
Pertanto, alcuni degli impegni contenuti nelle mozioni all'ordine del giorno, alla luce di quanto emerge dall'attuale situazione negoziale, sono condivisibili e vanno nella direzione delle iniziative già intraprese dall'Italia, sia a livello bilaterale sia in sede comunitaria.
Il Governo si riserva tuttavia di intervenire nel prosieguo del dibattito al fine di precisare il proprio parere sulle mozioni stesse.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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