Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 456 del 26/4/2004
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(Repliche - A.C. 1032)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la maggioranza, onorevole Campa.

CESARE CAMPA, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi scuso, anzitutto, per il leggero ritardo...

PRESIDENTE. Onorevole Campa, la mia precisazione era relativa soltanto alla regolarità della discussione.

CESARE CAMPA, Relatore per la maggioranza. Comunque, mi scuso per il leggero ritardo con il quale sono giunto in aula. Se le grandi opere fossero state già realizzate, l'alta velocità mi avrebbe consentito di arrivare puntualmente, alle 17; invece, sono partito da Venezia alle 12, con l'aereo, e sono arrivato alle 17,15! Il collega Alfonso Gianni lamentava, giustamente, l'assenza del relatore per la maggioranza; tuttavia, tengo a precisare che ho ascoltato tutto il suo intervento ed anche quelli dei deputati iscritti a parlare nella discussione sulle linee generali.
Intervenendo in sede di replica, confermo l'opinione negativa già espressa in Commissione: con riferimento alla proposta di legge al nostro esame, non abbiamo sentito nulla di nuovo, sebbene gli onorevoli Cordoni, Delbono ed Alfonso Gianni abbiano fatto riferimento ad alcune proposte emendative, che ci riserviamo di valutare nel prosieguo dell'esame.
Tuttavia, a beneficio del collega Delbono, il quale ritiene che il Governo non sia all'altezza, desidero precisare che, come diceva bene il collega Santori parlando a nome del gruppo di Forza Italia e della maggioranza, quest'ultima non sopprime alcunché: è il paese che, qualche tempo fa, ha soppresso il meccanismo della scala mobile, che oggi viene riproposto. Tale meccanismo di correlazione automatica tra retribuzione da lavoro dipendente ed andamento dei prezzi è stato soppresso per volontà del popolo italiano (che dovremmo rappresentare), il quale ha ritenuto di cancellare la scala mobile con un referendum.
Alla collega Cordoni, la quale ci ha invitati al rispetto del popolo italiano, replico che, proprio perché abbiamo molto rispetto di esso, in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo e che è sotto gli occhi di tutti - al di là delle battute, il mondo intero è in difficoltà ed alcuni paesi europei quali Germania e Francia lo sono, forse, più di noi -, stiamo facendo di tutto per mantenere gli impegni assunti. Se ciò è vero, se siamo rispettosi del voto popolare e se abbiamo rispetto del popolo italiano, non dobbiamo fare politiche demagogiche e populistiche: un Governo responsabile - in questo caso, Forza Italia ed i suoi alleati della Casa delle libertà, che hanno assunto con senso di responsabilità la guida dell'attuale Esecutivo - deve assumersi il peso di decisioni in grado di difendere il potere di acquisto di redditi falcidiati non solo dalla più lunga crisi economica degli ultimi tempi, ma anche da una politica monetaria che ha introdotto l'euro in un momento in cui non era possibile ridurre la spesa pubblica.
Ecco perché dobbiamo riconoscere al Governo Berlusconi il merito non solo di avere indirizzato ogni sforzo verso il contenimento del debito pubblico, riuscendo dove altri paesi non sono riusciti (mi riferisco a Francia e Germania), ma anche di avere cercato di puntare all'aumento della produttività attraverso la riduzione delle tasse, che spinge a maggiori investimenti e, quindi, alla lievitazione dei consumi.
Se tutto ciò è vero, colleghi, se vogliamo essere veramente seri e rispettosi del popolo italiano, la proposta di reiezione del provvedimento in esame nasce dalla convinzione che la povertà, la disoccupazione ed i bassi redditi non si combattono introducendo un meccanismo di scala mobile uguale per tutti: sono altre le soluzioni che, insieme, dovremo valutare rispetto ad un potere di acquisto che è certamente diminuito, ma non in misura uguale in tutte le zone del paese.


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Quindi, mettiamoci intorno ad un tavolo e ragioniamo responsabilmente, ma rinunciamo, collega Alfonso Gianni, ad introdurre questo virus che è stato capace in passato - e che sarebbe capace ancora oggi - di far ammalare tutto il sistema!
Dovremmo, tutti insieme, combattere le storture ideologiche, così come giustamente affermava prima l'onorevole Santori a proposito di chi in passato ha proposto, ma non ha saputo poi mettere in moto quel meccanismo virtuoso.
Per questo motivo, ritengo che il nostro parere contrario alla proposta di legge in esame, alla scala mobile proposta da Bertinotti, sia giustificato da questo senso di grande responsabilità.
Quanto alle proposte emendative che avete annunciato, caro collega Delbono, le esamineremo domani mattina (ricordo che è convocato il Comitato dei nove) e le valuteremo con grande attenzione, con spirito costruttivo, e non secondo un'ottica che mira a «bocciare per bocciare», poiché è nostro compito assumere le responsabilità che competono ad un Parlamento, appunto, responsabile.
Noi la nostra parte vorremmo farla fino in fondo, anche se ci farebbe piacere poter «elargire» a larghe mani benefici a tutti, come qualcuno ha fatto in passato, anche se questo comportamento ha poi comportato quel pericolo di stagnazione al quale prima, in maniera molto puntuale e precisa, faceva riferimento il collega Santori nel suo ottimo intervento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, vorrei semplicemente evidenziare che sul provvedimento c'è stata un'ampia discussione, al contrario di quanto temeva l'onorevole Alfonso Gianni.
Ribadisco che il Governo si riserva di intervenire nel prosieguo del dibattito tramite il sottosegretario Sacconi, il quale ha la delega in materia.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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