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ANNA MARIA LEONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo che ci apprestiamo a votare scaturisce da varie proposte di legge, presentate sia dalla maggioranza, compresa una dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro - primo firmatario il collega Di Giandomenico - sia dall'opposizione, e che la Commissione lavoro ha riunito in un testo unificato per risolvere il problema del mancato computo, ai fini del trattamento di quiescenza spettante al personale delle Ferrovie dello Stato, dei miglioramenti contrattuali corrisposti al personale in servizio negli anni che vanno dal 1981 al 1995.
In particolare, si è cercato di disciplinare il mancato computo per quanto concerne gli incrementi di stipendio, dilazionati nel tempo e dunque attribuiti dopo la data di collocamento a riposo, anche se riferiti a contratti stipulati quando il personale delle Ferrovie dello Stato era ancora in servizio.
Il presente provvedimento riconosce agli ex dipendenti l'intero importo degli aumenti contrattuali, con conseguente riliquidazione del trattamento pensionistico, adeguando in tal modo la normativa in materia a quella vigente per il personale del comparto ministeri.
Si viene così a sanare un'ingiustizia e porre rimedio ad una sperequazione più volte rilevata e divenuta oggetto di numerose decisioni giurisprudenziali, sia della magistratura amministrativa che di quella ordinaria, nelle quali si ribadisce che i destinatari degli accordi contrattuali sono tutti coloro i quali risultano in servizio alla data di decorrenza della validità dei contratti, sia che rimangano in servizio sia
che siano collocati a riposo durante il periodo di vigenza del contratto.
Come anticipato, il riconoscimento di questo diritto è stato previsto, con vari provvedimenti normativi, per il comparto della scuola, dei ministeri e per le amministrazioni autonome dello Stato, in pratica per quasi tutto il settore pubblico.
Restavano esclusi i dipendenti dell'Ente Ferrovie dello Stato, così come si denominava all'epoca, in quanto nel momento in cui è stato emanato il decreto del Presidente della Repubblica 8 maggio 1987, n. 266, tale ente non era più un'azienda di Stato.
Così, mentre fino al 1981 i benefici economici contrattuali sono stati estesi anche a chi aveva cessato il servizio durante la vigenza dell'accordo, dal 1981 al 1989 gli accordi che riguardavano miglioramenti del trattamento economico del personale dipendente delle Ferrovie dello Stato hanno escluso da tali benefici il personale in quiescenza.
Con il rinnovo poi del contratto collettivo nazionale per il triennio 1990-1992 tale diritto veniva, in modo esplicito, riconosciuto a tali lavoratori con efficacia però ex nunc.
Non vi era alcun riferimento al periodo pregresso con la conseguenza che i dipendenti dell'azienda, posti in quiescenza negli anni precedenti, subivano una ingiusta penalizzazione.
Tale penalizzazione si è perpetrata anche in occasione del rinnovo del contratto di lavoro relativo al triennio 1993-1995.
Dobbiamo allora apprezzare lo sforzo che la Commissione lavoro ed il Governo hanno compiuto per risolvere un problema che è oramai all'attenzione del Parlamento da più di dieci anni e che non ha mai trovato una soluzione adeguata.
Ritengo allora che, nell'immediato, la previsione di un importo pari a 8 milioni di euro sia un primo passo per dare una risposta concreta, vista la sproporzione tra l'ammontare di 40 milioni di euro, che risulta dalla relazione tecnica del Governo, e le risorse disponibili.
È proprio per questo motivo che il presente articolato prevede l'istituzione di un Fondo per il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato la cui dotazione potrà essere integrata mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria.
Concludo dichiarando il voto favorevole dei parlamentari del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro per un provvedimento che ritengo doveroso in quanto teso a sanare una grave iniquità verso una categoria di lavoratori.
Analoga iniziativa legislativa è stata presentata dal gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, a firma del collega Maninetti, per la stessa motivazione e per lo stesso periodo a favore dei lavoratori postelegrafonici e per la quale chiediamo che vengano adottate misure analoghe in modo da consentirne l'approvazione in Assemblea in tempi rapidi.
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