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CIRO ALFANO. Il disegno di legge in esame è motivato dalla necessità di disporre di una normativa, su base nazionale, che si rende necessaria, anche se in via provvisoria, in attesa che vengano approvate a livello comunitario, e nei singoli paesi apposite norme che, in sintonia con quanto previsto in campo internazionale, stabiliscano regole per l'impiego operativo di velivoli a pilotaggio remoto, definiti con l'acronimo di VPR, nell'ambito del traffico aereo internazionale. Tali apparecchi si sono rivelati particolarmente utili ed efficaci già in occasione delle operazioni militari nella ex Iugoslavia e in Kossovo e, più recentemente, in Afghanistan ed in Iraq.
Ciò in quanto la normativa vigente a livello nazionale (prevista dal regolamento e dal codice della navigazione aerea, che risalgono rispettivamente al 1925 ed al 1942), non consentirebbe alle nostre Forze armate l'impiego dei VPR nello spazio aereo nazionale, anche se finalizzato semplicemente ad attività operative ed addestrative volte a garantire la difesa e la sicurezza nazionale, sia in relazione alle operazioni di cooperazione internazionale in atto, sia per attività di supporto per la prevenzione ed il contrasto alla immigrazione clandestina ed al terrorismo internazionale, attraverso la ricognizione ed il monitoraggio dell'intero spazio aereo e marittimo nazionale.
Tali moderni mezzi di avanzata tecnologia possono infatti risultare di indubbia utilità anche per altri numerosi e variegati settori di impiego civile, specie al fine di garantire la sicurezza, la tutela dell'ordine pubblico, il presidio del territorio per prevenire e contrastare le attività terroristiche e della criminalità organizzata, la
immigrazione clandestina ed ogni altra forma di minaccia alla incolumità nazionale ed internazionale, al libero sviluppo del progresso, delle relazioni politiche, sociali, culturali nonché commerciali fra i popoli.
L'impiego di tali velivoli, pilotati da un equipaggio operante da una stazione remota di comando e controllo, è infatti funzionale allo sviluppo di una sempre più stretta ed efficace collaborazione fra le forze alleate nella lotta al terrorismo, nella risoluzione dei conflitti e delle crisi che affliggono ormai vaste aree geografiche in vari continenti, e si è rivelato particolarmente utile nei casi in cui sia necessario assicurare il monitoraggio, da lunga distanza e per prolungati periodi di tempo, di vaste aree di terra e di mare, anche su territori potenzialmente ostili, perseguendo un duplice obiettivo: scongiurare, ove possibile, il rischio di inutili perdite di vite umane ed, al tempo stesso, consentire notevoli risparmi nei costi di gestione.
Per queste ed altre valide motivazioni, legate anche a situazioni contingenti, il Ministero della difesa ha avviato le procedure per l'acquisizione di un quantitativo limitato di VPR con i quali attuare un programma di addestramento operativo al sistema stesso.
Ciò consentirà di dotare, in tempi rapidi, anche le nostre Forze armate di tali velivoli per assicurare una sempre più efficace azione nell'ambito della coalizione internazionale impegnata sui vari fronti per risolvere pacificamente le numerose situazioni di crisi, con minori rischi per gli uomini dei nostri contingenti e permetterà altresì di sperimentare ed acquisire il necessario know how per adibire tali moderni sistemi tecnologici anche agli altri potenziali usi civili, con particolare riferimento alla soluzione di problematiche complesse legate alla prevenzione ed alla gestione di situazioni di rischio o di crisi dovute a calamità naturali, attività terroristiche, difesa e presidio del territorio e dell'ambiente, eccetera.
Sulla base delle sopra esposte motivazioni, che riteniamo, come gruppo Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, pienamente valide e condivisibili, dichiaro voto favorevole sul disegno di legge in esame.
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