Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 454 del 21/4/2004
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TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI VOTO DEL DEPUTATO RICCARDO CONTI SULLA RELAZIONE DELLA XIV COMMISSIONE SUL PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE PER L'ANNO 2004, SUL PROGRAMMA OPERATIVO DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA PER L'ANNO 2004 E SUL PROGRAMMA STRATEGICO PLURIENNALE 2004-2006

RICCARDO CONTI. Onorevoli colleghi, l'esame dei documenti presentati dalla Commissione europea e dal Consiglio dell'Unione europea ha evidenziato ancora una volta l'utilità e la democraticità di una maggiore interazione tra parlamenti nazionali e sistema comunitario.
È infatti di tutta evidenza che l'introduzione di un meccanismo di programmazione, secondo le linee dettate dal Consiglio europeo di Siviglia del 2002, consente al Parlamento di discutere nel dettaglio le questioni di fondo che interessano il sistema istituzionale europeo in un quadro dinamico in costante evoluzione.
I documenti presentati, il programma legislativo di lavoro della Commissione europea per il 2004, il programma operativo del Consiglio dell'Unione europea sempre per il 2004 (Irlanda e Paesi Bassi) e, per la prima volta, il programma strategico pluriennale del Consiglio 2004-2006 (Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Austria e Finlandia), consentono di valutare in concreto l'azione istituzionale nel breve e nel medio termine.
La XIV Commissione ha quindi potuto, in questa occasione, svolgere un lavoro complesso arricchito dalle osservazioni effettuate dalle Commissioni di merito, dal Comitato per la legislazione e dai dati acquisiti con le audizioni. Tutto ciò ha permesso dì analizzare anche nel merito le proposte operative ovvero gli atti più importanti che le istituzioni saranno chiamate ad esaminare nel prossimo futuro.
Ringrazio pertanto il collega Airaghi per il pregevole lavoro svolto, dal momento che ha saputo condensare nella relazione all'Assemblea gli aspetti salienti dei processi in atto.
Si è confermata inoltre la validità dell'approccio procedurale secondo la prassi che si è consolidata per l'esame degli atti comunitari. Tutto ciò anche a prescindere dall'esame contestuale del disegno di legge comunitaria annuale e della relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea che, essendo in corso nell'altro ramo del Parlamento, dovrà necessariamente avvenire in un altro momento. D'altra parte, questo consente di scindere aspetti che attengono più propriamente ad una partecipazione del Parlamento alla fase ascendente di formazione del diritto e delle politiche comunitarie, esaminati in questa sede, da quelli che riguardano più specificamente la fase discendente della partecipazione dell'Italia all'Unione europea, contenuti nel disegno di legge comunitaria annuale e nella relazione sullo stato di attuazione secondo quanto previsto dalla legge La Pergola.
Con l'ingresso di dieci Stati membri dal prossimo 1o maggio, con le imminenti elezioni del Parlamento europeo, il 12 e 13 giugno 2004, e con il termine del mandato della Commissione, il 1o novembre 2004, si apre una nuova fase cui si è giunti dopo anni di negoziati. La prospettiva, nell'immediato, è l'approvazione del Trattato costituzionale. Essa rappresenta, a nostro giudizio, un passaggio ineludibile verso la costruzione di un'Europa politica che richiederà, anche dopo l'approvazione del Trattato, uno sforzo per la costruzione d un'Unione di Stati nazione che rappresentino adeguatamente i popoli europei.


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Per questo chiediamo il massimo impegno del Governo in continuità con la decisa azione da esso svolta nel corso del semestre di presidenza italiana.
Le prospettive di un ulteriore allargamento con la conclusione dei negoziati in corso con i paesi candidati, Bulgaria e Romania, con l'apertura dei negoziati con la Turchia e, infine, con l'esame della domanda di adesione della Croazia, presentata nel mese di febbraio 2004, inducono a confermare l'interesse per l'affermazione di principi e regole contenuti nella bozza di Trattato su cui si è raggiunto il consenso a Salonicco e che auspichiamo possano essere integrati, tra l'altro, con il richiamo nel preambolo alle radici cristiane dell'Europa.
Sono oggi sul tavolo delle istituzioni temi di particolare importanza evidenziati nei documenti analizzati: la necessità di rivedere, alla luce dell'allargamento, le politiche di coesione economica e sociale; il problema della politica economica e monetaria, che deve conciliare le esigenze di sviluppo con quelle di stabilità dei bilanci; innovazione e competitività del sistema Europa ma anche sicurezza, lotta al terrorismo ed in generale implementazione delle misure in base al titolo VI del Trattato sull'Unione europea in materia di cooperazione tra forze di polizia e giudiziaria in materia penale, considerate le emergenze internazionali e l'esigenza di garantire la sicurezza dei cittadini nello spazio europeo. Si ricordano poi le prospettive della politica estera e di sicurezza comune, nei difficili scenari internazionali, secondo le proposte formulate dall'Alto rappresentante per la PESC ed approvate dal Consiglio europeo nel 2003.
Si tratta di un quadro complesso che mi porta a concludere formulando, a nome del gruppo Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, l'auspicio che la convergenza sostanziale su significativi punti degli atti di indirizzo in esame consenta di valorizzare l'apporto del Parlamento alle azioni che l'esecutivo porrà in essere nelle sedi istituzionali e di negoziato intergovernativo per un equilibrato e rapido varo del nuovo quadro costituzionale e per un'adeguata partecipazione dell'Italia alla definizione degli atti e delle politiche contenute nei programmi esaminati.

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