Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 454 del 21/4/2004
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Si riprende la discussione del testo unificato delle proposte di legge n. 141 ed abbinate.

(Ripresa esame dell'articolo 1 - A.C. 141 ed abbinate)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate.
Ricordo che nella seduta antimeridiana si sono svolti gli interventi sul complesso degli emendamenti.
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate, fatta eccezione per il suo emendamento 1.1, di cui raccomanda l'approvazione.

PRESIDENTE. Il Governo?

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, siamo di fronte ad un provvedimento frutto di un lavoro ampio e condiviso, che ha trovato in un testo unificato, come emerso in sede di discussione sulle linee generali, un positivo punto di sintesi, espresso dal relatore.
In questa prima fase, tale provvedimento ha l'ambizione di attivare un percorso che, comunque, rispetto al dimensionamento finanziario, deve essere rafforzato. Poiché, quindi, resta in piedi la questione della migliore copertura finanziaria possibile, per evitare che il provvedimento stesso trovi copertura attraverso risorse che riguardano il sociale ed il welfare, invito i presentatori delle proposte emendative a ritirarle. Tra l'altro, negli ordini del giorno che saranno discussi successivamente (mi riferisco ad uno in particolare), questa preoccupazione viene chiaramente esplicitata.
Dal momento, inoltre, che non si intende far approvare comunque il provvedimento, perché ciò potrebbe provocare una fastidiosa dialettica politica in relazione alla più corretta copertura finanziaria, proprio per il senso di responsabilità che ha animato tutti i gruppi parlamentari nell'affrontare questo tema, ribadisco l'invito a ritirare le proposte emendative presentate.
Confermo l'impegno del Governo con riferimento, in particolare, all'emendamento che tocca questo problema ovvero esprime l'esigenza di puntualizzare meglio la copertura finanziaria. Questo mi sembra il modo migliore per affrontare responsabilmente il provvedimento in esame.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente dell'XI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente dell'XI Commissione. Signor Presidente, concordando con quanto affermato molto opportunamente dal sottosegretario Viespoli, aggiungo che, con uno sforzo convergente dell'intera Commissione, in sintonia con il Governo, è stato ritenuto doveroso ed opportuno licenziare comunque il testo in esame, che afferma un principio e ne inizia la concreta attuazione.


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Vorrei precisare che, nei confronti del provvedimento in discussione, di per sé giustissimo, è venuta meno la copertura di volta in volta prevista (anche per adeguarsi ai suggerimenti e alle indicazioni della Commissione bilancio), a favore di altri provvedimenti, di cui si è ravvisata la necessità, per i quali sono state prenotate ingenti risorse.
A tale riguardo, anche al fine di prevenire ogni inopportuna dialettica o, peggio ancora, speculazione, occorre sottolineare che, se così le vogliamo chiamare - in quanto le assemblee legislative sono sovrane -, vi sono pari responsabilità dei gruppi di maggioranza e di opposizione nell'aver determinato provvedimenti che hanno fatto venir meno i finanziamenti necessari al varo del presente testo unificato.
Detto ciò, facendo buon viso a mediocre gioco, ci siamo adeguati di volta in volta e abbiamo voluto il provvedimento con volontà politica portata fino alla sua realizzazione concreta. Tuttavia, la precisazione resa dal sottosegretario Viespoli è molto opportuna; infatti, si tratta di «cospirare» positivamente tutti insieme per varare un provvedimento che lascia comunque impregiudicata nell'immediato futuro la questione dell'opportuna copertura che, siamo tutti d'accordo, può riassorbire finanziamenti di altri provvedimenti, ma non quello che attiene al sociale o al bilancio di competenza, qui rappresentato settorialmente dal sottosegretario Viespoli.
Quindi, aderisco a tale impostazione, motivandola con quanto mi sono permesso di precisare.

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Signor Presidente, anch'io condivido l'impostazione resa poco fa dal Governo e fatta propria anche dal presidente Benedetti Valentini; infatti, a sostegno di tale tesi, vi sono anche ragioni di economia procedimentale.
A questo punto, colgo l'occasione per chiarire il senso dell'unico emendamento che, nel caso i colleghi interessati dovessero accettare l'invito al ritiro formulato dal Governo, sopravviverebbe per l'eventuale valutazione: mi riferisco all'emendamento 1.1 della Commissione.
Si tratta di un emendamento che sana una lacuna del testo, ma che non intacca minimamente né la copertura finanziaria, nella prospettiva di rimpinguamento del fondo in questione, né soprattutto la cosiddetta platea dei soggetti interessati. Comunque, potremo approfondire ulteriormente il ragionamento appena esamineremo tale aspetto in concreto.
Quindi, anche io chiedo ai colleghi di ritirare gli emendamenti, a seguito delle precisazioni e delle garanzie fornite in questa sede.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, ritengo che quanto affermato su questo provvedimento corrisponda alla realtà dei fatti. Abbiamo infatti lavorato tutti insieme per presentare all'attenzione dell'Assemblea un testo che raccogliesse, oltre che lo spirito, anche la finalità dell'iniziativa legislativa di molti gruppi sia della maggioranza sia dell'opposizione.
Il testo unificato vede l'assenso dei Democratici di sinistra in ordine al modo con cui si trova una risposta ad un problema di sperequazione più volte sottolineato e al quale intendiamo fornire una soluzione in tempi brevi. Tuttavia, il nostro giudizio positivo è caratterizzato anche da alcuni punti critici. Infatti, non possiamo avallare un metodo che consideriamo errato, vale a dire quello di destinare nella legge finanziaria poste di bilancio per l'emanazione di provvedimenti già all'esame delle Commissioni competenti che poi, nel corso delle settimane, vengono portate via per essere utilizzate dalla maggioranza e dal Governo


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per altri fini. Su questo non potete chiedere all'opposizione un avallo, mi sembrerebbe un'esagerazione.

PRESIDENTE. Nonostante la vostra generosità!

RENZO INNOCENTI. Esatto, signor Presidente, nonostante la nostra ormai riconosciuta generosità! La ringrazio molto di questo apprezzamento, in particolare perché viene da Genova.

PRESIDENTE. A Genova la generosità si apprezza, ma non si pratica!

RENZO INNOCENTI. In questo caso non si pratica neppure a Roma. Respingiamo, quindi, l'invito formulato dal rappresentante del Governo, dal relatore e dal presidente della Commissione perché gli emendamenti che abbiamo presentato e che tra qualche momento discuteremo e voteremo in aula non stravolgono assolutamente lo spirito con cui abbiamo lavorato. Molti colleghi della maggioranza hanno affermato che, a fronte della situazione attuale, siamo in qualche modo costretti a compiere un atto di responsabilità. Non siamo d'accordo, perché presentiamo delle proposte che aumentano le dotazioni del fondo e trovano la disponibilità finanziaria in altri capitoli di bilancio. Credo che siano da considerarsi come proposte formulate secondo quello spirito unitario di collaborazione con cui si intende correggere alcuni punti. Mi auguro che tale spirito sarà accolto positivamente dall'aula e, se così sarà, potremo convergere unitariamente sul testo licenziato.
Il testo, in tal caso, incontrerà maggior favore da parte dei destinatari, ovvero i lavoratori delle Ferrovie dello Stato andati in pensione in un determinato periodo, rispetto a quello ora al nostro esame. Con questo spirito di costruttività e di collaborazione manteniamo gli emendamenti a nostra firma.

EMILIO DELBONO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Convengo anch'io con le considerazioni prima espresse dall'onorevole Innocenti. Non è opportuno il ritiro degli emendamenti a firma di gran parte dei colleghi del centrosinistra perché gli stessi possono essere tranquillamente discussi e votati in brevissimo tempo. Recepiscono una parte rilevante del dibattito svolto e non impediscono, da parte nostra, il voto favorevole sul testo in oggetto. Le esigenze dei lavoratori interessati dal provvedimento sono disattese da molti anni e la quantificazione degli oneri è stata oggetto di numerosi dibattiti sotto Governi di diverso orientamento politico. Per quanto riguarda la qualità della copertura - se il sottosegretario ce lo permette - deve essere prevista comunque la possibilità di una valutazione più articolata di quanto previsto dal provvedimento in esame. Infine, mi pare che l'invito al ritiro riguardi tutti gli emendamenti, comprensivi anche di quelli della Commissione, per quanto mi è parso di capire, tranne quello della reversibilità.

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Certamente.

EMILIO DELBONO. Dal momento che il sottosegretario, durante il suo intervento, aveva chiesto il ritiro di tutti gli emendamenti, mi preoccupava il fatto che il Governo non fosse d'accordo neanche sul lavoro della Commissione, in particolare riguardo al punto importante che concerne l'estensione alla reversibilità di questo meccanismo, che intende recuperare risorse non assegnate nel periodo in cui gli ex ferrovieri sono andati in pensione. Non ritiriamo gli emendamenti per ragioni di logica e di coerenza politica, per non sprecare il lavoro di molti mesi svolto in Parlamento.

EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma a titolo personale perché già intervenuto il collega Innocenti.


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EUGENIO DUCA. Faccio riferimento soltanto all'emendamento 1.1 della Commissione. Condivido la richiesta che ha fatto il relatore e chiedo che il Governo riconsideri l'invito al ritiro degli emendamenti, perché l'emendamento in questione recepisce integralmente la condizione posta nel parere espresso dalla IX Commissione.
Quest'ultima ha posto la condizione che sia espressamente previsto che la disciplina perequativa recata dal provvedimento si applichi, oltre che ai trattamenti di quiescenza di cui all'articolo 1, anche ai trattamenti di reversibilità. Si fa riferimento alle pensioni già in atto, ricomprese nel testo, specificando tuttavia che anche le vedove e gli orfani vi abbiano titolo.
Chiedo pertanto al Governo di revocare l'invito al ritiro e di esprimere parere favorevole.

GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, ringrazio il Governo per avere espresso in modo garbato la propria posizione, che tuttavia differisce da quella delle forze di opposizione, le quali hanno già riconosciuto, sia al Governo sia alla Commissione, di avere lavorato in maniera seria e costruttiva per approvare il provvedimento in esame.
Nel contempo, abbiamo manifestato alcune perplessità, relative tra l'altro alla copertura finanziaria del provvedimento, che peraltro abbiamo fortemente sostenuto (al pari di altri che ci auguriamo vengano sottoposti al più presto all'esame dell'Assemblea, quale quello sui postelegrafonici, relativo ad una situazione analoga).
Alcuni emendamenti esprimono un'opzione politica relativa alla copertura, ed è per tale ragione che non intendiamo accedere all'invito al ritiro: proponiamo infatti che alla copertura del provvedimento si faccia fronte con una quota, peraltro esigua, del gettito derivante dal ripristino dell'imposta sulle successioni e donazioni. Si tratta di un'opzione politica, che non incide sul consenso all'intervento in favore dei ferrovieri, volto a sanare una profonda ingiustizia. Sottolineo peraltro che il Governo ha accettato l'emendamento 1.1 della Commissione in materia di reversibilità, sul quale assicuriamo anche il nostro voto favorevole per sanare un'ulteriore profonda ingiustizia.
Tuttavia, non accediamo all'invito al ritiro, in quanto, come ho già sottolineato con pacatezza ma con fermezza, sussiste la questione relativa alla copertura e, in particolare, l'esigenza di garantire che siano utilizzate, al di là delle assicurazioni che sono state fornite, modalità di finanziamento che non sottraggano risorse al fondo per l'occupazione. Ribadiamo fermamente la nostra opposizione politica alla soluzione che è stata proposta (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).

ALFONSO GIANNI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, non accedo all'invito al ritiro degli emendamenti di cui sono firmatario. Ho già provveduto a ritirare l'articolo aggiuntivo volto ad estendere i benefici ai postelegrafonici, in quanto ero consapevole del fatto che sarebbe stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza, ed a trasferirne il contenuto in un ordine del giorno.
Ritengo di avere già fatto abbastanza per velocizzare la discussione, e non comprendo per quale motivo non si possa procedere alla votazione degli emendamenti in modo che ciascuno possa assumersi le proprie responsabilità, consentendo di licenziare il provvedimento, che è particolarmente atteso, in un breve lasso di tempo.

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per chiarire il parere sugli emendamenti.
Il parere del Governo è favorevole sull'emendamento 1.1 della Commissione e contrario su tutti gli altri, per i quali mi sono permesso di chiedere il ritiro, non tanto per mancata consapevolezza della diversità di ruolo e di funzione, ma perché mi risulta che sarà presentato dall'onorevole Dario Galli un ordine del giorno che mi sembra esprima una volontà comune che consente di guardare alla copertura in termini prospettici e non soltanto rispetto al presente.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Cento 1.5. Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cento 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo, sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
161
Hanno votato
no 215).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pistone 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 366
Astenuti 3
Maggioranza 184
Hanno votato
160
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico...

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Signor Presidente, un momento! Ho problemi con la tessera e non riesco a votare!

PRESIDENTE. Se non funziona, onorevole Lo Presti, occorre provvedere alla sua sostituzione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 17,35)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pistone 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo, sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato
173
Hanno votato
no 221).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Innocenti 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato
169
Hanno votato
no 225).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Trupia 1.3. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Trupia. Ne ha facoltà.

LALLA TRUPIA. Questo, come altri, è un emendamento migliorativo del provvedimento, che - voglio ricordarlo - abbiamo tutti voluto in Commissione. Esso sottolinea il fatto positivo che sia istituito un fondo specifico che finalmente può consentire di raccogliere le risorse destinate a fare da copertura alle spese previste da questa legge. Ciò è molto importante, anche perché - come è stato ricordato prima - ci siamo sempre trovati di fronte a somme inserite nella legge finanziaria che, all'ultimo momento, venivano sottratte, con la delusione non solo nostra ma soprattutto dei lavoratori che, da anni, attendono di vedere esauditi i propri diritti. Ricordo inoltre che assistiamo ad un ampio contenzioso con sentenze in parte positive ed in parte negative, che questo provvedimento, se passerà come tutti ci auguriamo, dovrebbe sospendere definitivamente.
L'emendamento in esame intende migliorare due punti del provvedimento: in primo luogo, mira a correggere l'esiguità delle risorse finanziarie stanziate (poco più che simboliche) e, in secondo luogo, vuole modificare le fonti dalle quali attingere le suddette risorse.
Attraverso l'emendamento al nostro esame, pertanto, proponiamo di incrementare la spesa da 8 milioni di euro per ogni anno del periodo 2004-2006 a circa 88 milioni nel complesso del triennio considerato. Non si tratta, naturalmente, della somma completa che occorrerebbe per offrire un'adeguata e completa risposta alle esigenze dei lavoratori in questione, ma almeno vi si avvicina di più.
Proponiamo di reperire, inoltre, come ha testè ricordato la collega Pistone, le risorse per la copertura finanziaria della parte che incide sulle annualità 2005 e 2006 da un fondo diverso da quello per l'occupazione. Pensiamo, infatti, che il problema si porrà comunque, anche se lo stesso relatore ha assicurato l'impegno proprio e del Governo affinché la copertura venga reperita da un'altra fonte.
Ne prendiamo atto, tuttavia invito a prestare attenzione, poiché se il provvedimento dovesse essere approvato nella sua formulazione attuale, sappiamo tutti che verrà intaccato un fondo. Si tratta, oggettivamente, di un fondo che già si trova fortemente in difficoltà, poiché ad oggi non riesce nemmeno ad erogare i trattamenti per i lavoratori in cassa integrazione, a sanare situazioni gravissime di crisi e di difficoltà occupazionale ed aziendale e a provvedere agli ammortizzatori sociali.
A nostro avviso, pertanto, se il provvedimento verrà approvato nella sua attuale formulazione (e preannunzio che, comunque, il nostro gruppo voterà a favore), si corre il rischio di lanciare un segnale sbagliato. Si potrebbe dare l'impressione, infatti, di proporre una sorta di guerra tra i più poveri e tra i più deboli, e dunque l'idea che le risorse per finanziare il fondo specifico che intendiamo costituire vengano reperite proprio dalle voci che sostengono altri lavoratori in difficoltà.
È questo il motivo per cui abbiamo deciso di insistere per la votazione dell'emendamento in esame e sarebbe un fatto positivo, a nostro avviso, se il voto dell'Assemblea potesse correggere in tal senso già oggi l'articolo in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Trupia 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato
175
Hanno votato
no 223).


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Prendo atto che l'onorevole Perrotta non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pistone 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, intervengo sul mio emendamento poiché, anche se condividiamo le finalità di quello testè illustrato dalla collega Trupia (infatti, avevamo presentato proposte emendative di analogo tenore), esso presenta una sua specificità. Nel gergo parlamentare, infatti, si tratta di un emendamento cosiddetto a scalare, che chiede di stanziare un po' meno di quanto chiedeva il precedente emendamento Trupia 1.3 e le proposte emendative precedentemente esaminate di cui sono la prima firmataria.
La proposta emendativa in esame chiede di stanziare minori risorse finanziarie in maniera che ritengo anche abbastanza equilibrata. In altri termini, si chiede di mantenere la dotazione finanziaria per il fondo per il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato in 8 milioni di euro per l'anno 2004, ma anche di raddoppiarla per gli anni 2005 e 2006, indicando perlomeno l'intenzione di sanare per davvero il problema, impegnando sin da ora il Governo ad adoperarsi, politicamente e finanziariamente, in modo da poter essere più credibile. Sappiamo tutti, infatti - e vorrei ricordare che ad affermarlo è la stessa relazione illustrativa -, che le risorse finanziarie necessarie per sanare le iniquità in oggetto sono molto più ingenti.
Il problema allora è che, avendo stanziato finora 24 miliardi di vecchie lire, mentre sono necessarie risorse per un ammontare pari a circa 76 miliardi di vecchie lire, a questo punto sarebbe opportuno prevedere un impegno maggiore almeno a partire dal 2005. Non mi sembra una cosa totalmente irrazionale e demagogica. Mi sembra invece un impegno al quale potremmo davvero tutti quanti accedere. Peraltro, ho verificato le poste di bilancio dove ho trovato le coperture e questi soldi realmente sono disponibili: non ho presentato l'emendamento tanto per farlo, l'ho presentato proprio andando a verificare le annualità 2005 e 2006 e prendendo i soldi dai capitoli dei ministeri ove erano disponibili.
La ritengo una cosa di grande saggezza ed anche un impegno serio a favore dei lavoratori. Chiedo al Governo di riflettere e invito anche il relatore a prendere in considerazione questa eventualità e questa proposta. (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, vorrei associarmi alle parole e all'appello rivolti dall'onorevole Pistone, in quanto ricordo ai colleghi che stiamo parlando di un tentativo di «sanatoria equitativa» per alcuni lavoratori in pensione nel periodo che va dal 1987 al l995: dunque un periodo abbastanza lungo e dal quale è già trascorso parecchio tempo. Con le difficoltà economiche attuali il testo unificato ha trovato una soluzione che però produrrà, bisogna che i colleghi lo sappiano, effetti molto modesti rispetto alle aspettative createsi verso questo provvedimento «riparatore».
Il tentativo che stiamo facendo adesso, di non gravare il costo di questo provvedimento su altre categorie più o meno « sfortunate», è anche quello di dare un segnale più tangibile del fatto che questa misura va incontro ad una esigenza di equità e di riparazione. Penso che questo potrebbe essere accolto da tutti, a partire dal rappresentante del Governo o comunque dai colleghi dell'Assemblea, per dare così una risposta migliore rispetto a quello che siamo riusciti ad individuare fino ad ora.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Pistone 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato
184
Hanno votato
no 225).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1 della Commissione.

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI, Relatore. Signor Presidente, ritengo giusto chiarire il senso e la portata di questo emendamento. La Commissione non lo ha predisposto per caso. Abbiamo esaminato gli atti, che veramente stiamo studiando da quattro anni, compresa la relazione tecnica fornita dal Governo sull'intero provvedimento e sul costo complessivo dello stesso.
La relazione tecnica, che probabilmente in questa fase è sfuggita all'esame della Commissione bilancio, già da quattro anni ha incluso nella platea dei soggetti beneficiari anche quelli che godono delle pensioni di reversibilità, e già da quattro anni ha previsto quali siano le somme necessarie per soddisfare tutti i vari interessi. Dunque, poiché nel testo era sfuggita la previsione in favore dei soggetti che godono della pensione di reversibilità, abbiamo ritenuto - anche su suggerimento della Commissione trasporti, che nel suo parere si è espressa in tal senso - di prevedere tale ipotesi.
Non ci sono problemi di spesa aggiuntivi nelle previsioni generali dei costi di questo provvedimento, in quanto - ripeto - la Commissione bilancio ha agli atti la relazione tecnica dove si afferma chiaramente che il campo di applicazione del provvedimento è costituito dalle pensioni esistenti alla data del 31 dicembre 2001, decorrenti nel periodo 1981-1995, sia dirette sia reversibili, signor Presidente (è scritto nella pagina 1 della relazione tecnica), provenienti da pensioni dirette liquidate nel medesimo periodo.
Le stesse tabelle fanno sempre riferimento al numero complessivo delle pensioni oggetto del provvedimento, sia dirette sia di reversibilità.
Quindi, nessun vulnus può essere determinato dall'emendamento 1.1 della Commissione. Probabilmente, la Commissione bilancio non ha avuto modo di riconsiderare il contenuto della citata relazione tecnica. Desideravo fare questa precisazione e ribadire che non vi è e non vi può essere alcun contrasto di merito sul contenuto dell'emendamento.
Pertanto, chiedo all'Assemblea di esprimere un voto favorevole sull'emendamento 1.1 della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 della Commissione, accettato dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 416
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato
409
Hanno votato
no 7).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
413).

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