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PRESIDENTE. L'onorevole Fragalà ha facoltà di
VINCENZO FRAGALÀ. Signor Presidente, signor ministro, la domanda di Alleanza nazionale è rivolta al ministro della giustizia per esaudire due esigenze:
l'occupazione in una città come Palermo e la funzionalità degli uffici giudiziari di tale città.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, purtroppo la risposta che devo fornire all'onorevole Fragalà, data la legislazione vigente, non prospetta molte possibilità di soluzione positiva. Attualmente il problema dei suddetti dipendenti assunti dai comuni ed adibiti alla giustizia, se si vuole perpetuare tale tipo di rapporto, necessita di interventi di carattere legislativo. La legge n. 242 del 2000 non è più applicabile. Il regime di proroga in forza dell'articolo 3, comma 62, della legge finanziaria per il 2004 prende in considerazione solo il personale già in servizio presso l'amministrazione della giustizia.
PRESIDENTE. L'onorevole Fragalà ha facoltà di
VINCENZO FRAGALÀ. Vorrei ringraziare il ministro per i rapporti con il Parlamento per aver fornito una risposta che apre uno spiraglio molto importante affinché gli uffici giudiziari del tribunale di Palermo possano continuare ad utilizzare la professionalità, l'efficienza e l'affidabilità di questi lavoratori socialmente utili. Credo che una combinazione sinergica tra un'iniziativa dello stesso ministro della giustizia ed un'iniziativa parlamentare, che il gruppo di Alleanza nazionale (ma credo la maggioranza del Parlamento) ritiene di intraprendere affinché la modifica legislativa venga discussa ed approvata nel più breve tempo possibile, possa consentire di superare gli ostacoli normativi, in modo che i lavoratori socialmente utili che dal 1998 lavorano presso gli uffici giudiziari del tribunale di Palermo possano continuare a svolgere le mansioni di tipo giudiziario che hanno espletato fino ad oggi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ringrazio i colleghi che sono intervenuti nel dibattito ed il Governo per le risposte fornite.
I lavoratori socialmente utili, fin dal 1998, sono stati inseriti dal comune di Palermo negli uffici giudiziari di questa città. Sono stati affidati loro incarichi di grande responsabilità in cui hanno dimostrato professionalità, efficienza ed affidabilità. Il comune di Palermo si è reso disponibile ad un accordo con il Ministero della giustizia finalizzato alla realizzazione di un percorso di stabilizzazione che assicuri a tali lavoratori l'assorbimento nel Ministero della giustizia.
Chiediamo al ministro quali provvedimenti intenda assumere affinché l'amministrazione della giustizia a Palermo possa contare su elementi qualificati da sei anni di esperienza e di professionalità.
Quindi, proprio per tale indicazione legislativa, con nota del 15 marzo scorso la competente direzione generale ha comunicato quanto sopra al presidente del tribunale di Palermo precisando, altresì, che alla luce delle disposizioni contenute nella circolare del 21 novembre 2002, al di fuori delle ipotesi previste dalla legge n. 392 del 1941, i comandi dei dipendenti comunali non sono supportati da alcuna disposizione normativa.
Recependo il contenuto della nota suddetta, il presidente della Corte d'appello di Palermo, in data 26 marzo 2004, ha invitato gli uffici giudiziari del distretto a consentire il mantenimento presso le strutture giudiziarie dei soli lavoratori socialmente utili del comune impegnati in compiti espressamente riservati all'amministrazione comunale, ai sensi della citata legge n. 392 del 1941.
Quindi, il Governo, per risolvere il problema, deve invitare il Parlamento ad una modifica della normativa che consenta un ulteriore utilizzo di lavoratori socialmente utili alle dipendenze dei comuni nell'attività dell'amministrazione della giustizia.
Sospendo la seduta per cinque minuti.


