Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 454 del 21/4/2004
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(Misure per contrastare l'emergenza rifiuti in Campania - n. 3-03275)

PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di illustrare l'interrogazione n. Cè 3-03275 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5) di cui è cofirmatario.

UGO PAROLO. Signor Presidente, signor ministro per i rapporti con il Parlamento, nei mesi scorsi e nelle scorse settimane è emerso un problema gravissimo riguardante la gestione dei rifiuti in Campania. Dall'evolversi della situazione appare chiaro che le autorità competenti sono state assolutamente incapaci di porvi rimedio e di adottare provvedimenti atti a risolvere il problema, non solo nel lungo e nel medio periodo, ma anche nell'immediato.
Tra l'altro, appare sempre più evidente che la criminalità organizzata avrebbe svolto un ruolo rilevante, influenzando in modo determinante le decisioni che le amministrazioni interessate avrebbero dovuto assumere.
Le uniche soluzioni proposte sembrano essere quelle di sempre, ossia dare ulteriori risorse per risolvere la questione e portare i rifiuti all'estero o nelle regioni padane.
Vorremmo sapere se sia vera la notizia dell'intenzione del Governo di stanziare 15 milioni di euro per il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania, nonché a quale capitolo del bilancio dello Stato si farebbe riferimento nel reperimento delle risorse e quali rimedi strutturali si intendano assumere.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, per porre in essere le misure necessarie a fronteggiare l'emergenza in atto sul territorio campano è stata emessa l'ordinanza del Presidente della Consiglio dei ministri del 30 marzo 2004, n. 3345.
L'ordinanza non prevede quale unico rimedio all'emergenza rifiuti lo smaltimento di questi in impianti ubicati in altre regioni, misura peraltro provvisoria ed eccezionale che necessita della previa intesa delle regioni coinvolte. Da questo punto di vista, l'accordo tra Lombardia e Campania si chiama federalismo: due regioni si mettono d'accordo. Certamente, il Governo nazionale non può intervenire su accordi sottoscritti liberamente tra due regioni. Ma vi sono ulteriori elementi che consentono al commissario delegato di fronteggiare i problemi in Campania.
Tra i rimedi essenziali è necessario continuare, in materia di raccolta differenziata, gli sforzi per ottenere maggiori risultati, giacché nel territorio campano si ha ancora una percentuale al di sotto del 10 per cento. Questo potrà avvenire tramite uno specifico programma che preveda il coinvolgimento anche degli organi tecnici del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.


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Tra gli altri rimedi indicati nell'ordinanza va segnalata la possibilità per il commissario delegato di prorogare, se ritenuto necessario, l'esercizio delle discariche attive, l'eventuale riapertura di quelle non più in esercizio, nonché l'individuazione e la conseguente utilizzazione, su base provinciale, di ulteriori siti idonei allo stoccaggio dei rifiuti.
In ogni caso (è questa la cosa più importante) la soluzione dei problemi non potrà essere risolta sino all'attivazione degli impianti di termovalorizzazione. Infatti, il persistere dello stato di emergenza è da imputarsi soprattutto alla mancata realizzazione di questi, mancanza dovuta in particolar modo all'ostilità mostrata dalla popolazione alla loro costruzione a causa di una non corretta informazione, anche strumentale, in merito ai pericoli che ne potrebbero derivare e all'evidente incapacità della regione Campania di far fronte alla situazione.
Non a caso, lo stesso presidente della regione, Bassolino, si è dimesso dall'incarico di commissario straordinario, invocando la nomina di un commissario governativo per risolvere la situazione. L'ordinanza citata ha inoltre assegnato al commissario delegato l'importo di 15 milioni di euro per le finalità previste dall'ordinanza medesima, oltre all'importo di 500 mila euro per il funzionamento della struttura commissariale. E questo proprio per superare quegli accordi liberamente sottoscritti dalle regioni nell'ambito del federalismo, che naturalmente non possono essere la soluzione del problema. È necessario invece favorire investimenti in loco e mettere ogni regione nella condizione di far fronte autonomamente, nell'ambito del territorio regionale, allo smaltimento dei propri rifiuti.

PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di replicare.

UGO PAROLO. Signor Presidente, al ministro non sarà sfuggito che nella mia richiesta non ho parlato assolutamente di emergenza, e non a caso. Infatti, inviterei a leggere il vocabolario Zingarelli - uno vale l'altro, è la stessa cosa -: il termine «emergenza» sta ad indicare una circostanza o eventualità imprevista. Inviterei sempre a leggere il vocabolario della lingua italiana per trovare la definizione di «negligenza»: colui che è svogliato e trascurato nell'adempiere i propri compiti e doveri. Per la questione campana credo che sarebbe più corretto usare il termine «negligente» nei confronti degli amministratori interessati, di tutte le autorità che in questi anni avrebbero dovuto risolvere questo problema, che non è solo del sud, ma di tutto lo Stato, di tutta la nazione, di tutti paesi civilizzati, di tutte le società civili. In tutte le società civili si è tentato di risolverlo e lo si è fatto con l'assunzione di quelle responsabilità che i nostri amministratori non si sono assunte. Vede, ministro, la conferma del fatto che sono stati stanziati 15 milioni di euro è grave, non perché sono stati elargiti ancora soldi, ma perché, come lei ci ha comunicato, sono stati stanziati a fronte di una ordinanza di protezione civile, quindi a valere sui già residui finanziamenti di cui la protezione civile dispone. Stanziamo risorse per fronteggiare quella che non è un'emergenza, ma una negligenza portata avanti dagli amministratori interessati.
Infine, per quanto riguarda il federalismo solidale, noi siamo favorevoli, ma quella procedura che lei ha ricordato non ha niente a che vedere con il federalismo solidale: è assistenzialismo, cioè quello che si è sempre fatto. Il vero federalismo solidale consisterebbe nel mettere a disposizione delle regioni del sud quella conoscenza, quel know how che le regioni padane hanno, nella costruzione di termovalorizzatori. Su questo noi saremmo pienamente d'accordo; ma di fronte a questa conoscenza, a questa possibilità, gli amministratori locali dovrebbero assumersi le loro responsabilità, cosa che finora non hanno fatto (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

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