Allegato A
Seduta n. 454 del 21/4/2004

TESTO AGGIORNATO AL 22 APRILE 2004


Pag. 6


RELAZIONE DELLA XIV COMMISSIONE SUL PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE PER L'ANNO 2004, SUL PROGRAMMA OPERATIVO DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA PER L'ANNO 2004 E SUL PROGRAMMA STRATEGICO PLURIENNALE 2004-2006

(Sezione 1 - Risoluzioni)

La Camera,
esaminati il programma legislativo e di lavoro della Commissione delle Comunità europee per l'anno 2004, il programma operativo annuale per il 2004 del Consiglio, elaborato congiuntamente dalle Presidenze irlandese e olandese, e il programma strategico pluriennale 2004-2006, predisposto dalle sei presidenze interessate (Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Austria e Finlandia);
sottolineata l'importanza dell'esame di tali documenti al fine di fornire a tutti gli organi parlamentari un quadro chiaro e completo sull'attività dell'Unione per l'anno di riferimento e di assicurare, conseguentemente, un intervento tempestivo ed effettivo della Camera nella fase iniziale del processo di formazione delle politiche dell'Unione europea;
rilevato che l'esame dei medesimi documenti è stato avviato con successo dai Parlamenti di altri Stati membri dell'Unione europea e che la previsione, più volte proposta dalla Camera nelle sedi di cooperazione interparlamentare, di un esame contestuale degli strumenti di programmazione europei da parte di tutti i Parlamenti nazionali consentirebbe ai medesimi di concorrere più efficacemente alla definizione delle linee programmatiche da perseguire in sede europea;
tenuto conto della relazione della XIV Commissione e delle relazioni approvate dalle Commissioni di settore;
preso atto della risoluzione sul programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2004 approvata dal Parlamento europeo il 17 dicembre 2003;
valutati gli assi prioritari di intervento per il 2004 indicati dalla Commissione nel proprio programma legislativo e di lavoro per il 2004: adesione dei nuovi Stati membri, stabilità, crescita sostenibile;
tenuto conto altresì delle priorità generali delle presidenze irlandese e olandese fissate nel programma operativo del 2004: allargamento e riforma costituzionale; rinvigorimento della coesione economica e sociale sfruttando la strategia di Lisbona e promuovendo nel contempo uno sviluppo sostenibile; sviluppo dello Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia e rafforzamento del ruolo internazionale dell'Unione europea al fine di assicurare la stabilità;
evidenziato che il primo semestre 2004 rappresenta un periodo di storici cambiamenti per l'Unione, con l'allargamento dal 1o maggio 2004 ai dieci nuovi Stati membri e la prossima approvazione del Trattato costituzionale europeo;
rilevato, inoltre, che nel corso del 2004 interverranno ulteriori scadenze istituzionali, quali le elezioni per il Parlamento europeo e il rinnovo della Commissione europea, che avranno una forte


Pag. 7

incidenza sulla realizzazione delle priorità e degli interventi indicati nei documenti di programmazione esaminati,

impegna il Governo:

a) con riguardo all'allargamento e al processo costituzionale europeo:
a favorire una rapida approvazione del trattato costituzionale europeo che definisca una struttura istituzionale, processi decisionali e settori di intervento adeguati ad un'Europa allargata, ma, al tempo stesso, meno burocratica, ma più vicina e «comprensibile» per tutti i suoi cittadini;
a favorire il completamento dei negoziati in atto con Bulgaria e Romania e a valutare con attenzione la possibilità di adesione di altri paesi;

b) con riguardo alla competitività del sistema economico europeo:
a promuovere tutti gli interventi necessari a realizzare un'economia europea competitiva ma al contempo solidale e sostenibile, pervenendo in tempi brevi: alla modernizzazione del modello sociale individuato al Vertice di Lisbona; ad una disciplina uniforme del mercato del lavoro nell'Europa a venticinque Stati; alla definizione più articolata e flessibile dell'applicazione delle regole del Patto di stabilità e crescita, nel rispetto degli obiettivi di solidità e sostenibilità delle finanze pubbliche dell'Unione;

c) con riguardo al miglioramento della qualità della legislazione comunitaria:
a promuovere, in coerenza con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità, il miglioramento della qualità della regolamentazione comunitaria, attraverso la piena ed effettiva applicazione delle misure previste dall'Accordo interistituzionale sulla qualità della legislazione del 16 dicembre 2003, in modo da assicurare lo sviluppo di una metodologia legislativa più efficace, la semplificazione e il riordino della normativa vigente, il coordinamento tra le politiche legislative interne e quelle comunitarie, la riduzione degli oneri per i cittadini e le imprese;

d) con riguardo alla lotta al terrorismo e allo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia:
a considerare quale priorità di assoluta rilevanza nell'agenda politica europea la lotta al terrorismo, promuovendo le proposte connesse allo scambio di informazioni e altre forme di cooperazione tra gli Stati membri;
a mantenere nel contempo compattezza e determinazione verso la realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione in attuazione del programma adottato a Tampere, con particolare riferimento alle questioni dell'asilo, dell'immigrazione e delle frontiere esterne;
a promuovere in particolare, al fine di tutelare la stabilità e la sicurezza, un'azione efficace sul versante del controllo delle frontiere comuni, contro l'immigrazione clandestina, ma a favore dell'integrazione degli immigrati regolari;

e) con riferimento al coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri:
ad adoperarsi affinché sia assunto quale obiettivo prioritario, ai fini dell'applicazione intelligente e flessibile delle regole del Patto di stabilità e crescita, la promozione di interventi destinati al potenziamento della dotazione infrastrutturale e al sostegno della ricerca e dell'innovazione, che migliorano la qualità della spesa pubblica e che possono fornire un contributo decisivo alla competitività dei sistemi economici europei;

f) con riferimento alla definizione delle prospettive finanziarie per gli anni 2007-2013:
a valutare attentamente le ricadute che le diverse opzioni prospettate dalla Commissione e da alcuni Stati membri possono riprodurre sia in relazione ai rapporti finanziari del nostro paese con l'Unione europea, sia con riferimento all'entità


Pag. 8

delle risorse comunitarie che potranno essere destinate all'attuazione delle politiche a sostegno delle aree sottoutilizzate;
ad adoperarsi, in particolare, al fine di assicurare, anche per il prossimo quadro finanziario, il mantenimento del tetto massimo di spesa dell'1,24 per cento del PIL europeo previsto dalle prospettive finanziarie attuali;

g) con riferimento alla riforma delle politiche di coesione:
ad adoperarsi affinché le priorità indicate nel secondo Memorandum sulle politiche di coesione predisposto dal Governo, a tutela delle regioni che attualmente accedono alle risorse dei fondi strutturali, trovino riscontro negli sviluppi dei lavori preparatori relativi alla predisposizione dello schema di regolamento recante la disciplina del prossimo ciclo dei medesimi fondi per il periodo successivo al 2006, eventualmente adottando in tale prospettiva, ai fini dell'individuazione delle regioni in ritardo di sviluppo, un insieme più articolato di indicatori, relativi in particolare alla situazione occupazionale, che possano rappresentare in modo adeguato le condizioni economiche e sociali che caratterizzano le diverse aree dell'Unione;

h) con riferimento alla politica fiscale:
a sostenere le iniziative della Commissione europea intese all'armonizzazione delle normative tributarie nazionali, in particolare per quanto attiene alla tassazione delle società e sul risparmio, anche al fine di favorire l'eliminazione dei fenomeni di concorrenza fiscale dannosa tra i paesi membri, che ostacolano la sana concorrenza tra operatori ed imprese, determinando inevitabili distorsioni di mercato;
per quanto riguarda il settore della disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, a favorire una rapida adozione della proposta di direttiva concernente le vendite a distanza, nonché della proposta di direttiva relativa alle norme applicabili al luogo di imposizione della prestazione di servizi;
ad adoperarsi per l'introduzione e lo sviluppo di strumenti fiscali in grado di incentivare l'utilizzo di beni e processi produttivi ecologicamente compatibili;

i) relativamente alla disciplina dei servizi finanziari e del diritto societario:
ad assicurare la completa attuazione del Piano d'azione per i servizi finanziari adottato nel 1999, al fine di realizzare il mercato unico dei servizi finanziari;
a favorire il rafforzamento della collaborazione reciproca tra gli organismi competenti in materia di vigilanza sui mercati finanziari, al fine di assicurare maggiore efficacia ed omogeneità nell'azione di tutela del mercato e dei risparmiatori e di ristabilire in tal modo quella fiducia che costituisce elemento indispensabile per il corretto funzionamento dei mercati dei capitali e del credito;
a favorire, nella stessa ottica, lo sviluppo di un'attenta riflessione in merito ai problemi di vigilanza nei settori delle banche e delle assicurazioni a livello europeo;
ad assicurare, anche alla luce delle vicende che hanno interessato alcune società europee, una rapida approvazione alle proposte legislative tese all'attuazione del Piano d'azione per l'ammodernamento del diritto societario e il rafforzamento della corporate governance, con particolare riferimento alla direttiva sulla revisione legale dei conti, al fine di prevenire i conflitti di interesse e di eliminare le lacune normative che sono alla base dei recenti scandali finanziari;
a sviluppare in tempi brevi, nelle competenti sedi comunitarie un'attenta riflessione sul recepimento dei nuovi principi contabili internazionali (International accounting standards - IAS), valutando a tale proposito l'opportunità di differirne


Pag. 9

l'entrata in vigore, ovvero di limitarne provvisoriamente l'applicazione ai soli bilanci consolidati;

j) con riguardo alla politica commerciale:
a promuovere la produzione e il prodotto europeo, garantendo e salvaguardando le imprese dell'Unione da forme di concorrenza sleale proveniente dai mercati asiatici, e al contempo favorendo in quelle aree lo sviluppo delle esportazioni europee in generale e italiane in particolare;

k) con riguardo alla politica di ricerca e sviluppo tecnologico:
a incentivare lo sviluppo ulteriore dello spazio europeo della ricerca, attraverso l'aumento di investimenti nella ricerca e nello sviluppo, anche allo scopo di attrarre risorse umane adeguate verso il settore della ricerca;
a sostenere un maggiore coordinamento fra gli Stati membri, attraverso il metodo di coordinamento aperto, anche al fine di avviare programmi e azioni nazionali per incoraggiare una maggiore mobilità dei ricercatori;

l) con riferimento alla politica spaziale europea:
a favorire l'attuazione del Piano d'azione della Commissione sulla politica spaziale europea, dell'11 novembre 2003, rafforzando le relazioni con l'Agenzia spaziale europea (ESA), avvalendosi dei successi ottenuti e delle competenze esistenti a tutti i livelli, per offrire un sostegno ottimizzato alle politiche e agli obiettivi dell'Unione europea grazie alle tecnologie, alle infrastrutture e ai servizi spaziali e incentivando, altresì, i contributi delle tecnologie e delle applicazioni spaziali, nei campi della crescita economica, della creazione di posti di lavoro e della competitività industriale;

m) sui servizi pubblici:
a promuovere l'adozione di una disciplina specifica, in particolare sotto il profilo della concorrenza, per i servizi pubblici, tenendo conto della loro dimensione di servizio sociale a carattere universale e di veicolo di coesione sociale, in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 16 del trattato CE;

n) sulla politica dell'energia:
a promuovere, quale principale obiettivo della politica europea, il completamento della liberalizzazione dei settori dell'energia elettrica e del gas, al fine di favorire una maggiore apertura dei mercati nazionali, scongiurando sia il permanere di assetti monopolistici in taluni mercati nazionali, sia la possibile formazione di nuove concentrazioni su base europea;

o) con riguardo alla politica ambientale:
a favorire il completamento del quadro legislativo finalizzato ad assicurare l'efficace funzionamento della disciplina per lo scambio delle quote di emissione e l'attuazione congiunta degli strumenti flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, anche allo scopo di consentire all'Italia di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra secondo quanto previsto dal medesimo Protocollo e dal VI programma comunitario di azione in materia ambientale;
a sostenere ogni possibile iniziativa intesa alla definizione di una strategia comune di prevenzione delle catastrofi naturali, nel cui ambito si preveda altresì una maggiore utilizzazione delle risorse del Fondo di solidarietà, anche mediante la revisione degli attuali meccanismi, da parte dell'Italia, che risulta essere, all'interno dell'Unione Europea, uno dei Paesi maggiormente colpiti da eventi catastrofici di bassa e media entità;

p) sulle reti transeuropee, le infrastrutture e i trasporti:
a sostenere le iniziative volte a regolamentare la tutela dei diritti degli utenti nel settore dei trasporti ed i processi


Pag. 10

di apertura al mercato in atto diretti ad assicurare parità di accesso agli operatori nel settore;
con riferimento al settore dei trasporti terrestri, a sostenere, ai fini dello sviluppo di una rete transeuropea di trasporto (TEN) integrata ed efficiente, l'interconnessione e la sostenibilità dell'economia nell'Unione europea allargata, attraverso l'adozione di iniziative finalizzate all'accelerazione dei lavori per il finanziamento e la realizzazione del piano delle reti transeuropee di trasporto (TEN), con particolare riferimento: all'asse viario multimodale denominato «Corridoio n. 5»; alla rete interregionale di trasporto denominata «Corridoio n. 8»; all'asse ferroviario Berlino-Verona/Milano-Bologna-Napoli-Messina-Palermo, attraverso il ponte sullo stretto di Messina, che assumono per l'Italia un elevato valore di natura strategica e programmatica; sempre con riferimento ai trasporti terrestri, a contribuire con determinazione al raggiungimento di un accordo sul nuovo programma di azione sulla sicurezza stradale (2003-2010), presentato dalla Commissione il 14 maggio 2003 e sostenere con particolare incisività gli interventi volti ad un rafforzamento del livello di sicurezza nel settore dei trasporti come previsto, in particolare, nel secondo e nel terzo «pacchetto ferroviario»;
con riferimento ai trasporti aerei, a favorire una politica comune nel settore del trasporto aereo, volta ad assicurare, nel quadro del «cielo unico europeo», standard uniformi e rigorosi di sicurezza;
con riferimento ai trasporti marittimi, a promuovere la valorizzazione del Mediterraneo quale essenziale via di comunicazione tra Europa, Asia e Africa, nonché a rafforzare tutte le forme di trasporto sostenibile - in grado di coniugare efficienza e rispetto dell'ambiente - intervenendo prioritariamente sulle modalità di trasporto intermodale, sulla prevenzione dei rischi dall'inquinamento marittimo, sull'innalzamento degli standard di sicurezza e sul potenziamento di settori fondamentali quali quelli della cantieristica e del cabotaggio;

q) con riferimento alle telecomunicazioni e alla società dell'informazione:
a favorire, secondo gli obiettivi individuati al Vertice di Lisbona, tutte le iniziative per la promozione di una società europea basata sulla conoscenza e sul concetto di informazione per tutti, attraverso la valorizzazione dei programmi volti a diffondere le nuove tecnologie, le comunicazioni mobili di terza generazione, la televisione digitale e la banda larga, ritenute di importanza fondamentale per la piena concorrenzialità comunitaria;
a sostenere le iniziative assunte dalla Commissione europea in particolare per quanto riguarda la «normalizzazione digitale interattiva» della televisione e il riesame del piano di azione Europe, nella direzione di un accrescimento della produttività e della qualità della vita, nonché lo sviluppo ulteriore del progetto europeo di navigazione satellitare «Galileo»;

r) con riguardo alla politica agricola:
a favorire una riforma della politica agricola comune (PAC) che renda il sostegno all'agricoltura finanziariamente sostenibile per il contribuente comunitario e compatibile con l'esigenza di una maggiore apertura del mercato;
a sollecitare una revisione dell'attuale disciplina relativa alle quote latte, meno penalizzante per il sistema produttivo italiano;
ad assicurare che, nel quadro dei negoziati in seno alla Organizzazione mondiale del commercio, si tenga conto delle specificità proprie dell'agricoltura comunitaria, basata su un modello produttivo multifunzionale e pluriattivo, efficiente dal punto di vista economico ma che implica anche cura e salvaguardia del territorio, tutela delle aree marginali e sicurezza alimentare;

s) con riguardo alla politica dell'occupazione e alla previdenza:
a promuovere in sede europea le intese necessarie al fine di giungere a


Pag. 11

breve ad una riforma dei sistemi pensionistici nazionali, riservando particolare attenzione ai regimi di protezione sociale, e allo sviluppo dei sistemi pensionistici, sollecitando altresì l'approvazione di riforme strutturali del mercato del lavoro che ne assicurino maggiore flessibilità, come di recente avvenuto in Italia con il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
(6-00091)
«Airaghi, Stucchi, Strano, Di Teodoro, Riccardo Conti, Guido Giuseppe Rossi, Cossa».
(19 aprile 2004)
(Testo corretto nel corso della seduta)

La Camera,
dopo un attento esame svolto dalla XIV Commissione, valutate in modo positivo le linee fondamentali del Programma della Commissione delle Comunità europee per il 2004, congiuntamente al Programma operativo annuale per il 2004 del Consiglio dell'Unione europea e al Programma strategico pluriennale 2004-2006 presentato dalle presidenze interessate (Irlanda, Paesi bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Austria e Finlandia);
sottolineato che il confronto sui documenti di programma si svolge nella straordinaria circostanza di grandi cambiamenti per l'Unione europea, che dal 1o maggio prossimo comprenderà dieci nuovi Stati membri;
in questo nuovo quadro di allargamento della dimensione europea, ritenuto indispensabile giungere all'approvazione del nuovo Trattato costituzionale prima della scadenza dell'elezione del Parlamento europeo;
respinta l'idea di una rinazionalizzazione delle politiche di coesione e affermata la necessità di rimanere fedeli all'articolo 158 del Trattato riconoscendo, anche con l'allargamento, che la politica di coesione rimane una missione prioritaria dell'Unione europea;
considerato che l'allargamento richiama semmai alla necessità di una razionalizzazione e un potenziamento degli strumenti e delle finalità strutturali, ma la regia deve rimanere di livello europeo, mentre maggiori poteri attuativi vanno conferiti alle istituzioni decentrate;
auspicato che, nella complessa e difficile discussione ormai aperta sul bilancio pluriennale dell'Unione europea, prevalga un orientamento, (nell'ambito del tetto sul PIL comunitario stabilito dal Trattato) volto ad uno stanziamento adeguato a far fronte alle esigenze dell'allargamento;
considerato che un'Europa allargata chiama in campo un'Europa politicamente forte e dunque la necessità urgente di nuove istituzioni di Governo;
considerando che è necessario e non più dilazionabile un vero e proprio coordinamento delle politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla sostenibilità sociale e ambientale; in questo ambito, pur mantenendo il necessario rigore finanziario, va perseguita, in termini non contingenti (dato l'alto indebitamento che caratterizza il nostro paese) una seria riforma del patto di stabilità e crescita. Ciò è possibile concordando una selezionata lista europea di investimenti finalizzati alla crescita e alla competitività nei campi delle reti transeuropee, in quelli della formazione e della ricerca; i finanziamenti dei progetti europei per la crescita, devono essere ritenuti parte integrante della strategia di Lisbona e non considerati nella definizione del deficit dei singoli paesi;
considerata la necessità, anche superando un ritardo incomprensibile, della costruzione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, con particolare riferimento ad un corretto recepimento del mandato di cattura europeo che appare strumento indispensabile nella lotta al nuovo terrorismo globale,

impegna il Governo:

1) a tenere un convinto impegno a recuperare appieno il carattere dell'Italia


Pag. 12

di paese federatore dell'Unione al fine di contribuire a far assumere alla nuova Europa un ruolo protagonista nella lotta al terrorismo internazionale, nel ristabilimento della pace, con la ricerca attiva di un nuovo, efficace, approccio tanto alla crisi irakena che alla situazione medio-orientale;
2) a sostenere nelle sedi europee un deciso rilancio, su basi rinnovate, della strategia di Lisbona anche a fronte dell'attuale difficile congiuntura;
3) nel prendere atto della decisione delle Commissioni parlamentari V e XIV della Camera di avviare un'indagine conoscitiva sulle prospettive finanziarie dell'Unione europea e delle politiche di coesione, a procedere, con l'allargamento, ad una attenta valutazione delle politiche di coesione, delle politiche regionali, e dell'uso dei fondi strutturali, ai fini di semplificarne, le procedure d'accesso e di controllo e di aumentarne l'efficacia;
4) a compiere ogni sforzo affinché l'Italia non venga in nessun modo penalizzata nell'ambito strategico delle reti di trasporto transeuropee con particolare riferimento al corridoio 5;
5) ad attivarsi per recuperare tra le priorità del trasporto paneuropeo il corridoio 8 la cui importanza risiede nella possibilità di orientare lungo l'asse adriatico la strategia dell'Unione europea verso i Balcani e il Mediterraneo;
6) a contribuire in modo deciso alla costruzione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
(6-00092)«Zani, Bova, Ciani, Frigato».
(19 aprile 2004)

La Camera,
esaminati il programma legislativo e di lavoro per il 2004 della Commissione europea, il programma operativo annuale per il 2004 del Consiglio e il programma strategico pluriennale 2004-2006 presentato dalle presidenze interessate (Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Austria e Finlandia);
preso atto che tra le priorità indicate nei documenti esaminati rientra la ripresa e la rapida conclusione dei lavori della Conferenza intergovernativa per la revisione dei trattati,

impegna il Governo

a riferire tempestivamente al Parlamento sull'andamento dei negoziati relativi al processo di riforma costituzionale dell'Unione europea, in particolare in vista della definizione della posizione italiana nelle fasi conclusive della Conferenza intergovernativa.
(6-00093)
«Zani, Airaghi, Bova, Stucchi, Strano, Ciani, Di Teodoro, Frigato, Riccardo Conti, Cossa, Guido Giuseppe Rossi, Bellillo».
(19 aprile 2004)

La Camera,
considerato che:
la stessa relazione della XIV Commissione Politiche dell'Unione europea conferma in premessa gli ambiti limitati del programma legislativo dell'Esecutivo europeo dovuto alla prossima scadenza del mandato e al rinnovo non solo della compagine dei Commissari, ma dello stesso Parlamento europeo;
tale esame viene quindi ristretto ad un programma di priorità a breve termine della Commissione europea, che non supera l'anno in corso, peraltro già discusso ed analizzato dal Parlamento europeo con una propria risoluzione lo scorso 17.12.2003, nei suoi aspetti di conclusione degli iter legislativi già avviati da tempo;
il compiacimento della XIV Commissione sulle modalità adottate dall'Esecutivo europeo di sottoporre le proprie scelte strategiche ad un attento esame procedurale dell'impatto sulla qualità di


Pag. 13

vita dei cittadini dell'Unione è lungi dall'essere assimilato o preso ad esempio almeno metodologicamente dal Governo italiano che, al contrario, persegue in presunti obiettivi di sviluppo del paese spesso in palese contrasto con le normative comunitarie (Legge Obiettivo L.443/2001 sulle grandi opere) e in spregio alle esigenze di miglioramento delle condizioni di vita dei propri cittadini;
la relazione propone prevalentemente una descrizione di misure legislative in corso d'opera e avviate alla conclusione, perché è prossimo l'esame del voto parlamentare, sovrapponendole in modo caotico al Programma operativo del Consiglio o alle conclusioni dei vertici di Capi di Stato, nonché all'esame di nuove comunicazioni della Commissione, che, ancora allo stadio di proposte, non potranno che concretizzarsi nel corso della prossima legislatura europea;
su alcuni temi di rilevanza strategica per lo stesso futuro dell'Unione europea, dalla tutela ambientale con l'implementazione di politiche fiscali conseguenti, coerenti col principio «chi inquina paga» agli stessi contenuti di democrazia e rispetto dei diritti umani su cui costruire l'allargamento presente e futuro dell'Unione;
il Governo non ha mai espresso la posizione italiana limitandosi a descrivere gli obiettivi di massima della sola Unione, senza peraltro mai dettagliare proposte concrete, anche divergenti con gli altri stati membri,

impegna il Governo:

ad avviare sull'allargamento dell'Unione europea e sull'ipotesi di nuova costituzione una riflessione seria sulla qualità del processo di avanzamento dei negoziati, già oggetto, per quanto attiene all'allargamento, di una comunicazione dettagliata della Commissione lo scorso novembre, ignorata invece dai documenti in esame che riducono tale processo ad una mera calendarizzazione amministrativo-burocratica, eludendo inoltre temi fondamentali quali il rispetto dei diritti umani e delle minoranze sia in Russia, sia in Turchia, citate la prima come oggetto di intensa e proficua cooperazione e la seconda come candidata perennemente sotto esame;
ad adottare sulle prospettive economiche e finanziarie 2007-2013 dell'Unione, con maggior determinazione, iniziative coerenti con nuova crescita occupazionale per innovare i settori produttivi europei e ad adoperarsi per armonizzare le stesse politiche fiscali e tributarie comunitarie, affinché siano coerenti con gli obiettivi propri della legislazione ambientale europea;
a far sì che sulla sicurezza e la lotta al terrorismo i diversi programmi lanciati dalla Commissione europea non siano unicamente mirati ad un controllo militare delle frontiere, non limitino il diritto di asilo, ma assicurino un programma di stabilità con un rafforzamento adeguato dei diritti costituzionali della libertà e dignità degli individui;
a far sì che, sulle diverse politiche di settore, a partire dallo sviluppo delle infrastrutture alla necessità di maggiore sicurezza nei trasporti, alla tutela del lavoro, del territorio e delle risorse naturali diventi una necessità inderogabile lo sviluppo sostenibile dell'intero continente, considerato che le politiche liberiste, esaltate sia dalla Commissione Europea, sia dalla stessa relazione, oltre ad essere inefficaci e dannose al fine di un'equa fruizione dei servizi da parte di tutti i cittadini stanno distruggendo la coesione e la solidarietà sociale accrescendo le disuguaglianze e generando nuovi e pericolosi livelli di povertà.
(6-00094)
«Bertinotti, Giordano, Deiana, Titti De Simone, Alfonso Gianni, Mascia, Mantovani, Russo Spena, Pisapia, Valpiana, Vendola».
(20 aprile 2004)