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le organizzazioni sindacali dei lavoratori Alitalia hanno proclamato una serie di iniziative di lotta contro il piano industriale 2003-2005 Alitalia, trasmesso per parere dal Governo alle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica unitamente al progetto di privatizzazione della società;
la scorsa settimana uno dei consiglieri di amministrazione dell'Alitalia si è dimesso dall'incarico motivando tale decisione per le pressioni esterne alla società che ne minerebbero le possibilità di ripresa;
la rissa tra i Ministri che blocca ogni decisione può portare la compagnia a divenire una piccola compagnia regionale mentre gli accordi siglati prevedono uno sviluppo di un grande vettore internazionale in sinergia con altre compagnie di volo;
mentre sarebbe indispensabile una politica di rilancio e di organizzazione di tutto il comparto aereo italiano e di Alitalia per consentire di riconquistare una quota preponderante nel mercato italiano si agitano ipotesi inaccettabili quali la liquidazione la svendita, lo smembramento della settima compagnia aerea del mondo nonché il suo commissariamento -:
se intenda finalmente attivare una reale concertazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori premettendo misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali che da ben tre anni vengono proposte alla Camera e al Senato dai parlamentari del centrosinistra e se intenda onorare gli impegni finanziari nei confronti di Alitalia S.p.A. per 160 milioni di euro nel 2002 e 160 milioni di euro nel 2003 nonché di 60 milioni di euro per gli extra costi assicurativi seguenti ai nefasti fatti dell'11 settembre 2001 somme che, una volta erogate, toglierebbero Alitalia S.p.A dalla pressante carenza di liquidità e se intenda modificare il piano di privatizzazione e il piano di impresa per sviluppare alleanze da subito nel trasporto domestico e per un nuovo piano di sviluppo che sia imperniato in nuovi aerei, nuovi collegamenti e per lo sviluppo di un vettore globale in grado di realizzare alleanze in modo paritario sul piano europeo e internazionale. (3-03276)
(20 aprile 2004)