Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 451 del 7/4/2004
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(Esame dell'articolo 1 - A.C. 4293)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 (vedi l'allegato A - A.C. 4293 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 1 per preannunciare che esprimeremo un voto favorevole in ordine alla sua approvazione. Si tratta di una norma ampiamente condivisa e che, verosimilmente, otterrà il consenso pressoché unanime dell'Assemblea per una ragione assai precisa. Ritengo che l'articolo 1 rechi la disposizione più importante dell'intero testo normativo oggi alla nostra attenzione. Esso, infatti, indica la ragione politica, culturale ed anche storica a fondamento dell'intero testo normativo, stabilisce le finalità della legge e il suo oggetto ed esplicita un'affermazione importante. La legge in esame istituisce Eurojust: ecco la ragione politica, teorica e culturale di fondo che prima indicavo. Questa è anche la ragione del mio breve intervento per dichiarazione di voto sull'articolo 1.
Riteniamo che Eurojust - lo rivendichiamo con un certo orgoglio - sia una «creatura», tra virgolette, dei Governi di centrosinistra. Esso rievoca un importantissimo vertice comunitario del 1999 - mi riferisco al vertice di Tampere - e rievoca l'importantissima attività diplomatica e politica internazionale del Governo D'Alema. A Tampere si è assunta la decisione comunitaria di pervenire, nell'ambito del terzo pilastro dell'Unione, all'unità di cooperazione giudiziaria permanente ed Eurojust significa questo. Quindi, si tratta di un impulso straordinario, fondamentale e storico alla costruzione ed alla realizzazione di uno spazio giuridico comune


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europeo, che significa spazio giuridico di libertà.
Tuttavia, assai opportunamente e giustamente ci viene ricordato che lo spazio comunitario di libertà può essere tale solo se significa, altresì, sicurezza dei cittadini e dei consociati europei. Eurojust è la risposta che l'Unione europea offre sul piano della sicurezza dei cittadini. Esso, infatti, dovrà essere uno strumento importante e adeguato, concepito per raggiungere questi importanti obiettivi e per pervenire a queste essenziali finalità.
Detto ciò, non possiamo, peraltro, non rammaricarci - e tanto - del modo attraverso il quale questo Governo di centrodestra disciplina l'istituzione di Eurojust sotto l'aspetto della normativa nazionale. Con riferimento all'articolo 1 - come ho premesso poco fa - si registrerà verosimilmente il consenso unanime dell'Assemblea, con il voto favorevole dell'opposizione e del nostro gruppo parlamentare. In seguito, non vi saranno votazioni all'unanimità ed accadrà spesso che l'opposizione dovrà esprimere un voto contrario con riferimento ad alcune norme che, a nostro avviso, sono particolarmente insidiose e sbagliate sotto l'aspetto giuridico costituzionale.
Per questa ragione, ci dobbiamo dolere. Infatti, rispetto a finalità politiche così alte ed importanti, si offre una risposta, in termini di normativa interna, assolutamente inadeguata, dal momento che si dovrà riproporre una conflittualità di fondo. Da una parte vi è il Governo, che intende riconoscere ad Eurojust pure e semplici funzioni amministrative; dall'altra, vi è il nostro punto di vista, che è nel senso di riconoscere a tale entità funzioni giudiziarie e giurisdizionali.
Questa differenza teorica e culturale di fondo ci condurrà spesso ad avere opinioni contrapposte rispetto alla specifica disciplina che di qui a poco analizzeremo nel dettaglio. Per ora, vi è questo voto unanime importante, quanto meno in termini di posizione politica del nostro paese rispetto a tale importante problema.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia.
Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io per dichiarazione di voto sull'articolo 1 per sottolineare che concordiamo sul fatto che ormai certe questioni travalicano i confini nazionali. Anche relativamente ai problemi della lotta alla criminalità e della giustizia non vi è dubbio che la dimensione nazionale sia una dimensione ristretta, che non consente di affrontare adeguatamente i suddetti problemi. Pertanto, non possiamo che essere d'accordo, come lo siamo a livello europeo, nell'affrontare il tema in esame in termini di coordinamento europeo, di creazione di uno spazio giuridico europeo e di cooperazione giudiziaria permanente.
Tuttavia, forse noi soli in Europa, da sempre abbiamo posto questioni di principio di grande rilevanza. In questo particolare caso, abbiamo sottolineato come la costituzione di qualsiasi spazio giuridico europeo non potesse che comportare anche il riconoscimento dei diritti e delle garanzie fondamentali previsti dalla nostra Costituzione, che in ogni contesto, su una vicenda come quella di Eurojust o come quella del mandato di cattura europeo, ribadiamo come elementi fondamentali ed irrinunciabili.
In questa specifica circostanza abbiamo posto un'altra questione - e per questa ragione abbiamo espresso un voto contrario su Eurojust -, ovvero il fatto che manca un controllo democratico superiore. In Italia abbiamo un ministro che sovraintende e controlla, garantendo che anche un organismo autonomo ed indipendente come la magistratura, che noi vogliamo rimanga tale, assuma le proprie decisioni nell'ambito delle legge e della Costituzione. A tal fine sono previsti strumenti di controllo del Parlamento nei confronti del ministro, che è investito di questo compito di supervisione.


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Il Parlamento italiano, pertanto, svolge una funzione democratica e di garanzia, anche rispetto ad un potere dello Stato assolutamente indipendente.
Nell'ambito europeo questa possibilità è preclusa. L'organismo sovranazionale in questione non risponde al Parlamento europeo, che è privo di poteri, e per questa ragione, pur riconoscendo la necessità di un coordinamento europeo su materie come queste, abbiamo espresso voto contrario su tali aspetti. Quando si analizzeranno, nel corso dell'esame di merito, le specifiche questioni relative alla nomina del membro nazionale, ribadiremo tale posizione. Per ora, sull'articolo 1 riguardante le finalità, è importante per noi sottolineare questa decisione, in quanto il nostro voto è strettamente legato alla posizione già espressa in sede europea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sinisi.
Ne ha facoltà.

GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, è stata compiuta molta strada dal trattato di Maastricht, quando la materia della cooperazione giudiziaria era materia intergovernativa. Dopo il Consiglio di Tampere, nel 1999, il Governo D'Alema ha istituito quello che all'epoca venne chiamato Proeurojust, ovvero una prima forma di coordinamento per le autorità giudiziarie europee. Nasceva allora la rete giudiziaria europea.
Oggi si compie un nuovo passo in avanti: nasce Eurojust, nella sua fisionomia e con nuovi compiti.
È un passo ulteriore verso quella che sarà un'autorità giudiziaria europea, la procura europea, che ci auguriamo possa trovare presto la sua piena definizione nel nostro ordinamento.
Sul provvedimento in esame il gruppo della Margherita si esprimerà a favore perché vede positivamente la nascita di tale nuovo organismo. Attraverso il dialogo con la maggioranza, come deve essere in tali circostanze, abbiamo cercato la migliore definizione possibile del provvedimento.
Mi auguro si tratti di un buon auspicio affinché l'Italia sia sempre più protagonista in Europa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche Alleanza nazionale, nell'esprimere il suo voto favorevole, auspica che vi sia sempre più un Europa comune nel campo del diritto. Si tratta di una valutazione che, non a caso, giunge in questi giorni nei quali confronteremo la nuova vocazione dell'Europa ad uno spazio giuridico comune con il parere della magistratura francese per l'estradizione di Battisti, condannato definitivamente in Italia. Ci auguriamo che non vi siano più dubbi al riguardo per il futuro e che la certezza della condanna valga per coloro i quali, assassini, sono scappati, ad esempio, in Francia per non espiare le loro colpe.
In questa occasione Alleanza nazionale vuole ribadire la certezza del diritto e riaffermare la necessità di uno spazio unico europeo sotto l'aspetto giuridico, auspicando che, nei prossimi giorni, ciò non venga vanificato. Chiediamo al rappresentante del Governo qui presente di intervenire - sono sicuro che in questi giorni sarà fatto - con la nazione sorella europea francese perché il caso di Cesare Battisti non venga sottovalutato, ma portato ad esempio di come lo spazio giuridico comune debba essere fatto valere. Si tratta di assassini per i quali non è consentita alcuna scusa e alcuna deroga.
Questo è lo spirito con il quale Alleanza nazionale volge la sua considerazione allo spazio giuridico comune europeo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.

SERGIO COLA. Purtroppo, l'auspicio dell'onorevole Strano potrebbe rimanere


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ancora nel mondo dei sogni. Infatti, passerà molto tempo prima che il diritto penale europeo diventi una realtà per cui sarà possibile dare anche al membro nazionale poteri giurisdizionali.
Condivido perfettamente la ratio che ha indotto la decisione del 28 febbraio 2002 del Consiglio dell'Unione europea all'istituzione dell'Eurojust. A tale proposito vorrei rivolgermi all'onorevole Bonito: il Consiglio dell'Unione europea, proprio sulla scorta della considerazione che il diritto penale europeo è ancora una realtà lontana, ha stabilito i poteri dell'Eurojust sia a livello di membri nazionali, sia a livello di collegio. Si tratta di poteri non giurisdizionali proprio perché vi era la consapevolezza di non poter limitare la sovranità nazionale in materia di diritto penale e processuale penale.
Per questa ragione prendiamo atto di questa realtà, rendendoci perfettamente conto che oggi bisogna combattere la criminalità organizzata, e ancora di più il terrorismo, attraverso un'attività di coordinamento stretta, serrata, piena, compiuta. Tuttavia...

PRESIDENTE. Onorevole Cola, la invito a concludere.

SERGIO COLA. ...non possiamo assolutamente cedere a quelle che appaiono mere petizioni di principio, peraltro in contrasto con la volontà del Consiglio dell'Unione europea, che non dà nessuna possibilità di espletare attività giurisdizionale sia all'Eurojust come collegio, sia ai singoli componenti di Eurojust.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 373
Astenuti 5
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 365
Hanno votato
no 8).

Prendo atto che l'onorevole Volontè non è riuscito ad esprimere il proprio voto.

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