Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 450 del 6/4/2004
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Si riprende la discussione (ore 18,34).

(Ripresa esame dell'articolo 1 - A.C. 566 ed abbinati)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 1.175.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, con questo intervento mi accingo a riprendere la discussione con un po' di imbarazzo - lo confesso - dopo le questioni affrontate poco fa. Tuttavia, vorrei cercare di richiamare l'attenzione dei colleghi sull'emendamento al nostro esame.
Ministro Giovanardi, nonostante il tono da crociata da lei usato, noi abbiamo un problema comune, ossia quello di trovare la strada per cancellare, o quantomeno limitare, la tragedia rappresentata dalle morti del sabato sera. Ritengo che per fare ciò abbiamo sostanzialmente due strade: una è quella di aumentare i controlli per evitare che, durante le ore notturne del sabato sera e degli altri giorni nei quali si svolge il divertimento notturno dei giovani, siano posti in essere comportamenti che mettono a rischio la vita di chi guida e di coloro che si trovano sulle strade. Allo stesso tempo, vi è un'altra necessità, ossia cercare di combattere la cultura dello sballo, che poi è all'origine dei comportamenti che favoriscono questi avvenimenti.
A me sembra che, alla luce di questo testo e soprattutto delle argomentazioni avanzate a sostegno dello stesso, la risposta del Governo e della maggioranza sia


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sbagliata. Lei, ad esempio, nel suo intervento ha assimilato il divertimento notturno dei giovani al morbo della mucca pazza. È esattamente questo che non va fatto, perché non ci consente di combattere la cultura dello sballo. In tal modo, si finisce per criminalizzare il divertimento notturno dei giovani, all'interno del quale vi sono tante ansie, tanti fenomeni di disagio giovanile e tante aspettative nei confronti della vita: tali problematiche non possono essere trattate come un morbo. Esse vanno combattute in un'altra maniera, con una serie di provvedimenti e di interventi, quali quelli che abbiamo proposto, ad esempio, attraverso i diversi emendamenti presentati a questo provvedimento, che hanno l'obiettivo di trasformare il divertimento notturno dei giovani in un divertimento serio, che abbia un contenuto di «salute». Ciò può essere realizzato attraverso un'azione positiva e non attraverso un'azione di criminalizzazione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 18,35)

SERGIO GAMBINI. Tuttavia, vi è un aspetto che più di ogni altro ci lascia perplessi: mi riferisco all'approccio che lei ha seguito. Lei sa benissimo - come lo sanno i parlamentari che si sono avvicinati a questa materia - che il provvedimento in esame molto probabilmente, per ciò che riguarda l'unica parte che sembra interessarla, ossia quella dell'orario di chiusura dei locali del divertimento notturno, non avrà probabilmente alcun effetto; e già le regioni hanno annunciato che lo impugneranno. Infatti, attraverso un escamotage, ossia quello della limitazione della musica e della somministrazione di bevande alcoliche, lei, in realtà, punta a limitare l'apertura e la chiusura dei luoghi di divertimento notturno per i giovani.
Come più volte è stato sottolineato, questa è materia che attiene pienamente alla potestà legislativa, normativa e amministrativa delle regioni e degli enti locali. Le regioni - ripeto - hanno già annunciato che impugneranno il provvedimento in esame. Quindi, l'unico esito che quest'ultimo produrrà sarà quello di aumentare il contenzioso fra lo Stato centrale e le regioni, un contenzioso che, per le improvvide iniziative del Governo, ha già molti capitoli e continua ad alimentare una contrapposizione istituzionale di cui, certamente, il nostro paese non avrebbe bisogno.
Per tale ragione l'emendamento in esame riporta nelle mani del sovrano di questa materia, ossia le regioni, la disciplina per ciò che concerne l'apertura e la chiusura degli intrattenimenti notturni, delle discoteche e delle sale da ballo, attraverso l'individuazione di una fascia oraria, in modo che sia possibile poi per le amministrazioni locali inserirsi in questo spazio.
Ci sembra logico che si assuma questo tipo di atteggiamento nei confronti della questione; in caso contrario, il sospetto che noi abbiamo, e che ci sembra sia confermato dalla insistenza con la quale lei presenta questo tipo di impostazione, è quello che le morti del sabato sera diventino, questo sì, strumento di una campagna alquanto volgare di propaganda, che non ha nulla a che vedere con la possibilità di combattere il fenomeno delle stragi del sabato sera.
Vorremmo pertanto che questo emendamento, che riporta in mano alle regioni la potestà che ad esse spetta, venisse approvato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sinisi. Ne ha facoltà.

GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento vorrei svolgere una breve considerazione riferendomi alle osservazioni formulate dal ministro Giovanardi che, in ogni caso, ringrazio per l'appassionata difesa delle proprie ragioni.
Trovo davvero singolare il fatto che, da un lato, si portino dati realmente inquietanti


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- otto morti su cento incidenti stradali alle ore 5 di mattina; due giovani vite di 15 anni che frequentavano le scuole medie spezzate alle 4 di mattina - e, dall'altro, poi, si ragioni su un provvedimento che fissa il termine di musica e balli alle 4 di mattina; in pratica, si tratta dell'orario nel quale si sono verificate le morti di quelle due ragazze da lei citate e di quell'8 per cento di mortalità nei sinistri stradali, posto che, alle 4 di mattina, non si svanisce dalle discoteche ed i giovani non scompaiono spegnendo la musica, ma hanno bisogno di tempo per recarsi a casa.
Ciò che non ci convince in questo provvedimento è la descritta contraddizione, che è in qualche modo diseducativa: da un lato, si mostra una faccia severa e, per altro verso, si ammicca alle trasgressioni dei giovani. È una proposta di legge che non è né liberale, né proibizionista: riteniamo sul punto che la competenza sia delle regioni ed insistiamo su questo aspetto perché la sentenza n. 1 del 2004 della Corte costituzionale ha già detto che non può essere «utilizzato» il Titolo V della Costituzione in maniera elusiva.
Ricordo che questo provvedimento nel corso della passata legislatura era giunto all'esame dell'Assemblea, ma da questa messo da parte perché ritenuto incostituzionale, posto che riguardava materie di competenza delle regioni. Ora è insufficiente ritenere che si tratti di un provvedimento in materia di ordine e sicurezza pubblica; si tratta di un provvedimento che invece disciplina il commercio, le attività produttive e sull'argomento la Corte costituzionale si è già pronunciata.
Chiediamo pertanto quell'approfondimento già sollecitato dal collega Castagnetti e l'individuazione in Commissione di una sede atta ad affrontare i temi della sicurezza stradale, della vita dei giovani da tutelare, delle abitudini sociali dei giovani, che sono da comprendere ed in qualche modo da regolare; nel contempo, occorre individuare anche lo spazio temporale per fare le cose in modo un po' più serio!
Per questa ragione, il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo esprimerà un voto favorevole su questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 1.175, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Votano doppio!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 430
Votanti 425
Astenuti 5
Maggioranza 213
Hanno votato
201
Hanno votato
no 224).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bressa 1.176.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei attirare l'attenzione dei colleghi sulla soluzione che proponiamo con l'emendamento in esame. Cerchiamo di farci carico del problema di contemperare la potestà legislativa delle regioni con l'esigenza di un quadro unitario su tutto il territorio nazionale che ci aiuti a combattere quei fenomeni di «nomadismo» che durante le ore notturne possono concorrere a causare le stragi. Per essere efficaci, se si vuole tentare di avere il coinvolgimento delle regioni ed evitare una possibile impugnativa, bisognerebbe almeno fare ricorso alla Conferenza Stato-regioni.
È questo il tentativo che proponiamo, ministro Giovanardi, perché abbiamo a cuore che il problema venga affrontato attraverso una norma che non sia immediatamente impugnata dalle regioni. Se vogliamo fare propaganda, possiamo mantenerci sulla strada che lei ci ha indicato.


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Se, invece, vogliamo provare ad essere efficaci, dobbiamo tentare di dialogare con i soggetti a cui è stata attribuita la potestà legislativa dal nuovo titolo V della Costituzione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 1.176, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 427
Astenuti 7
Maggioranza 214
Hanno votato
202
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bertolini 1.2 e Moroni 1.141, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 424
Astenuti 14
Maggioranza 213
Hanno votato
202
Hanno votato
no 222).

Prendo atto che l'onorevole Tabacci non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto astenersi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Mascia 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, intervengo per ribadire che non è con un provvedimento di questo tipo che si può pensare di limitare le morti sulle strade. Abbiamo detto in diverse occasioni che le morti aumentano quando aumenta l'afflusso sulle strade. Fortunatamente, le nostre città, negli ultimi anni, sono molto «vissute» e la gente tende ad uscire anche la sera. Dunque, è naturale che aumentino anche gli incidenti.
È stato ribadito, altresì, che non è con provvedimenti proibizionisti, repressivi e che prendono di mira l'orario delle discoteche che si possono affrontare gli incidenti stradali, bensì investendo sul terreno della sicurezza in cui il nostro paese è tra gli ultimi in Europa. Il provvedimento in esame non aggiunge un euro per le suddette finalità.
Se volessimo affrontare seriamente le conseguenze degli sbagli che, per una serie di fattori, si producono all'interno delle discoteche, dovremmo intervenire certo in termini preventivi, ma agendo sulle cause reali. Mi riferisco, ad esempio, alla forza della musica nelle ultime ore ed all'informazione tra i giovani relativamente all'assunzione di sostanze stupefacenti mescolate all'alcol. Si tratta di questioni informative ed educative.
In ultima analisi, bisognerebbe mettere in atto tutti quei provvedimenti già noti in diversi paesi europei per garantire che a condurre le autovetture siano ragazzi che non hanno assunto alcolici o sostanze stupefacenti, che possano determinare una condizione non adeguata.
Ci vorrebbero, quindi, un'informazione ed una prevenzione serie e non certo i limiti sugli orari, perché il fatto che si tratti delle 3, delle 4, o delle 5 non cambia nulla, se questi sono poi gli effetti concreti che si determinano in queste situazioni.
Detto ciò, ci accingiamo a votare un emendamento che affida alle regioni la determinazione degli orari, perché riteniamo che questo rappresenti un punto fondamentale. Il Governo ha ritenuto di poter avocare a sé un provvedimento di questo tipo, sostenendo che esso ha a che fare con la sicurezza stradale. Tuttavia,


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poiché si interviene sugli orari e sulla gestione degli esercizi pubblici, questa è materia prettamente di competenza delle regioni, dei comuni; per questo noi, con l'emendamento in esame, intendiamo affidare nuovamente a loro la decisione in materia.
Nell'ultimo comma del nostro emendamento sottolineamo una questione che indica come si dovrebbe agire anche all'interno di provvedimenti di questo tipo. In particolare, proponiamo che il costo delle bevande non alcoliche non superi il 50 per cento del costo di quelle alcoliche, perché questo potrebbe essere un incentivo al consumo di bevande non alcoliche, non con forme repressive, bensì attraverso forme, appunto, di incentivazione. Allo stesso tempo, proponiamo che sia prevista sempre la distribuzione di acqua.
La questione delle bevande è di grande importanza, anche se appare banale, e d'altronde non è un caso che in emendamenti successivi qualche collega del centrodestra propone di eliminare tale aspetto, perché ciò significa che evidentemente si hanno più a cuore gli interessi spiccioli dei gestori delle discoteche (delle quali magari fanno anche parte) che non la salute e la sicurezza dei ragazzi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.

CARLO LEONI. Signor Presidente, sono veramente sorpreso del fatto che soprattutto il Governo, ma anche i parlamentari della maggioranza, non riescano a comprendere come emendamenti tipo quello che stiamo per votare (che il mio gruppo sostiene e che approverà) sono in realtà di aiuto all'iter legislativo ed anche ad una disciplina stabile nel tempo delle attività delle discoteche. Dico questo perché se si è interessati soltanto ad un colpo di teatro propagandistico, si può ben dire (come traspare dagli interventi del ministro): la Corte costituzionale faccia quel che crede nel futuro; a me interessa portare a casa oggi un risultato sul quale fare la campagna elettorale!
Tuttavia, tutti i colleghi, almeno quelli più avveduti all'interno di quest'aula, sanno che, alla prima prova, questo provvedimento (che disciplina sul piano nazionale gli orari delle discoteche) è destinato a soccombere, presso la Corte costituzionale, e che dunque esso non durerà a lungo. Allora, i nostri emendamenti, pur proponendosi di assumere il tema dell'orario come un problema che sussiste, intendono tuttavia occuparsi di orari rispettando la Costituzione. Nel caso specifico, questo emendamento stabilisce che siano le regioni a disciplinare l'orario. Ciò aiuta la legislazione e la disciplina in materia ad essere stabili nel tempo.
Capisco che, per il clima che è montato intorno al tema dell'orario di chiusura, molti colleghi possono pensare che se passa una norma del genere cade la legge, ma ciò non è affatto vero, perché i temi centrali di questo provvedimento, nei suoi contenuti e negli emendamenti che l'accompagnano, sono altri e ben altrimenti efficaci: sono quelli del controllo della sicurezza stradale, del controllo sugli alcolici e sugli stupefacenti, dei livelli di illuminazione nelle discoteche, del volume della musica, delle sale di decompressione, del guidatore designato. Dedichiamoci quindi a questi temi, per i quali non si corre alcun rischio di incostituzionalità, ma che invece saranno capaci di dare efficacia ad un contrasto reale nei confronti delle stragi del sabato sera.
Aggiungo, infine, che potrei comprendere la logica - ma non ne condividerei assolutamente il merito - di un ministro o di un Governo che dice di voler sfidare la Corte costituzionale, perché vuole un provvedimento drastico: alle 2 chiudono tutti! Sfidare, però, l'incostituzionalità per una chiusura del locale alle 4 del mattino mi sembra grottesco ed anche ridicolo; pertanto, emendamenti, come quello in discussione, che prevede di rimodulare diversamente l'orario di apertura e di chiusura dei locali affidando la sua determinazione alle regioni (si procederà, invece, con l'esame delle altre problematiche contenute nel provvedimento), sono di buon senso e di aiuto.


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Il terzo comma dell'emendamento in esame, inoltre, prevede che nelle discoteche il costo delle bevande non alcoliche non debba superare il 50 per cento del costo di quelle alcoliche. È un modo giusto e concreto per disincentivare l'abuso di bevande alcoliche nelle discoteche.
Davvero non capisco il motivo per cui il Governo non intenda sostenere questo argomento, riproposto anche in altri emendamenti. Ci viene detto, solo per lavarsi la coscienza, con un artificio grottesco ed anche volgare, che chi è contro questa legge è sostenuto dalle lobby dei gestori delle discoteche (questo perché non si ha la cultura e l'intelligenza di cimentarsi con il merito dei problemi) e poi non si sostiene un emendamento come questo. Non ne capisco le ragioni ed il Governo non ce l'ha ancora spiegato.
Per queste ragioni di buon senso e di razionalità nel contrasto di questo fenomeno doloroso, chiedo all'Assemblea di sostenere e di approvare l'emendamento in esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, signor ministro, il dibattito sinora svolto ci convince nettamente che siamo di fronte ad una problematica molto seria e complessa. Per tale motivo, vorrei ribadire ciò che ha affermato il nostro rappresentante di gruppo, l'onorevole Castagnetti: è necessario svolgere un'analisi puntuale, ragionando sui possibili rimedi. È un errore, signor ministro, avere la presunzione di irreggimentare il tempo libero dei giovani, dicendo loro cosa devono fare, quando, dove e perché. È sbagliato inseguire suggestioni propagandistiche ed, inoltre, non si può andare avanti con tentativi occasionali. Abbiamo bisogno, in ordine a tale tema, di procedere con un progetto all'altezza delle problematiche esistenti, capace di interpretare, di capire gli stili di vita, le mode, i modi del tempo libero, nonché le inquietudini del mondo giovanile.
Di fronte a tutto ciò, appare riduttivo il progetto del Governo, prevalentemente orientato al rapporto fra l'orario di chiusura delle discoteche, qualche accorgimento tecnico nell'organizzazione di questi locali e l'incidentalità stradale.
Il tema, signor ministro, è più complesso: occorre agire per far vivere positivamente il divertimento dei giovani in discoteca, ma, soprattutto, è necessario intervenire fuori dalle discoteche - ribadisco questo concetto - quando vi è il rientro a casa dei giovani o quando continua il percorso ludico degli stessi. In tal caso, bisogna agire per tentare di assicurare ai nostri giovani una certa sicurezza.
Nel merito, non ci limitiamo solo ad esprimere alcune critiche, ma abbiamo anche presentato alcune proposte. In particolare, per quanto riguarda la questione dell'orario, alcuni colleghi hanno sostenuto il tema della costituzionalità, ma non vi è dubbio, signor ministro, che ci troviamo di fronte ad una problematica che deve essere portata avanti avendo ben chiaro il principio della sussidiarietà. In ordine a tale tema, può essere spesa una parola positiva da parte dei comuni e degli enti locali, quelli che sono più vicini, in questo caso, alle tematiche che riguardano la questione dei giovani. Bisogna, quindi, attribuire ai comuni la possibilità di esprimere alcune valutazioni, secondo le caratteristiche della comunità, del territorio e del clima.
Questo è il motivo per cui abbiamo affermato che vi è la necessità di prevedere una delega alla Conferenza Stato-regioni ed agli enti locali affinché vi sia un orientamento in tal senso. Si tratta, soprattutto, di una scelta che appartiene alle municipalità.
Inoltre, sul tema della positività da rendere ai nostri giovani nel momento delle loro ore di svago, ritengo si debba accentuare l'impegno verso la lotta all'alcolismo e all'uso degli stupefacenti quali fattori che facilitano gli incidenti stradali.
Su tali problematiche abbiamo posto in evidenza l'importanza della prevenzione e


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dell'informazione, soprattutto con riferimento alle nuove droghe, alle droghe da «sballo». Abbiamo anche evidenziato con chiarezza che il disegno di legge in esame è molto limitato in ordine alla questione relativa alla repressione, in quanto, pur essendo responsabilizzati i gestori, a questi ultimi non viene data la possibilità di impedire che nei locali possano entrare coloro che hanno subito condanne, anche in primo grado, per lo spaccio di stupefacenti o per altri reati molto gravi.
Ecco perché abbiamo fornito alcune indicazioni, quali il divieto assoluto della vendita di alcolici ai minorenni e l'agevolazione della vendita di bevande analcoliche: tutti temi che possono incidere al fine di rendere positiva la presenza dei nostri giovani nei luoghi di divertimento.
Tuttavia, la questione più rilevante è quella della sicurezza nella guida. Vi sono proposte significative che guardano alle sinergie da realizzarsi tra le Forze di polizia, le ASL, le associazioni di volontariato, per rendere ai nostri giovani un servizio, vale a dire quello di poter vivere positivamente il divertimento ma, soprattutto, di poter tornare alle proprie abitazioni salvaguardando la loro salute (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 435
Astenuti 7
Maggioranza 218
Hanno votato
206
Hanno votato
no 229).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Teodoro 1.111.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillini. Ne ha facoltà.

FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, il ministro Giovanardi ha fornito, ma solo parzialmente, i dati sugli incidenti stradali verificatisi.
Ciò mi rende molto perplesso in quanto, come ricordava lo stesso ministro Giovanardi, domani per la prima volta si celebra la giornata mondiale sulla sicurezza stradale a cura dell'Organizzazione mondiale della sanità. Infatti, come precisato da quest'ultima, ogni anno scompare una città come Milano; tra l'altro, il 90 per cento di questi morti si concentra nei paesi in via di sviluppo, costituendo un fattore di rallentamento del loro sviluppo.
Vorrei fornire alcuni dati relativi all'Italia in quanto, secondo il ministro Giovanardi, sembra che si riprenda una frase del «grande timoniere»: ci sono delle morti che pesano come una montagna, ci sono delle morti che pesano come una piuma. I morti di notte pesano come una montagna, i morti di giorno pesano come una piuma.
Ministro Giovanardi, si muore più di giorno che di notte, si muore soprattutto all'uscita dei luoghi di lavoro dopo le cinque del pomeriggio, quando non si è stanchi per essersi divertiti, ma si è stanchi per aver lavorato un'intera giornata.
I dati sono i seguenti: un morto ogni ora e 18 minuti; 19 morti al giorno; 652 incidenti al giorno; 937 feriti al giorno, di cui il 30 per cento molto gravi; 6.736 morti all'anno; 237.812 incidenti all'anno, di cui il 30 per cento gravi; costo sociale pari a 34 miliardi di euro all'anno, più del doppio dell'ultima finanziaria, il 2,7 per cento del prodotto interno lordo.
È una cifra gigantesca e noi ci saremmo aspettati, come hanno detto bene altri colleghi, che questo problema fosse affrontato nel suo complesso, che ci fosse, da parte del Governo, un'attenzione di carattere generale, ma soprattutto che vi fosse una proposta di legge dal titolo «Disciplina della lotta all'incidentalità


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stradale», in luogo di «Disciplina dell'attività delle discoteche e delle sale da ballo».
L'articolo 10 del testo unificato dei progetti di legge recita che «dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Di fronte ad un costo sociale pari al 2,7 per cento del PIL, il ministro Giovanardi ci informa che il Governo non ha intenzione di spendere neanche un euro nella lotta contro gli incidenti stradali. Peggio ancora, indica come responsabile dell'incidentalità e della mortalità notturna il tempo libero dei cittadini, aggiungendo che lo stesso tempo libero è una questione di ordine pubblico. Lei, infatti, sa bene che se non lo avesse rubricato sotto questa categoria, questo provvedimento non avrebbe avuto, fin dall'inizio, neanche lontanamente, il crisma della costituzionalità. Si indicano come responsabili il tempo libero, le discoteche, i locali di intrattenimento notturno e persino i circoli privati!
Chiederei, per inciso, al ministro Giovanardi di quali libertà parliamo: vorrei che potesse elencarle, perché le state togliendo una dopo l'altra! Questo provvedimento, all'articolo 1, stabilisce che i circoli gestiti dai singoli, da enti o da associazioni, sono assoggettati alla disciplina delle discoteche. Si rincara la dose al comma 2, su cui abbiamo presentato molti emendamenti soppressivi, in cui si fa riferimento ad associazioni di qualsiasi tipo. Già in precedenza il provvedimento presentava problemi di costituzionalità; figuriamoci, signor ministro, in merito alla questione dell'associazionismo! Voglio ricordarle, in proposito, gli articoli 17 e 18 della Costituzione. L'articolo 17 recita: «I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso». L'articolo 18 stabilisce che «i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione (...)».
Con questo provvedimento si obbligano i responsabili delle associazioni a chiedere non solo l'autorizzazione, ma anche l'iscrizione all'apposito elenco della camera di commercio. Signor ministro, lei prima ha fatto un'affermazione non vera.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Grillini.

FRANCO GRILLINI. Lei prima ha fatto un'osservazione non vera, sostenendo che tutti sono d'accordo con lei. Molti esponenti del centrodestra, negli ultimi tempi, hanno raccontato bugie. La invito, pertanto, ad esaminare i risultati elettorali in Spagna e Francia e a costatare quali conseguenze derivano dal dire bugie. Non è vero che tutti sono d'accordo con lei; sono in totale e radicale dissenso, ad esempio, i 2.800 locali da ballo associati al SILB. Sono in totale e radicale dissenso le associazioni giovanili. Nessuna di queste è d'accordo con lei, ministro Giovanardi. La prego, quindi, di non affermare ciò, perché non è vero, ma è solo una penosa bugia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Abbiamo appreso con un minuto e mezzo oltre il termine consentito qual è la nuova bugia...!
All'onorevole Di Teodoro seguiranno i colleghi Frigato, Mascia e Sinisi. Lo segnalo per l'economia generale degli interventi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Teodoro. Ne ha facoltà.

ANDREA DI TEODORO. Vorrei soltanto spendere due parole per illustrare la ratio dei miei emendamenti 1.111 e 1.110.
Durante la discussione sulle linee generali, ho manifestato la disponibilità ad assumere una posizione favorevole nei confronti del provvedimento in esame, pur nutrendo riserve su alcuni aspetti, condividendone l'intento, costituito dalla riduzione del tasso di incidentalità notturna giovanile. Non ho negato, contrariamente ad alcuni colleghi, il fenomeno delle stragi del sabato sera, pur ritenendo che il provvedimento debba essere corretto in alcuni punti. Infatti, un conto è perseguire


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la finalità della riduzione del tasso di mortalità giovanile; altro è incidere eccessivamente sulla sfera delle libertà individuali e dei comportamenti collettivi, rimessi alla scelta degli individui.
L'emendamento 1.110 a mia firma costituisce un intervento migliorativo su tale aspetto. L'articolo 68-bis del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, introdotto dall'articolo 1 del testo unificato in esame, prevede l'assoggettamento all'obbligo del rilascio della licenza, dietro iscrizione in un registro tenuto dalla camera di commercio territorialmente competente, tanto dei pubblici esercizi, quali le discoteche che svolgono attività di intrattenimento a fini di lucro e a scopo commerciale, quanto delle associazioni, dei circoli e degli altri soggetti che svolgono tale attività nell'ambito privato e dell'associazionismo e senza alcun fine di lucro.
Ritengo che accomunare, prevendendo un unico regime normativo, ipotesi così diverse, oltre a presentare profili problematici per quanto riguarda la libertà di associazione sancita dalla Costituzione, produrrebbe l'effetto di disincentivare l'associazionismo ad offrire i servizi permanenti o temporanei di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, anche unitamente alla somministrazione di alimenti o bevande, di cui all'articolo 68-bis. Mi riferisco, ad esempio, all'effetto devastante che tale norma potrebbe avere sulle sagre paesane, alle quali partecipano associazioni senza fine di lucro (ne esiste una nel mio collegio, l'associazione Amici della radio, che offre spettacoli di danze popolari durante le feste nei paesi, il cui presidente, naturalmente, non è iscritto ad alcun registro presso la camera di commercio). Mi chiedo per quale motivo si debbano caricare di tali adempimenti burocratici le libere associazioni che non perseguono fini di lucro, parificandole ai gestori dei locali che svolgono attività commerciale. L'emendamento 1.110 costituisce dunque un'ipotesi subordinata rispetto all'emendamento soppressivo 1.111, con la quale si propone la sostituzione delle parole «di qualsiasi tipo» con le parole «con fini di lucro». Ciò al fine di differenziare le ipotesi in cui l'associazione o il circolo costituiscono una finzione o una copertura per mascherare una vera e propria attività commerciale, da quelle in cui si ha un'attività associazionistica pura che, a mio avviso, non deve essere sottoposta a tale regime autorizzatorio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, intervengo per sottolineare come la norma che fa riferimento ad enti ed associazioni di qualsiasi tipo venga interpretata da molti di noi come una limitazione alla libertà di associazione, sancita dall'articolo 17 della Costituzione.
È stato evidenziato come molte di tali associazioni che operano senza fini di lucro tendano a promuovere la comunicazione anche attraverso iniziative musicali e serate danzanti. Tuttavia, esse non possono essere assimilate alle discoteche e alle sale da ballo, e tanto meno si può prevedere che debbano essere iscritte al registro. Nel corso dell'esame in Commissione, il relatore ha sottolineato che l'intendimento non è quello di punire tali associazioni parificandole ai soggetti che agiscono esclusivamente per scopi commerciali, e si è riservato di formulare proposte volte a rendere esplicita tale posizione.
Penso che gli emendamenti presentati dal collega Di Teodoro e Jannone - in particolare l'emendamento 1.110 - offrano la possibilità di chiarire in modo inequivocabile questo punto. Se il problema, infatti, è quello di regolamentare gli enti e le associazioni che sono definiti tali soltanto perché, anziché svolgere tutto l'anno attività commerciali, le svolgono per un periodo di tempo limitato (tre mesi) ma con le stesse caratteristiche, allora questa è una condizione. Noi non condividiamo questo provvedimento, ma è evidente che le ricadute sono tutte diverse. Altra cosa è pensare di estendere invece questa normativa alle sagre paesane, piuttosto che all'ARCI o ad associazioni culturali di


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qualsiasi tipo. Dunque noi sosterremo questi due emendamenti ed io ritengo anche che questo aspetto specifico debba essere quanto meno chiarito dal relatore, rispettando anche l'impegno che aveva assunto in Commissione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sinisi. Ne ha facoltà.

GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, in Commissione abbiamo discusso con il relatore del problema di consentire occasionalmente alle associazioni che non hanno scopo di lucro di svolgere intrattenimenti danzanti. Il relatore ha già dato delle assicurazioni in via interpretativa ed anche delle assicurazioni in ordine ad un emendamento che abbiamo presentato al secondo comma, di cui discuteremo tra poco. L'emendamento in esame, invece, Presidente, onorevoli colleghi, esclude da questa disciplina i circoli privati anche gestiti da singoli.
Il Mezzogiorno d'Italia, che io ho l'onore di rappresentare in questo momento - insieme a tutto il popolo italiano, come dice la Costituzione, ma al sud va una mia particolare sensibilità - conosce il fenomeno dei circoli privati. Essi sono solitamente il luogo del gioco d'azzardo e molto spesso il luogo dove si consumano nell'illegalità le attività che altrove sarebbero invece disciplinate dalla legge. So bene che ci sono anche circoli privati di altra natura, però a questo fenomeno io guardo con particolare preoccupazione.
È chiaro che noi non amiamo questa legge ed è altrettanto chiaro che vogliamo con spirito severo che si faccia qualcosa di buono per tutelare la vita dei giovani. È per questo che dico al ministro Giovanardi che, con tutta la serietà di cui siamo capaci, pur conoscendo il momento di difficoltà che sta attraversando la maggioranza nel discutere un emendamento proposto da parlamentari della maggioranza stessa, la Margherita voterà contro questo emendamento, perché ritiene assolutamente inaccettabile che, alla fine, tutto quello che non è consentito nei locali pubblici regolarmente iscritti debba essere consentito nei circoli privati, senza nessun controllo e senza nessuna iscrizione ad alcun registro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Teodoro 1.111, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 386
Astenuti 15
Maggioranza 194
Hanno votato
133
Hanno votato
no 253).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Teodoro 1.110, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 384
Astenuti 13
Maggioranza 193
Hanno votato
171
Hanno votato
no 213).

Prendo atto che l'onorevole Montecuollo non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Moroni 1.142.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillini. Ne ha facoltà.

FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, in breve, credo che questo sia un emendamento assolutamente ragionevole. Già abbiamo contestato al ministro Giovanardi


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che non è assolutamente dimostrato che esista un rapporto diretto di causalità tra la frequenza delle discoteche, dei locali notturni, dei circoli privati, dei luoghi dell'associazionismo e del tempo libero notturno e gli incidenti stradali. Ministro, lei questo non ce lo ha dimostrato! Lei ci ha fornito dei numeri, ma i numeri che dimostrano che questi morti sono in relazione alla vita notturna lei non ce li ha dati, perché non è in grado di darceli. Non è in grado di darli neanche l'Istat! Tra l'altro, l'Istat (non a caso) ha cancellato da quest'anno la dizione «stragi del sabato sera».
È così vero quanto sto dicendo che persino l'articolo 8 del testo unificato dei progetti di legge al nostro esame riporta le seguenti parole: «Il Ministero della salute, anche avvalendosi di istituti specializzati, raccoglie dati forniti dalle aziende sanitarie locali e dalle direzioni regionali e provinciali del lavoro ed effettua il monitoraggio della traumatologia e della mortalità collegate agli incidenti stradali notturni su tutto il territorio nazionale, al fine di acquisire elementi sulle cause, l'entità del fenomeno e il suo collegamento con gli orari di cessazione delle attività di cui al comma 1 dell'articolo 68-bis del citato testo unico». Ciò vuol dire che si intende emanare un provvedimento sulla base di un presupposto che si vuole dimostrare con l'applicazione della legge. Non è questo il modo di scrivere una legge (Commenti di deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Inoltre, si continuano ad additare la vita notturna, i locali, le discoteche come responsabili di una strage. Si rende conto, signor ministro, che in questo modo contribuisce a creare l'ansia che pervade molte famiglie e molti genitori, anziché combatterla?
Si dice che la musica e il ballo siano tra le cause delle stragi del sabato sera. È falso! Ascoltare la musica non ha mai provocato incidenti. Signor ministro, lo faccia, ascolti la musica! Mi dia retta: ci provi! Vada in discoteca anche lei! Faccia le cose che non ha mai fatto nella sua vita (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e del deputato Buontempo)!
Approviamo l'emendamento Moroni 1.142 che evita la criminalizzazione della musica. La musica non ha mai ucciso nessuno, signor ministro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Moroni 1.142, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 406
Astenuti 7
Maggioranza 204
Hanno votato
192
Hanno votato
no 214).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Buontempo 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.

CARLO LEONI. Onorevoli colleghi, leggendo il testo unificato dei progetti di legge e l'emendamento in esame, che ha la stessa «filosofia» dell'emendamento precedentemente posto in votazione, ci si rende conto di come si sia di fronte ad una proposta di buon senso. Si prevede di sostituire le parole: «musicali o danzanti» con le seguenti: «musicali e danzanti». Infatti, non si può, in un provvedimento che disciplina le attività delle discoteche e dei locali da ballo coinvolgere le strutture che svolgono soltanto attività musicali e non anche quelle danzanti.
L'emendamento è assolutamente ragionevole, quasi tecnico e non può, essendo in piena sintonia con il titolo del provvedimento,


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non essere condiviso. Invito pertanto i colleghi a riflettere sulla sua bontà e ragionevolezza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non avevo intenzione di intervenire, perché mi sono arreso dinanzi...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Buontempo, ma gli uffici mi comunicano che lei è già intervenuto su tutti gli emendamenti.

TEODORO BUONTEMPO. No, signor Presidente, io ho parlato sull'articolo 1 ed ora intendevo soltanto fare una precisazione!

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, stiamo esaminando l'articolo 1 e su questo ha già parlato. Mi dispiace ma il regolamento questo prevede.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, conosco le regole. Vorrei intervenire soltanto per ringraziare l'onorevole Leoni. Non si è capito il testo e si pensa che cambiare una «o» con una «e» non abbia importanza.
In realtà, si tratta di un regime speciale: inserendo la lettera «o», la normativa vale sia per le attività musicali, sia per quelle danzanti. Inserendo la lettera «e», invece, si afferma che una sala da tè in cui è diffusa musica non è un'attività danzante, e dunque non rientra nell'ambito del regime speciale previsto dalla normativa.

PRESIDENTE. Lo ha spiegato molto bene, onorevole Buontempo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Buontempo 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 417
Astenuti 8
Maggioranza 209
Hanno votato
202
Hanno votato
no 215).

Prendo atto che l'onorevole Fragalà non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tarditi 1.118-bis.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tarditi. Ne ha facoltà.

VITTORIO TARDITI. Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione i diversi interventi del ministro Giovanardi, ed intendevo richiamare l'attenzione, attraverso questa ed altre proposte emendative presentate, su un problema legato alle attività delle discoteche, o comunque dei locali notturni, che interessa non tanto i giovani, quanto alcune categorie di cittadini.
Infatti, signor Presidente e onorevoli colleghi, talvolta capita che vi siano discoteche che esercitano la loro attività in edifici destinati prevalentemente ad abitazione privata, vale a dire seminterrati o scantinati. Si tratta di locali attivi da molto tempo, ma non adeguatamente insonorizzati, che creano molestie e nocumento ai cittadini che abitano ai piani superiori, i quali subiscono non solo il danno ambientale, derivante dall'attività vera e propria (la musica che si propaga attraverso le mura condominiali), ma anche le molestie causate dagli schiamazzi che, subito dopo la chiusura dell'attività, si verificano nelle parti comuni condominiali.
Allora, signor Presidente, ho letto con attenzione le modifiche apportate in sede di Commissione, ed ho sentito parlare di «scatola nera» e di un regolamento che deve essere emanato entro un determinato periodo di tempo. È per tale ragione che, in quest'ottica, ritiro il mio emendamento


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e ne trasfonderò il contenuto in un ordine del giorno, confidando nella sua accettazione da parte del ministro Giovanardi (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Tarditi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Oricchio 1.100.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Oricchio. Ne ha facoltà.

ANTONIO ORICCHIO. Signor Presidente, si è spesso parlato della tutela della salute dei giovani...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Oricchio, ma per par condicio, così come ho fatto con il collega Buontempo, devo avvertirla che anche lei è già intervenuto sul complesso delle proposte emendative riferite all'articolo 1 e pertanto non può più parlare.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Oricchio 1.100, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 423
Astenuti 10
Maggioranza 212
Hanno votato
13
Hanno votato
no 410).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grillini. Ne ha facoltà.

FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, consiglierei al ministro Giovanardi di riflettere, se ce la fa (Commenti)... Mi riferisco all'ora tarda, signor ministro, nulla di personale!
A parte il fatto che l'articolo in esame è inutile per le ragioni che abbiamo già illustrato, signor ministro, vorrei osservare che lei si riferisce ad associazioni di qualsiasi tipo: ma se li immagina società come le bocciofile, i boy scout oppure gli anziani che giocano a briscola come responsabili delle stragi del sabato sera (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)?
Io, francamente faccio uno sforzo, ma non riesco ad immaginarlo affatto. Tra l'altro questo articolo è un po' «maramaldesco», e anche ridondante, rispetto alle parole precedenti del comma 1 dell'articolo 68-bis sull'associazione. Era già stato detto, perché ripeterlo?
Ho quasi l'impressione, ministro, che lei detesti l'associazionismo; invece l'associazionismo in questo paese sta svolgendo ed ha svolto un ruolo prezioso di socializzazione, di aggregazione e di coesione sociale. Sono 25 milioni gli italiani che hanno in tasca una tessera di una qualsivoglia associazione, di qualsiasi tipo: 25 milioni, ministro! Quindi lei «rompe le scatole» a 25 milioni di italiani (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani)! Capisco che qualche mamma bigotta dell'Emilia Romagna la possa votare nella sua 'straannunciata' candidatura alle elezioni europee! Marco Follini, bravissima persona e che ha tutta la mia stima, ha detto che tutti i 'big' del partito devono essere candidati e quindi i 'big' del partito avranno pure qualcosa da dire in campagna elettorale! Ma quello che non capisco è perché gli amici della Casa delle sedicenti libertà ... a questo punto vi chiedo quali, perché sarei veramente curioso di sapere se ne rimane qualcuna (Si ride)! Che interesse avete voi...

LUIGI OLIVIERI. A far eleggere lui!

FRANCO GRILLINI. ...a far eleggere Giovanardi! Grazie del suggerimento (Si ride)!


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Ministro... scusi! Non me ne voglia! Concludo, dicendo che non si deve, non è possibile far sì che l'associazionismo, che già ha molti problemi, soprattutto di sopravvivenza, si veda calare anche questa scure. Ministro, i problemi che hanno alcuni locali non ce l'ha l'associazionismo! In una associazione entrano gli associati, c'è il controllo di chi entra, non ci sono risse. È difficilissimo che in una associazione ci si ubriachi. Se li immagina lei gli iscritti alle ACLI completamente ubriachi e strafatti di notte? Non ci sono, ministro! La prego: cambi idea (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Verdi-L'Ulivo, di deputati di Alleanza Nazionale e del deputato Di Teodoro)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ha chiesto poi di parlare il ministro Giovanardi. È stato chiamato in causa, ha diritto di difendere le sue posizioni! Prego, onorevole Mascia, ha facoltà di parlare.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, non voglio aggiungere nulla sul merito di questo emendamento, con cui noi, insieme con altri colleghi, chiediamo la soppressione del comma 2 per il quale le disposizioni previste al comma 1 si applicano alle associazioni. Mi pare che l'intervento del collega Grillini sia abbastanza esemplificativo.
Intervengo per sollecitare ancora una volta, non solo il ministro Giovanardi, che - mi pare - in quella specifica occasione e in modo del tutto eccezionale, non fosse presente in Commissione, ma il collega relatore D'Alia a chiarirci quale debba essere la giusta interpretazione di questo comma. Infatti, è stato messo agli atti della Commissione che la nostra interpretazione è errata e che la finalità del provvedimento è da riferirsi solo alle attività prettamente commerciali, che in modo temporaneo, per una parte dell'anno, svolgono questa attività. Penso che sia un elemento assolutamente importante, non solo perché ci sono 25 milioni di persone con le tessere delle associazioni, ma perché queste rischiano di finire male. Si era discusso a lungo di questi aspetti sull'onda dell'emendamento presentato dal collega Sinisi.
Credo che l'Assemblea debba specificare la corretta interpretazione del comma 2 dell'articolo 68-bis del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, inserito dall'articolo 1 del provvedimento in esame.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ho ascoltato con grande attenzione l'onorevole Fassino ed altri colleghi, i quali hanno ricordato il dramma dei soldati italiani feriti in Iraq.
Ebbene, debbo dire che i toni goliardici che hanno caratterizzato l'intervento dell'onorevole Grillini (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani) li considero offensivi per decine di migliaia di famiglie italiane che hanno avuto dei lutti! Considero gravissimo ed offensivo trasformare questo argomento in una goliardata (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!

NICHI VENDOLA. Buffone!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

NICHI VENDOLA. Cialtrone!

MAURA COSSUTTA. Buffone! Vergognati!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!
Passiamo ...

MAURA COSSUTTA. Porta il Governo in aula!

LUIGI OLIVIERI. Vergognati!


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NICHI VENDOLA. Buffone!

MAURA COSSUTTA. Porta il Governo!

NUCCIO CARRARA. Stai zitta!

MAURA COSSUTTA. Porta Berlusconi a parlare della guerra e di quello che sta succedendo!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 Gambini 1.178, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Prolungati applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-L'Ulivo, Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa).
(Presenti 435
Votanti 421
Astenuti 14
Maggioranza 211
Hanno votato
223
Hanno votato
no 198).

LUIGI OLIVIERI. Parla ancora, ministro!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia!

LUIGI OLIVIERI. Ministro, parla!

PRESIDENTE. Poiché mi pare di aver colto un cenno in tal senso da parte del relatore, riterrei che l'esame del provvedimento possa proseguire.
Dovremmo passare all'emendamento Polledri 1.10, ma occorre anche valutare gli eventuali effetti preclusivi conseguenti all'approvazione degli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad un emendamento presentato dal collega Polledri, il quale, però, non è presente in aula. Poiché condivido il contenuto dell'emendamento, lo faccio mio.
Non ho capito quale problema avesse la Presidenza relativamente...

PRESIDENTE. Si tratta di valutare gli eventuali effetti preclusivi prodotti anche su questo emendamento dall'esito della precedente votazione.

PIERO RUZZANTE. Comunque, signor Presidente, poiché l'emendamento Polledri 1.10 è assolutamente condivisibile, lo faccio mio. Sostanzialmente, esso propone di attribuire nuovamente alle regioni le competenze relative agli orari di apertura e di chiusura dei locali.
Abbiamo già introdotto una modifica importante approvando gli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178. Anche questo è un emendamento di buon senso, che va nella stessa direzione di quelli, già esaminati, presentati dal collega Buontempo e da altri colleghi del gruppo di Forza Italia. Pertanto, invito l'Assemblea ad approvarlo anche in assenza del collega Polledri.

PRESIDENTE. Chiedo al relatore, onorevole D'Alia, di chiarire la posizione della Commissione in relazione alla situazione verificatasi a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178.

GIAMPIERO D'ALIA, Relatore. Signor Presidente, la soppressione del comma 2 dell'articolo 1 per effetto dell'approvazione degli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178...


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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di offrire la vostra collaborazione facendo silenzio, altrimenti non riesco a capire!
Continui pure, onorevole D'Alia.

GIAMPIERO D'ALIA, Relatore. La soppressione del comma 2 dell'articolo 1 potrebbe comportare la preclusione di alcuni emendamenti successivi.
Pertanto, propongo di sospendere l'esame del testo unificato al fine di consentire una verifica degli effetti derivanti dall'approvazione degli identici emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178.

LUIGI OLIVIERI. Dopo Pasqua!

PRESIDENTE. Non so se la proposta del relatore incontri il consenso generale, ma ritengo che essa sia opportuna per valutare gli effetti prodotti dall'esito della precedente votazione.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, noi vogliamo andare avanti!

PRESIDENTE. Riterrei di poter sospendere brevemente la seduta.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Ma come? No!

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi rivolgo a lei ma chiedo l'attenzione anche dei colleghi presenti in aula. Tenuto conto della fase dei lavori parlamentari cui siamo giunti e considerati gli episodi che si stanno verificando all'esterno e che spostano la nostra attenzione da questioni di minore rilievo a questioni di maggiore rilevanza (non voglio utilizzare questi fatti in modo strumentale: vi era già una parziale intesa a non andare molto avanti con l'esame di questo provvedimento), attesa peraltro la necessità da parte del Comitato dei nove di verificare le conseguenze derivanti dall'approvazione degli emendamenti Di Teodoro 1.112 e Gambini 1.178, vorrei chiederle di prendere in considerazione la proposta di concludere a questo punto i lavori parlamentari per riprenderli domani mattina.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, credo che ciò che il collega Innocenti ha testé richiesto sia giusto.
Ci associamo a questa proposta, non senza ricordare che il ministro Giovanardi (che ringraziamo poiché grazie al suo aiuto sono stati approvati due identici emendamenti importanti) è un uomo di lettere e certamente conosce la novella di ser Ciappelletto, il punto più alto dell'ipocrisia italica: credo lo abbia raggiunto con l'intervento di questa sera.

ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, intervengo per ricordare che con i colleghi degli altri gruppi, anche dell'opposizione, eravamo d'accordo nel concludere i lavori entro le 19,30 di questa sera. La richiesta del relatore cade «a fagiolo», per così dire.
Ricordo inoltre che è stata avanzata anche la richiesta (in tal senso vi è un'intesa con gli altri presidenti di gruppo) di cominciare i lavori domani mattina con l'esame del provvedimento riguardante l'istituzione dell'Eurojust.

PRESIDENTE. Ero al corrente anche di questa intesa, che mi pare sia condivisa.
Credo sia opportuno, anche sulla base della richiesta del relatore, di interrompere a questo punto i nostri lavori.
Il seguito del dibattito è pertanto rinviato ad altra seduta.

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