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PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni Battaglia n. 3-02724 e n. 3-03232, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 5).
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Con l'atto di sindacato ispettivo, al quale mi accingo a rispondere, l'onorevole interrogante chiede chiarimenti sulle iniziative intraprese per dare attuazione alla legge n. 251 del 2000 e quindi per istituire i corsi di lauree specialistiche per le professioni sanitarie a decorrere dall'anno accademico 2003-2004. Al riguardo, si precisa che gli uffici ministeriali, non appena pervenuta la comunicazione della Conferenza Stato regioni, relativa al fabbisogno di laureati specialisti nelle professioni sanitarie, hanno avviato le procedure per l'istituzione dei corsi di laurea specialistica per le professioni sanitarie, per l'anno accademico 2003-2004.
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Pertanto, le università interessate hanno provveduto all'invio delle richieste
di istituzione, che sono state trasmesse al consiglio universitario nazionale (CUN), per il prescritto parere, in data 27 novembre 2003. Il CUN, nell'adunanza del 4 dicembre 2003, ha espresso parere favorevole alle richieste di istituzioni, inoltrate da una parte degli atenei, ed alla conseguente attivazione dei corsi, mentre per altre istituzioni ha sollevato alcune osservazioni, peraltro di carattere formale, subordinando il parere favorevole al fatto che gli atenei si fossero adeguati alle osservazioni medesime.
PRESIDENTE. L'onorevole Battaglia ha facoltà di
AUGUSTO BATTAGLIA. Se ho capito bene, il Governo risponde che anche per l'anno accademico 2003-2004 non verranno istituiti i corsi di lauree specialistiche per le professioni sanitarie! Faccio presente al Governo che la legge istitutiva di tali corsi è del 2000 e che peraltro di essi vi sarebbe stato già bisogno nello scorso anno accademico (2002-2003). Se oggi ancora non sono stati avviati questi corsi, ciò è stato a causa di un gravissimo ritardo da parte del Governo (sia del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sia del Ministero della salute) nell'attivare tutte le procedure tese a far sì che i corsi potessero cominciare già nello scorso anno accademico e, a maggior ragione, nel corrente anno accademico.
legge, di accedere a più elevati livelli di professionalità e di responsabilità nell'organizzazione della sanità.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Caldoro, ha facoltà di
Com'è evidente, pertanto, il ministero ha portato a termine, in tempi brevissimi, l'iter di propria pertinenza e, quindi, l'attivazione dei corsi resta ormai affidata esclusivamente alle università, che dovranno operare nell'ambito della loro autonomia, adeguandosi, ove richiesto, alle osservazioni del CUN.
Essendo arrivati alla fine di marzo, temo che anche per questo anno accademico, ormai in via di conclusione (perlomeno per quanto riguarda la sua sessione ordinaria), non avremo le lauree specialistiche, nonostante le regioni - anche dopo i ritardi del Governo - abbiano messo in condizione l'esecutivo di individuare il fabbisogno necessario. Ciò, a mio avviso, è molto grave, perché quando approvammo - pressoché all'unanimità, nonostante una grande opposizione strisciante, in particolare di Forza Italia - la legge n. 251 del 2000, non lo facemmo per andare incontro a richieste corporative delle professioni sanitarie, ma perché ritenevamo che fosse necessario, per il Servizio sanitario nazionale, valorizzare le professioni sanitarie, attribuendo ad esse maggiore autonomia ed un ruolo più decisivo, anche a livello dirigenziale ed organizzativo. Ritenevamo, infatti (e lo riteneva tutto il mondo della sanità, compreso il mondo medico), che ciò avrebbe potuto recare benefici sugli aspetti organizzativi della sanità, che spesso sono quelli determinanti. Il cittadino italiano non si lamenta, infatti, perché il medico non è bravo, ma perché spesso l'organizzazione dei servizi ospedalieri e di quelli sanitari territoriali non è adeguata.
Il ritardo del Governo indica, quindi, una mancata comprensione dei problemi reali del sistema sanitario nazionale ed soprattutto dimostra anche una mancata sensibilità nei riguardi di professioni, che invece in questi anni si sono qualificate, uscendo dalla subalternità e mostrando maggiore autonomia e maggiore bagaglio culturale.
Non mettere il sistema sanitario nelle condizione ottimali per utilizzare queste risorse professionali significa non essere capaci di sfruttare le risorse esistenti. Capisco allora, le liste d'attesa ed i disastri verificatesi a Catanzaro.
La situazione è paradossale: nonostante si spenda di più, aumentano sia le liste di attesa, con disagio per i cittadini, sia i ticket. Questo è il segnale dell'incapacità di governare i processi della sanità, anche con riferimento alla disattenzione mostrata nei confronti dell'attivazione, in tempo utile, dei corsi laurea specialistici per le professione sanitarie. Questo Governo non ha capito come poter migliorare il sistema sanitario e garantire ai cittadini il diritto alla salute ed ai professionisti della sanità il diritto, riconosciuto dalla
Sospendo la seduta fino alle 16.


