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PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Occorre preliminarmente evidenziare che i rapporti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il gestore dell'infrastruttura ferroviaria sono disciplinati dall'atto di concessione e dal contratto di programma. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è preposto alla vigilanza sul corretto adempimento di Rete ferroviaria italiana Spa agli obblighi individuati nell'atto nel contratto. A valle di tale funzione di vigilanza e verifica non sono invece previste interferenze nel merito della gestione, in virtù dell'indipendenza gestionale, oltre che patrimoniale e contabile, di Rete ferroviaria italiana Spa rispetto allo Stato, sancita dalle norme vigenti e tenuto conto dell'obiettivo di realizzazione dell'equilibrio finanziario, pure normativamente previsto, ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 188 del 2003, a carico del gestore dell'infrastruttura.
consegnati i lavori già appaltati che prevedono interventi per estendere la lunghezza delle pensiline a quella dei marciapiedi e per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Nel corso del corrente anno si darà avvio anche agli interventi di restyling del fabbricato viaggiatori per un importo di 3,4 milioni di euro. Tali lavori saranno completati entro il 2005.
PRESIDENTE. L'onorevole Mazzuca Poggiolini, cofirmataria dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, ringrazio anche in questo caso il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, per la risposta fornita.
Ciò premesso e per quanto concerne più in particolare la questione sollevata con l'interrogazione dell'onorevole Mastella, Ferrovie dello Stato ha riferito che la linea ferroviaria Caserta-Foggia, su cui insiste l'impianto di Benevento, come molte altre linee della rete nazionale, è stata oggetto negli ultimi anni di interventi tecnologici che hanno consentito di spostare molte delle operazioni per la gestione della circolazione in un posto centrale remoto, rendendo superflua la presenza di personale. In tal modo - fa conoscere Ferrovie dello Stato Spa - vengono garantite, in misura assoluta, la sicurezza e la regolarità nella gestione della circolazione, consentendo un'organizzazione più snella rispetto al passato.
A seguito degli interventi operati nell'impianto di Benevento, si è resa necessaria la riallocazione delle risorse umane in altre attività; il problema della nuova utilizzazione riguarda tuttavia solo poche unità preposte all'attività di gestione. La riallocazione sarà attuata - garantisce la società ferroviaria - con la consueta attenzione ai problemi degli agenti interessati.
Per quanto concerne i progetti per il potenziamento della stazione di Benevento, nel mese di marzo 2004 sono stati
Onorevole Mazzuca, questa è la mia risposta. Ovviamente, ho fatto riferimento a notizie che ci sono state fornite dall'amministrazione delle Ferrovie dello Stato, che vengono disciplinate per legge con quei poteri e soprattutto con quelle competenze che ho enunciato. Ho rilevato più volte, anche in quest'aula, l'esigenza di rivedere alcune norme per dare al Governo e quindi al Parlamento una maggiore possibilità di gestione e di controllo. Queste, tuttavia, sono le notizie forniteci dalla Rete ferroviaria italiana Spa che io sottopongo la sua valutazione; nella loro autonomia, esse ci hanno fornito elementi che certamente bisognerà verificare e che sicuramente verranno verificati dalla sua cortesia. Pertanto sarò attento alla replica che lei cortesemente si accinge ad effettuare.
Vorrei evidenziare come, anche in questo caso, si tratti non tanto di aspettare la prova dei fatti, ma di operare insieme per modificare, in modo da tutelare maggiormente gli interessi sociali, l'attuale strutturazione di un colosso ferroviario - peraltro società per azioni -, uscito dal diretto controllo dello Stato ma che, per la sua tradizione e, soprattutto, per l'impatto lavorativo e sociale, continua ad assumere forti caratteristiche di servizio pubblico.
Ecco il motivo per cui mi sembra molto interessante l'apertura fatta dal viceministro Tassone. Vorrei ricordare come si tratti, anche in questo caso, di un'interrogazione presentata verso la fine di dicembre dal presidente del mio partito (peraltro, Vicepresidente della Camera dei deputati), onorevole Mastella, cui ho aggiunto la mia firma al fine di svolgerla oggi in Assemblea. Al momento della presentazione, erano evidentemente forti l'attenzione, l'attesa ed il disagio sociale riguardo a scelte che, come ha giustamente riferito il viceministro Tassone, spettano alla società ferroviaria e non al Governo.
Tuttavia, già quanto egli ha avuto la bontà di riferire, sulla base di informazioni fornite dalle Ferrovie dello Stato Spa, fa capire come il colosso ferroviario - giustamente, sotto un certo punto di vista, ma non so quanto opportunamente da un altro - agisca sicuramente in rapporto ai propri obblighi di carattere economico e di bilancio, ma non so quanto operi adeguatamente in rapporto ai problemi sociali che questi cambiamenti forti (trasformazioni e dislocazioni) generano sulle popolazioni. Sto parlando di questioni che attengono sia all'aspetto occupazionale (con gravi difficoltà per famiglie dislocate, che si trovano forse davanti alla prospettiva della mobilità), sia al problema del trasporto nell'area del beneventano rispetto alla città principale, che investe lavoratori dipendenti e autonomi.
Pertanto, aspetteremo anche in questo caso lo sviluppo degli eventi. Non posso ritenermi molto soddisfatta della risposta fornita; tuttavia comprendo che più di tanto il viceministro Tassone - che ringrazio ancora - non poteva dire. Ritengo molto importante, invece, che per via legislativa, oppure, molto più verosimilmente, attraverso gli strumenti delle concessioni e dell'accordo di programma, il Governo (dunque, lo Stato italiano) chieda all'ente ferroviario garanzie maggiori e più precise riguardo sia alla tutela dell'occupazione, sia ad una maggiore facilità nel trasporto in aree particolarmente disagiate.


