Allegato A
Seduta n. 447 del 30/3/2004


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(Sezione 3 - Iniziative per consentire ai laureati in informatica e in scienze dell'informazione l'iscrizione all'albo degli informatici)

C) Interrogazione

MAGNOLFI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
in data 24 luglio 2002 è stato approvato dalla Camera dei deputati il disegno di legge di conversione del decreto-legge sull'accesso alle professioni e contemporaneamente è stato approvato un ordine del giorno, proposto dall'interrogante, che impegnava il Governo a risolvere urgentemente la situazione dei laureati in informatica e in scienze dell'informazione, facendoli accedere all'esame di Stato per l'iscrizione all'albo degli informatici, istituito con il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001;
in data 16 ottobre 2002, il Sottosegretario per l'istruzione, l'università e la ricerca, senatrice Maria Grazia Siliquini, rispondendo ad un atto di sindacato ispettivo dell'interrogante, informava la Camera dei deputati che, per attuare l'ordine del giorno approvato, erano «state avviate le relative procedure»;
da allora sono proseguite le sessioni dell'esame di Stato per l'accesso all'albo degli informatici, che rimangono purtroppo precluse ai dottori in informatica e in scienze dell'informazione (circa 25.000 professionisti con lauree quadriennali e quinquennali, che sono stati i pionieri dell'informatica in Italia);
nonostante le assicurazioni della Senatrice Siliquini, la differenziazione dei compiti fra gli iscritti e i non iscritti all'albo viene già applicata in molti contesti lavorativi, con il risultato che i laureati in scienze dell'informazione e in informatica si trovano esclusi dagli incarichi pubblici più importanti, senza tener conto della loro esperienza decennale;
la situazione si è aggravata dopo la sentenza della Suprema Corte di cassazione (sentenza n. 1151, depositata in cancelleria l'8 gennaio 2003), secondo cui la professione regolamentata dagli albi può essere esercitata in via continuativa solo dagli iscritti ad essi;
nel frattempo, anche il Consiglio universitario nazionale ha dichiarato che non vi può essere una differenza di trattamento, per i concorsi pubblici e l'accesso agli albi, tra i laureati delle lauree specialistiche (il cosiddetto «3+2») e quelli del vecchio ordinamento;
molti dottori in scienze dell'informazione ed in informatica si sono risolti ad iscriversi di nuovo all'università per prendere la laurea specialistica e si sono trovati di fronte ad atteggiamenti molto differenziati fra i singoli atenei, in ordine al numero di esami da sostenere e alla tesi di laurea, nonché in ordine al pagamento delle tasse universitarie -:
se il Governo non ritenga un'ingiustizia da correggere al più presto il fatto che tanti professionisti, il cui lavoro è più che mai necessario per recuperare il gap tecnologico del nostro Paese, si trovino esclusi di fatto dalla professione che già svolgono da decenni e se non ritenga assurdo che l'accesso all'albo sia consentito a tutti i vecchi laureati in ingegneria (non solo ad indirizzo informatico, ma anche edile e meccanico) e ai nuovi laureati specialistici, ma venga precluso proprio a coloro che, dopo aver sostenuto un corso di laurea quadriennale o quinquennale, hanno per primi maturato l'esperienza professionale necessaria per lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione (Ict) nel nostro Paese;
in caso affermativo, se il Governo non intenda finalmente adottare le opportune


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iniziative normative per onorare gli impegni assunti, affinché sia consentito ai laureati in scienze dell'informazione ed in informatica di sostenere l'esame di Stato per accedere all'albo, evitando di screditarsi con ulteriori promesse non mantenute e, soprattutto, evitando loro l'umiliante condizione di doversi laureare due volte nella stessa disciplina per continuare a svolgere la professione che svolgono da sempre. (3-02055)
(11 marzo 2003)