Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 445 del 25/3/2004
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4781)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Giandomenico. Ne ha facoltà.

REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il decreto-legge che oggi è al nostro esame vogliamo dare, con riferimento alla prima parte dell'articolato, un doveroso riconoscimento a chi quotidianamente e puntualmente mette a repentaglio la propria vita a difesa dei cittadini. Siamo sempre pronti a dare per scontata la presenza e l'intervento dei vigili del fuoco nella nostra quotidianità e invero si tratta di una missione che con dedizione e coraggio viene svolta da questi lavoratori, spesso costretti a portare avanti il loro impegno in condizioni disagiate, difficili e comunque ove ve ne sia bisogno.
Oggi, però, dobbiamo constatare purtroppo che i loro compiti giorno dopo giorno si stanno dilatando, fino a comprendere, oltre all'incolumità fisica delle persone, la tutela dei beni ambientali e paesaggistici, andando a configurare il Corpo nazionale dei vigili del fuoco come uno dei pilastri dei sistemi di sicurezza nazionale. Su questa lunghezza d'onda è stata ripristinata, con un recente provvedimento, la sua caratteristica di organo pubblico.
Era dunque doveroso prevedere l'introduzione di una specifica indennità, un primo sostanziale riconoscimento da definire nell'ambito della contrattazione collettiva destinata al personale operativo del Corpo dei vigili del fuoco. Nello stesso tempo, era doveroso prevedere, in deroga al blocco delle assunzioni previsto dal comma 53 dell'articolo 3 dell'ultima legge finanziaria, l'incremento della dotazione organica di tale personale. Oggi, con le normali esigenze di una popolazione di 57 milioni di abitanti e con le emergenze che puntualmente colpiscono la nostra penisola (le emergenze alluvionali, gli incendi, i terremoti, le eruzioni, e quant'altro), in tutte le contrade d'Italia, dal piccolo Molise alla Sicilia e alle regioni del nord, sempre e comunque i vigili del fuoco sono i primi ad intervenire, con una abnegazione che supera a volte anche il livello ordinario e diventa quasi eroismo. Certamente, oggi gli organici sono ancora insufficienti. L'impegno del Governo, così come è stato espresso dal sottosegretario, è quello di arrivare a stabilire una quantità sufficiente di unità affinché i vigili del fuoco possano far fronte ai loro impegni, e già con il provvedimento in esame vi è una iniezione di nuove forze per rafforzarne l'operatività.
In questo articolato, sempre con riferimento ai vigili del fuoco, sono presenti alcune norme che attengono alle condizioni di isolamento di alcune isole minori, soprattutto quelle che sono tagliate fuori dal continente e che vivono in condizioni disagiate. Vi sono anche dei riconoscimenti rivolti alla disciplina del rilascio dei titoli per l'esercizio delle attività di volo del personale, che in questo momento condividiamo.
Non voglio entrare nel merito della seconda parte del provvedimento e concludo preannunciando il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.


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ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto di astensione dei deputati della componente Alleanza popolare-UDEUR. Si tratta di un'astensione che recepisce un conflitto di opinioni sul lavoro svolto prima in Commissione di merito, poi nelle Commissioni in sede consultiva e, infine, nel dibattito in Assemblea.
Tra tutte le sollecitazioni che abbiamo condiviso all'interno di questo provvedimento emerge, ovviamente, quella di una riflessione in riferimento sia ad un aumento degli organici sia a migliori condizioni di vita dei nostri vigili del fuoco, che lavorano in tutta Italia in condizioni sovente disagiate e che riscontrano la simpatia e l'unanime ammirazione del Parlamento per l'altissima specializzazione che hanno raggiunto nei diversi settori nei quali svolgono il loro compito istituzionale.
Ma, se da una parte ci sembra che vi sia stata tale sollecitazione - che, lo ribadisco, abbiamo condiviso ed apprezzato, ed alla quale abbiamo tentato di fornire il nostro contributo attraverso le proposte emendative presentate da numerosi colleghi dell'opposizione, peraltro respinte in questi due giorni di dibattito -, dall'altra manteniamo invece un giudizio negativo: è questo il motivo per cui ho parlato precedentemente di «conflitto».
Infatti, vorrei rilevare come si sia cercato di approfittare dell'esame di un provvedimento atteso, volto a rispondere alle esigenze dei vigili del fuoco, per introdurre una serie di elementi che non solo non hanno nulla a che vedere con il merito della questione (come, ad esempio, la preferenza per alcune isole minori, a scapito di altre), ma soprattutto esulano addirittura dallo stesso. Il Governo infatti ha posto il Presidente della Repubblica nell'imbarazzante condizione di firmare un decreto-legge nel quale sono contenute, nello stesso dispositivo, da una parte le provvidenze per i vigili del fuoco e dall'altra, ad esempio, interventi in materia di accise sui tabacchi lavorati.
La situazione, tuttavia, è ulteriormente peggiorata quando il disegno di legge di conversione del decreto-legge in oggetto è passato all'altro ramo del Parlamento. Nel corso dell'esame svolto presso il Senato della Repubblica, infatti, si è pensato di sfruttare tale circostanza per apportare anche qualche piccolo ritocco, ad esempio riguardo alla descrizione dei sigari, come i colleghi potranno rilevare dalla lettura del comma 2-ter dell'articolo 4 (si parla di rotoli di tabacco riempiti dell'uno o dell'altro tipo di miscela). Ad un certo punto, però, tra i vigili del fuoco ed i rotoli di tabacco è comparso addirittura il personale della carriera prefettizia!
Lei comprende, signor Presidente, che una forza che, come ripetiamo sovente noi di Alleanza popolare, ama la mitezza della politica e ritiene di ispirarsi ad una certa cultura di Governo, compie un'enorme fatica a districarsi al momento della votazione finale. Infatti, il provvedimento giunge dal Senato in condizioni piuttosto «blindate» e con argomenti piuttosto eterogenei, che vanno dal destino dei funzionari delle carriere prefettizie alla composizione dei sigari e alle condizioni di lavoro dei vigili del fuoco. Inoltre, si è creato un clima in cui sia il Governo, sia la maggioranza pongono costantemente il Parlamento di fronte ad operazioni di questo genere: da una parte, infatti, si ricorre alla decretazione d'urgenza, dall'altra, si approfitta della conversione dei decreti-legge per inserirvi, nel corso dell'esame parlamentare, un po' di tutto.
Un analogo incidente, purtroppo, si è verificato la scorsa settimana, in occasione della conversione in legge del decreto-legge relativo alle cosiddette emergenze sanitarie. Infatti, a fronte di questioni fondate, quali quelle che il ministro della salute aveva posto (ad esempio, la creazione di una nuova unità speciale per la gestione delle emergenze nella sanità o di fatti nuovi, come malattie infettive, epidemie, e via dicendo), si è inserito nel testo di quel provvedimento di tutto, finanche lo status dei medici specializzandi ed i contratti dei medici di famiglia.
In conclusione, signor Presidente, rileviamo un'incongruenza di fondo, che auspico che i colleghi della maggioranza ci


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aiuteranno a superare nei mesi che verranno. Mentre da una parte, infatti, tre anni fa avete condotto la campagna elettorale ed ottenuto legittimamente il consenso degli elettori sostenendo che occorreva entrare nella logica europea e nordamericana delle tre «e» (l'elettronica, l'inglese e quant'altro), dall'altra avete varato provvedimenti come quello oggi al nostro esame, ai quali purtroppo stiamo cominciando ad abituarci, il che ci preoccupa. Vorrei chiedere, dunque, a quanti tra di loro parlano l'inglese o navigano in Internet a quale logica si ispiri un decreto-legge di questo tipo, che non risponde a nessun'altra urgenza se non a quella di sistemare, frettolosamente ed in maniera sciatta, due o tre questioni che, evidentemente, non potevano essere rinviate ad un intervento più organico. In questo, esprimo il mio apprezzamento ai colleghi che hanno lavorato nel merito.
È per tutte queste ragioni e per il conflitto esistente tra i nostri diversi ed ambivalenti giudizi, che preannuncio la nostra astensione dal voto (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alleanza popolare-UDEUR).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Abbiamo avuto modo, nel corso del dibattito sugli emendamenti e le votazioni, di sottolineare come questo provvedimento, che affronta questioni molto specifiche (stanziamenti per il riconoscimento di indennità ai vigili del fuoco e per l'assunzione, seppure precaria, di 500 unità negli organici), in realtà si inquadri in una vicenda che sta molto a cuore al Parlamento ed al paese.
Questa categoria di lavoratori ha interessato le cronache dei giornali nel corso di questi mesi per almeno due ragioni. La prima riguarda il provvedimento ora al Senato, che ha fatto molto discutere relativamente al destino del Corpo e alle strategie da seguire per l'utilizzo dello stesso nel contesto della protezione civile. In quella situazione noi abbiamo parlato di un processo di militarizzazione, che ci preoccupava e ci preoccupa tuttora, all'interno di un concetto di difesa nazionale e non più di protezione civile del paese in stretto rapporto con gli enti locali ed il territorio. Per tale ragione si è determinata la scelta di trasferire questa categoria dal settore privatistico al settore del pubblico impiego. Una questione, quindi, molto rilevante dal punto di vista politico-strategico - a nostro avviso fortunatamente ancora non conclusa - ma anche dal punto di vista economico e finanziario.
All'interno di questo quadro si inserisce la partita salariale, anch'essa oggetto di attenzione sui giornali e seguita da milioni di cittadini che si sono immedesimati con una categoria che viene sentita molto vicina proprio per la professionalità e la peculiarità del lavoro svolto e che ha saputo rappresentare in modo non solo simbolico la questione salariale che interessa diversi settori lavorativi.
In questo contesto abbiamo espresso una valutazione molto critica su un provvedimento che, se va a sanare una vertenza che durava da parecchi mesi riguardante un contratto già scaduto, a nostro avviso lo fa in modo inadeguato dal punto di vista delle risorse stanziate a fronte della grave emergenza salariale e dell'indennità di turno doverosamente dovuta ad una professionalità che meriterebbe ben altro. Abbiamo sottolineato come questi 10 milioni di euro, a cui sono stati sottratti 138 mila euro per i dirigenti, alla fine, per effetto della tassazione, nel rinnovo del contratto collettivo nazionale diventino 7,5 milioni. Gli emendamenti, anche dei colleghi del centrosinistra, che tentavano di proporre un raddoppio di alcune indennità per le festività non sono stati accolti. Quindi, manteniamo un giudizio negativo su tutta la partita salariale, in particolare nel suo raffronto con le risorse stanziate per i prefetti, che evidenzia un contrasto quanto meno nel rapporto tra gli 8 mila euro per i prefetti (2500 persone) e i 10 mila euro per il resto dei lavoratori (30 mila vigili del fuoco). Il rapporto dice da


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sé che questo provvedimento non è adeguato neanche da un punto di vista relativo.
Vi è poi la questione riguardante la pianta organica, le carenze di personale e la scelta del Governo di colmare i vuoti in modo estemporaneo e comunque in termini emergenziali, di mese in mese, secondo le necessità, affermando di fatto come scelta, spero non strategica, l'utilizzo del personale in modo precario.
Anche questa è una partita rilevante dal duplice punto di vista dei diritti dei lavoratori - che in tal modo vengono perennemente attaccati e messi in discussione - e della garanzia di qualità del servizio. Sono quelle che ho testé esposto le motivazioni di merito che ci fanno esprimere un giudizio negativo su questo provvedimento.
Un'altra questione riguarda un aspetto che sembra di rilievo soltanto formale, ma che diventa istituzionalmente sostanziale, soprattutto quando si verifica in maniera reiterata.
La seconda parte del provvedimento riguarda l'accisa sui tabacchi: l'articolo 4 detta, appunto, disposizioni in materia di accisa sui tabacchi lavorati. In altre parole, si introducono ulteriori tasse sulle sigarette, in particolare su un certo tipo di sigarette: quelle che costano di meno e che, per tale motivo, hanno una più larga diffusione.
Nel merito non siamo intervenuti in modo specifico, ma è risaputo che scelte siffatte presentano sempre, oltre a quelli positivi, anche risvolti negativi. In questo caso, la scelta è sicuramente da non apprezzare perché vengono posti l'uno accanto all'altro argomenti tanto diversi, in palese violazione della legge n. 400 del 1988, che impone l'omogeneità dei contenuti dei decreti-legge. Come succede spesso, in un unico decreto-legge sono state accostate materie totalmente diverse: le disposizioni urgenti concernenti il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e quelle concernenti l'accisa sui tabacchi lavorati. È fin troppo evidente che tra questi due argomenti non si può stabilire alcuna relazione, neanche ricorrendo alle più fantasiose elaborazioni!
Soprattutto, si è deciso di introdurre ulteriori tasse con un decreto-legge. Sul tema della tassazione, del quale la stampa si occupa pressoché quotidianamente, vi sarebbe molto da dire e molto da discutere. Certo, non è apprezzabile la propaganda demagogica del Governo, che promette riduzioni delle tasse a ogni piè sospinto pur sapendo bene che esse non sono possibili all'interno del quadro economico e finanziario che ben conosciamo. Inoltre, un'eventuale scelta di questo tipo si ripercuoterebbe negativamente su un finanziamento dello Stato sociale già pesantemente depauperato a causa delle scelte compiute a livello nazionale ed a causa del continuo impoverimento delle risorse destinate agli enti locali.
Insomma, la modalità prescelta per introitare ulteriori risorse attraverso l'accisa sui tabacchi e sulle sigarette di più largo consumo appare senz'altro discutibile: da questo punto di vista, il decreto-legge al nostro esame è addirittura contestabile proprio sul piano istituzionale.
Queste ultime considerazioni non fanno che avvalorare ulteriormente la nostra scelta di esprimere sul provvedimento in esame un voto negativo (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Nell'annunciare che i deputati della componente Verdi del gruppo Misto si asterranno dal voto, desidero svolgere alcune considerazioni.
Riconosciamo lo sforzo compiuto dal sottosegretario Balocchi per dare risposta alle gravi carenze e problemi concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ed anche per l'attenzione da lui prestata alle nostre richieste. Tuttavia, è evidente che non si possono fare le nozze con i fichi secchi: le risorse che il Governo mette a disposizione di questa importante categoria di lavoratori sono assolutamente inadeguate.


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Naturalmente, salutiamo con favore la scelta di assumere 500 vigili del fuoco, anche se non possiamo dimenticare di essere di fronte ad una situazione di vera e propria emergenza rispetto alla sicurezza del paese.
Purtroppo, il dissesto ambientale e idrogeologico, le scelte di uno sfruttamento devastante del territorio, le conseguenze dei mutamenti climatici (mi fermo qui ma potrei continuare a lungo), comportano un aumento esponenziale dei rischi. Basti pensare al dramma degli incendi boschivi: è vero che sono di competenza del Corpo forestale dello Stato, ma è anche vero che, quando accadono, coinvolgono il paese in dimensioni tali da richiedere la concertazione di altri soggetti per affrontare l'emergenza. Di conseguenza, è necessario disporre di un'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che sia all'altezza dell'impegno richiesto. In questo caso (è stato rilevato da tutti i colleghi e le colleghe), siamo al di sotto dello standard europeo di diecimila, quindicimila unità; vi sono automezzi vecchi e superati (il 65 per cento degli automezzi ha oltre vent'anni) e persino i dispositivi di protezione individuale sono assolutamente inadeguati.
Per quanto riguarda il problema delle isole minori, capiamo che, a fronte dell'esiguità delle risorse, si compiano scelte di questo tipo; tuttavia, l'intervento previsto per le isole minori - com'è stato ampiamente illustrato - doveva essere esteso. In definitiva, ci vuole un intervento più coraggioso, decisivo, generoso ed organico; siamo di fronte, invece, ad una scelta minimalista.
Anche rispetto alla proposta di legge di riforma del rapporto di lavoro, che si configura come minore tutela e garanzia, minor grado di autonomia gestionale, minore integrazione con la protezione civile, abbiamo sollevato e solleviamo le nostre perplessità, proprio perché non si discosta dall'approccio di carattere particolare che abbiamo oggi nei confronti della problematica nel suo insieme.
Vorrei rilevare che il comando dei vigili urbani della provincia di Venezia (lo conosco bene) presenta un deficit di organico di almeno 70 unità. Ciò è gravissimo a fronte della complessità e della delicatezza di una città e di una provincia, come quella veneziana, in cui esiste un polo industriale e petrolchimico ad altissimo rischio.
La direzione centrale della mia città ha disposto, lo scorso anno, l'apertura di due sedi importanti a Bibione e a Mirano. Con grandi sacrifici da parte del personale è stata aperta solo la sede di Bibione, mentre per Mirano si attende ancora. Il comando di Venezia possiede uno dei nuclei chimici più specializzati d'Italia per l'intervento in incidenti di carattere industriale, ma, data la carenza di organico, il personale impegnato in questo nucleo iperspecializzato e ad alta professionalità, paradossalmente, si occupa anche degli incidenti stradali, come del recupero dei gatti o delle questioni legate ai nidi di vespe. In tutte le sedi dei vigili del fuoco della mia provincia, salvo Venezia e Mestre (parlo di un territorio che va da Portogruaro a Chioggia, passando per Mira), sono in servizio solo quattro o cinque (se tutti stanno bene) unità per turno.
Fino a poco tempo fa, a Venezia, in una realtà così fragile e problematica di città antica, era in servizio solo una barca antincendio, perché le altre si trovavano tutte in manutenzione. Faccio un altro esempio: a causa delle carenti disponibilità finanziarie, ci sono problemi anche per la manutenzione dei mezzi. Vi dico solo che qualche mese fa il fornitore privato del gasolio per le barche, che si trova in laguna, non avendo ottenuto dal ministero il pagamento degli arretrati, addirittura non forniva più il gasolio necessario per gli automezzi. Inoltre, i mezzi terrestri sono talmente vecchi - anzi vecchissimi - che richiedono continuamente, come è noto, collaudi, ma nei capitoli di spesa non vi era la previsione di un finanziamento dei collaudi stessi. Siamo veramente in una situazione paradossale: i mezzi dei vigili del fuoco sono soggetti ad un collaudo costoso, perché la motorizzazione civile chiede 30 euro per ogni mezzo collaudato


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e il rischio concreto, in poche parole, è che automezzi vecchi e assolutamente inadatti rimangano addirittura nei magazzini perché inutilizzabili e assolutamente inefficienti. Quindi, il parco dei mezzi del comando nel suo complesso, nella mia città, ma in tutte le città del paese, è assolutamente al di sotto di uno standard accettabile.
Vi faccio un altro esempio, prima di concludere. Pensate che per tutto il comando di Venezia, la scorsa estate, erano disponibili solo sei fusti di schiumogeno, che al massimo possono bastare per affrontare l'incendio di un'officina, e non c'erano fondi per acquistare altro materiale, se ce ne fosse stata la necessità. Quindi, noi parliamo di una situazione drammatica, da affrontare assolutamente con provvedimenti decisi e decisivi, e invece ci troviamo di fronte ad un decreto-legge che rappresenta una goccia in un mare di necessità. Tuttavia, noi - lo ripeto - ci asterremo, perché riconosciamo che è meglio questo del nulla, anche se siamo molto preoccupati per il destino del finanziamento previsto: mi riferisco ai 42 mila euro, a cui ha fatto riferimento anche il sottosegretario, che vengono stornati dai capitoli di spesa del Ministero degli affari esteri (un' operazione che non appare affatto garantita).
Per quanto riguarda la parte relativa alle accise sul tabacco, pur essendo io stessa una accanita nemica del fumo, riconosco che questa misura - così com'è stato fatto con l'accisa sulla benzina per finanziare il contratto degli autotrasportatori - è stata presa in modo improprio, perché si tratta di un surrettizio aumento delle imposte - che avviene attraverso un decreto-legge - , la cui destinazione finale poi non è nemmeno garantita, trattandosi di entrate che non siamo ancora in grado di capire come verranno effettivamente gestite (in questo caso, è ancora più incerta la destinazione di utilizzo).
Concludo, dichiarando che i Verdi esprimeranno un voto di astensione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.

SESA AMICI. Signor Presidente, è stata pubblicata questa mattina sui giornali una notizia relativa ad una esercitazione tenuta ieri dal Corpo nazionale dei vigili fuoco, il quale ha simulato un attacco di tipo batteriologico presso la stazione Termini di Roma.
Cito questa notizia perché evidenzia chiaramente la professionalità del Corpo dei vigili del fuoco, che in meno di 40 minuti, nel corso di questa simulazione, hanno isolato la zona e provveduto a decontaminare le persone. È la testimonianza che il Corpo dei vigili del fuoco negli anni ha migliorato di molto le sue professionalità e vive con orgoglio il proprio lavoro. Forse proprio per queste peculiarità è il Corpo più amato dalle cittadine e dai cittadini italiani: i vigili del fuoco svolgono una funzione di sicurezza, coadiuvano le operazioni di soccorso e quindi, proprio per queste caratteristiche, richiederebbero grande attenzione e grande concretezza, e non semplicemente illusioni.
Signor sottosegretario, questo decreto-legge, nonostante rechi disposizioni urgenti concernenti il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, rappresenta ancora una volta un'occasione mancata. Le questioni del personale, che riguardano anche il versante salariale, necessitano di una politica concreta. Il Corpo dei vigili del fuoco subisce le condizioni di vetustà dei propri mezzi e necessita di aiuti concreti alla propria professionalità. Pertanto con questo decreto-legge avremmo potuto introdurre ben altre disposizioni; invece possiamo dire che la montagna ha partorito il topolino, e purtroppo si tratta di un topolino malformato. Lo è per almeno tre questioni che già abbiamo ricordato nel corso della discussione generale: di fronte a emendamenti di buonsenso la sordità spesso produce soluzioni minimali.
La prima questione riguarda una vertenza sindacale, che si protrae da molto tempo, relativa all'indennità da attribuire


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al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L'ipotesi del Governo prevedeva un ammontare di 10 milioni di euro che, come ricordava la collega Mascia, alla fine si ridurranno a 7,5. Ma a fronte di queste cifre e anche del futuro incremento di 500 unità di organico, in sede di esame del provvedimento al Senato è stata introdotta una misura che prevede 138 mila euro per il corpo dei dirigenti. È del tutto evidente che con questa operazione viene meno uno degli impegni che avete sempre manifestato, rivelatosi poi quella che in gergo è definibile come un'illusione di una notte d'estate.
È un'illusione perché, ad ormai due anni di distanza dalle loro rivendicazioni, siamo di fronte ad una situazione economica del paese che, a causa dell'inflazione, registra una forte perdita di potere dei salari. Questo quadro rende ben poca cosa, allora, le misure introdotte per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il secondo elemento è la vicenda delle piante organiche. Il sottosegretario, sia nella seduta di ieri sia nel corso dell'esame al Senato, ha ricordato chiaramente (e su ciò vi è concordanza di vedute) che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco vive una carenza di organico di almeno 15 mila unità. Troppe di fronte ai compiti da svolgere e ai problemi di un Paese che, ad ogni estate e ad ogni inverno, mostra tutta la sua fragilità idrogeologica (si pensi agli incendi estivi).
È proprio per tali motivi che il Governo dovrebbe prestare grande attenzione a questi problemi. Un'attenzione che invece non si è registrata, producendo una vera iattura. Lo testimoniano anche i diversi atteggiamenti assunti dal centrosinistra nella discussione non ancora conclusa al Senato. Tutta la partita della collocazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sembra così essere ridotta semplicemente ad una discussione sul loro rapporto di impiego, da un contratto di tipo privatistico ad uno di tipo pubblicistico. Ma noi abbiamo votato contro quelle ipotesi; i provvedimenti che oggi ci vengono sottoposti confermano la giustezza delle nostre posizioni ed evidenziano anche la pericolosità di misure emergenziali su questioni che invece andrebbero affrontate con grande serenità e con una visione di tipo strategico.
Per quanto riguarda le 500 unità previste dal provvedimento (poche rispetto ai 15 mila posti vacanti), dobbiamo dire la verità fino in fondo. Il sottosegretario e i colleghi sanno benissimo (dopo di me interverrà il collega Ascierto) che nel prossimo anno entreranno in vigore le norme sulla sospensione della leva obbligatoria. Allora, vi è un problema: i vigili del fuoco sono tra quelle forze che utilizzavano i giovani volontari, ossia parte dei loro compiti veniva affidata ai volontari. Quindi, quelle 500 unità non sono assolutamente sufficienti a coprire anche il vuoto creato dalla sospensione della leva obbligatoria. Ma tale questione, che peraltro ci sembra importante, è ben poca cosa di fronte alle problematiche che fino ad ora ho cercato di argomentare.
La terza questione riguarda un altro aspetto sollevato già in Commissione e richiamato dal collega Bressa nel corso del dibattito di ieri. All'articolo 3 sono stati introdotti due elementi di straordinaria novità: a volte, la fantasia di questo Governo e di questa maggioranza veramente supera la realtà. Innanzitutto, si stabilisce che in Italia le isole non sono considerate tutto allo stesso modo: vi sono isole che hanno una loro particolarità ed altre rispetto alle quali, di fronte agli stessi problemi legati a questioni di tipo ambientale, in questa fase, anche se il decreto-legge parla di gradualità, si esclude la presenza di unità operative del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Ma non basta: la forzatura che avete introdotto all'interno di tale articolo riguarda un altro aspetto di ordine costituzionale - consentitemelo, signor Presidente, signor sottosegretario - che attiene ad una questione di cultura politica. Nemmeno un anno fa abbiamo approvato una modifica dell'articolo 51 della Costituzione che non riguarda solo la rappresentanza


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politica, ma la garanzia per gli uomini e le donne di questo paese di accedere alle cariche pubbliche.
In questo caso, invece, si ammette che il personale che verrà utilizzato non sia reclutato attraverso un concorso: quindi, si viene meno ad una norma. Ma la cosa ancora più grave è che, proprio perché non è previsto alcun concorso, viene leso il diritto delle donne e degli uomini di questo paese di accedere in maniera uguale a tale impiego. Credo che tale questione sia di una gravità inaudita, in un paese in cui il lavoro è sempre più precario e accedere ad esso diviene un diritto diseguale. Tutto ciò nonostante il Parlamento abbia approvato la modifica di una norma costituzionale.
L'ultima considerazione riguarda il fatto che in questo decreto-legge, oltre alle misure relative alla categoria, avete utilizzato di nuovo una sorta di «treno». Ogni treno ha una sua validità ed una sua identità, ma a volte esso deraglia e lo fa con l'immissione di elementi che hanno un solo ed unico scopo: il disperato tentativo da parte del Governo di fare cassa.
Le accise hanno poco a che vedere con le disposizioni sui vigili del fuoco. Non vi è alcuna attinenza, se non per il fatto che, quando si vuole fare cassa, vi è semplicemente il ricorso ad una tassazione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 11,35)

SESA AMICI. Si tratta, peraltro, di una tassazione che colpisce alcuni ceti e non altri. Infatti, non è un caso che le sigarette su cui viene imposta la tassa sono quelle a più larga diffusione. È del tutto evidente che, anche riguardo a ciò, avete messo in atto la vostra politica, che non è uguale, proprio perché colpisce ceti diversi.
Del resto, signor sottosegretario, avevamo presentato alcuni emendamenti in base ai quali la copertura della spesa a favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco veniva predisposta sulla base del ripristino della tassa di successione. Era esattamente il contrario di ciò che voi fate: si voleva inserire anche all'interno di politiche di concretezza un elemento di eguaglianza.
La tassa di successione riguarda pochi ricchi, ma la sua distribuzione a favore di tanti soggetti poteva determinare una politica più equa anche sul piano sociale, oltre che economico.
Sono questi gli elementi che ci spingono a dire che questo è davvero un brutto provvedimento, proprio perché contiene in sé elementi di contraddittorietà. Avremmo voluto un terreno reale di confronto su tale materia per affrontare le esigenze cui il Corpo nazionale dei vigili del fuoco deve far fronte.
Nonostante la sordità che vi ha portato a non accogliere alcun emendamento da noi presentato, l'unico elemento per il quale esprimeremo una posizione di astensione è rappresentato dal fatto che siamo di fronte ad una necessità che tutti riteniamo oggettiva.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si parla del Corpo dei vigili del fuoco il pensiero va alle tante emergenze, a quegli uomini che hanno evitato tragedie, che si sono sacrificati, talvolta cadendo per servire lo Stato e tutelare l'incolumità dei cittadini. Mi sembra giusto ricordarli in maniera concreta in Parlamento in un momento che, grazie al cielo, non è tragico, ma che comunque rivela uno stato di emergenza palese per quanto concerne l'attività di soccorso nei riguardi dei cittadini.
Sono state dette in aula molte cose ed ho ascoltato con attenzione anche la collega Amici: sicuramente, se questo provvedimento oggi è all'esame dell'Assemblea è perché ci si è resi conto di avere ereditato un sistema in grave difficoltà, nel quale vi sono enormi carenze.
Abbiamo constatato che la pianta organica del Corpo dei vigili del fuoco è inadeguata rispetto alle esigenze attuali e che mancano più di 12 mila unità. Per


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questa ragione, stiamo correndo ai ripari e magari avessimo una bacchetta magica per risolvere rapidamente il problema, quando per più di 15 anni non è stata assunta alcuna iniziativa per risolvere tali questioni!
Sicuramente, vi sono alcuni dati di fatto: 230 vigili del fuoco già assunti, 500 assunzioni sono previste all'interno della legge finanziaria di questo anno, altre 500 unità sono previste in questo decreto-legge. Si tratta in totale di 1.230 unità: ebbene, se nel corso degli anni passati, durante i Governi tecnici e di sinistra, si fosse adottato un insieme di misure analogo, sicuramente non vi sarebbe questa vacanza organica.
Tuttavia, vogliamo nella maniera più assoluta porre termine a questa disfunzione perché ci rendiamo conto che non è possibile utilizzare operatori del soccorso civile in funzioni disparate e diverse rispetto a quelle che sono loro proprie da un punto di vista istituzionale, professionale, nonchè funzionale.
Per questa ragione, di fronte a questa situazione iniziamo gradualmente a porre rimedio all'esigenza di questo universo. Abbiamo incrementato l'organico e continueremo su questa strada. È anche vero che dall'inizio del prossimo anno, con l'entrata in vigore della riduzione dei termini della leva obbligatoria, vi saranno ulteriori esigenze: tuttavia, questo è un fatto concreto.
Non mi risulta che in passato vi sia stata altrettanta attenzione alla soluzione sistematica del problema organico, né all'ammodernamento dei mezzi.
Vorrei ricordare che in questo periodo sono stati stanziati 156 milioni di euro per l'acquisto di nuovi mezzi. Prima la collega Mascia ha parlato di autoscale con 20 e più anni di età. È vero: ciò però significa che da vent'anni nessuno si è posto il problema di ammodernare i mezzi dei vigili del fuoco. Abbiamo stanziato i suddetti 156 milioni di euro proprio per iniziare ad ammodernare appieno tali mezzi.
Inoltre, abbiamo stanziato 60 milioni di euro per fare fronte ad un eventuale attacco NBC, un attacco chimico terroristico, e per specializzare i vigili del fuoco ad affrontare tale emergenza. Abbiamo stanziato 60 milioni di euro per mezzi aeroportuali. Infatti, in virtù di una legge che entrerà in vigore a gennaio 2005, si rischiava di vedere interdetti molti aeroporti italiani per non aver adeguato i mezzi dei vigili del fuoco ad un eventuale soccorso. Noi abbiamo risolto il problema.
Come potete vedere, ci vogliono sinergie e collaborazioni. Ci saremmo aspettati un'opposizione propositiva, non un'opposizione che ipocritamente vuole insegnare alla maggioranza attuale come si fa, senza aver risolto alcun problema quando era maggioranza.
Ci sarebbe piaciuto elaborare insieme un progetto per il futuro sul soccorso civile. Ci sarebbe anche piaciuto capire cosa possiamo fare nella contrattazione per l'intero comparto. Si era pensato di inserirlo nell'ambito della sicurezza, ma qualcuno dice che in tal modo si vogliono militarizzare i vigili del fuoco. Dunque, abbiamo costituito il nuovo comparto del soccorso civile per dare dignità a tale mondo dando vita, per la prima volta, ad un contratto nazionale diverso. Proprio alla luce di tale contratto, nel provvedimento in esame vi è stata l'esigenza di adeguare la turnazione. Qualcuno si lamenta che è troppo poco: lo so, si potrebbe fare di più. Vi sono tempi e modi in cui si fanno le cose, ma l'importante è iniziare. Scusate se abbiamo iniziato!
Vi sono momenti nel corso della vita in cui bisogna fare un esame di coscienza. Invece, talvolta ci si vuole ergere a primi della classe cercando di insegnare agli altri quando, in realtà, si è avuto 4 in condotta l'anno precedente. Dunque, accettiamo i consigli propositivi e cerchiamo di mettere in moto alcune sinergie. Però, ci sembra francamente ingeneroso ricevere da voi lezioni sotto il profilo della sicurezza e del soccorso civile.
Il provvedimento in esame è un inizio di attenzione nei confronti di un mondo. Cerchiamo tutte le soluzioni possibili per migliorare le condizioni di vita e stipendiali dei vigili del fuoco. Iniziamo, innanzitutto,


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a prevedere un adeguamento di organico. Inoltre, stiamo migliorando le infrastrutture ed i mezzi. È chiaro che il percorso è lungo: se non vi fossero stati 15 anni di dimenticanze, sicuramente, a questo punto si starebbe molto meglio (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, abbiamo già avuto modo, in più occasioni, di discutere del senso di questo provvedimento.
La Camera si è occupata dei vigili del fuoco in modo, a mio avviso, molto serio e concludente qualche settimana fa, quando si è ripensata la collocazione dei vigili del fuoco all'interno della pubblica amministrazione. L'individuazione di un comparto di diritto pubblico autonomo stava a significare il riconoscimento per i vigili del fuoco di una funzione di sicurezza civile, che credo molto importante considerare una funzione pubblica, che altrimenti non potrebbe essere assolta. In quell'occasione ci fu una diversità di opinioni all'interno dei gruppi di minoranza, ma noi sostenemmo con forza il senso di quell'operazione, perché eravamo e siamo convinti della particolarità del servizio e delle funzioni che svolgono i vigili del fuoco.
In quell'occasione il Governo si assunse anche l'impegno di riconsiderare, alla luce proprio di quelle scelte, alcune questioni di vitale importanza per i vigili del fuoco, in particolare la dotazione organica, mettendo riparo ad un'emorragia continua che nel corso di questi anni, anche se più volte corretta, aveva comunque portato ad un saldo negativo, che rendeva debole, dal punto di vista funzionale ed operativo, il comparto dei vigili del fuoco. Il Governo si era anche impegnato nel riconoscimento economico della particolarità delle funzioni. Noi avevamo dato credito alle intenzioni e all'impegno del Governo e in quell'occasione votammo a favore di quell'ipotesi di modifica. Tuttavia, devo dire che la fiducia che avevamo riposto nel Governo oggi viene in qualche modo tradita. Il fatto che venga tradita la fiducia di un partito di minoranza rientra nella normalità dei fatti e delle relazioni politiche (nel vostro caso poi è la regola, quindi non mi dovrei stupire affatto); però credo che chi sia davvero deluso del vostro comportamento e della pochezza del vostro impegno siano proprio i vigili del fuoco, che si vedono gratificati di un'indennità speciale di ben 3 euro (perché 10 milioni di euro sono una sciocchezza) e che si vedono aumentare gli organici di 500 unità.
Le parole, se non sono seguite dai fatti, rischiano di essere estremamente pericolose. Continuare ad illudere i pubblici dipendenti, ed in generale il paese, che voi al Governo siete capaci di risolvere i problemi per poi, tutte le volte che avete l'opportunità di affrontare concretamente una questione, partorire un topolino (in questo caso un topolino addirittura cieco) è un fatto che umilia le aspettative legittime di molti cittadini italiani. È veramente poco serio quello che avete fatto, perché avete stanziato delle risorse ridicole e perché avete garantito un ampliamento di organico che non servirà a nulla. Certo, 500 vigili del fuoco in più sono meglio di niente, così come anche 10 milioni di euro per l'indennità speciale sono certamente meglio di niente e questo è esattamente il motivo per cui noi ci asterremo nel voto finale su questo provvedimento. Però il nostro voto di astensione è accompagnato da una precisa, netta riprovazione della mancanza di serietà che voi ancora una volta dimostrate al paese e, devo dire la verità, anche a voi stessi, perché i vostri roboanti proclami, che solo poche settimane fa avete fatto in quest'aula, si riducono a poca cosa, se non a nulla.
Vi sono poi ulteriori elementi che devono far riflettere su come affrontate tali questioni. Poiché l'ho già illustrata in due interventi, non ripeterò per la terza volta la questione del possibile vizio di costituzionalità


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di questo provvedimento, relativamente alle deroghe che sono state fatte per le isole minori.
La previsione di una modalità particolare di concorso e di accesso ai posti disponibili nelle relative sedi di servizio nelle isole minori è sensata, ma diventa totalmente insensata nel momento in cui l'avete prevista solo per alcune isole e non per tutte le altre.
Sottosegretario Balocchi, la sua generosa illustrazione delle avverse condizioni meteorologiche a Lampedusa o a Pantelleria non serve a nulla di fronte a coloro che, facendo riferimento alle isole di Capraia, alle Tremiti o a qualche isola minore della Sardegna, possono presentare, in via incidentale, un ricorso alla Corte costituzionale, lamentando una disparità di trattamento tra i cittadini delle isole siciliane e quelli delle altre isole minori.
Perché vi siete ostinati in questa vostra convinzione? La meteorologia è importante, ma non ha nulla a che vedere con il diritto costituzionale. Avevate individuato una soluzione che avrebbe potuto risolvere il problema, reale, della presenza dei vigili del fuoco nelle isole minori, ma siete riusciti ancora una volta a «pasticciare». Questa sorta di vizio assurdo, che vi porta a porre in essere provvedimenti contenenti misure discutibili dal punto di vista costituzionale, alla lunga non danneggia solo voi ma complessivamente il nostro ordinamento. Non è mai successo che un Parlamento abbia approvato, nel corso di questi anni, un numero così elevato di leggi sanzionate successivamente dalla Corte costituzionale.
Dovreste cominciare a riflettere su tali questioni: invece voi, con protervia, continuate ad insistere, percorrendo una strada che, anziché risolvere problemi, aumenta il contenzioso lasciando le cose abbandonate a se stesse.
Vorrei esprimere un'ultima considerazione in ordine allo strumento del decreto-legge da voi adottato: non vi è decreto-legge - è una costante che vi caratterizza - che non presenti problemi seri di omogeneità di materia. Il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere un precedente decreto-legge, invitandovi a vigilare sulla questione rimarcata.
Siete riusciti ad inserire in un provvedimento che sicuramente presenta i requisiti di necessità e di urgenza, perché reca disposizioni straordinarie a favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per le ragioni evidenziate precedentemente, una norma concernente l'introduzione di una nuova tassa. Il vostro disperato bisogno di denaro, di fare cassa a tutti costi, perché altrimenti non riuscireste a far quadrare i conti, non vi può continuamente costringere ad operare senza senso comune, come avete fatto relativamente a tale disposizione.
Come potete immaginare che una disposizione di tal genere, con la quale si prevede di misurare il peso, la dimensione dei sigari, l'etichettatura, nonché il rapporto angolare tra l'etichetta ed il bocchino, possa essere anche lontanamente assimilata alle problematiche dei vigili del fuoco? Capisco che avete una grande fantasia (ormai, non vi rimane che quella, perché il consenso vi si sta sfilando giorno dopo giorno e si sta sciogliendo come neve al sole), che per voi è un bene, perché vi può consolare, ma state attenti che di troppa fantasia rischierete di soffocare.
Questo provvedimento urla vendetta al cospetto, non di Dio, ovviamente, ma del Parlamento, delle sue regole e dell'attività legislativa del nostro paese!
Ormai, ho perso ogni speranza che voi, in qualche modo, possiate correggere il vostro atteggiamento, ma vi garantisco che nei due anni e mezzo che rimangono fino al termine della legislatura e della mia permanenza in questa Camera non vi risparmierò nulla, a fronte delle cose poco serie che state compiendo, nella convinzione che, goccia dopo goccia, alla fine, un segno resterà e sarà un segno molto pesante per voi e molto confortante per noi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-L'Ulivo)!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, svolgerò solo qualche battuta sulla vicenda relativa ai vigili del fuoco, in quanto vorrei concentrare l'attenzione su un altro aspetto.
Intanto, vorrei ricordare al collega Ascierto che la vicenda dei vigili del fuoco è stata oggetto di attenzione in modo ripetuto, tanto è vero che i vigili del fuoco, fino a poco tempo fa, costituivano una parte del pubblico impiego e della sua contrattualizzazione, mentre con il presente provvedimento oggi sono parte del pubblico impiego accanto alla carriera prefettizia.
Ciò ha cambiato sostanzialmente la collocazione di tali lavoratori; il loro ruolo era importante prima, come lo è oggi, e si svolgeva tranquillamente in condizioni di assoluta efficienza, anche nell'ambito delle nuove regole. Voi, in questo modo, l'avete voluto inserire nuovamente nell'ambito del vecchio sistema pubblico e non è un caso che emergano tutte le questioni qui evidenziate da altri colleghi nonché da dirigenti, in quanto state inserendo tali lavoratori all'interno di una mentalità vecchia e burocratica. Al contrario, in precedenza, vi era una situazione che consentiva agilità, modernità, innovazione.
Non solo, ma dopo aver sostanzialmente negato ai vigili del fuoco il rinnovo contrattuale per più di due anni, oggi, improvvisamente, i soldi ricompaiono per cercare di giustificare la controriforma che avete realizzato. Ciò francamente rappresenta un gioco delle tre carte assolutamente inaccettabile: avete fatto una scelta sbagliata, dimostrando la mentalità vecchia e arretrata con cui affrontate i problemi del sistema pubblico, e rischiate seriamente, pezzo dopo pezzo, di riportare indietro una situazione che faticosamente è stata conquistata con importanti contributi innanzitutto delle principali organizzazioni sindacali. Dunque, ritengo che il risultato che oggi proponete ai vigili del fuoco sia francamente meschino.
Naturalmente, meglio questo che non ottenere nemmeno il rinnovo dei contratti, tuttavia il risultato è pagato a prezzo molto caro. Avete fatto il gioco delle tre carte: i soldi non c'erano perché intendevate portare avanti quel disegno, improvvisamente i soldi compaiono perché ritenete di averlo portato a compimento. È un modo sbagliato di affrontare i problemi, è un modo che ci farà pagare un caro prezzo in quanto, in questa maniera, avete burocratizzato un Corpo fondamentale che, tra l'altro, nell'opinione pubblica italiana, ha un grande prestigio.
Tuttavia, a questo punto intendo affrontare un altro aspetto del problema, vale a dire quello delle accise. In sostanza, con un provvedimento che è all'origine del presente testo, si è configurato un incremento del prelievo di carattere generale, oggi su un segmento dei tabacchi lavorati, attribuito al direttore generale dei Monopoli, in modo che il ministro non dovesse direttamente sporcarsi le mani con la propria firma.
Lasciamo stare per un attimo l'opportunità e le caratteristiche di questo provvedimento. In questo caso si evidenzia un problema di inflazione e di aumento dei prezzi. Al riguardo, vi sono i proclami sul fatto che sarà inviata la Guardia di finanza la quale, in sostanza, va dall'esercente, riempie un modulo e poi la cosa muore lì; infatti, la Guardia di finanza non può che attestare, se ci riesce, quanto è accaduto. Tra l'altro, ancora non si è capito perché la Guardia di finanza debba raddoppiare il controllo nei mercati, visto che lo stesso è già attribuito ai vigili urbani, che poi ne trasmettono le risultanze ai comuni, che a loro volta le trasmettono all'ISTAT e a chi di conseguenza svolge la sua brava statistica sull'incremento effettivo dell'inflazione.
La Guardia di finanza è un corpo serio e andrebbe trattato come merita per la sua professionalità: i suoi interventi non possono ridursi al vestire la divisa, ma debbono essere incardinati in una reale lotta contro l'inflazione. La verità è che il Governo non conduce la lotta all'inflazione: basti pensare al complesso delle


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politiche tariffarie nei settori più svariati, compreso l'incremento dei prezzi derivante dall'aumento delle accise, per rendersi conto del fatto che il risultato è costituito da un reale incremento dell'inflazione che deriva in primo luogo dai prezzi amministrati, controllati o addirittura decisi per legge.
Sussiste una netta contraddizione: da un lato, si dichiarano sfracelli nella lotta all'inflazione; dall'altro, si assiste impotenti alla situazione. Infatti, non è sufficiente, affinché la situazione muti, mandare qualcuno con un modulo per registrare ciò che accade: il poveretto, infatti, ha un nocumento per la propria professionalità, ma l'aumento dei prezzi resta invariato. Dunque, non succede assolutamente nulla: il sistema economico è meno competitivo; l'Italia registra un tasso di inflazione superiore di un punto rispetto agli altri paesi europei, e ciò determina un tasso di competitività inferiore in pari misura; i salari, le pensioni e tutti i redditi fissi si adeguano difficilmente all'inflazione.
In tale situazione, per ragioni di bilancio e per trovare i soldi di cui avete disperatamente bisogno, ogni volta aumentate qualcosa. Ciò produce un incremento reale della pressione fiscale, nonché un incremento delle tariffe dei prezzi determinati o comunque influenzati dalle politiche governative. Si tratta di un errore, al quale si aggiunge un'ulteriore questione relativa ai prodotti petroliferi: il prezzo del barile è aumentato, e ciò produce effetti limitati a causa dell'apprezzamento dell'euro. Tuttavia, l'effetto di tale aumento è moltiplicato dalle accise sui prodotti petroliferi. Una corretta politica antinflazionistica esigerebbe almeno il discarico dai prodotti petroliferi di quella sorta di aggio che lo Stato incamera per effetto dell'inflazione. Lasciando tale carico, l'inflazione aumenta, e anche in tal caso si tratta di una scelta derivante dalla disperata ricerca di quattrini, senza tenere conto degli effetti sull'inflazione.
Si tratta di un errore molto grave. Occorre denunciare che le politiche fiscali perseguite, segnatamente in materia di accise a causa degli effetti che vengono immediatamente scaricati sull'inflazione, ma anche per quanto concerne in via generale le tariffe influenzate direttamente o indirettamente dalle politiche del Governo, producono effetti inflazionistici preoccupanti che vengono pagati dal sistema economico, sia dal punto di vista delle imprese sia dal punto di vista dei cittadini.
Aggiungo inoltre che tale politica sulle accise, nella quale si inserisce l'aumento previsto dal decreto-legge in esame, presenta alcuni aspetti incredibili. Si pensi, ad esempio, alla norma che si occupa del tubetto di tabacco macinato in un determinato modo: ritenete davvero che si tratti di norme che debbono essere contenute in una legge dello Stato? Il ministro, pur di non apporre la propria firma all'aumento delle accise sui tabacchi, delega il direttore generale dei Monopoli in modo che il Governo possa alzare le mani e sottrarsi ad ogni responsabilità, e la legge si occupa del tubetto di finto sigaro definendone con precisione le caratteristiche e perfino l'angolatura. Non avete il dubbio che tutto ciò debba essere delegificato?
Comprendo che siate oppressi dal bisogno di «ripubblicizzare»: a quanto sembra, vi state accingendo ad adottare un provvedimento in virtù del quale ciò che non era pubblico, il servizio delle riscossioni, ridiventa pubblico, dopo aver esteso nuovamente la disciplina pubblicistica ai vigili del fuoco.
La Casa delle libertà, l'ondata liberista che doveva travolgere il paese, improvvisamente si occupa di ripubblicizzare tutto e, per di più, di portare (o di lasciare) in legge il dettaglio del tabacco lavorato! Non vi sorge il dubbio che poteva essere fatto con una dichiarazione del direttore dei Monopoli di Stato o da un direttore generale? Fatelo fare a chi vi pare, ma lasciate in pace la legislazione e non appesantite le leggi dello Stato!
Infine, è bene che in quest'aula risuonino i problemi della vendita ETI: guardate che la vendita ETI sta portando concretamente al rischio di chiusure di manifatture! Naturalmente la vendita ETI


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aveva una clausola per tre anni almeno, durante i quali gli impegni occupazionali e produttivi dell'acquirente dovevano essere rispettati in tutti gli stabilimenti...

PRESIDENTE. Onorevole Grandi, la invito a concludere!

ALFIERO GRANDI. Ho quasi finito, Presidente. Era chiaro che il concorrente Philip Morris avrebbe ritirato la sua licenza di produzione - l'acquirente di ETI lo sapeva - e che naturalmente questo avrebbe portato ad una produzione in meno; ma all'atto dell'acquisto ha preso l'impegno! Vorrei capire perché il Governo, dall'inizio di gennaio - da quando cioè è stata resa pubblica la notizia, come sanno anche molti colleghi della Casa delle libertà, che la vecchia produzione Philip Morris non sarebbe stata più possibile -, non ha preteso dall'acquirente BAT il rispetto di impegni precisi, alla luce trasparente del Parlamento, impegni che l'acquirente ha assunto all'atto dell'acquisto. La manifattura di Bologna in questo momento è in gravi difficoltà perché non ha certezze riguardo al futuro!
Torno a chiedere all'Assemblea di invitare il Governo a rispondere alla questione in modo chiaro, pretendendo dall'acquirente il rispetto degli impegni assunti all'atto dell'acquisto e, in particolare, il mantenimento degli impegni occupazionali e produttivi per lo stabilimento di Bologna (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, i colleghi hanno già espresso le ragioni delle nostre critiche a questo decreto-legge. Sono ragioni diverse e riguardano anche la metodologia con cui il Governo ha affrontato problemi così differenti. Mi riferisco al fatto che nel testo di questo decreto-legge compaiono norme che riguardano il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, nello stesso tempo, norme che riguardano l'aumento delle accise sui tabacchi, peraltro in aperto contrasto con le prescrizioni costituzionali sulla eterogeneità di materia che non sarebbe ammessa per i decreti-legge. Vi è inoltre la contraddizione, rilevata anche dal collega Grandi, per la quale sostanzialmente si riconferma un divario fra le parole e i fatti in materia di imposte: si dice che si vogliono ridurre le tasse, ma in realtà si aumentano. A me però interessa riprendere sostanzialmente le questioni che riguardano il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, un corpo importantissimo per il nostro paese, per la sua funzione di protezione civile e di intervento in ordine a problemi molto delicati che riguardano le nostre città e i nostri territori.
Noi tutti abbiamo dato atto, nel corso del dibattito svoltosi in questa Camera alcune settimane fa ed anche nel corso di questa discussione, del valore della funzione insostituibile che svolge il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Ora però si tratta di passare dalle enunciazioni di carattere generale - spesso anche molto retoriche - a traduzioni concrete, mettendo in campo quelle risorse, quegli stanziamenti che consentirebbero al Corpo dei vigili del fuoco di operare con strumenti adeguati in ordine a problemi che quotidianamente si verificano.
Ora, vorrei dire all'onorevole Ascierto che, nel corso di questi ultimi anni, non era mai accaduto che si dovesse attendere più di due anni dalla scadenza di un contratto per vederlo rinnovato. Questa è la novità che testimonia l'attenzione che la maggioranza di centrodestra ha rivolto e rivolge al Corpo nazionale dei vigili del fuoco: due anni di vacanza contrattuale e, alla fine, un nuovo contratto che non recupera nemmeno l'interno divario tra l'inflazione reale e quella programmata. Inoltre, viene proposta una norma che riconosce un'indennità dovuta al Corpo nazionale dei vigili del fuoco - che, chiaramente, non possiamo osteggiare, perché si tratta di un'indennità che riguarda proprio coloro che restano permanentemente in servizio -, per la quale (pur essendo attesa da tanto tempo) si stanziano soltanto


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10 milioni di euro, nonostante ci sia il riferimento al contratto collettivo nazionale.
Si potrebbe dire che, assegnando questi 10 milioni di euro, è stata comunque compiuta una scelta; tuttavia, alla prova dei fatti, si sottraggono a tale somma 138.657 euro per la dirigenza. Credo che ciò non sia mai accaduto nelle nostre discussioni parlamentari, in tutti i dibattiti e in tutti i provvedimenti che abbiamo approvato. Si è dunque deciso di sottrarre questi 138.657 euro dallo stanziamento previsto per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che pertanto non si vede riconosciuta nemmeno quella somma minima che era stata stanziata dal Governo nel testo originario del decreto-legge.
Si dice che ciò è stato deciso dal Senato, ma in realtà lo ha stabilito la maggioranza di centrodestra presso quel ramo del Parlamento, con il parere favorevole del Governo, respingendo tutte le proposte emendative che assegnavano questi 138.657 euro alla dirigenza delle Corpo nazionale dei vigili del fuoco reperendo le corrispondenti, ulteriori risorse finanziarie.
Altrettanto è avvenuto per quanto riguarda la questione delle isole minori. Vorrei ribadire in questa sede che la nostra opposizione non riguardava la necessità di prevedere un intervento specifico a favore delle isole minori. Le proposte emendative presentate al riguardo, infatti, stabilivano la possibilità di costituire distaccamenti aventi una dimensione inferiore rispetto a quelli ordinariamente previsti, in modo tale da rispondere adeguatamente alla specificità delle isole. Era prevista anche la transitorietà nell'accesso alle funzioni per quei vigili del fuoco già in servizio, anche attraverso meccanismi di reclutamento volontario.
Ma non è questo il punto. La questione che poniamo è la seguente: perché sono state avvantaggiate soltanto le isole minori della Sicilia e non, invece, tutte le altre isole minori, comprese quelle che si trovano in Puglia (le isole Tremiti), in Sardegna e nel Tirreno, che presentano gli stessi problemi?
In conclusione, nel prendere atto del fatto che gli stanziamenti previsti sono risorse che i lavoratori hanno conquistato attraverso le lotte contrattuali, riteniamo che questa non possa essere la risposta che il Parlamento, ed in particolare il Governo, dovrebbero dare ad un Corpo così importante, come quello dei vigili del fuoco, per la funzione che svolge nel paese e per la società italiana (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saponara. Ne ha facoltà.

MICHELE SAPONARA. Signor Presidente, preannunzio che il gruppo di Forza Italia voterà a favore del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge al nostro esame. Si tratta, infatti, di un buon provvedimento, come hanno dimostrato il relatore, il Governo e, da ultimo, l'onorevole Ascierto, con la sua competenza e la sua passione per l'argomento. D'altronde, che si tratti di un buon provvedimento è dimostrato anche dall'atteggiamento assunto dall'opposizione, che ha preannunziato la propria astensione dal voto.
Nel corso del dibattito, sono state mosse critiche, certamente legittime perché ciò fa parte del ruolo dell'opposizione, che però non hanno minimamente scalfito i presupposti fondamentali alla base dell'adozione del decreto-legge in esame, vale a dire il riconoscimento dell'importanza dell'azione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e la necessità di incrementare la sua efficienza attraverso un aumento della dotazione organica di 500 unità.
È stata criticata l'assunzione dei vigili del fuoco per le isole minori. Ebbene, si sa che le isole minori hanno una conformazione geologica e geografica che le condanna ad un certo isolamento, di qui l'esigenza di ovviare a questo inconveniente.
Quanto alle accise, si tratta dell'attuazione di una normativa comunitaria.
Per tali motivi noi votiamo a favore di questa legge con grande convinzione.


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GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Presidente, vorrei esprimere la mia solidarietà al sottosegretario, che è stato lasciato solo, senza tutto il Governo intorno, come invece è accaduto ieri per il ministro Gasparri. Da questo punto di vista, credo che meriti un plauso ed un ringraziamento particolare.

PRESIDENTE. La ringrazio a nome del Governo!

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Grazie Presidente, credo che andrebbe chiarito il fatto che un gruppo della maggioranza non è presente in Assemblea, salvo attraverso la presenza del sottosegretario Balocchi. Se la questione è dovuta a motivi organizzativi o a riunioni particolari il problema non si pone. Tuttavia, vorremmo far notare che il decreto-legge oggi verrà approvato con l'astensione dell'opposizione. Vorremmo almeno sapere se vi sono problemi politici di merito rispetto al provvedimento oppure vi sono problemi politici più generali all'interno della maggioranza (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Presidente, mi sembra che l'atto doveroso sia quello di procedere al voto. Alcuni nostri colleghi probabilmente avranno una riunione in corso, diranno poi perché sono stati assenti, ma non è problema che riguarda l'Assemblea. L'Assemblea ora deve soltanto votare (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul provvedimento nel suo complesso.

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