Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 445 del 25/3/2004
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La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10,10.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 4781)

PRESIDENTE. Rivolgo un saluto agli insegnanti e agli alunni dell'istituto tecnico «Marconi» di Domodossola, presenti in aula (Applausi).
Passiamo all'emendamento Leoni 3.1.
Prendo atto che il presentatore non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, con l'emendamento Leoni 3.1, interamente sostitutivo dell'articolo 3, tentiamo di porre rimedio ad una gestione confusa della materia dei presidi sulle isole minori. Credo che su ciò il sottosegretario possa convenire. Siamo di fronte ad un testo davvero incomprensibile. Non si tratta di una norma che investe questioni di carattere generale, né andiamo ad incidere su una discussione - che pur si è svolta - sulla congruità o meno delle risorse e degli organici del Corpo dei vigili del fuoco. Stiamo in realtà affrontando il particolare problema delle isole minori; ma non lo si può fare improvvisando. Questo testo prevede una norma specifica per le isole minori della Sicilia, correggendo il decreto iniziale presentato dal Governo che faceva riferimento non a tutte le isole minori della Sicilia ma a quelle isole, come Pantelleria, che si riteneva avessero problemi specifici in quanto molto distanti dalla terraferma e difficilmente raggiungibili in determinati periodi dell'anno.
La norma che introduce la specificità di reclutamento del personale per queste isole contrasta con l'articolo 51 della Costituzione in tema di parità di accesso alla pubblica amministrazione.
Ammettiamo pure che per un periodo transitorio si debba far fronte (come proponiamo nel nostro emendamento) a questa esigenza specifica. Non possiamo però intervenire in questo modo! Qualcuno può sostenere che esiste una differenza fra le isole Egadi e le isole Tremiti? Perché esiste una norma speciale per isole come Favignana, di fronte Trapani, e non esiste invece per isole come San Pietro, in Sardegna, per le isole Tremiti, in Puglia, e per le isole Capraia e Giglio, in Toscana? Qual è la differenza? Perché improvvisiamo una norma come questa? Al Senato è già avvenuto, ma con il parere favorevole di maggioranza e Governo.


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Credo che anche i colleghi delle altre regioni dovrebbero riflettere. Una cosa è mantenere una norma, su cui, dal punto di vista geografico, dovremmo tutti convenire, che sostiene che Pantelleria forse si trova in una situazione particolare. Ma se si fa riferimento a tutte le isole minori, non si può sostenere che, ad esempio, le isole Tremiti o le isole della Toscana non rientrino fra le isole minori del nostro paese.
Credo che accogliendo il nostro emendamento, che, lo ricordo, è limitato e non stravolge il testo del decreto-legge, perché dettato dal buonsenso pratico e geografico, si realizzerebbe un utile intervento in funzione delle esigenze di queste isole in termini di presidi del Corpo dei vigili del fuoco sul loro territorio.

NUCCIO CARRARA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUCCIO CARRARA, Relatore. Signor Presidente, in ordine all'emendamento Leoni 3.1, vorrei innanzitutto evidenziare che, sotto il profilo della costituzionalità, almeno dal mio punto di vista, esso è del tutto inaccettabile. Bisogna chiarire che non è possibile riservare i posti a coloro che sono in servizio in quella sede, purché assumano la residenza stabile. Infatti, già oggi, nel pubblico impiego chiunque presti servizio in una determinata sede avrebbe l'obbligo di risiedervi.
Inoltre, l'emendamento in esame è incompatibile sotto il profilo finanziario. Infatti, si prevede che i comuni possano mettere a disposizione dei vigili del fuoco immobili a titolo gratuito, ma si prevede anche che essi possano acquistare mezzi con i soldi dello Stato. Non mi sembra che questo sia un federalismo logico. Perché dovrebbero essere i comuni ad acquistare ciò che serve ai vigili del fuoco e non, ad esempio, direttamente lo Stato o il ministro dell'interno ?
Vorrei svolgere un'ultima osservazione con riferimento alle isole minori. Il provvedimento in esame è volto a favorire la creazione di distaccamenti nelle isole minori della Sicilia. È giusto che si sappia: nelle isole minori non si riesce a completare nemmeno un distaccamento dei vigili del fuoco. Per essere più chiari, un distaccamento dovrebbe contare 29 unità. Ebbene, in nessuno dei distaccamenti si riesce ad arrivare a 29 unità, neppure con il concorso dei vigili del fuoco volontari. Ad esempio, nel distaccamento delle isole Eolie, su 29 unità, ve ne sono soltanto 19 e sono tutti vigili volontari.
Ricordo, ancora, che, quando si è tentato di far rientrare nelle loro isole i vigili del fuoco che prestano servizio in altre parti d'Italia, pochissimi hanno accettato di ritornare nel loro vecchio comune di residenza.
Allora, il problema è urgente per le isole minori della Sicilia. Tra l'altro, come ha ricordato il sottosegretario, per parecchi giorni all'anno queste isole rimangono tagliate fuori dal resto d'Italia e non è possibile pensare che i vigili del fuoco presenti possano reggere turni massacranti. Infatti, come abbiamo già osservato, il loro numero è assai limitato.
Infine, per quanto riguarda il parere contrario espresso dalla V Commissione sull'emendamento in esame, ho ricordato che già questo sarebbe un ostacolo insormontabile.
Per quanto riguarda, poi, i profili di legittimità costituzionale, che sono stati rilevati dalla sinistra...

GIANCLAUDIO BRESSA. Dal centrosinistra!

NUCCIO CARRARA. ...ovviamente con forte contraddittorietà (perché, altrimenti, non avrebbero dovuto presentare questo emendamento), vorrei ricordare al collega Bressa che il provvedimento in discussione prevede 500 assunzioni. Altre 500 sono previste nella legge finanziaria e, quindi, si arriva ad un totale di mille assunzioni.
La riserva dei posti riguarderebbe circa 40 persone, ossia meno del 4 per cento del totale: credo sia una riserva abbondantemente compatibile con il dettato costituzionale. Peraltro, sappiamo che sono già state approvate leggi in cui si prevedono riserve di posti ben più sostanziose.


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Infine, vorrei ricordare che i vigili del fuoco volontari hanno già affrontato una prima selezione, posto che non è possibile svolgere tale attività senza superare una selezione ed un corso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, intervengo solo per dire che condivido pienamente le considerazioni del collega Guerzoni. Chiedo, inoltre, di sottoscrivere l'emendamento Leoni 3.1, che ritengo dia anche alle altre isole minori italiane quelle possibilità che è giusto che il paese offra alle popolazioni che vivono in condizioni di particolare difficoltà e che, al tempo stesso, preservano un patrimonio straordinario per il nostro paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carbonella. Ne ha facoltà.

GIOVANNI CARBONELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere con un certo rammarico la posizione della Margherita, DL-L'Ulivo, che si tradurrà in un'astensione sul provvedimento, che complessivamente avevamo invece intenzione di sostenere anche per dare continuità al disegno di legge che recentemente abbiamo esaminato.
Ciò per una serie di ragioni abbastanza ovvie legate sia al fatto che il decreto-legge è stato articolato in maniera alquanto contraddittoria, come rilevato anche da altri colleghi, sia soprattutto perché, pur sottolineando, ahimè, il fatto che l'organico è sottodimensionato di oltre 15 mila unità, si compie la scelta di assumere 500 unità, che rappresentano una goccia nel deserto rispetto alle esigenze che il paese esprime e ai gravosi incarichi che questo benedetto Corpo dei vigili del fuoco assolve quotidianamente a fronte di tante calamità, mettendo anche a rischio la vita dei suoi addetti.
Non comprendo dunque per quale ragione non soltanto non si incrementi il numero di queste unità, ma non si provveda neppure all'inserimento delle centinaia di vigili del fuoco esclusi nel 1998 relativamente al bando di concorso per 184 posti e di quelli relativi al bando di concorso per 173 unità, bando che riguardava i discontinui o coloro che avevano svolto il servizio di leva nel Corpo dei vigili del fuoco.
Si tratta di considerazioni che suscitano una serie di perplessità; si poteva infatti approfittare di questa circostanza sia per superare incongruenze come quelle ricordate in precedenza, sia, se mi è consentito, per evitare, trascorsi ventiquattro mesi per il rinnovo dei contratti del Corpo dei vigili del fuoco, di prevedere incrementi alquanto risibili, se rapportati alla funzione che il Corpo svolge.

PRESIDENTE. Onorevole Carbonella, si avvii a concludere.

GIOVANNI CARBONELLA. Concludo, signor Presidente, dicendo che, per quanto ci riguarda, questo provvedimento avrebbe meritato maggiori attenzione e supporto da parte del Governo. Noi, come opposizione, pur non esprimendo un voto contrario sul provvedimento, ci asterremo per le ragioni che ho richiamato (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riallacciandomi a quanto diceva il relatore, ricordo che noi abbiamo detto qualcosa di diverso da ciò che egli ha ricordato oggi.
Siamo perfettamente d'accordo che, stante la particolarità delle piccole isole, sia del tutto ragionevole prevedere alcune deroghe. In tal senso, abbiamo sostenuto che il criterio che deve presiedere la nostra attività legislativa è quello di non contraddire il dettato costituzionale.
Sappiamo che quando si cerca di introdurre una serie di deroghe, che nel caso


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di specie riguardano due articoli della Costituzione, occorre prevedere alcuni criteri direttivi: in questo caso, si tratta del principio della ragionevolezza e di quello della proporzionalità.
La proporzionalità viene rispettata perché, come ricordava l'onorevole Carrara, si tratta di pochi casi e di deroghe molto limitate; il principio della ragionevolezza invece «salta» nel momento in cui si prevede che il regime derogatorio debba valere soltanto per le isole della Sicilia e non per tutte le isole minori.
Noi siamo intervenuti ed abbiamo chiesto al relatore di valutare la possibilità di estendere il regime di favore previsto da questo provvedimento a tutte le isole minori, perché le isole della Sardegna, della Toscana, del Lazio e della Puglia sono identiche a quelle della Sicilia. Questo noi vi chiediamo e l'obiezione avanzata dalla Commissione bilancio può essere tranquillamente superata da un voto dell'Assemblea.
Non siamo pertanto contrari al principio che voi introducete, ma vi abbiamo semplicemente avvertito che se non si ricomprendono tutte le isole minori, si rischia di produrre un vizio di costituzionalità che vanifica il risultato, invece positivo, che attraverso questo provvedimento si intende raggiungere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Soro. Ne ha facoltà.

ANTONELLO SORO. Signor Presidente, chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame.
Vorrei altresì segnalare che la condizione di insularità costituisce un fattore di obiettivo svantaggio per l'economia e per la qualità di vita dei residenti. Occorrerebbe introdurre nel nostro ordinamento elementi di coerenza. Non possiamo in ogni occasione fare riferimento all'insularità senza un tratto di coerenza come quello evocato poco fa dal collega Bressa.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Leoni 3.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
170
Hanno votato
no 219).

Prendo atto che l'onorevole Zanella non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Passiamo all'emendamento Detomas 3.2. Onorevole Detomas, accede all'invito al ritiro formulato dal relatore?

GIUSEPPE DETOMAS. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, anch'io vorrei parlare del possibile vizio di incostituzionalità di tale disposizione. Ho presentato due emendamenti che cercano di rispondere alle esigenze alla base del provvedimento inserendo, però, criteri maggiormente compatibili con il dettato costituzionale.
La giurisprudenza costituzionale ha sottolineato che vi è la possibilità di derogare ai principi costituzionali con il limite di provvedimenti sorretti da principi di ragionevolezza e di proporzionalità. Tuttavia, in questo caso l'accesso all'impiego pubblico e, quindi, il rispetto dell'articolo 51 della Costituzione viene meno perché il requisito a cui si deroga è legato alla provenienza. Si tratta di una riserva alla quale si accede soltanto per il fatto di appartenere ad una determinata località geografica. Dunque, è altamente discriminatoria


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perché non legata ad alcun criterio oggettivo che garantisca una ricaduta positiva sull'amministrazione.
Credo si possa rispondere con altrettanta efficacia all'esigenza esistente, valutando come titoli di merito i requisiti che in questo caso sono stati inseriti quali titoli per l'accesso. Ritengo pertanto che l'approvazione dell'emendamento in esame e del successivo faccia venire meno le obiezioni di costituzionalità più volte sollevate in quest'aula.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Detomas 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato
174
Hanno votato
no 226).

Prendo atto che l'onorevole Detomas non accede all'invito al ritiro del suo emendamento 3.3.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Detomas 3.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato
165
Hanno votato
no 218).

Passiamo all'emendamento Mascia 3-bis.1. Onorevole Mascia, accede all'invito al ritiro formulato dal relatore?

GRAZIELLA MASCIA. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, l'emendamento in esame tende a sopprimere l'articolo 3-bis riguardante il brevetto per l'esercizio delle attività di volo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tale brevetto si riferisce ad alcuni mezzi acquistati tempo fa. La scelta di investire su tale terreno anziché su un altro è stata molto contestata dalle organizzazioni sindacali.
La contestazione nasceva dal fatto che il parco mezzi dei vigili del fuoco è ormai vetusto e l'acquisto si inseriva in una logica in cui i risparmi si facevano a caro prezzo, con il blocco delle assunzioni e con problemi salariali, dei quali abbiamo discusso anche ieri. A tal proposito, si ricordava in particolare come l'acquisto di nuovi mezzi e la manutenzione di quelli in uso fossero effettuati nel quadro di una politica gestionale estemporanea da parte dell'amministrazione centrale; si evidenzia, a titolo di esempio, la riduzione subita negli ultimi quattro anni dal capitolato 1984 relativo al comando di Milano e ad altri comandi.
In base a queste tabelle, dal 1999 al 2002, si è passati, per quanto riguarda gli investimenti, da 2 miliardi 870 milioni a 2 miliardi 338 milioni, con una riduzione degli accreditamenti (in quattro anni) del 17 per cento, pari a 532 milioni. Anche nel 2003 ci sono stati ulteriori tagli. Tutto ciò avveniva (ed avviene) in un contesto in cui il parco mezzi lascia molto a desiderare.
I lavoratori del settore pongono problemi anche di sicurezza e di affidabilità e fanno riferimento proprio a scelte specifiche, in questa materia, da parte dell'amministrazione. Essi rilevano che sono stati riscontrati gravi inconvenienti, come la rottura di telai, dei supporti cassoni e così via, laddove ciò, oltre a non garantire un servizio efficiente da parte dei vigili del fuoco, determina appunto problemi di sicurezza nell'utilizzo di una serie di mezzi


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da parte degli stessi lavoratori. Si fa riferimento anche alle sette autoscale che hanno superato i 30 anni di vita e che sono ancora utilizzate al di fuori del rispetto di qualsiasi normativa europea.
È un quadro di denuncia di una politica che viene definita estemporanea e che dimostra come si tenda a risparmiare anche su questioni essenziali, come quelle che riguardano l'acquisto di nuovi mezzi o la manutenzione di quelli esistenti. A fronte di tutto ciò, tempo fa si sono acquistati due aerei Piaggio P 180 da 8 posti, destinati ai trasferimenti veloci dei dirigenti generali sul territorio. Naturalmente questa denuncia assume una particolare rilevanza all'interno di un quadro come quello appena descritto, perché la scelta di utilizzare quelle poche risorse disponibili (che avrebbero dovuto essere destinate alle attività di soccorso e di protezione civile) per l'acquisto di velivoli da turismo, invece che per il rinnovo del parco automezzi (che comprende autoscale e autopompe vecchie di oltre trent'anni), lascia perplessi i lavoratori che conoscono la situazione e lascia molto perplessi anche noi, visto che si risparmia su ogni voce e su ogni capitolo di spesa.
È per questa ragione che, non avendo potuto contestare l'acquisto di quegli aerei Piaggio, chiediamo ora la soppressione della norma che prevede ulteriori risorse da destinare all'acquisizione del brevetto per l'utilizzo di quegli aerei Piaggio da turismo acquistati per i dirigenti. Pensiamo, infatti, che tali risorse debbano essere utilizzate più proficuamente per il rinnovo del parco automezzi dei vigili del fuoco.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 3-bis.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 397
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
177
Hanno votato
no 220).

Passiamo all'emendamento Detomas 3-ter.1.
Prendo atto che l'onorevole Detomas non accede all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo e che ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE DETOMAS. Molto brevemente, signor Presidente, vorrei dire che questo mio emendamento recepisce sostanzialmente il parere espresso dal Comitato per la legislazione. Si tratta di un emendamento che non modifica nella sostanza il provvedimento, bensì fa chiarezza nel disposto legislativo. Rappresenta, quindi, un contributo al miglioramento della tecnica legislativa, dal momento che questa Assemblea dovrebbe anche farsi carico di una normazione più corretta e più chiara dal punto di vista tecnico.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Detomas 3-ter.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato
181
Hanno votato
no 225).

PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti Mascia 3-quater.1 e Bulgarelli 3-quater.2.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, ieri, nel corso della seduta, è stato evidenziato, relativamente al provvedimento in esame, lo stanziamento di un certo ammontare di risorse da destinare al rinnovo del contratto dei vigili del fuoco attraverso l'indennità di turno: si tratta di dieci milioni di euro, che in realtà si riducono a 3 euro.
Viene denunciata la questione salariale, che è di grande rilievo, da parte non solo della categoria dei vigili del fuoco, per la professionalità ed il carattere delle attività che svolgono, ma anche di altre categorie di lavoratori dipendenti, decidendo tuttavia di sottrarre dai dieci milioni di euro previsti la somma di 138 mila euro per destinarla ai dirigenti.
Il provvedimento riconosce la succitata indennità, che ha permesso di chiudere una vertenza che durava da 25 mesi, anche se il suo ammontare, secondo tutte le opposizioni e le organizzazioni sindacali, è assolutamente insufficiente. La sottrazione, tuttavia, di 138 mila euro rappresenta una misura particolarmente rilevante e contrastante rispetto ad altre.
Vorrei svolgere una considerazione anche in ordine ad un'altra questione: al Senato è stato inserito l'articolo 3-quater, con il quale si stanziano risorse a favore del rinnovo del contratto della carriera prefettizia. Colpisce il fatto che vi sia una sproporzione incredibile tra l'aumento di risorse a favore del personale prefettizio e quello destinato invece al rinnovo del contratto del personale dei vigili del fuoco. Sono stati stanziati 10 milioni di euro per 30 mila lavoratori, a cui sono stati sottratti 138 mila euro da destinare ai dirigenti ed 8 mila euro per 2.500 prefetti circa.
Vi dovrebbe essere sempre una certa proporzione nella scala di valori applicabile a qualsiasi categoria di lavoratori ed a qualsiasi azienda (dovrebbe essere da uno a dieci, dal livello più alto di salari e stipendi a quello più basso). Detto ciò, non siamo contrari ai rinnovi dei contratti di lavoro dei dirigenti e dei prefetti, ma credo che in questo caso le cifre parlino da sole: non solo non ci troviamo all'interno della forbice di giustizia sociale, ma siamo di fronte ad una sproporzione evidente, in un quadro di risparmio complessivo. Sono previsti 8 milioni per 2.500 persone e 10 milioni per 30 mila: le cifre, ripeto, parlano da sole.
Chiediamo, pertanto, la soppressione dell'articolo 3-quater, introdotto nel corso dell'esame del provvedimento al Senato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mascia 3-quater.1 e Bulgarelli 3-quater.2, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 345
Astenuti 56
Maggioranza 173
Hanno votato
123
Hanno votato
no 222).

Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.

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