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B)
a nascere progetti di cooperazione in tutti i campi socio-sanitari della vita del bambino bielorusso;
l'esperienza di accoglienza dei bambini bielorussi in Italia non ha più soltanto le caratteristiche di vacanze di risanamento, ma, sempre più, quelle di sviluppo educativo/culturale legato ad un processo cooperativistico: infatti, attorno all'esperienza di accoglimento, sono nati e continuano
l'ambasciata d'Italia in Belarus, su disposizione del ministero degli affari esteri, ha richiesto per il visto di ingresso in Italia per i minori inseriti nei progetti di risanamento post-Chernobyl il certificato di assenso parentale ed il certificato di nascita debitamente postillati;
la richiesta di tali documenti suppletivi nella documentazione da presentare per l'autorizzazione all'ottenimento del visto pone a rischio l'intera iniziativa di accoglimento per problemi di ordine economico e di tempistica, vista la programmazione già avviata dalle organizzazioni italiane. Infatti, qualora si procedesse in tale direzione i costi derivanti dalle apostille saranno totalmente a carico delle famiglie italiane, in quanto né la famiglia bielorussa né tanto meno i direttori di istituto, da dove provengono il 50 per cento dei bambini, sono in grado di supportare tale onere, visto che le spese sono stimate in 55.000 rubli, pari a 19 euro per bambino;
tale provvedimento sembra agli interpellanti un tentativo per dissuadere da tale esperienza, mentre con procedure e tempi di approfondimento diversi si constaterebbe la necessità di applicare la Convenzione dell'Aja in tutte le sue parti, per garantire al bambino accolto tutti i suoi diritti;
la Convenzione dell'Aja prevede che la documentazione riguardante i minori debba essere apostillata solo e soltanto per quelle documentazioni inerenti le adozioni internazionali e non per quelle inerenti periodi di soggiorno in affido temporaneo -:
se siano previste iniziative per il superamento delle attuali difficoltà e se, in attesa di una nuova normativa più aderente alla Convenzione dell'Aja e alla normativa sulla cooperazione internazionale, non si possa ovviare alle difficoltà contingenti, avviando iniziative bilaterali per potere utilizzare il passaporto come documento valido per l'espatrio, necessitando tale documento, per il suo ottenimento, della presentazione dell'atto di nascita e del certificato parentale valido per l'espatrio.
(2-01118)
«Chianale, Violante, Acquarone, Albertini, Bindi, Bulgarelli, Cabras, Caldarola, Ceremigna, Chiaromonte, Collè, Craxi, Alberta De Simone, Detomas, Di Serio D'Antona, Intini, Filippo Mancuso, Manzini, Melandri, Milioto, Montecchi, Nigra, Oliverio, Piglionica, Pistone, Nicola Rossi, Rossiello, Stradiotto, Villetti, Visco, Abbondanzieri, Adduce, Albonetti, Angioni, Battaglia, Bogi, Bova, Buffo, Buglio, Maura Cossutta, De Luca, Filippeschi, Fluvi, Folena, Franci, Gasperoni, Giacco, Grignaffini, Labate, Lucà, Lulli, Magnolfi, Raffaella Mariani, Mussi, Nannicini, Panattoni, Pinotti, Pisa, Preda, Rava, Ruzzante, Sereni, Susini, Turco, Michele Ventura, Vertone, Vigni, Zunino».
(16 marzo 2004)