![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di
GIUSEPPE GIANNI. Signor ministro, da molto tempo l'industria siciliana attraversa una forte crisi, che colpisce gravemente tutte le province. Tale situazione ha raggiunto livelli drammatici, soprattutto in settori quali quelli metalmeccanico e chimico. Processi che stanno diventando sempre più gravi e pesanti in quanto il polo chimico, specialmente quello della provincia di Siracusa, è un polo chimico integrato: contiene il settore della raffinazione, dell'energia, della chimica. Abbiamo, in un lembo di territorio, tre diverse raffinerie. La chimica è rappresentata dalla Syndial, dalla Polimeri Europa, dalla Sasol e dalla Dow; il settore energetico è presente con l'ENI ed altri gruppi. Adesso, l'ENI, una società di Stato almeno per il 30 per cento, ci sta, per così dire, regalando una sorpresa: vuole chiudere l'impianto di clorosoda; impianto che
è alimentato da energia elettrica, salgemma e quant'altro, e che costituisce l'anello di congiunzione per la produzione di cloro liquido, cloro gassico, cloro sodico e quant'altro possa servire alla zona industriale.
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole, venga alla domanda.
GIUSEPPE GIANNI. La domanda, signor ministro, è se non ritenga debba essere concluso rapidamente un contratto di programma che contenga i seguenti punti: il risanamento ambientale; la modifica e la bonifica dei siti dismessi; il rilancio della chimica attraverso una riconversione dell'impianto di clorosoda. Le chiedo se non ritenga che su tutto ciò - nell'ambito di un accordo di programma - debba convenirsi all'interno del Consiglio dei ministri, nel cui ambito lei, gentilmente, si farà carico di rappresentare la situazione.
PRESIDENTE. Il ministro delle attività produttive, onorevole professor Marzano, ha facoltà di
ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Signor Presidente, le preoccupazioni manifestate dall'onorevole Gianni sono anche quelle che impegnano da tempo il Ministero delle attività produttive, che sta operando per trovare soluzioni per il rilancio dell'industria in Sicilia, soprattutto in due settori importanti: il metalmeccanico ed il chimico.
interrogante, si sta lavorando al fine di pervenire alla realizzazione del documento conclusivo.
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di
GIUSEPPE GIANNI. Signor ministro, anzitutto, esprimo il mio apprezzamento per la sua risposta, perché la chimica è un settore strategico per il nostro paese.
Per quanto riguarda il primo dei comparti testé citati, voglio ricordare il caso FIAT; infatti, immagino ricordiate che, quando si manifestò la crisi FIAT, era stata prospettata l'eventualità che lo stabilimento di Termini Imerese fosse chiuso. Non solo ciò non è avvenuto ma - lo dico con orgoglio - la FIAT auto ha manifestato l'intenzione di ristrutturare lo stabilimento di Termini Imerese dedicandolo alla produzione esclusiva della Lancia Y.
Il Ministero delle attività produttive ha dato la sua disponibilità all'approfondimento del piano industriale, con la duplice condizione che esso coinvolga il più possibile l'indotto locale delle piccole e medie imprese e che si studi la possibilità di valorizzare la via di trasporto marittima per la distribuzione nei mercati di sbocco della nuova vettura. Allo stato, si è in attesa di ricevere le proposte operative da parte della FIAT.
È da ricordare anche la conclusione del decollo del polo ferroviario siciliano, che prevede la ripresa delle attività presso lo stabilimento K2 della Keller di Palermo e degli stabilimenti Keller di Imesi di Carini con la costruzione di dieci treni minuetto che proseguirà per oltre tre anni.
Quanto al settore chimico, che riveste un ruolo di primo piano per l'economia regionale, la strategia del Ministero prevede una nuova configurazione dei poli chimici, caratterizzata dalla presenza, in queste aree, di chimica fine e di piccole e medie imprese trasformatrici.
Quest'obiettivo può essere perseguito soltanto a condizione che, almeno nel medio periodo, vengano salvaguardate e consolidate le produzioni attualmente presenti. A tal fine, il Governo, d'intesa con gli enti locali, è già impegnato in un programma finalizzato alla riqualificazione di quei siti ed all'accrescimento della competitività delle aree in questione, allo scopo di renderle più interessanti per investimenti potenziali.
In Sicilia esiste la volontà di realizzare uno specifico accordo di programma per il settore chimico che, individuando gli interventi da realizzare, i tempi da rispettare, le risorse da utilizzare e, soprattutto, i compiti di ciascun soggetto, tracci, in sostanza, il percorso da seguire per promuovere un processo di reindustrializzazione e di sviluppo ecocompatibile.
Nel corso di un incontro, tenutosi a Roma, presso il comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione della Presidenza del Consiglio, a cui hanno partecipato, tra gli altri, l'osservatorio chimico del mio ministero, la regione Sicilia e gli enti locali, è stata illustrata una bozza di accordo di programma preparatoria alla stesura del documento. Dunque, onorevole
Tutto questo insieme di attività sembra dimostrare a sufficienza l'impegno del Governo di fronte ad un problema sicuramente molto serio.
Tuttavia, atteso che l'ENI mi sembra assente dai tavoli di trattativa e considerato quanto è stato fatto negli ultimi trent'anni nel territorio meridionale, in Sicilia in particolare, le chiedo se non ritenga di dare una risposta reale e concreta, ancora più forte di quella che ha già dato, invitando al tavolo della trattativa l'ENI e la Dow Chemical Company.
Poiché anche quest'ultima vuole andare via (così come vogliono fare altre imprese), determinando una perdita secca di almeno duemila posti soltanto in provincia di Siracusa, le chiedo se non ritenga di promuovere - e di ciò anticipatamente la ringrazio - un tavolo di trattativa al quale siano rappresentati tutti, allo scopo di dare alla nostra popolazione le risposte che attende.


