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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 gennaio 2004, n. 24, recante disposizioni urgenti concernenti il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché in materia di accise sui tabacchi lavorati.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ne ha chiesto l'ampliamento, senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto, altresì, che la I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Carrara, ha facoltà di svolgere la relazione.
NUCCIO CARRARA, Relatore. Signor Presidente, esaminando il provvedimento al nostro esame, mi sforzerò di fornire elementi utili ai colleghi per un proficuo dibattito. L'articolo 1 introduce una specifica indennità da definire nell'ambito della contrattazione collettiva, destinata ad alcune categorie del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. In particolare, l'indennità è rivolta al personale del settore operativo del Corpo, addetto alle attività di soccorso ed inserito nei turni continuativi di servizio; essa è altresì diretta al personale dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, laddove il personale specialista di tale Corpo già gode di un'indennità (con particolare riferimento al personale aeronavigante e ai sommozzatori). Per le finalità dell'articolo 1 è prevista la spesa di 10 milioni di euro annui, a decorrere dall'anno 2004.
L'articolo 2 incrementa di 500 unità la dotazione organica complessiva del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La distribuzione per qualifiche dirigenziali e per profili professionali delle 500 unità è demandata ad un decreto del ministro dell'interno. Ovviamente la disposizione normativa è in deroga a quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2004. Si tratta comunque di una deroga consentita dalla stessa finanziaria e tra l'altro viene stabilita una riserva di posti, già prevista nell'articolo 18 del decreto legislativo n. 215 del 2001, per volontari di truppa in ferma prefissata e breve.
Il personale verrà reclutato nella misura del 50 per cento con l'assunzione dei soggetti idonei della graduatoria del concorso pubblico a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale del 6 marzo 1988, mentre per il restante 50 per cento e per i posti eventualmente non coperti, si provvede attingendo alla prima graduatoria, con l'assunzione dei soggetti idonei della graduatoria del concorso per titoli a 173 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale del 5 novembre 2001. Infine, si prevede che entrambe le graduatorie rimangano valide fino al 31 dicembre 2006.
L'articolo 3 è finalizzato a fronteggiare le particolari difficoltà connesse alla situazione geografica di isolamento: reca, infatti, disposizioni per il servizio antincendio e di soccorso tecnico urgente nelle isole minori della Sicilia. Come è noto, le isole minori della Sicilia rimangono completamente isolate per parecchi giorni dell'anno ed è per tale motivo che i vigili del fuoco svolgono un ruolo importantissimo. Il personale però è esiguo e, pertanto, è necessario reclutare nuovi soggetti in via del tutto urgente.
Il comma 2 dell'articolo 3 dispone che, in fase di prima applicazione, il Ministero dell'interno proceda al reclutamento del personale da destinare a tali sedi mediante concorso per colloquio e prova tecnico-attitudinale riservati ai vigili iscritti negli elenchi del personale volontario in servizio presso le medesime sedi. Con ciò si cerca di fronteggiare le situazioni di emergenza, creando condizioni di effettiva continuità del servizio. Il personale assunto non potrà essere trasferito dalla sede di prima assegnazione prima che abbia prestato servizio effettivo per almeno cinque anni, ai sensi del comma 3 del suddetto articolo, per non avere condizioni di difficoltà.
L'articolo 3-bis, aggiunto nel corso dell'esame del provvedimento al Senato, apporta una novella all'articolo 13 della legge 5 dicembre 1988, n. 521, che disciplina il rilascio, da parte del Ministero dell'interno, dei titoli per l'esercizio delle attività di volo del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Ai precedenti titoli (brevetto di pilota di elicottero e di specialista di elicottero) vengono aggiunti quelli di pilota di aereo e di specialista di aereo.
L'articolo 3-ter introdotto anch'esso in sede di esame del decreto al Senato, prevede misure in materia di assunzioni di personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il comma 1 applica alle assunzioni nel profilo di vigile del fuoco, autorizzato ai sensi della legge finanziaria n. 350 del 2003, quanto previsto relativamente all'articolo 2, in ordine alle modalità di copertura dei posti, prevedendo che questa abbia luogo nella misura del 50 per cento con l'assunzione dei soggetti idonei della graduatoria del concorso pubblico a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale del 6 marzo 1998, e per il restante 50 per cento e per i posti eventualmente non coperti, attingendo alla prima graduatoria, con l'assunzione dei soggetti idonei della graduatoria del concorso per titoli a 173 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale del 5 novembre 2001. Valgono le stesse osservazioni svolte con riferimento all'articolo 2: anche in tal caso si è in presenza di una deroga, prevista tra l'altro dalla legge finanziaria.
Il comma 2 differisce al 31 dicembre 2005 la validità delle graduatorie del concorso pubblico a 64 posti di operatore sala macchine, indetto con decreto del ministro dell'interno del 7 febbraio 2002, e del concorso pubblico a 101 posti di addetto ai terminali evoluti, indetto con decreto del ministro dell'interno del 7 febbraio 2000.
L'articolo 3-quater reca disposizioni concernenti il personale della carriera prefettizia, ed è stato anch'esso introdotto in sede di esame del decreto al Senato. Il comma 1 reca uno stanziamento pari a tre milioni di euro per l'anno 2004 e di cinque milioni di euro per l'anno 2005 per finanziare il rinnovo del contratto collettivo nazionale della carriera prefettizia.
L'articolo 4 reca disposizioni in materia di accisa sui tabacchi lavorati. Il comma 1 modifica le modalità di determinazione dell'imposta di consumo applicabile alle sigarette vendute ad un prezzo inferiore a quello delle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più richiesta.
Con la modifica introdotta all'articolo in esame, l'ammontare dell'imposta di consumo dovuta per le sigarette vendute ad un prezzo inferiore a quello delle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più richiesta è direttamente rapportato all'importo di base. Più precisamente, per il periodo decorrente dal 1o marzo al 31 dicembre 2004, l'imposta di consumo dovuta per le sigarette vendute ad un prezzo inferiore a quello delle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più richiesta corrisponde all'importo di base, mentre a
decorrere dal 1o gennaio 2005 tale imposta corrisponderà al 98 per cento dell'importo di base. Tali norme sono state introdotte per dare immediata attuazione alla direttiva comunitaria del 12 febbraio 2002/10/CE.
Il comma 2-bis dell'articolo 4, introdotto durante l'esame al Senato, stabilisce che il suddetto importo di base non può essere inferiore a 60 euro per mille sigarette; a decorrere dal 1o luglio 2006, tale importo minimo è elevato a 64 euro per mille sigarette. Anche il comma 2-bis dà attuazione alla citata direttiva, sebbene quest'ultima non sia espressamente richiamata.
Il comma 2 dell'articolo 4 modifica la durata del procedimento previsto dall'articolo 2 della legge 13 luglio 1965, n. 825, recante norme in tema di regime di imposizione fiscale sui prodotti oggetto di monopolio di Stato. Con la modifica introdotta, la durata del procedimento passa da 90 a 120 giorni.
L'articolo 5 reca la prevista copertura finanziaria e l'articolo 6 stabilisce che la legge entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MAURIZIO BALOCCHI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Presidente, mi associo alle considerazioni svolte dal relatore.
PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Scherini iscritto a parlare: si intende vi abbia rinunciato.
È iscritto a parlare l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.
CARLO LEONI. Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento, intendo svolgere un'osservazione di carattere preliminare.
La legge n. 400 del 1988 impone l'omogeneità del contenuto dei decreti-legge. Invece, in questo caso, in un unico decreto-legge sono trattati due argomenti molto diversi: il primo si riferisce a disposizioni urgenti concernenti il personale del Corpo nazionale dei vigili fuoco e il secondo si riferisce a disposizioni in materia di accise sui tabacchi lavorati che, tradotto, vuol dire tasse sulle sigarette. Tra questi due argomenti non esiste un nesso, a meno che non si svolga qualche esercizio di fantasia.
Si può sostenere che non è la prima volta che vengono presentati decreti-legge dal contenuto disomogeneo, ma si tratta di un errore secondo la legge italiana e perseverare nell'errore diventa chiaramente diabolico.
Con riferimento al secondo argomento, ritengo sia grave disporre un aumento di tasse attraverso un decreto-legge; tra l'altro, si tratta dell'ennesimo aumento di tasse operato dal Governo Berlusconi, vale a dire quel Governo che si era presentato agli elettori promettendo una riduzione della pressione fiscale che, in realtà, non si è realizzata. Una settimana fa Berlusconi ha nuovamente promesso di abbassare le tasse - ne parla sempre al futuro, mentre oggi avrebbe potuto parlarne al passato, visto che sono già due anni e mezzo che governa -, riferendosi evidentemente a quelle che nel frattempo ha deciso di aumentare, come la tassa sulle sigarette di cui stiamo discutendo.
In ordine alla problematica relativa al personale dei vigili del fuoco, vi era una certa attesa rispetto a questo provvedimento in quanto qui alla Camera abbiamo sentito pronunciare parole molto impegnative da parte del Governo e di esponenti della maggioranza che, addirittura, hanno raggiunto la retorica quando abbiamo discusso della trasformazione della natura del contratto dei vigili del fuoco da privatistica a pubblicistica.
Molta retorica è stata fatta su qualcosa che tutta l'Italia condivide, cioè sul ruolo straordinario, rischioso e generoso che i vigili del fuoco ricoprono per la sicurezza collettiva.
Dopo tanta retorica e dopo averci proposto un certo ragionamento, ossia quello di passare da una natura privatistica ad una pubblicistica, attendevamo i fatti. In questo decreto ci sono alcuni fatti. Finalmente i tanto attesi contenuti concreti
sono arrivati. In questo decreto c'è una nuova indennità da definire in sede contrattuale, il che è corretto, per il personale operativo. Verrebbe da dire: bene! C'è un altro contenuto riguardante nuove assunzioni di vigili del fuoco: bene anche in questo caso. Sono interventi che l'opposizione, ma soprattutto tutte le organizzazioni sindacali, hanno chiesto nel passato, anche durante le leggi finanziarie, e che rientrano in quel tanto atteso capitolo delle misure concrete, dopo tante frasi roboanti e abbastanza inconcludenti. Il ruolo straordinario di un Corpo, quello dei vigili del fuoco, è stato lasciato per almeno due anni senza rinnovo contrattuale da parte del Governo.
Quindi, verrebbe da dire: bene! Invece, le cose non vanno affatto bene.
In primo luogo, i dieci milioni di euro stanziati per il contratto collettivo nazionale di lavoro ai fini dell'indennità speciale, sono pochi. Lo abbiamo detto in Commissione, è stato detto al Senato e lo sa bene anche il sottosegretario Balocchi.
In secondo luogo, al Senato è passato un emendamento con il quale si sottraggono 138 mila euro annui al contratto dei vigili del fuoco per destinarli al personale dirigente. Ora, io non ho nulla contro il personale dirigente. Ci mancherebbe altro! Anche loro svolgono, in un Corpo delicato ed impegnato in prima linea, una funzione importante, ma sarebbe stato molto meglio ricorrere a risorse aggiuntive piuttosto che fare un lavoro di sottrazione, che finisce per mettere gli uni contro gli altri.
In terzo luogo, si parla di nuove assunzioni: bene, ma non ci siamo, poiché si tratta di sole 500 unità. La carenza stimata anche dal Governo - se non sbaglio - oscilla attorno alle quindicimila unità, cioè il Corpo nazionale dei vigili del fuoco oggi avrebbe bisogno, per funzionare bene, di altre quindicimila unità circa. Poiché se ne assumono, invece, solo 500 - se non sbaglio - da destinare anche a compiti amministrativi e dirigenziali, ciò vuol dire che non si migliora l'operatività del Corpo dei vigili del fuoco e non si allevia il disagio di chi rischia la vita in prima fila.
Peraltro, questa decisione viene assunta in prossimità dell'estate e tutti sappiamo quale sforzo suppletivo è richiesto ogni estate al Corpo dei vigili del fuoco per l'emergenza incendi.
Infine, si prevede una riserva speciale per i volontari che riguarda le isole Eolie, Lampedusa e Pantelleria, perché sono gravate - ed è vero - dalla difficoltà cronica dei collegamenti che possono isolarle nelle comunicazioni, com'è accaduto nei mesi scorsi. La domanda è la seguente: perché solo loro? Possibile che tra le migliaia di isole italiane, soltanto queste abbiano difficoltà in tal senso?
Su questo aspetto c'è una contraddittorietà di fondo, perché l'articolo 51 della Costituzione impone condizioni di parità per l'accesso alla pubblica amministrazione. La riserva così ampia nell'accesso a questi ruoli è quindi in evidente contrasto con la Costituzione.
Ho concluso il mio intervento, ma vorrei aggiungere, a nome del mio gruppo, che non ci siamo neanche questa volta. Il Governo neanche questa volta è riuscito ad essere convincente in merito al ruolo del Corpo dei vigili del fuoco. La montagna di retorica ha partorito dei topolini legislativi. Ripetiamo ciò che abbiamo già detto in occasione della discussione del precedente provvedimento: ci vuole più rispetto, vale a dire meno frasi roboanti e più atti e benefici concreti in favore di chi rischia la vita, per due soldi di stipendio, al fine di garantire l'incolumità e la sicurezza di tutti i cittadini italiani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, l'introduzione di una specifica indennità destinata ad alcune categorie del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco costituisce un doveroso riconoscimento, atteso da tali lavoratori. Si tratta di un primo passo che ha consentito di sbloccare una vertenza contrattuale aperta venticinque mesi fa. Guardiamo con favore a tale passo, che tuttavia risulta inadeguato a fronte dell'attività di soccorso e protezione
civile svolta con coraggio e dedizione da parte dei dipendenti del valoroso Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Vanno ricordate le condizioni difficili e disagiate in cui essi si trovano ad operare, rischiando la propria vita. Si tratta di un Corpo benemerito, amato dagli italiani, per il servizio che esso svolge con dedizione.
La carenza degli organici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco rappresenta tuttavia un grave problema per il nostro paese, soprattutto in considerazione della funzione civile che tale Corpo svolge. Il personale dei vigili del fuoco, da un anno e mezzo a questa parte, ha registrato tre incrementi: il primo, di 230 unità; il secondo, di 500 unità, con la legge finanziaria 2004; il terzo, infine, di ulteriori 500 unità, con il provvedimento in esame. L'incremento complessivo è dunque pari a 1.230 unità. Sono stati altresì sostituiti, con atto dell'agosto 2003, 558 uomini per il turn over. È troppo poco rispetto alle necessità.
È innegabile che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco sia oggi parte integrante e sostanziale del sistema di sicurezza, con particolare riferimento al conseguimento degli obiettivi di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente. I vari disastri che il nostro paese subisce - si pensi alle alluvioni, al dissesto idrogeologico mai affrontato in maniera organica, agli incendi - vedono sempre in prima linea i vigili del fuoco. L'organico risulta quindi largamente sottodimensionato: sono infatti necessarie ulteriori 15 mila unità, compresi gli elicotteristi e il personale destinato a prestare servizio nei porti e degli aeroporti. Sull'intero territorio nazionale, a fronte di 57 milioni di abitanti, sono presenti soltanto 27 mila vigili del fuoco, mentre si ipotizza la necessità di un organico pari a 46 mila unità.
Appare dunque evidente come l'aumento della dotazione organica previsto dal decreto-legge in esame sia insufficiente, pur rappresentando un timido segnale positivo.
Sarebbe stato a nostro avviso necessario intervenire per rafforzare maggiormente la struttura. In particolare, va sottolineata l'esigenza di ragionare sul sistema complessivo della protezione civile, sul suo funzionamento e sui numerosi provvedimenti che debbono essere adottati al riguardo. Va infatti ricordato che il territorio del nostro paese, per la sua struttura fisica - si pensi alla dorsale appenninica e all'arco alpino -, è purtroppo soggetto a fenomeni sismici, nonché, a causa del degrado ambientale, a fenomeni di dissesto idrogeologico assai diffusi, soprattutto, ma non solo, nel Mezzogiorno (basti ricordare il caso di Sarno e le numerose alluvioni in Valtellina, che hanno portato distruzione e morte).
Per tali ragioni, non siamo pienamente soddisfatti delle misure adottate dal Governo e in particolare di quelle previste dal provvedimento in esame.
Mi sia consentito, infine, di formulare alcune considerazioni sulle norme relative alle accise sui tabacchi lavorati.
Il collega Leoni ha evidenziato come questo decreto-legge sia caratterizzato ancora una volta - come i tanti altri decreti-legge adottati dal Governo - dalla non omogeneità della materia. Ormai, ripeto, si tratta di una prassi negativa ma consolidata di questo Governo, cui la Camera fa bene a non abituarsi e a ribellarsi, chiedendo all'esecutivo di rispettare il dettato costituzionale e le indicazioni che molto spesso sono venute da parte non soltanto del Capo dello Stato, ma della stessa Presidenza della Camera.
L'inserimento delle norme relative alle accise sui tabacchi lavorati nell'ambito del decreto-legge in esame, non ci convince pienamente. Oltretutto, tali norme ci appaiono in palese contrasto con le prescrizioni della legge n. 400 del 1988, che prevedono, ripeto, l'omogeneità del contenuto dei decreti-legge. Come ha correttamente segnalato il Comitato per la legislazione e come ha ricordato correttamente poc'anzi il collega che mi ha preceduto, la parziale eterogeneità del contenuto originario di questo provvedimento non è condivisibile. È evidente come l'aumento delle accise porti ad un aumento del prezzo dei tabacchi: le accise altro non sono che imposte; il termine non
è facilmente comprensibile dalla gente comune, ma si tratta di tasse. Chiaramente, noi ci auguriamo che l'uso del tabacco sia sempre più ridotto, ma ricorrere puntualmente all'aumento delle imposte su questi prodotti non mi sembra una strada percorribile.
In materia di imposizione l'attuale Governo predica bene ed opera male; checché ne dica il nostro Presidente del Consiglio, le tasse nel nostro paese non sono diminuite. A meno che non riteniamo accettabile il cosiddetto gioco delle tre carte: quando per alcuni - una fascia limitata - si è ridotta la fiscalità statale, si sono costretti gli enti locali ad aumentare la loro, dovendo essi far fronte alle esigenze dei vari servizi che le amministrazioni locali sono tenute a fornire. L'articolo 4, intervenendo nel sistema di tassazione delle sigarette e prevedendo in sostanza un aumento delle imposte, contrasta fortemente con gli impegni assunti dal Governo nel senso di una riduzione della pressione fiscale.
In conclusione, riteniamo che questo provvedimento sia insufficiente. Su alcune norme, il nostro giudizio è fortemente critico e ci auguriamo che vi sia ancora il tempo e il modo per superare talune incongruenze attraverso l'approvazione degli emendamenti da noi presentati. In ogni caso, riteniamo parzialmente positiva la parte che riguarda il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per i meriti che questo Corpo ha nei confronti dell'intero paese.
Vi sono poi le incongruenze che venivano sottolineate poc'anzi, come quella di consentire, per le isole Eolie, Pantelleria e Lampedusa, l'assunzione di personale particolare, senza tenere conto del fatto che tale necessità esiste anche per le altre isole. Con questo non intendo negare l'esigenza di garantire alle isole sopra richiamate un servizio efficiente, perché, sapendo quello che ogni anno purtroppo avviene in tali isole, riconosciamo che ne abbiamo diritto; chiediamo semplicemente che il diritto ad avere un servizio di protezione civile venga esteso anche alle altre isole del nostro paese.
In conclusione, ci riserviamo di esprimere, anche sulla base di una valutazione degli emendamenti presentati, il nostro giudizio complessivo sul provvedimento, giudizio che, ripeto, limitatamente alle norme relative al Corpo dei vigili del fuoco, è sicuramente positivo.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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