liquidazione, lasciandola in balia delle società pronte ad incorporarla, con le prevedibili prossime conseguenze per l'occupazione del personale navigante e di terra, la diaspora delle professionalità e il mortificante declino della Compagnia di bandiera -:
ed attività industriali e che i benefici delle stesse non possono non riverberarsi positivamente anche sulle attività indotte, industriali e non, e quindi non ultime quelle di autotrasporto, che coinvolgono imprese locali e centinaia di lavoratori;
in occasione di ridotta visibilità causata negli aeroporti del centro sud da nebbia, si è verificata la chiusura degli aeroporti interessati;
in particolare nell'aeroporto di Fiumicino nei giorni 17 e 18 marzo l'attività aerea è stata fortemente penalizzata;
questo significa che, malgrado le assicurazioni fornite dagli organi governativi ENAC ed ENAV, gli aeroporti nazionali non sono agibili per categorie strumentali ICAO 2 e 3;
in particolare la penalizzazione subita dall'aeroporto di Fiumicino con operazioni di un velivolo per volta dimostra, secondo l'interrogante, l'inesistenza del radar di terra, nonostante l'ENAV abbia più volte dichiarato che a Fiumicino siano attivi due radar di terra -:
quale sia la reale situazione operativa per movimenti strumentali ICAO di categoria 2 e 3 sugli aeroporti nazionali;
se il Governo, risultando smentite le dichiarazioni rilasciate dai vertici dei due Enti, non intenda istituire una Commissione di inchiesta, designando esperti nazionali esterni all'ENAC ed all'ENAV, per accertare la verità ed adottare così i necessari provvedimenti, prevedendo anche l'eventuale Commissariamento degli Enti stessi, visto che, secondo l'interrogante, la situazione generale e la sicurezza in particolare negli aeroporti nazionali non è migliorata dopo il grave incidente di Linate dell'8 ottobre 2001.
(5-03013)
la situazione dell'Alitalia si è fatta drammatica perché, ad avviso dell'interrogante, l'Amministratore Delegato - recentemente sostituito - e il consiglio di Amministrazione non sono stati in grado di procedere ad una gestione economica moderna, puntando, attraverso misure serie di risanamento aziendale, ad un bilancio positivo;
tale condotta rinunciataria, secondo l'interrogante, si è vistosamente dimostrata attraverso gli atti compiuti dal vertice Alitalia e relativi:
al graduale abbandono dell'Hub di Roma-Fiumicino e alla concentrazione del mercato aeroportuale su Milano Malpensa, perdendo quote importanti di passeggeri dalla sua tradizionale area di riferimento;
alla mancata ristrutturazione della propria organizzazione, che non è stata adeguata alle esigenze della competizione e al cambiamento delle abitudini dei passeggeri;
alla carenza di aerei da immettere nella rete di lungo raggio per trasportare i passeggeri dai due aeroporti principali (Milano-Fiumicino) alle destinazioni richieste, con il risultato che l'Alitalia finisce per regalare i viaggiatori ad altre compagnie;
al carattere burocratico dell'organizzazione aziendale che si limita alle contabilità interne e non agisce (non è adeguata) per la trasformazione dei processi e con la flessibilità che assicura di affrontare i problemi giornalieri;
ad opinione dell'interrogante, l'azione di Alitalia è rimasta imprigionata negli schemi della politica aeroportuale del Governo che non ha svolto la funzione promozionale che gli spettava, limitandosi ad osservare il quotidiano declassamento di Alitalia, bersaglio della concorrenza e delle Compagnie potenti pronte ad assorbirla;
la nomina del nuovo Amministratore Delegato, anziché mirare ad un piano di salvataggio di Alitalia, sembra all'interrogante piuttosto tendere ad una sua prossima
se il Ministro conferma le preoccupanti manovre in atto attorno ad Alitalia e, soprattutto, se il rischio di cessione è realistico ed imminente;
se il Governo non ritenga di doversi assumere la responsabilità dei provvedimenti che sono urgenti e indispensabili per tentare quel progetto di ripresa e di rilancio, fino ad oggi rinviato e, comunque, disatteso.
(5-03015)
corrono voci insistenti sulla intenzione di Telecom Italia di trasferire la Direzione Generale della Società da Roma a Milano, con preoccupanti conseguenze per i 900 addetti e per una fetta dell'economia romana;
tali voci, seppure non confermate ufficialmente da Telecom, sono considerate attendibili, come dimostra la pronta attenzione prestata al problema dal Sindaco di Roma, dal Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione Lazio;
il trasferimento a Milano della Direzione Telecom può essere interpretata come uno sviluppo di precedenti trasferimenti a Milano di alcune linee e settori;
i sindacati confederali hanno ribadito la loro contrarietà a questo progetto ed espresso la preoccupazione per gli impatti che questo riassetto potrebbe comportare -:
se il Ministro è a conoscenza del progetto Telecom e della entità di funzioni D.G. che verrebbero trasferite da Roma a Milano;
se corrisponde al vero che questo riassetto comporterà il trasferimento a Milano di circa 900 unità con relative famiglie;
se il Governo intenda intervenire presso la Telecom affinché questa si adoperi per la salvaguardia dell'occupazione e della professionalità, come valori sociali primari da tutelare.
(5-03017)
la scelta della FIAT di affidare all'operatore logistico, TNT-ARVIL, il servizio di autotrasporto delle macchine prodotte nello stabilimento FIAT SATA di Melfi, è fortemente penalizzante per le imprese locali che di fatto da anni svolgono tale attività;
con l'affidamento da parte della FIAT al citato operatore logistico, che poi a sua volta riaffida alle imprese locali tale servizio, di fatto si configura un aperto sfruttamento degli operatori locali, che sono costretti ad accettare le condizioni vessatorie imposte, senza alcun rispetto delle specifiche tariffe ed in aperta violazione della normativa di cui alla legge 298/74. Di conseguenza le condizioni succitate rendono meno sicuro il lavoro e l'autotrasporto in questione;
non si comprendono le ragioni dell'affidamento succitato, che, senza garantire alcun miglioramento del servizio, finisce con l'essere una inutile quanto onerosa intermediazione tra la FIAT stessa e gli autotrasportatori locali;
tutto ciò ha determinato da tempo una situazione di tensione, che crea un clima non positivo anche in una realtà come quella di Melfi, dove il complesso mondo del lavoro relativo al pianeta FIAT è sempre stato sufficientemente tranquillo;
è appena il caso di ricordare che la FIAT ha goduto e gode di notevolissimi contributi statali per le proprie iniziative
risulta all'interrogante che con la mediazione del sottosegretario Uggè è stato raggiunto un accordo fra gli autotrasportatori, Fiat Auto e l'operatore logistico TNT ARVIL -:
quali sono i termini dell'accordo raggiunto e quali prospettive apra per gli autotrasportatori che lavorano per lo stabilimento FIAT di Melfi.
(5-03019)
la stampa locale riporta la notizia dell'approvazione, da parte del consiglio di amministrazione dell'ANAS, del progetto presentato dalla «Ili spa» riguardo alla realizzazione di mille chilometri di autostrade, per un totale di euro 18 miliardi di investimento, che prevedono anche la realizzazione del tratto Mestre-Cesena, E 55, e la sistemazione della E 45;
sembrerebbe che la E 55 e la E 45 facciano parte di un unico progetto, ora in attesa del pronunciamento da parte del CIPE;
i progetti specifici per la sistemazione e la messa in sicurezza della E 45, sono pronti alcuni dei quali già approvati dall'ANAS, altri immediatamente cantierabili, altri ancora in fasi meno avanzate ma quello che è certo è che al momento la transitabilità della Superstrada E 45, da sempre unica alternativa all'A1, è precaria e a rischio -:
se corrispondano al vero le notizie riportate dalla stampa e, in tal caso, in quale stato versi il progetto della «Ili spa» riguardo alla Mestre-Cesena e quali siano le connessioni con i ventilati lavori previsti per la E 45; quale sia l'entità dei finanziamenti previsti e le ipotesi riguardo alla loro fonte, sia per l'intero progetto che per gli specifici interventi di sistemazione e messa in sicurezza della E 45; se corrisponda al vero, inoltre, la ventilata ipotesi della gratuità, per i residenti del tratto appenninico (Valsavio), del transito sulla E 45, nel caso che tutta la tratta diventi autostrada.
(4-09473)