Allegato B
Seduta n. 442 del 22/3/2004


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AFFARI ESTERI

Interrogazioni a risposta scritta:

PERROTTA. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
considerato che i napoletani con le loro migrazioni hanno contribuito a diffondere la «Napoletanità» nel mondo, sarebbe logico creare un circuito culturale che riconduca tutti coloro, che hanno oltrepassato il confine campano, nella loro


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città di appartenenza in modo da contribuire alla crescita della città sotto il profilo economico, sociale e culturale -:
se il Ministro intenda avviare una analisi per risalire al numero di cittadini nati a Napoli e che, allo stato attuale, risiedono all'estero;
se il Ministro, a seguito di questa analisi, possa fornire i dati nazione per nazione.
(4-09459)

GAMBINI. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
gli interventi dei vigili del fuoco italiani nel territorio della Repubblica di San Marino continuano ad essere effettuati in assenza di un accordo bilaterale tra lo Stato italiano e la Repubblica di San Marino. Un vuoto regolamentare che investe il profilo della tutela e della prevenzione delle squadre di soccorso del Comando Provinciale di Rimini, che operano sul territorio sammarinese. Contribuisce ad abbassare la soglia di sicurezza dei nostri vigili del fuoco la differente normativa della Repubblica di San Marino, che non adotta le direttive comunitarie, ma una regolamentazione interna sconosciuta ai vigili del fuoco italiani. I quali prestano soccorso in virtù della «Convenzione di amicizia e di buon vicinato», stipulata in Roma il 31 marzo 1939, ma che non affronta i temi della vigilanza e dell'intervento contro gli incendi e della protezione civile più in generale, né d'altra parte risulta che in intese successive si sia disciplinata la materia;
queste gravi lacune sono state drammaticamente evidenziate l'8 agosto 2000, a Galazzano, zona industriale della Repubblica di San Marino. Un incendio di grandi proporzioni, con diversi stabilimenti distrutti, ha provocato il ferimento di nove persone, tra le quali, sette vigili del fuoco del comando provinciale di Rimini, ricoverati con prognosi riservata nei centri grandi ustioni di Parma e Cesena. È stato il triste epilogo di una situazione insostenibile per chi già affronta un pericoloso impegno. Reso tale anche dalla confusione sulla responsabilità di direzione delle operazioni tra il personale italiano, chiamato ad intervenire dalle autorità della Repubblica di San Marino, e gli operatori del luogo;
un simile precedente ha fatto avviare un negoziato per la firma di un accordo bilaterale in materia di protezione civile. Rispondendo ad una precedente interrogazione a risposta scritta (la n. 4-03060 presentata dall'interrogante il 30 maggio 2002 nella seduta 150), il sottosegretario per l'interno Maurizio Balocchi (risposta scritta pubblicata venerdì 25 ottobre 2002 nell'allegato B della seduta n. 211) ha annunciato l'avvio del negoziato, spiegando - cito testualmente - «che l'intesa è in fase di definizione tramite contatti tenuti tra il ministero degli affari esteri, l'ufficio territoriale di Governo di Rimini, il dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile del ministero dell'interno, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Rimini e l'ambasciata d'Italia a San Marino». Nulla da allora è ancora avvenuto. Gli operatori dei vigili del fuoco attendevano riscontri, e, non ottenendoli, comprensibilmente la loro preoccupazione è cresciuta;
il tema è particolarmente delicato non solo per la sicurezza delle squadre di soccorso. Le trasformazioni avvenute sul territorio, lo sviluppo industriale e abitativo che si è verificato soprattutto negli ultimi anni sul suolo della vicina Repubblica di San Marino, la presenza massiccia di lavoratori frontalieri italiani, che rappresentano il 45 per cento della forza lavoro nel settore privato, secondo le rilevazioni delle centrali sindacali sammarinesi, rendono necessari gli adeguamenti normativi e di sicurezza richiesti dai Vigili del fuoco riminesi. Il loro stato di agitazione è pienamente motivato per le incomprensibili lungaggini e dal pericolo per loro e per i tanti italiani che lavorano a San Marino;
risulta all'interrogante che le organizzazioni sindacali avrebbero da tempo


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denunciato questo gravissimo stato, che si protrae nell'inerzia, dichiarando in data 23 dicembre 2003 lo stato di agitazione per segnalare il grave malessere di tutto il personale, costretto ad affrontare il rischio degli interventi sammarinesi con gravi carenze di organico. La rappresentanza sindacale ha sollecitato risposte sullo stato di avanzamento dell'accordo bilaterale tra Italia e San Marino e sull'incremento degli organici, risposte che a tutt'oggi ancora non sono giunte. Come forma di protesta, il personale del comando provinciale dei Vigili del Fuoco dal 19 marzo non effettua gli interventi che non riguardano il soccorso tecnico urgente, preannunciando che dal 19 aprile saranno intraprese azioni tendenti alla sospensione anche del soccorso tecnico urgente -:
se non ritenga necessario intervenire con urgenza per affrontare i gravi problemi di sicurezza, di organico e di mezzi a disposizione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, resi più pressanti dall'imminente avvio della stagione estiva;
perché permanga questa situazione di incomprensibile inerzia e di grave disinteresse nella stipula dell'accordo bilaterale tra lo Stato Italiano e Repubblica di San Marino per gli interventi delle squadre di soccorso italiane e perché non si ritengano necessario accelerare le opportune iniziative bilaterali per rendere gli interventi dei vigili del fuoco nel territorio della Repubblica di San Marino sicuri ed efficaci.
(4-09463)