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PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, il feroce attentato di Madrid ha provocato una forte preoccupazione nella nostra popolazione, perché le minacce, anche nei confronti del nostro paese, sono state abbastanza esplicite. La popolazione chiede di essere, per quanto possibile, informata sull'entità e sulla credibilità delle minacce che ci vengono rivolte e su come si possa collaborare ai fini di una prevenzione di azioni terroristiche.
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di rispondere.
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, l'ipotesi di una matrice islamica della strage di Madrid sta prendendo sempre più corpo. Se risultasse vera, per la prima volta il terrorismo islamico di massa avrebbe colpito l'Europa; tuttavia, si tratta - lo dico subito - di un'operazione le cui caratteristiche e dimensioni fanno pensare anche a vaste complicità locali. Ciò significa che l'aggressione fondamentalista alle democrazie occidentali può trovare interlocutori e complici non solo tra le frange estremiste degli immigrati musulmani, ma anche nei terrorismi nazionali e nell'antiamericanismo radicale che serpeggia nel nostro continente.
PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di replicare.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, vorrei ringraziare il ministro Pisanu per l'attenta, puntuale e chiara risposta, come è consueto.
l'Ulivo - divisa su questioni fondamentali, quali la politica estera e la politica della sicurezza - dovrebbe far riflettere i cittadini circa l'assoluta inadeguatezza di tale discordia e alleanza nel volersi proporre in futuro - ritengo in un futuro molto lontano - alla guida del paese.
Questo è il senso dell'interrogazione proposta: si chiede, pertanto, al Governo quali azioni abbia intrapreso ed intenda intraprendere per tutelare al massimo la sicurezza dei grandi obiettivi e la generale sicurezza dell'insieme della popolazione in relazione alle suddette minacce.
È un'aggressione ben organizzata che, facendo leva sul fanatismo storico religioso, sfrutta abilmente i diritti di libertà riconosciuti dai nostri ordinamenti democratici.
L'impegno del Governo è stato, è e sarà sempre quello di garantire insieme sicurezza e libertà. Sino ad oggi ci siamo riusciti.
Preciso al collega Leone che, allo stato attuale delle cose, le voci su probabili imminenti attentati islamici in Italia appaiono prive di fondamento ed assicuro, comunque, che nessun indizio e nessun sentore di rischio è sottovalutato.
Come ci viene riconosciuto anche all'estero, i nostri dispositivi antiterrorismo sono tra i più avanzati; già da tempo, lavorano a pieno ritmo e sono continuamente adeguati all'evoluzione della minaccia.
Ribadisco che, in questo campo, la migliore difesa è l'attacco, intendendosi per attacco tutte quelle attività di investigazione, di prevenzione e di controllo che oggi stiamo sviluppando sul piano interno e su quello internazionale.
In questa ottica, il Governo avverte chiaramente l'esigenza di una riforma dei servizi di informazione che, finalmente, razionalizzi l'impiego di tutte le risorse disponibili per consentirci di cogliere con il massimo anticipo possibile il formarsi della minaccia terroristica.
Sono certo che il Governo ed il Parlamento sapranno trovare le opportune intese, proprio nello spirito di quell'effettiva unità nazionale che è necessaria per sconfiggere ogni forma di terrorismo e di violenza politica.
Sul piano della tutela della sicurezza dei cittadini nei confronti della minaccia terroristica, non abbiamo dubbi che il Governo, in particolare il ministro dell'interno, stia operando nel migliore dei modi; si sta compiendo tutto ciò che è ragionevolmente possibile fare.
Mentre, per quanto riguarda l'esigenza di un atteggiamento concorde da parte di tutto lo schieramento politico nei confronti di chi vuole attentare alla sicurezza dei cittadini, siamo di fronte a comportamenti a dir poco sconcertanti, che denotano uno scarso senso di responsabilità da parte delle forze di opposizione.
Il terrorismo di matrice islamica è una minaccia nei confronti di tutte le democrazie occidentali e, quindi, appaiono quantomeno pretestuosi ed inopportuni i distinguo di una parte dell'opposizione anche su una iniziativa come la manifestazione contro il terrorismo, promossa per il 18 marzo dall'ANCI, su cui tutti dovremmo essere d'accordo.
La sinistra cerca di strumentalizzare anche questa minaccia nei confronti di tutti i cittadini con polemiche politiche e distinguo che non dovrebbero avere spazio di fronte a pericoli per l'intera comunità nazionale e che dovrebbero unire e non dividere. Non è certo il caso di fare allarmismo, né intendiamo seguire questa logica controproducente.
Inoltre, confidiamo nell'azione intelligente ed attenta del Governo e del ministro dell'interno.
Lo spettacolo che, purtroppo, si sta fornendo da parte della minoranza del
In ogni caso, mi dichiaro pienamente soddisfatto della risposta fornita dal ministro. Abbiamo dato un senso vero alla nostra azione politica per quanto concerne la coerenza e per quanto riguarda l'idea di cambiamento. Ma non siamo coloro che, nel 1999 durante il Governo D'Alema, hanno ordinato la guerra in Kosovo: siamo coloro che hanno votato in un modo nella scorsa legislatura per quegli interventi e che hanno continuato in tal senso anche in questa legislatura.
È questo il senso della nostra azione politica; aspettiamo che anche l'opposizione dia un senso alla propria (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


