Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 440 del 17/3/2004
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Si riprende la discussione di documenti in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

PRESIDENTE. Conformemente ai precedenti, avverto che, in attesa del decorso del termine regolamentare di preavviso, e non essendovi obiezioni, la votazione della proposta della Giunta sul documento IV-quater, n. 102, avrà luogo nel prosieguo della seduta; si procederà quindi alla discussione dei successivi documenti in materia di insindacabilità iscritti all'ordine del giorno.

(Discussione - Doc. IV-quater, n. 96)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta relativa all'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Marcello Dell'Utri, deputato all'epoca dei fatti (Doc. IV-quater, n. 96).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento costituiscono opinioni espresse dal senatore Marcello Dell'Utri nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare, in sostituzione del relatore, il presidente della Giunta per le autorizzazioni, onorevole Siniscalchi.

VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Signor Presidente, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il senatore Marcello Dell'Utri, deputato nella XIII legislatura, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Milano in seguito ad una querela sporta da Filippo Alberto Rapisarda.
Il procedimento trae origine dalle affermazioni rese in un intervento telefonico nel corso della puntata del 6 aprile 2001 della trasmissione Il raggio verde condotta da Michele Santoro.
Il capo d'imputazione è così formulato: «...perché offendeva la reputazione di Rapisarda Filippo Alberto, in quanto, intervenendo per via telefonica nel corso della trasmissione televisiva Il raggio verde, andata in onda su RAI 2, dichiarava fra l'altro: "Ma vorrei dire una volta per tutte che questo signore non è neanche un finanziere perché penso che i finanzieri dovrebbero ribellarsi ad una definizione del genere: se per finanziere si intende uno che per tutta la vita viene inseguito dalla Guardia di finanza la definizione è esatta! Quindi non è un imprenditore cioè uno che intraprende le cose, le disfa le fa eccetera ma non ne ha mai conclusa più nessuna. Si dimentica che ha condanne addirittura per violenza carnale; ecco perché poi è stato dichiarato delinquente abituale"».
La Giunta, dopo aver rinviato l'esame della questione nelle sedute del 19 e 27 novembre 2003, lo ha svolto infine nella seduta del 3 dicembre 2003.
Nel corso dell'esame è emerso che l'argomento della trasmissione televisiva riguardava i criteri che le due coalizioni, le quali si sarebbero confrontate nelle elezioni del 13 maggio 2001, avevano adottato per la scelta delle candidature. Poiché nella trasmissione Filippo Alberto Rapisarda aveva rivolto frasi di aspra censura all'onorevole Dell'Utri, quest'ultimo aveva replicato attraverso il collegamento telefonico in diretta. Alla maggioranza dei componenti intervenuti, pertanto, è apparso che la circostanza abbia i connotati della controversia politico-parlamentare. In tal senso è sembrato applicabile - pur nel dissenso di taluno dei membri della Giunta - l'articolo 68, primo comma, della Costituzione, anche come interpretato dall'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, il quale include nelle espressioni insindacabili gli atti di critica e denuncia


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politica connessi con la funzione di parlamentare.
Per questo, la Giunta stessa - a maggioranza - propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, abbiamo espresso già in sede di Giunta un orientamento contrario alla concessione della insindacabilità, per ragioni più volte oggetto di esame e di valutazione da parte dell'aula che ci portano a dover ritenere la garanzia di cui all'articolo 68 della Carta costituzionale, sia pur latu senso, riferita all'esercizio di opinioni espresse in connessione, se non in espressione, della funzione parlamentare.
In questo caso, non sembrano obiettivamente esservi i presupposti di tale fattispecie perché siamo nell'ambito di uno scambio di insinuanti o insultanti affermazioni tra il collega Dell'Utri e il finanziere Rapisarda, con l'attribuzione di un fatto specifico che esula del tutto dal dibattito politico e dall'esercizio, sia pur inteso in via generalissima, della funzione parlamentare. Mi riferisco, in particolare, all'affermazione che è stata oggetto poi dell'azione di tutela da parte del Rapisarda, secondo cui quest'ultimo ha avuto condanne per violenza carnale ed avrebbe avuto una dichiarazione di delinquente abituale, che, certamente, è un'affermazione che può essere lesiva dell'onore individuale.
Non riteniamo che debba essere precluso al Rapisarda, né a chicchessia, il diritto di tutelare la propria onorabilità e il diritto al buon nome, come, peraltro, più volte ci ha ricordato anche la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel senso che la tutela della funzione parlamentare deve essere proporzionata anche al diritto ad un giusto processo e alla tutela dei diritti fondamentali da parte dei cittadini.
Quindi, non ci pare che possa esservi la premessa, nella sostanza, per il riconoscimento della insindacabilità in quanto l'espressione lesiva può essere riferita esattamente alla funzione parlamentare. Crediamo che i cittadini che si sentono lesi da espressioni pronunciate da parlamentari non nell'esercizio delle proprie funzioni debbano e possano ricevere tutela, fermo restando che poi il fatto che la tutela venga riconosciuta o meno in sede giurisdizionale è questione che esula del tutto dalla nostra competenza. Pertanto, confermerei in questa sede l'indicazione, già espressa in Giunta, contraria al riconoscimento dell'insindacabilità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Bielli. Ne ha facoltà.

VALTER BIELLI. Signor Presidente, approfitto dell'intervento anche per preannunciare il voto che il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà rispetto alla questione esaminata poc'anzi riferita all'onorevole Previti, nel senso che noi voteremo per l'insindacabilità delle opinioni espresse dal deputato Previti. Dico questo perché, quando si parla di insindacabilità, è sempre bene distinguere e, da questo punto di vista, come gruppo abbiamo sempre seguito il metodo di tener conto dell'oggettività dei fatti. Quindi, voteremo per l'insindacabilità per Previti.
Voteremo invece per la sindacabilità per quanto riguarda Dell'Utri. Per quale ragione? Perché siamo di fronte ad un fatto abbastanza particolare. Siamo di fronte a due persone che si scambiano delle ingiurie, ma, ad un certo punto, l'onorevole Dell'Utri rivolge a Rapisarda un'accusa gravissima; qualora fosse stata vera, l'onorevole Dell'Utri ci avrebbe fatto pervenire la documentazione in grado di dimostrare che quell'ingiuria nasceva da fatti precisi. Quindi, si presume che l'accusa pronunciata contro Rapisarda, che è quella di una condanna per violenza carnale, non sia vera.
Ebbene, cosa c'entra la funzione parlamentare con l'accusare un'altra persona di aver subito delle condanne, come quella


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di violenza carnale? Non esistono, ovviamente, atti parlamentari che possano testimoniare questo! Per questa ragione, concedendo l'insindacabilità, non applicheremmo soltanto un'estensione delle prerogative del parlamentare, ma andremmo veramente al di là delle linee da noi tracciate nell'applicazione dell'articolo 68 della Costituzione, rispetto alla quale abbiamo fatto un passo in avanti rispetto al passato. Abbiamo al riguardo parlato anche di attività al di fuori del Parlamento, ma sempre che queste attività fossero connesse al ruolo parlamentare! Qui non esiste alcun rapporto con l'attività parlamentare, per cui, rispetto all'onorevole Dell'Utri, il nostro voto sarà per la sindacabilità.

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
Avverto che la votazione sulla proposta della Giunta per le autorizzazioni è rinviata al prosieguo della seduta.

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