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con delibera Cipe del 21 dicembre 2001 il Governo ha predisposto l'elenco delle opere definite «prioritarie» ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, in materia di infrastrutture strategiche;
nell'elenco delle opere strategiche prioritarie il Governo ha inserito la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, colossale opera infrastrutturale di collegamento tra la costa calabrese e quella siciliana, il cui costo stimato si aggira intorno ai 6 miliardi di euro;
il Governo aveva anche chiesto l'inserimento del ponte sullo stretto nella lista dei trenta progetti prioritari per dotare l'Unione europea di adeguate reti di trasporto;
attraverso l'inserimento nella lista europea sarebbe stato possibile ricevere un cofinanziamento a fondo perduto da parte dell'Unione europea, pari al 10 per cento del costo complessivo dell'opera, per un valore di circa 600 milioni di euro;
sull'ipotesi di realizzare il ponte sullo stretto sono state espresse molte critiche da parte di tutto il mondo ambientalista, ma anche da buona parte del mondo politico, produttivo ed imprenditoriale, sia in ordine all'enorme danno ambientale e paesaggistico di una simile opera, sia in ordine ai grandi rischi di stabilità e sicurezza derivanti dalla particolare sismicità della zona, sia in ordine al rapporto costi-benefici, che non giustifica in alcun modo un siffatto investimento, tenendo conto delle vere priorità delle regioni meridionali, nelle quali c'è bisogno di ben altri interventi strutturali, dalla reti idriche alle reti ferroviarie e stradali, del tutto inadeguate alle esigenze;
la recente bocciatura da parte del Parlamento europeo dell'opera e la conseguente esclusione del ponte dall'elenco delle opere di interesse europeo ha reso il quadro finanziario dell'intervento infrastrutturale ancora più grave, poiché non sembra davvero possibile che il meccanismo del project financing indicato dal Governo sia in grado di sostenere il costo complessivo dell'opera, a meno che non vengano prese in considerazione delle tariffe molto alte per l'utilizzo del ponte -:
se il Governo non ritenga opportuno, alla luce dell'orientamento comunitario riguardo al ponte sullo stretto, rivedere la propria politica sulle infrastrutture e sui trasporti, valutando l'opportunità di stornare le risorse individuate per la realizzazione del ponte per interventi di gran lunga meno onerosi ma di enorme importanza per lo sviluppo sociale ed economico di Calabria e Sicilia, come il completamento della rete idrica siciliana, l'adeguamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e l'ammodernamento delle reti ferroviarie calabrese e siciliana, con particolare attenzione alla linea Palermo-Messina.
(3-03188)
(16 marzo 2004)