avviati tutti gli opportuni controlli per evitare che persone che non godono dei diritti politici, in seguito a condanne loro inflitte dallo Stato italiano, risultino elettori o eleggibili in consultazioni all'estero.
è notizia di questi giorni che l'ex estremista di sinistra Achille Lollo, condannato dalla magistratura italiana a 18 anni di carcere - con sentenza passata in giudicato - per la brutale uccisione dei due fratelli Mattei, avvenuta nel rogo di Primavalle nel 1973, latitante in Brasile senza aver mai scontato un giorno di carcere, risulterebbe iscritto nelle liste elettorali degli italiani residenti all'estero aventi diritto di voto;
il Lollo, inoltre, risulta tra i sottoscrittori della lista «Viva l'Italia» per l'elezione dei comites di Rio de Janeiro e nella stessa lista risultano inseriti quali candidati Carlo Pagani e Luciano Pessina, rispettivamente militanti di Autonomia operaia e delle Brigate rosse, che risultano entrambi essere stati condannati in Italia per vari reati e sono tuttora latitanti;
al pari di Achille Lollo, i due candidati non dovrebbero godere dei diritti politici ed in questo caso non potrebbero essere candidati nella predetta lista;
recentemente il Ministro interrogato ha affermato: «Lo Stato non dimentica i propri morti. Lo sappia anche chi, scappato all'estero, si sottrae da troppo tempo alle condanne definitive» -:
se i signori Carlo Pagani e Luciano Pessina godano dei diritti politici e, in caso negativo, perché si sia accettata la loro candidatura nella predetta lista, se, nel caso, si sia provveduto al loro depennamento e, a depennamento avvenuto, se la lista «Viva l'Italia» abbia il numero di candidati minimo necessari per concorrere all'elezione dei comites e, in caso negativo, se sia stata depennata dalle liste concorrenti alle elezioni e in quale modo il Governo intenda intervenire affinché siano
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(16 marzo 2004)