Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 439 del 16/3/2004
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La seduta, sospesa alle 16,05, è ripresa alle 16,25.

Seguito della discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono, adottato durante la XI Conferenza delle Parti a Pechino il 3 dicembre 1999 (articolo 79, comma 15, del regolamento) (4516).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono, adottato durante la XI Conferenza delle Parti a Pechino il 3 dicembre 1999, che la III Commissione (Affari esteri) ha approvato ai sensi dell'articolo 79, comma 15, del regolamento.
Ricordo che nella seduta dell'8 marzo 2004 si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame degli articoli - A.C. 4516)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica.
Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 4516 sezione 1).
Passiamo all'esame dell'articolo 1, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4516 sezione 2).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, non dubito certamente che il Governo sia rappresentato autorevolmente; tuttavia, poiché siamo in sede di esame di disegni di legge di ratifica, sarebbe più conveniente ed utile la presenza in aula di un rappresentante del Ministero degli affari esteri. A volte, sotto la dizione «ratifiche», si pensa che passino documenti in qualche modo routinari, che fanno già parte dell'azione del Ministero degli affari esteri. Vorrei invece attirare l'attenzione dei colleghi sul fatto che il primo documento che stiamo esaminando tratta addirittura dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.
Al riguardo, vorrei chiedere al Governo una serie di precisazioni importanti, perché le modifiche al Protocollo di Montreal, adottate durante la XI Conferenza delle Parti a Pechino, oltre a comprendere alcuni aggiustamenti entrati in vigore, per consenso, relativamente al calendario di eliminazione di talune sostanze, riguardano principalmente l'introduzione di nuove sostanze dannose per l'ozonosfera e i nuovi controlli nel regime prove previsto dal Protocollo di Montreal. Si tratta degli idroclorofluorocarburi (HCFC) e del bromoclorometano, che sono sostanze che si intende combattere proprio per impedire questa vicenda di carattere epocale, cioè la possibilità che si assottigli, o che addirittura venga forato, lo strato di ozono che difende la nostra sfera.
Ricordo che, durante la presentazione del suo primo Governo, quello del 1994, l'onorevole Berlusconi trattò di questo tema (ero allora già deputato e quindi lo ricordo molto bene) e disse: sì, saranno anche cose importanti, ma prima che


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l'ozono venga veramente forato passerà tanto tempo quanto ne intercorre fra Giulio Cesare e noi. La situazione effettiva, tuttavia, non è questa, tale cioè da far pensare al lungo periodo, ed infatti quello della protezione della sfera e delle modifiche ambientali è diventato un tema veramente sentito ed importante per l'umanità e, in rapporto a tale tema, l'opinione pubblica è giustamente estremamente sensibile.
Sappiamo che il grande problema politico del Protocollo di Montreal, e quindi anche di queste modifiche che sono state introdotte, riguarda la possibilità della sua effettiva attuazione; riguarda, cioè, l'atteggiamento assunto dagli Stati Uniti d'America e dalla Russia, nonché il ruolo diplomatico svolto dall'Italia nei confronti di tali paesi al fine di giungere alla possibilità che questo Protocollo entri effettivamente in vigore. In tal senso, credo che un rappresentante del Ministero degli affari esteri o un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio dovrebbero presentarsi qui in aula per fornirci una descrizione accurata ed informata di quello che sta accadendo. Non dubito della cultura generale dell'onorevole Cursi, che sicuramente spazierà anche su questi temi; tuttavia, ritengo sia necessaria la presenza di un esponente di uno di quei due ministeri, proprio perché stiamo esaminando il tema ambientale, di carattere generale, più delicato ed importante.
Quindi, per carità, nulla quaestio che l'Italia ottemperi e ratifichi questo Emendamento al Protocollo di Montreal, ma ritengo vi sia la necessità di analizzare e discutere la situazione generale dell'attuazione del Protocollo di Montreal e quindi anche del suo Emendamento.
È in atto, infatti, un ampio dibattito fra l'Europa e gli Stati Uniti d'America su un grande problema politico: si discute della validità di trattati che portino al multilateralismo, ovvero all'impegno della comunità internazionale di battersi contro questi fenomeni e della libertà, invece, di paesi, anche importanti, di prendere altre strade e di comportarsi come credono, in rapporto a queste importantissime obbligazioni internazionali.
Pertanto, a nostro avviso, con riferimento alla lotta intrapresa per fronteggiare i mutamenti nella sfera dell'ozono, dobbiamo sapere quale è lo stato di attuazione del Protocollo di Montreal, dei suoi aggiornamenti decisi a Pechino e quale sia la sua reale incidenza.
L'Europa, oggettivamente, ha assunto le sue posizioni; vorrei, infatti, ricordare il regolamento CE n. 2037 del 29 giungo 2000...

PRESIDENTE. Onorevole Spini!

VALDO SPINI. Presidente, mi richiama perché devo concludere o perché non vi è silenzio in aula?

PRESIDENTE. Onorevole Spini, ha esaurito i tempi a sua disposizione.

VALDO SPINI. Vorrei interpretare il suo richiamo in un duplice senso: da un lato, disciplinatamente, termino il mio intervento, ma, dall'altro lato, vorrei ricordare che di fronte a questi temi sarebbe meglio vi fosse maggiore attenzione da parte dei colleghi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, vorrei svolgere due osservazioni a sostegno delle valutazioni puntualmente richiamate dal collega Spini.
In primo luogo, l'Emendamento al Protocollo di Montreal al nostro esame presenta una caratteristica apprezzabile, sulla quale, peraltro, il relatore Landi di Chiavenna si era giustamente intrattenuto: si tratta di uno strumento flessibile che assume la forma negoziale e che consente, proprio per tale motivo, di essere modificato attraverso aggiustamenti non sottoposti a ratifica, ovvero attraverso emendamenti


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sottoposti a ratifica ma rientranti comunque nella fisiologia del protocollo che può, in tal modo, tenere conto dell'evoluzione delle condizioni dell'ozonosfera. Occorre intervenire passo dopo passo «a rimorchio», valutando le modificazioni apportate.
La seconda osservazione che mi pare utile riproporre è la seguente: l'Emendamento mira a stabilire due distinti livelli di produzione massima di idroclorofluorocarburi, riferiti, rispettivamente, ai paesi sviluppati ed a quelli in via di sviluppo. Anche per questo motivo vengono introdotti tre distinti divieti che tengono conto di condizioni differenziate, commisurando, in tal modo, la salvaguardia dell'ozonosfera.
Dei cinque disegni di legge di ratifica di cui ci occupiamo ex abrupto, considerato l'andamento dei lavori, solo il primo e l'ultimo riguardano le modalità della nostra vita, l'habitat in cui viviamo: in particolare, il primo riguarda la sfera dell'ozono, mentre l'altro riguarda più direttamente il territorio su cui viviamo, la fitogenesi e l'agricoltura. Vi è quindi un legame che, a mio avviso, ci impegna a valutare con il massimo di attenzione un tema che non può essere oggetto di discussioni informate ad una certa preparazione specialistica.
Con queste due riflessione, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulla valenza delle ratifiche in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 411
Maggioranza 206
Hanno votato
411).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Giovanni Bianchi non ha funzionato e che egli avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo all'esame dell'articolo 2, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4516 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 425
Maggioranza 213
Hanno votato
423
Hanno votato
no 2).

Passiamo all'esame dell'articolo 3, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4516 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
429
Hanno votato
no 1).

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