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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Santelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Finocchiaro n. 3-02813 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 4).
JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, l'interrogazione in oggetto prende spunto da un articolo comparso sul quotidiano la Repubblica in data 27 ottobre 2003 e contenente diverse inesattezze.
In particolare, va rilevato che l'editore della rivista Giusto processo, a fini promozionali, faceva omaggio di circa 8.000 copie del numero 4 (novembre-dicembre) del 2002 della suddetta rivista.
La rivista vedeva all'epoca, come direttore responsabile, il dottor Roberto Martinelli ed un comitato scientifico presieduto dal professor Giuliano Vassalli e composto da Giovanni Conso, Franco Coppi, Guido Corso, Giuseppe De Luca, Giuseppe Di Federico, Oreste Dominioni, Elio Fazzalari, Carlo Guarnieri, Sergio Panunzio, Paola Severino, Delfino Siracusano e Federico Stella.
Il numero offerto in omaggio era, cioè, relativo esattamente a quella autorevole direzione scientifica e redazionale che lo stesso autore dell'articolo su la Repubblica rimpiangeva per essere stata poi nel frattempo modificata.
Va altresì rilevato che si è trattato dell'unica rivista offerta in omaggio all'amministrazione giudiziaria: di nessun'altra è stato fatto omaggio gratuito al ministero per un numero corrispondente a quello dei magistrati in servizio.
Il numero in oggetto, quanto a contributi, contemplava, oltre a quelli indicati nell'articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica, dal quale gli interroganti attingono notizie, anche articoli di autorevoli docenti, quali i professori Siracusano, Musco ed altri, dell'allora Presidente della Corte costituzionale, Ruberto, del Presidente della Corte suprema di Israele e di diversi magistrati. Inoltre, esso conteneva un intervento del Presidente della Repubblica sulla realtà carceraria e sugli strumenti di recupero.
Per questo numero della rivista - e soltanto per esso -, il cui comitato scientifico aveva la composizione già specificata, il Ministero provvedeva alla diffusione. Si precisa ancora che ciascuna delle copie donate è stata offerta dall'editore a titolo assolutamente gratuito.
Per la diffusione è stata sostenuta la sola spesa di distribuzione, ammontante a euro 7.694, gravante sulle spese correnti di spedizione, postali e telegrafiche del Gabinetto. Essendo stato sostenuto, dunque, il solo costo una tantum nell'ambito delle spese correnti, il relativo esborso non ha gravato sui capitoli di spesa relativi alla stenotipia o al pagamento degli straordinari al personale amministrativo o all'acquisto di articoli di cancelleria, ai quali risulta improprio ogni richiamo.
Perciò, si è semplicemente ritenuto utile, e certamente non dannoso, inviare un numero singolo di una rivista ricevuta in dono che, sotto la precedente direzione, secondo lo stesso autore dell'articolo de la Repubblica citato dagli interroganti, aveva un indubbio carattere di pregio o di interesse scientifico, in particolar modo anche per un contributo sul Ministero degli affari esteri.
In seguito, il Ministero non ha proceduto ad alcun abbonamento né con questa né con altre riviste, ma resta in ogni caso interessato a qualsiasi altra eventuale iniziativa culturale o scientifica che gli venisse sottoposta in futuro.
PRESIDENTE. L'onorevole Bonito ha facoltà di
FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, questa volta non posso assolutamente dichiararmi soddisfatto, giacché l'episodio, ancorché ricondotto nei termini testé illustrati dal rappresentante del Governo, rimane grave e, come suole dirsi, inquietante.
È pur vero, e ne prendiamo atto, che il numero distribuito - l'apprendiamo dalla precisazione del Governo, che evidentemente non ritenne di dare precisazione alcuna all'esito della pubblicazione dell'articolo di Travaglio sul quotidiano la Repubblica - è ancora firmato da Roberto Martinelli; nondimeno, ciò appare come una mera operazione di accreditamento e di rilancio di una rivista che si preparava, di lì a poco, come di fatto è avvenuto, a cambiare radicalmente natura ed a trasformarsi in una sorta di rivista militante di Forza Italia o, comunque, del «gruppo giustizia» di Forza Italia.
Com'è noto, a Roberto Martinelli è succeduto Giancarlo Lehner, giornalista de Il Giornale, di Libero e di Panorama. La rivista Giusto processo - disdetta della denominazione! - ha ospitato scritti di Lehner, di Borrione e, comunque, di rappresentanti di quel Comitato nazionale per la giustizia che si è segnalato per la denuncia a seguito della quale Gherardo Colombo ed Ilda Boccassini sono stati sottoposti a procedimento penale per abuso d'ufficio, per la campagna contro Giancarlo Caselli, allora aspirante procuratore generale di Torino, e per tutta una serie di battaglie contro magistrati di questa Repubblica noti per la loro pulizia morale ed intellettuale e per le loro grandi capacità professionali.
Sono questi i giudici che non piacciono al ministro Castelli. Comprendiamo, allora, per quale ragione il ministro abbia fatto diffondere ottomila copie di una rivista che di scientifico ha assai poco e per quale motivo abbia speso circa 15 milioni di vecchie lire, a carico dei contribuenti, per realizzare un'operazione certamente non degna di encomio!


