![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Santelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Cennamo n. 3-02604 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 3).
JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in oggetto si rappresenta quanto segue. La casa circondariale di Napoli Poggioreale, la cui costruzione risale al 1908, alla data del 17 febbraio 2004 ospitava 1796 detenuti. Peraltro, il problema del sovraffollamento del carcere di Poggioreale è oggetto di continuo monitoraggio da parte del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. A tal fine, sono state attivate complesse procedure di carattere deflattivo, sia nell'ambito del distretto che al di fuori dello stesso, che hanno consentito di spostare le unità in soprannumero presso istituti con capacità ricettive maggiori, nel rispetto dei limiti massimi di presenza e ritenuti non oltrepassabili dal Comitato europeo per la prevenzione delle torture e dei trattamenti inumani presso il Consiglio d'Europa.
Con specifico ordine di servizio è stato disposto che il numero delle presenze presso il predetto istituto non superi le 1700 unità ed a tal fine, per consentire al provveditore regionale di Napoli di adottare consistenti provvedimenti deflattivi, in data 30 ottobre 2003, il competente ufficio del citato dipartimento ha disposto il trasferimento di 69 detenuti presso sedi penitenziarie poste al di fuori della regione Campania. Va comunque segnalato che nel carcere di Poggioreale fortissime sono le resistenze opposte da parte degli stessi detenuti che non intendono allontanarsi dal luogo di residenza nel timore di perdere i contatti con i propri nuclei familiari. Di tali esigenze, nei limiti del possibile, l'amministrazione penitenziaria ha cercato sempre di tener conto.
Per completezza d'informazione, si ritiene utile sottolineare che in passato le presenze detentive sono state notevolmente superiori rispetto alle attuali.
L'istituto è suddiviso in dieci padiglioni detentivi, ivi compreso il centro clinico San Paolo destinato ad accogliere detenuti bisognevoli di assistenza sanitaria specialistica. L'amministrazione ha avuto negli ultimi anni l'obiettivo primario della ristrutturazione e dell'ammodernamento del complesso, in particolare dei padiglioni detentivi, concentrando in questa direzione
ogni sforzo possibile. Da ultimo, è stato ristrutturato quello denominato «Milano», mentre sono stati appaltati i lavori di rifacimento del padiglione «Avellino», per un importo di euro 3.685.367,74, lavori che hanno avuto inizio nel mese di luglio 2003 e che termineranno, presumibilmente, nel mese di maggio o giugno 2005. Il termine di ultimazione dei lavori di ristrutturazione del padiglione «Avellino» è stato prorogato per apportare ulteriori migliorie alla struttura.
Nel programma di edilizia penitenziaria relativo al biennio 2004-2007 sono stati inseriti, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, i seguenti interventi: impianto di metanizzazione istituito per un importo di 309 mila 870 euro e il progetto è già pronto; realizzazione della sala regia e lavori riguardanti un sistema di sicurezza da installare su tutto il perimetro del muro di cinta e composto da telecamere e sensori per un importo di 2 milioni e 800 mila euro; ristrutturazione caserma agenti e direzione, per un importo di 700 mila euro; ristrutturazione padiglione «Firenze» e adeguamento al nuovo regolamento, per un importo di 7 milioni e 500 mila euro; adeguamento impianto elettrico, per un importo di 350 mila euro; rifacimento cabina elettrica, per un importo di 500 mila euro.
Per quanto concerne la sanità, si rende noto che la Campania è una delle tre regioni nelle quali è partita la fase sperimentale del passaggio delle prestazioni di assistenza sanitaria del settore penitenziario a carico del Servizio sanitario.
Particolare attenzione è stata prestata dall'amministrazione penitenziaria alla situazione sanitaria della Campania e, in particolare, del centro clinico annesso alla casa circondariale di Poggioreale, che attualmente è funzionale per diverse specializzazioni, soprattutto quella chirurgica e quella oculistica, con possibilità di praticare anche interventi di microchirurgia.
Si rappresenta, inoltre, che l'assistenza sanitaria comprende la guardia medica su tutto l'arco delle ventiquattro ore, la guardia medica di pronto soccorso e quella di centro clinico. Peraltro si segnala che nella regione Campania il rapporto medico-paziente-detenuto è tra i più alti esistenti nel paese e ciò, nonostante le oggettive difficoltà legate al sovraffollamento.
Contrariamente a quanto affermato nell'interrogazione, presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale, compatibilmente con gli spazi e i fondi a disposizione, particolare attenzione viene riservata alle attività trattamentali. Nell'istituto sono attualmente in fase di svolgimento corsi di formazione professionale organizzati secondo criteri che favoriscono il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Sono inoltre istituite otto classi di scuola elementare e quattro di scuola media, oltre a varie attività culturali e formative. Sono inoltre presenti, in tutti i reparti, attività di catechesi e sono attive, presso l'istituto, una falegnameria, una officina fabbri, una tipografia ed una sartoria. Si segnala, infine, che i detenuti del carcere partenopeo usufruiscono delle ore d'aria ed effettuano regolarmente colloqui con i propri familiari.
PRESIDENTE. L'onorevole Cennamo ha facoltà di
ALDO CENNAMO. Signor Presidente, prendo atto delle informazioni fornite dal Governo. Non può che farmi piacere che alcune iniziative siano già in corso. Tuttavia, credo che il quadro generale di questo carcere - che, come ricordava la sottosegretaria Santelli, è il più grande della Campania - resti ancora assai problematico ed è per questa ragione che non posso dichiararmi soddisfatto.
ed ambientale, e che rischia in concreto di compromettere e frustrare le finalità rieducative della pena previste dall'articolo 27 della Costituzione. «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»: così recita l'articolo 27 della Costituzione. Allora, dobbiamo verificare se queste condizioni di inadeguatezza strutturale consentano la rieducazione ed il recupero del condannato.
PRESIDENTE. Onorevole Cennamo, la invito a concludere.
ALDO CENNAMO. ...ed anche particolarmente problematico accedervi, se solo si pensi alla procedura attraverso la quale il detenuto, con una sua richiesta, può giungere ad ottenere le cure sanitarie.
Avevamo presentato l'interrogazione proprio con l'intento di fare il punto della situazione circa le condizioni in cui versa la casa di reclusione di Poggioreale, condizioni che, come ha riconosciuto la stessa sottosegretaria Santelli, sono determinate dal forte sovraffollamento e dalle difficoltà conseguenti ad esso, che portano ad una inadeguata fruizione degli spazi e, quindi, ad una inadeguata qualità dei servizi.
Una struttura, quindi, inidonea ad assicurare condizioni di efficienza, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario
Le condizioni di inadeguatezza strutturale, le difficoltà nella fruizione degli spazi e nella conduzione delle attività ordinarie e straordinarie si sostanziano in una evidente e costante penalizzazione, non solo per i detenuti, ma anche per tutti coloro che a diverso titolo, nelle rispettive funzioni, operano all'interno del carcere di Poggioreale e, più in generale - credo sia un problema che riguarda tutte le carceri italiani - negli istituti di pena dove prestano la propria attività professionale ed offrono il proprio contributo lavorativo.
Vorrei ricordare, in modo sintetico, le segnalazioni provenienti dai familiari dei detenuti, dagli stessi detenuti e dagli operatori. Si tratta di problemi che spesso - ed è proprio il caso dell'interrogazione in titolo, che ha preso spunto, come ricordato nel suo stesso testo, da notizie di stampa apparse alla fine del luglio scorso - evidenziano il tema, peraltro già trattato, del sovraffollamento carcerario.
Quando il Governo conferma, ancora oggi, che una presenza di 1.700 detenuti può essere ritenuta adeguata alla struttura, su questo punto vi è un disaccordo totale da parte nostra, perché si tratta di una struttura che può consentire ed ospitare al massimo la presenza di 1.200-1.300 detenuti, e dunque vi sono, in media, 500 persone in più.
Tali notizie, fornite costantemente anche da fonti ben informate, come Radio carcere, Radio radicale e l'Associazione Antigone, e che sono state confermate dal sottosegretario di Stato per la giustizia Santelli, ci preoccupano molto. Ciò perché dal sovraffollamento deriva la riduzione degli spazi nelle celle: in alcuni casi, infatti, a Poggioreale una cella è occupata ancora da 6 o 8 detenuti, con tutti i problemi igienico-sanitari, e non solo, che ne derivano.
Si verifica, inoltre, la riduzione della cosiddetta ora d'aria. Sottosegretario Santelli, ci siamo recati in visita in quel carcere a fine dicembre e le posso assicurare che non sempre vi è la condizione per garantire la fruizione dell'ora d'aria, così come l'accesso più limitato ai servizi igienici secondari e la stessa fruizione degli spazi consentiti ai detenuti per il colloquio.
Il sovraffollamento, tuttavia, genera anche un ulteriore problema. Lei, sottosegretario, ha ricordato che nel carcere di Poggioreale vi è un presidio sanitario tra i più importanti. Questo è vero, ma nonostante ciò, tale presidio è assolutamente insufficiente a garantire assistenza e cura in tempi solleciti. Inoltre, è difficoltoso...
Tale sovraffollamento - ed ho concluso, signor Presidente - crea anche uno squilibrio nell'organico, perché vi sono solo mille agenti di polizia penitenziaria e gli educatori sono soltanto nove. Sappiamo quanto sia importante la figura dell'operatore preordinata a seguire il trattamento del detenuto in carcere ed a redigere le relazioni comportamentali necessarie per proporre richieste di misure alternative alla detenzione.
Credo, allora, che, se venissero risolti i problemi che abbiamo segnalato e si avviasse un processo reale di miglioramento delle condizioni di vita nel carcere di Poggioreale e, più in generale, nelle carceri italiane, potremmo attendere meglio al presupposto costituzionale che ho ricordato poc'anzi e contribuire sicuramente a quel miglioramento della condizione di vita nelle carceri italiane che ho auspicato.


