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H) Interrogazioni
è alto l'allarme di migliaia di dipendenti già del ministero delle finanze ed oggi dipendenti dell'agenzia delle entrate;
i dipendenti lamentano la mancanza di una normativa collettiva certa, che stabilisca con precisione la sfera dei reciproci diritti e doveri;
in particolare, i doveri sembrano essere rimasti gli stessi, mentre i diritti sembrano essere sostanzialmente evanescenti e, comunque, non chiaramente individuati;
trattasi di circa 34 mila impiegati, la cui piattaforma contrattuale resta attualmente a livello di bozza da discutere;
da una parte viene richiesta - e giustamente - una sempre maggiore professionalità degli operatori dell'agenzia delle entrate, al fine di migliorare il rapporto con i contribuenti, mentre dall'altra le forti richieste di risparmio (carta, energia elettrica, telefono ed altre) sembrano non tener conto del fatto che l'efficienza degli uffici richiedono un utilizzo razionale dei servizi, ma non certamente un loro sottoutilizzo;
lo stesso ringraziamento formalizzato dal Ministro interrogato ai commercialisti, per la positiva riuscita del condono, ha evidenziato un'ingiusta sottovalutazione del grande impegno degli uffici, proprio perché tale ringraziamento ha completamente dimenticato il personale delle agenzie delle entrate;
risulta, altresì, insufficiente l'applicazione della direttiva del Ministro Manzella sull'abolizione dello strumento cartaceo attraverso la diffusione dello strumento della posta elettronica -:
se non ritenga che il personale dell'agenzia delle entrate abbia o meno il diritto, senza ulteriori dilazioni, di ottenere una normativa contrattuale definita, sì da superare le incertezze che, ad oggi, rendono difficile ed indefinito, soprattutto sul piano retributivo, il rapporto di lavoro di circa 34 mila impiegati;
se non ritenga, dunque, di dover accelerare i tempi per il varo di uno specifico contratto di lavoro per definire in modo giusto ed equo gli elementi retributivi e di carriera, tenuto conto della trasformazione del rapporto avvenuta negli ultimi anni;
se non ritenga di dare effettiva e completa applicazione alla direttiva del Ministro Manzella sull'abolizione dello strumento cartaceo mediante ampia diffusione del sistema di posta elettronica.
(3-02557)
(22 luglio 2003)
la decisione di raddoppiare le risorse destinate ai centri di assistenza fiscale ha destato non poche perplessità, soprattutto nell'ambito dei lavoratori dipendenti delle agenzie delle entrate;
mentre i dipendenti sono sempre in attesa che il Governo si preoccupi di portare a termine la contrattazione per la categoria, vengono rinvenute risorse destinate ad organismi che, per un certo verso, duplicano l'attività che viene già istituzionalmente svolta dall'amministrazione finanziaria periferica dello Stato;
il riconoscimento dell'attività svolta dai centri di assistenza fiscale non può che essere posposto al riconoscimento dell'attività svolta dai dipendenti delle agenzie delle entrate, riconoscimento che deve partire dall'accoglimento delle loro (peraltro modestissime) rivendicazioni economiche e dalla sottoscrizione di un formale contratto collettivo;
è di tutta evidenza che, operando in questo modo, si corre il rischio di accentuare il senso di frustrazione e di avvilimento che serpeggia nel settore dei dipendenti delle agenzie delle entrate -:
se e quando, in ragione dell'intervenuto reperimento di nuove risorse finanziarie da destinare ai centri di assistenza fiscale, si riterrà di poter individuare le risorse finanziarie da destinare ai dipendenti delle agenzie delle entrate, contestualmente al varo di una seria contrattazione individuante con precisione la sfera dei diritti e dei doveri.
(3-02571)
(23 luglio 2003)